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Associazione Culturale Gioacchino Murat Onlus di Pizzo

- iscritta al Registro degli enti ed Associazioni culturali della regione calabria  - Codice Fiscale e Partita Iva 02521880795
  -  Presidente Giuseppe Pagnotta
 

MURAT ONLUS Eventi del 2013


 

GIORNATE MURATTIANE

Sono le giornate che la Città di Pizzo dedica al ricordo del Re Gioacchino Murat. Mentre prima non avevano alcune periodicità adesso invece, per merito dell'Associazione Gioacchino Murat Onlus,  dal 2002 stanno avendo  cadenza annuale e si spera che ciò possa continuare anche per il futuro. Esse si basano sulla commemorazione della morte del Re con due cerimonie separate e distinte: quella religiosa viene celebrata con una S. Messa in suffragio presso la Chiesa Matrice di San Giorgio Martire, mentre quella civile con una Cerimonia fatta presso il Castello Aragonese di Pizzo. Inoltre a periodi biennali viene organizzata anche la Rievocazione Storica dello "Sbarco, arresto, condanna e fucilazione del Re Gioacchino Murat".

COSTUMI E DIVISE

RICONOSCIMENTI PUBBLICI

PARCO STORICO

 

 

PANORAMI DEL REGNO DI NAPOLI

Murat è un grande esempio della mobilità sociale che caratterizzò il periodo napoleonico (e anche delle conclusioni tragiche di molte folgoranti carriere).
Figlio di un albergatore, studiò in seminario, ma ne fu espulso a vent'anni per rissa. Fece per tre anni il mestiere paterno, poi si arruolò e fece parte della guardia costituzionale di
Luigi XVI.Alla caduta della monarchia si arruolò nell'esercito e divenne rapidamente ufficiale. Nel 1795 era a Parigi a sostenere Napoleone contro l'insurrezione realista. Lo seguì poi nella campagna d'Italia e in quella d'Egitto, dove fu nominato generale e fu determinante nella vittoria di Abukir contro i Turchi.
Partecipò attivamente al colpo di stato del
18 Brumaio 1799 e divenne comandante della guardia del Primo console. L'anno dopo sposò la sorella di Napoleone, Carolina Bonaparte.
Eletto nel
1800 deputato del suo dipartimento, il Lot, poi nominato comandante della prima divisione militare e governatore di Parigi, al comando di 60mila uomini, nel 1804 fu nominato Maresciallo dell'impero, e due anni dopo Granduca di Clèves e di Berg.
Grande soldato e grande comandante di cavalleria, fu con Napoleone in tutte le campagne, pur non rinunciando alle proprie opinioni, come quando si oppose all'esecuzione del duca di Enghien.Nel
1808 Napoleone lo nominò re di Napoli, dopo che il trono sottratto ai Borboni si era reso vacante per la nomina di Giuseppe Bonaparte a re di Spagna.
A
Napoli il nuovo re fu ben accolto dalla plebe, che ne apprezzava la bella presenza, il carattere sanguigno, il coraggio fisico, il gusto dello spettacolo e alcuni tentativi di porre riparo alla sua clamorosa miseria - e ovviamente detestato dal clero.
Durante il suo breve regno, Murat avviò opere pubbliche di rilievo (il ponte della Sanità, via
Posillipo, nuovi scavi ad Ercolano, il Campo di Marte ecc.), e non solo a Napoli, ma anche nel resto del meridione (bonifica delle paludi a Gioia Tauro, illuminazione pubblica a Reggio di Calabria, progetto del Borgo Nuovo di Bari). La nobiltà apprezzò le cariche e la riorganizzazione dell'esercito sul modello francese, che offriva belle possibilità di carriera. I letterati apprezzarono la riapertura dell'Accademia Pontaniana e l'istituzione della nuova Accademia reale, e i tecnici l'attenzione data agli studi scientifici e industriali. I più scontenti erano i commercianti, ai quali il blocco imposto ai commerci di Napoli dagli inglesi rovinava gli affari (contro il quale lo stesso Murat tollerava e favoriva il contrabbando, il che costituiva un'ulteriore ragione di favore popolare per lui).
La spinta innovatrice del decennio murattiano fu rapidamente inaridita dal ritorno dei
Borboni.

Quanto a Murat, il nuovo ruolo non gli impedì di continuare ad essere un grande comandante, partecipando alla campagna di Russia e alla battaglia di Lipsia (1814). Dopo questa sconfitta cercò di salvare il trono facendo una pace separata con l'Austria, ma l'anno dopo, durante i Cento giorni, fu di nuovo a fianco dell'Imperatore, dando battaglia agli austriaci a Tolentino (e perdendola, il 2 maggio 1815).
Dopo la seconda caduta di Napoleone, che aveva cercato di raggiungere a Parigi, fuggì in
Corsica da dove tentò di passare a Napoli per sollevarne le popolazioni. Dirottato da una tempesta in Calabria, fu arrestato, condannato a morte secondo una legge da lui stesso voluta, e fucilato a Pizzo Calabro il 13 ottobre 1815.

Di fronte al plotone d'esecuzione si comportò con grande fermezza, rifiutando di farsi bendare, e pare che le sue ultime parole siano state: «Sauvez ma face -- visez à mon cœur -- feu!» (Salvate la faccia, mirate al cuore).

 

PIZZO 1815 

La mattina dell'8 ottobre 1815, Gioacchino Murat sbarca nella rada della Marina di Pizzo. Tentativo di riconquista del Regno di Napoli perso nel mese di maggio dello stesso anno dopo la Battaglia di Tolentino, oppure sosta tecnica lungo il viaggio verso Trieste in cui erano rifiugiati i componenti della sua famiglia? Qui, tra l'indifferenza della popolazione, che molto aveva sofferto durante la dominazione francese  soprattutto a causa del blocco continentale che rendeva molto pericolosi i traffici marittimi su cui si basava l'economia di Pizzo, Murat viene catturato e racchiuso tra le mura del Castello. Dopo 5 giorni ed esattamente il 13 ottobre del 1815, dopo un processo farsa fatto da una Commissione Militare appositamente nominata da re Ferdinando, lo sfortunato re Gioacchino Napoleone viene condannato a morte mediante fucilazione. Subito dopo la condanna, la condanna viene eseguita. E' l'ultimo atto della Dominazione Napoleonica in Italia. Muore Murat e con lui molte delle conquiste che l'uomo aveva realizzato con la Rivoluzione Francese. La Restaurazione vince su tutti fronti. Ma è una vittoria non definitiva in quanto, il grande vento rinnovatore della Rivoluzione più grande del mondo, non cesserà mai di soffiare fino ai giorni nostri. La Rievocazione vuole rivivere e far rivivere questo tragico episodio perchè non cada nel dimenticatoio della Storia e con lui la figura di questo grande Re che tanto fece per le popolazioni d'Italia del passato e del Presente.

 

 

 

 

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Copyright © 2013 Associazione Culturale "Gioacchino Murat" Onlus di Pizzo. Ultimo aggiornamento: 01-01-2013