Reale Gruppo Storico "Gioacchino Murat " 

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40eme REGIMENT INFANTERIE DE LIGNE”

dell’Associazione storico culturale “IL SEGNO DEL PASSATO”

 

 

Il 40eme Régiment d'Infanterie de Ligne ha vissuto in prima linea tutta l'epopea napoleonica, accompagnando il primo Console prima e l'imperatore poi, in ogni angolo d'Europa, contribuendo in maniera significativa ai suoi successi. Il reggimento ha le sue radici nel Régiment Gardes Francaìse ed il reale 40° Soissonois, nonché la Garde Nalionale de Paris nel periodo della rivoluzione.

Negli anni delle guerre per la difesa della Repubblica, il reggimento è impiegato nella lotta agli insorti della Vandea. Durante la prima campagna d'Italia, 1796, sotto il nome di 40° Demi Brigade si distingue alla battaglia di Arcole. Il caratteristico "Demi Brigade" viene assunto per motivi di evidente rottura con la tradizione realista al posto del termine "Reggimento". Nel corso della seconda campagna d'Italia, la 40° Demi Brigade fa parte dell'avanguardia delI'Armee de Reserve che discende il (Gran San Bernardo alla riconquista della penisola. E' parte della divisione Watrin, nella avanguardia comandata dal brillante generale Lannes. La 40° partecipa nella stessa avanguardia a tutti gli scontri con il nemico austro-piemontese dalla calata dal confine fino alla presa d'Ivrea e la seguente battaglia del Chiusella. E’ a Romano Canavese, il 26 maggio 1800, che merita l'elogio personale del Primo Console Bonaparte, per la disciplina e l'abilità del suo "quadrato" difensivo nel resistere ai vani assalti della cavalleria avversaria. La seconda campagna d'Italia ha il suo epilogo nella battaglia di Marengo, che decreta la vittoria assoluta dei francesi; la 40° Demi Brigade e ancora presente sul campo. Ricordando le principali battaglie cui partecipa il 40°, ritornato reggimento dopo l'incoronazione di Napoleone ad Imperatore, citiamo UIm ed Austerlitz l’anno 1805. All'epica vittoria di Austerlitz, il 40° comandato da Michel, combatte inquadrato nella terza divisione del generale Suchet, sotto al V° Corpo, comandato ancora dal generale Lannes. L'anno seguente, il reggimento partecipa alla vittoria di Jena, che sbaraglia le truppe prussiane, al comando del colonnello Chassereaux; inquadrato nello stesso V° Corpo di Lannes. Allo scoppio della violenta guerriglia nella Spagna governata dai francesi, il 40° reggimento è parte delle truppe inviale nella penisola iberica per ristabilire l'ordine. Viene invischialo in una guerra inaspettatamente feroce e senza fine, dove  partecipa nel 1808 all'effimera vittoria di Somosierra. Rientrato in centro Europa, nella ricostituita Grand Armee, il successivo 1809, il 40° reggimento combatte gli austriaci all'infausta battaglia di Essling, che  segna una battuta d'arresto per la macchina da guerra napoleonica. E' la battaglia che viene ricordata, fra l'altro, per la morte del prode Maresciallo di Francia Lannes. Nello stesso anno il reggimento combatte a Wagram, pronto vittorioso riscatto contro gli austriaci. Alla battaglia di Lipsia del 1813, detta battaglia delle Nazioni, il 40° reggimento, al comando di Jacquemet, è inserito nel terzo Corpo di Sohuam, 8° Divisione Broyer, brigata barone Esteve. Partecipa alla sconfitta che di fatto mette fine al sogno imperiale di Napoleone. In conseguenza di tale sconfitta, l'esercito francese si ritira sempre più, accerchiato da preponderanti forze della coalizione antinapoleonica, fino alla difesa del suoi confini nazionali. Il 40° partecipa alla cosiddetta campagna di Francia del 1814, nella 5a Divisione del generale Maransin, brigata Barbot, distinguendosi nel combattimento di Tolosa.

Quella che diventerà la fanteria di linea dell'Impero napoleonico iniziò a delinearsi negli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione francese, quando una riorganizzazione amalgamò i reparti già esistenti nell'Ancien Regime (les blancs) con battaglioni di volontari mal addestrati, arruolatisi sotto la spinta del furore rivoluzionario (les bleu). Le nuove unità c:he presero nome di Demi Brigades erano composte da un battaglione regolare (2° battaglione di centro) a cui erano affiancati due battaglioni di volontari (1° e 3° battaglione). In questo modo la Demi Brigade poteva operare disponendo in lìnea il battaglione di veterani per ottenere la massima potenza dì fuoco, mentre sui fianchi i  volontari in colonna caricavano il nemico. Nell'anno 1803 venne reintrodotto il termine "reggimento", riservando la definizione di Demi Brigade alle unita provvisorie. La struttura dei reggimenti variò nel 1804 quando in sostituzione delle compagnie leggere già adottate da alcune unità, fu introdotta una compagnia dì volteggiatori, impiegata essenzialmente come schermo per i reggimenti in linea. La fanteria di linea, sebbene meno celebrata e conosciuta rispetto alla mitica Guardia Imperiale, fu quella che in realtà sostenne il peso maggiore delle battaglie in tutte le campagne combattute da Napoleone. Il gruppo di rievocazione storica veste l'uniforme del 40° reggimento in riferimento alla storia canavesana, poiché tale reggimento, come riferito in queste brevi note, il 22 maggio 1800 assediò e prese Ivrea assieme al 22° reggimento ed in conseguenza ebbe presenza e combatté nel nostro territorio d'appartenenza.

L'uniforme indossata è quella conforme per la fanteria di linea nel primo periodo imperiale, quello della massima gloria e splendore delle armate francesi che conquistarono gran parte dell'Europa, ma l'abbigliamento delle armate napoleoniche, sebbene fosse regolamentato da diverse ordinanze, non fu mai completamente omogeneo. Questo avvenne sia per la carenza di materiali sia perché i soldati, solitamente restii ad adeguarsi alle varie modifiche introdotte al loro vestiario, tendevano a mantenere le loro vecchie uniformi ed i simboli distintivi dei loro reparti, specialmente quando si trattava di unità di elite. Non vanno poi dimenticate le varianti fuori ordinanza che i comandanti di reparto avevano l'abitudine di introdurre in base al proprio gusto personale nelle loro unità. L'uniforme tipica della fanteria di linea subì alcune leggere modifiche nel corso degli anni, ma rimase sostanzialmente invariata fino al 1812. E' basata sul modello adottato nel periodo rivoluzionario dalla Guardia Nazionale e consiste in una giacca blu scuro (habit) a falde lunghe, con paramani e colletto rossi e risvolti al petto ed alle falde bianchi. Le distinzioni di specialità e grado vengono determinati con l'uso di spalline di diverso colore e dalla applicazione di fregi sui risvolti delle falde. L'habit fu praticamente per tutto il periodo rivoluzionario il solo capo di vestiario fornito alle armate francesi e pertanto venne indossato per lungo tempo su abiti civili. L'uniforme viene completata in epoca imperiale con gilet e pantaloni bianchi e con ghette nere. Il copricapo d'ordinanza rimase per molti anni il bicorno, che per le compagnie di granatieri poteva essere portato in alternativa al caratteristico berretto di pelo d'orso; solo nel 1806 fu ufficializzato l'uso di un nuovo copricapo, lo shako. Questo completato con piumetti, cordoni, galloni e fregi.

Associazione Storico-Culturale "II Segno del Passato"

 

 


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