6/10/1976 Ricerca ossa Murat con il Sindaco di Pizzo
Nell'autunno del 1976 iniziarono i lavori di restauro della pavimentazione della Chiesa Matrice e con un gruppo di amici pregammo Mons. Giuseppe Pugliese, arciprete della Collegiata, di consentirci di praticare un piccolo Foro sulla terza botola della navata centrale per poter osservare l'interno della tomba che, notoriamente, era quella nella quale era stato seppellito Gioacchino Murat. Era, pensammo, l'unica occasione che si presentava dato lo stato di smantellamento del vecchio pavimento e, sicuramente, un'opportunità analoga difficilmente si sarebbe ripresentata. Il buon Mons. Puglièse, sensibile alle nostre insistenti preghiére, ma alquanto titubante per l'immancabile clamore che il fatto avrebbe suscitato, ci consentì l'apertura del foro a condizione che l'operazione avvenisse nel modo più sbrigativo e alla presenza del sindaco del tempo Dott. Domenico Crupi. Infatti la sera del 6 ottobre, armati di martelli e scalpelli, muniti di grosse lampade e di macchine fotografiche, riuscimmo ad aprire un foro di circa 30 centimetri di diametro, appena sufficiente per poter osservare l'interno della tomba, introdurre una lampada e scattare alcune fotografie. L'interno della tomba corrispondeva esattamente alla descrizione fatta dal De Cesare: si notava un ammasso di ossa spesso, ricoperte con della calce bianca disinfettante, si notava qualche cassa infracidita ed era evidente che si trattava di un unico sotterraneo. Dopo circa un'ora di attenta osservazione il foro fu rinchiuso con del cemento.Con gli amici appassionati di storia locale formammo subito un comitato permanente con l'intento di trasformare il castello di Pizzo in museo murattiano. Furono sviluppate le fotografie scattate all'interno della tomba e alcune copie furono spedite a « Les Amis du Musée Murat », un'associazione murattiana di cui anche noi facciamo parte, che ha sede a La Bastide Murat (Francia).Alcuni giorni dopo, osservando attentamente una delle fotografie scoprimmo, confuso nel mucchio di ossa, un particolare sensazionale: nientemeno che uno stivale di foggia napoleonica con un qualcosa che sembrava uno sperone situato nella giusta posizione, chiaramente visibili. La medesima scoperta fecero gli amici del Museo murattiano in Francia e provvidero subito a far venire a Pizzo il Console Generale di Francia a Napoli Sig. Gerard Serre. Non era possibile che la sera del 6 Ottobre ,fosse sfuggito l'osservazione diretta e attenta dell'interno della tomba a diverse persone un particolare di tanta importanza. Il fatto suscitò quel clamore paventato da Mons. Pugliese ed ebbe grande risonanza. Domenico Curatolo
Torna all'home page
Copia di Senza titolo-3
Senza titolo-1
Senza titolo-2
Senza titolo-3
Untitled0 - 0001
Untitled0 - 0002
Untitled0 - 0003
Untitled0 - 0004
Untitled0 - 0005
Untitled0 - 0006
Untitled0 - 0007
Untitled0 - 0008
Start slideshow
Generated by iWebAlbum
loading