Il Museo delle Reali Ferriere di Mongiana (11/7/2015) - Murat Onlus rievocazioni

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Il Museo delle reali ferriere borboniche è un museo di archeologia industriale del comune di Mongiana in Calabria, inaugurato il 23 ottobre 2013 ed incentrato sulla storia del polo siderurgico di Mongiana creato durante il regno borbonico tra il XVIII e il XIX secolo.
Ci sono voluti 38 anni di lavoro per vedere finalmente aperto il Museo delle Reali Ferriere Borboniche. Siamo a Mongiana, nelle Serre vibonesi. Qui sorgeva quello che era uno degli orgogli del Regno Borbonico: una fabbrica che era all'avanguardia nella tecnologia metallurgica, che occupava un'area di 12.000 metri quadri, con tre altiforni e sei raffinerie e che dava lavoro a 2000 persone. Si producevano fucili e pistole, oggetti di uso quotidiano e materiale ferroviario, come i binari della storica tratta Napoli-Portici. A fornire ferro e grafite erano le ricche miniere della vicina cittadina di Pazzano, conosciute e sfruttate già in epoca normanna. Il legno dei boschi circostanti era trasformato in carbone per alimentare i forni di fusione, mentre l'energia per far muovere le macchine veniva fornita dai fiumi Ninfo e Allaro. E il paesino di Mongiana, oggi spopolato dall'emigrazione, era florido e felice. Ma poi arrivò l'unità nazionale. E i piemontesi, che depredarono le macchine metallurgiche e le portarono a Terni, portarono con loro solo pochi operai, che insegnarono a quelli umbri. E qui restò solo miseria. E' una delle tante storie del Sud che fu, e che nulla aveva da invidiare al Nord. Anzi. Ma adesso è inutile recriminare, anche se la conoscenza è importante per risvegliare, chissà, sopiti orgogli. L'area espositiva del museo, recuperata grazie ai finanziamenti della Regione Calabria, propone una carrellata di pannelli in italiano e in inglese, che raccontano gli oltre cento anni di vita di questa realtà, all'epoca unica in Italia. E nelle teche sono esposte le armi uscite dalle fonderie delle Ferriere di Mongiana, che facevano parte di un vero triangolo industriale assieme alle miniere di Pazzano e all'area della Ferdinandea. Oggi restano qui solo pochi cimeli. Non ci fu nessuna pietà per questa terra, che si era conquistata la sua ricchezza e improvvisamente divenne povera. Il Sud fu produttivo. Ma fu condannato alla deindustrializzazione forzata.
Le immagini sono di una visita al Museo fatta dai Soci della Murat Onlus in data 11/7/2015 nell'ambito del programma VIAGGIARE NELLA STORIA.
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