Teresa AVERTA - Murat Onlus

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News > Premio di Poesia
Cantico di Gioacchino Murat

Non c'è posto per me nella terra o Dio,
non c'è posto per me in nessuna terra.
Solo il mare mi è amico.
Martire lascio un mondo senz’anima
nel mio castello lastricato di sangue,
Nudo, senza camicia e senza orpelli,
non odo più il cinguettio degli uccelli.
Il ruggito della tempesta di fuoco mi divora...
lascio i miei giorni di tuono e dolore.
Come rifiuto umano tra queste mura
raccolgo i miei pezzi di vita sciupata.
Alzo gli occhi... guardo l’orizzonte alla marina
e dico Addio ai miei figli e alla mia sposa Carolina.
Rimane poco... della mia triste esistenza
dei miei sogni bruciati: il fumo e l’essenza...
tra questi vicoli stanchi di dolore e mistero,
il ricordo di un re dell’ingiustizia prigioniero.
Non voglio rubare niente di ciò che vi appartiene.
Né il mare, la civiltà, la ricchezza o la storia.
“Ma non maledite giammai la memoria”.
Triste sarà il mio vagare su pietre erose dal pianto,
finché non nasce il giorno, non finirà il mio canto.
E se la libertà ha un prezzo da pagare...
Con la vostra preghiera lasciatemi volare...
I miei occhi vedranno ancora nuova aurora,
se la giustizia sarà incisa nella storia.
Teresa Averta

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