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Associazione Culturale Gioacchino Murat Onlus di Pizzo

- iscritta al Registro degli enti ed Associazioni culturali della regione calabria  - Codice Fiscale e Partita Iva 02521880795
  -  Presidente Giuseppe Pagnotta
 

MURAT ONLUS Eventi del 2013


Gioacchìno Rasponi-Murat
Il palazzo della famiglia Rasponi-Murat a Ravenna
La casa di Massimo Giuliani, commerciante di granaglie, un tempo magazzino dei conti Pasolini (fotografia dei primi anni Sessanta).
 
 

VIA RASPONI GIOACCHINO

da piazza XX Settembre, attraversa la piazza Kennedy e arriva alla

piazza Duomo - Città. Si tratta dell'antica strada del Duomo che

nel vecchio stradario comunale è indicata con la percorrenza:

"dalla piazza dell'Aquila a quella del Duomo». Fu intitolata al

Rasponi nel 1881 soltanto 4 anni dopo la sua morte. Era il figlio

primogenito del conte Giulio Rasponi e della principessa

Donna Luisa, figlia di Re Gioacchino Murat, ed era nato a

Trieste l'8 marzo 1829. Nel 1858 aveva sposato la

principessa Costanza Ghika, appartenente ad una famiglia di

magnati romeni originari d'Albania; il padre della sposa

Costantino era il Grande Gospodaro della Valacchia.

Ecco quello che scrisse di lui «Il Monitore delle Romagne»

il giornale del partito progressista da lui fondato nel 1874: «Poco

 più che ventenne, fu dei pochi patrizi che sotto il giogo

papale congiurassero a rovesciarlo: e l'alba avventurosa

 del 1859 lo vide primo prodigare sacrifici e sostanze per rendere

 durevole un'era nuova di libertà, d'indipendenza alla sua cara

Italia. Fu deputato nello stesso anno alla Costituente delle

 Romagne; e dopo, per una serie quasi non interrotta di oltre

tre lustri, ebbe seggio costante in Parlamento, di cui fu anche Vice

Presidente e sempre poi uno dei membri più intelligenti, autorevoli

 e stimati. Per solo eccesso di amor patrio sì sobbarcò nel 1873

all' ingrato ufficio di Prefetto a Palermo: volle ordinamenti severi,

ma ossequiosi al culto delle leggi e della libertà. E quando gli

uomini del Governo  di allora tentarono di offendere l'una e l'altra,

sdegnoso rifiutò l'opera sua, e tornò nel continente; grande della

sua lealtà e fierezza, se non ricco di allori conseguiti».

Per la sua terra natale ebbe più che affetto, delirio. Le prodigò

 cure, studi e lavoro indefesso, nelle molteplici cariche sostenute,

e di Sindaco negli

 anni 1963-64-65-73, e di semplice Magistrato e di Presidente di

associazioni.

Nel dicembre 1874 il Consiglio direttivo della Società Operaia

 di Mutuo Soccorso Maschile, fondata a Ravenna nel 1863 con

1268 soci effettivi,

 per festeggiare il primo decennio dalla fondazione, decise di

 farsi promotore per l'istituzione anche di una Società Operaia per

le donne. E per

 iniziativa della contessa Costanza Ghika Rasponi si formò un

Comitato composto di ventitre signore; e nell'anno successivo fu

approvato lo Statuto della nuova Società. Prima Presidente fu la

contessa Costanza

Ghika Rasponi. A soli 40 anni età, il 10 settembre 1877, a

Selbagnone di Forlimpopoli, ebbe termine la vita di Gioacchino

Rasponi; la salma fu trasportata e tumulata nella tomba gentilizia

 di famiglia a Mezzano.

Note
Nel giorno del primo anniversario della morte fu pubblicala

una "Commemorazione funebre», un volume di pagg. 126, -

Ravenna 1878 - Tipografia Calderini, nella quale venivano messi

in luce sia i particolari meriti dell'uomo sia le manifestazioni di

generale cordoglio che si ebbero in occasione della

scomparsa di quest'uomo benemerito.
Ricordiamo pure un opuscolo di Francesco Tarducci di pagg. 37 -

 Bologna, Zanichelli - che porta il titolo «Gli ultimi giorni del Conte

Gioacchino Rasponi».
Ritengo doveroso ricordare il fratello di Gioacchino, il conte

Pietro, anch'egli uomo di fervidi sensi liberali che alla caduta del

 Governo pontificio fu eletto Deputato per l'Assemblea delle

 Romagne. Come Capitano di cavalleria, partecipò alle azioni

 militari degli anni 1859 come addetto al Quartiere Generale

dell'imperatore Napoleone, e a quelle del 1860. Mori a

Savignano nel 1878, un anno dopo la scomparsa del fratello; e

 come lui fu sepolto nella tomba gentilizia di Mezzano.

 

 

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Copyright © 2013 Associazione Culturale "Gioacchino Murat" Onlus di Pizzo. Ultimo aggiornamento: 01-01-2013