Comune di Pizzo

Arcipretura

 della Chiesa di

S.  Giorgio M.

Associazione G.  Murat  Onlus

 

  

Progetto

Ricerca delle ossa del re Gioacchino Murat (sepolto nella fossa comune della Chiesa di San Giorgio in pizzo (VV) e della costruzione di una cripta che le contenga.

  

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> A S.A.R. Il Principe Murat - Paris

>A S.E. Mons. Luigi RENZO Vescovo di Mileto

>Al Signor  Soprintendente per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico della Calabria - Cosenza

>Al  Ten.Col. Dott. Pasquale Vasaturo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia

e p.c.:

- Al Presidente della Repubblica Francese - Parigi

-  All’ Ambasciatore della Repubblica Francese  - Roma

- Al Console Generale di Francia -  Napoli

- Al Console Onorario di Francia  – Cosenza

- Al Direttore  del  «Musée du Louvre»  di Parigi

- Al Presidente del «Souvenir Napoléonien» – Parigi

- Al Signor Pappalardo Alfio – Phalempin (France)

 

 

- Al Presidente della Repubblica Italiana - Roma

- Al Ministro della Cultura della Repubblica Italiana - Roma

- Al Presidente della Giunta della Regione Calabria – Catanzaro

- All’Assessore alla Cultura della Regione Calabria - Catanzaro

- Al Presidente del Consiglio della Regione Calabria – Reggio Calabria

- Al Vice-Presidente del Consiglio della Regione Calabria - Pizzo

-  All’Onorevole Francesco Antonio STILLITANI

-  A S.E.   Signor Prefetto  di  Vibo Valentia

- Al Presidente della Provincia di Vibo Valentia

- All’Assessore alla Cultura della Provincia di Vibo Valentia

- All’Assessore al Turismo della Provincia di Vibo Valentia

 

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OGGETTO: Presentazione Progetto per il recupero delle ossa del Re Gioacchino MURAT e la sistemazione della fossa comune all’interno della Chiesa di San Giorgio in Pizzo in luogo accessibile al pubblico.

 

La presente per portare a conoscenza delle S. V. Ill.me il Progetto indicato in oggetto, promosso  dall’Associazione G. Murat Onlus  di Pizzo, al fine di ottenere i  permessi e/o le autorizzazioni correlate.

 Sono noti a tutti i tragici avvenimenti che videro nel 1815 Pizzo diventare per quasi una settimana il punto centrale della politica e della Storia europea. Mentre Napoleone ormai sconfitto definitivamente a Waterloo era in viaggio verso l’isola di Sant’Elena, il valoroso cognato Gioacchino Murat tentava di ripetere dal Sud la riconquista del Regno che pochi mesi prima era riuscita a Napoleone. Purtroppo la Storia aveva definitivamente voltato la pagina del Grande Impero Francese. Murat ormai fuori dai tempi nuovi, venne catturato, condannato e quindi fucilato. Morì un grande Re, ma non morirono i principi ed i valori della Rivoluzione Francese che sulla punta della spada egli aveva contribuito  insieme al cognato a diffondere in tutta Europa. I grandi principi della libertà, della legalità e della fratellanza universale continuano a martellare nelle menti e nelle coscienze di tutti gli uomini liberi.

Murat , Alfiere di questi principi, merita di essere tolto dall’oblio della storia. Merita di  essere fatto conoscere a tutti e soprattutto alle nuove generazioni. Murat prima di essere fucilato firmò al Canonico Masdea della Chiesa di San Giorgio una dichiarazione che intendeva  morire da buon cristiano. Quindi il terribile guerriero, il vincitore di cento battaglie alla fine si rilevò un comune mortale e come tutti si rimise nella mani della Santa Chiesa Cattolica. Con questo atto  Murat molto probabilmente salvò la sua anima e per esso oggi merita la pietà di tutti noi. Merita che le sue ossa vengano recuperate e degnamente sepolte, così come meritano di essere recuperate dalla fanghiglia in cui si trovano le ossa delle centinaia di persone che con lui sono state sepolte nella fossa comune della Chiesa di San Giorgio.   

 E’ questo Il risultato finale che si vuole raggiungere, per come viene  dettagliatamente illustrato  e documentato nella Relazione Tecnica allegata al Progetto redatto dall’Ing. Pasquale Panzarella di Pizzo.

         All’impegno finanziario necessario per la completa realizzazione dell’opera il Comune di Pizzo e l’Associazione Gioacchino Murat Onlus intendono provvedere sia con risorse proprie e soprattutto con contributi esterni che saranno richiesti sia a tutti gli Enti pubblici e privati interessati e sia utilizzando tutti gli strumenti normativi previsti dalle leggi vigenti. In ogni caso le risorse necessarie per le prime fasi del progetto saranno ad intero carico del Comune di Pizzo e dell’Associazione Murat Onlus che vi provvederanno con propri fondi di Bilancio. Nessun onere è previsto a carico dell’Arcipretura della Chiesa di san Giorgio.- 

         E’ assolutamente indispensabile  procedere ad una ricognizione preventiva dello stato dei luoghi all’interno della fossa comune della Chiesa Matrice di San Giorgio, al fine di poter predisporre i progetti esecutivi dei lavori, nonché di effettuare dei prelievi di resti umani che con buona approssimazione storica, potrebbero essere attribuiti al defunto Re di Napoli.

         Quindi,  occorrerà effettuare l’analisi comparativa del DNA dei resti con quello degli  attuali discendenti diretti del Re, i quali  più volte hanno dichiarato la loro disponibilità a sottoporsi a tale esame. 

         Tutto quanto sopra premesso si chiede l’autorizzazione, per quanto di competenza,  ad eseguire i  lavori e i  prelievi di reperti, nei seguenti termini :

1)      Aprire una o più delle botole di marmo esistenti all’interno della Chiesa di San Giorgio per potere osservare e documentare lo stato interno dei luoghi della fossa comune.

2)      Accedere all’interno della fossa comune, alla ricerca del feretro di cui alla foto allegata, ed al conseguente prelievo di frammenti di ossa contenuti all’interno o nelle immediate vicinanze del feretro stesso. Qualora questo primo prelievo dovesse dare esito negativo, allora sarà necessario sottoporre ad analisi del D.N.A. tutti i crani ritrovati nella fossa comune, prima della  sistemazione definitiva delle ossa all’interno degli appositi contenitori. Tutto il lavoro sarà eseguito, ove fosse possibile, da personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri, o in alternativa, da altro personale competente e qualificato.

 La richiesta di cui al punto 1)  è altresì finalizzata ad approntare i necessari progetti esecutivi per la bonifica della fossa comune e la costruzione della cripta di Re Gioacchino Murat.

 La richiesta di cui al punto 2) è finalizzata alla esecuzione dei necessari riscontri con il DNA degli attuali discendenti del Re Gioacchino Murat.

Naturalmente, sarà onore ed auspicio dei proponenti l’iniziativa di ricevere da parte Vostra  pieno partenariato al Progetto o, perlomeno, patrocinio culturale allo stesso.

 Speranzosi  del favorevole accoglimento  della nostra richiesta restiamo a disposizione per ogni chiarimento o approfondimento che le Vostre Signorie ci vorranno richiedere.

 Si allega in ordine:

1)      Fotografia del probabile feretro con il quale è stato sepolto il Re Gioacchino Murat, scattata nel 1976 in occasione del rifacimento del pavimento della Chiesa Matrice di San Giorgio Martire di Pizzo, attraverso un foro praticato sulla volta della fossa comune, all’altezza della terza botola, partendo dall’entrata della Chiesa;

2)      Articolo  pubblicato sul quotidiano  CALABRIA ORA a firma di Giuseppe Cultrera sulle prove storiche scoperte dallo scrivente  in merito a quanto detto al punto uno;

3)      Progetto di massima sui lavori da eseguire  per la sistemazione dei sotterranei della Chiesa di San Giorgio e per la costruzione di una cripta reale per il Re Gioacchino Murat e Consorte.

 Distinti Ossequi.

  

Pizzo li,  27 Giugno 2008

  

Il Sindaco di Pizzo

Dottore Fernando NICOTRA

L’ Arciprete della Chiesa di

San Giorgio Martire

Don Antonio GACCETTA

Il Presidente dell’Associazione

 G. Murat Onlus

Dottore Giuseppe Pagnotta

 


 

ALLEGATO 1)

 

Figura  1  -  Feretro storicamente attribuibile al Re Gioacchino Murat.

 


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ALLEGATO 2)

Calabria Ora Edizione di Vibo Valentia del 10 luglio 2007

INDIVIDUATI I RESTI DI MURAT. PAGNOTTA, ECCO LE PROVE!

di Giuseppe Cultrera

In un precedente servizio, avevamo annunciato che uno dei più affascinanti misteri della storia sarebbe stato presto svelato. Un giallo risalente a 192 anni fa, allorquando, dopo essere eroicamente caduto sotto i colpi maldestri di un plotone di esecuzione, all’interno del castello aragonese di Pizzo, le spoglie dell’indomito re Gioacchino Murat vennero sepolte all'interno della fossa comune della Chiesa Matrice. Era il 13 ottobre del 1815. E quei poveri resti non vennero mai più rinvenuti. Ripercorremmo anche le fasi salienti degli unici due vani tentativi di ritrovamento delle spoglie effettuati, il primo, a 84 anni dalla sepoltura, ed esattamente nella mattina del 24 Aprile 1899, per volere della contessa Letizia Murat e del conte Giulio Rasponi, ed il secondo, nel 1976, su iniziativa di un gruppo di studiosi locali, in occasione dei lavori di smantellamento della vecchia pavimentazione del Duomo. Quali furono i motivi del fallimento delle due esplorazioni? La scoperta che la fossa, dopo la tumulazione del Murat, era stata riempita di cadaveri per cui era piena di ossami fino all'orlo. Ma è proprio grazie alla ricognizione effettuata il 28 novembre del 1976 che si è potuti giungere alla soluzione del mistero. All’epoca, un gruppo di studiosi locali praticò nella botola un foro di circa 30 centimetri di diametro attraverso il quale vennero introdotte delle apparecchiature fotografiche e vennero immortalate alcune immagini che, però, non rilevarono nulla di interessante. Discorso chiuso? Sì, ma non definitivamente. Nel mese di Aprile di quest'anno, il Presidente dell'Associazione “Gioacchino Murat”, professore Pino Pagnotta, viene in possesso di quelle foto. Egli le osserva attentamente, le scruta minuziosamente, fa eseguire utili ed opportuni ingrandimenti, oggi consentiti dalle moderne tecnologie e, inaspettatamente, individua la cassa contenente i resti mortali dello sfortunato Re. Le prove? Eccole, sono ben tre. E' la stessa foto del feretro, secondo Pagnotta, a fornire quegli indizi che, poiché trovano il dovuto riscontro nei riferimenti storici a noi tramandati, diventano conferme e, di conseguenza, prove inconfutabili. Nell’ingrandimento della fotografia, infatti, si nota che quella cassa si presenta come se si fosse sfasciata. E di sicuro, sappiamo che la bara ove fu deposto il cadavere del Murat non rimase integra, né venne adagiata delicatamente. E' quanto si evince dalla “Narrazione”, pubblicata da Capialbi, di Antonino Condoleo, che assistette alla sepo1tura e che così la descrive: “L’insanguinato cadavere fu subito messo in una rozza cassa di abete e fu portata da dodici soldati nella Chiesa Matrice. Nel deporla  a terra, per l’urto ricevuto o perché mal connessa, la cassa si aprì negli spigoli...  Rattoppata alla meglio la cassa, con tutta sollecitudine, fu gettata nella fossa comune”. Da quell'involucro, inoltre, fuoriescono numerose strisce di tessuto nero. E per come raccontò Don Tommaso Antonio Masdea, canonico decano della Collegiata di Pizzo e confessore del Murat, il cadavere del Re “venne poi riposto in un baule foderato di taffetà nera e sepolto nella Chiesa Matrice”. Ed infine, si nota chiaramente, al centro, un osso che presenta alla sua estremità un foro, come se fosse stato colpito da una pallottola. Tutto questo è sufficiente per poter affermare che la cassa è proprio quella che contiene i resti di Gioacchino Murat.

Il Presidente dell’Associazione “G.Murat” onlus si è fatto promotore della costruzione di un progetto per il ritrovamento ufficiale. In tal senso, egli ha rivolto inviti ad Università, Studi di Ricerca e studiosi vari per la costituzione di un Comitato Scientifico, oltre che di un Comitato Organizzativo che dovrà essere formato da Enti Patrocinanti ed Aziende Sponsorizzatrici. E a questo punto non rimane altro che attendere che pervengano delle risposte positive, così da poter consentire di portare finalmente alla luce quel mistero che nel corso della storia ha suscitato la curiosità di studiosi, storici, critici ed illustri viaggiatori.

 

Figura  2 - Particolare di osso umano tranciato in modo non naturale.

 


Associazione Culturale G. Murat Onlus di Pizzo

 

 

 

Progetto

 per l’accesso alla Cripta e realizzazione di un Mausoleo per la tomba di re Gioacchino Napoleone Murat e della consorte regina Carolina Bonaparte

 

Il Committente

Presidente Associazione Culturale

G. Murat Onlus di Pizzo

Dott. Giuseppe Pagnotta

 

Il Tecnico

Dott. Ing. Pasquale Panzarella

 

                                                                                                     

                                          


 

 

RELAZIONE TECNICA

 

Oggetto: Accesso alla Cripta del Re Gioacchino Murat.

 

Premessa

L’Associazione Murat, ha intenzione di realizzare un Mausoleo per dare adeguata dimora alle spoglie del Re Gioacchino Murat che si trovano nella fossa comune situata nella Collegiata di S. Giorgio a Pizzo. La presenza dei resti del Re Murat è certificata da parecchi documenti, elementi e riscontri storici che concorrono tutti a costituire la certezza dell’effettiva presenza di tali resti.

Complessivamente l’intervento che l’Associazione si propone è quello di individuare le ossa del Re Gioacchino Murat, di creare un Mausoleo ed eventualmente, in seguito, di effettuare il ricongiungimento delle spoglie della moglie Carolina Bonaparte, che oggi si trovano sepolte in una cappella privata a Firenze.

 

Rilievi e Proposta di Intervento

La presente relazione riguarda l’intero intervento e cioè la realizzazione di un accesso, fruibile al pubblico, alla Fossa Comune sita nella Collegiata di S. Giorgio a Pizzo. Nonché la apertura delle botole, la bonifica dei siti in cui si dovrà intervenire e la sistemazione di tutti i resti custoditi nelle cripte e nella fossa in una o più teche di adeguate dimensioni, che saranno disposte sul fondo della fossa comune lato Altare Maggiore. Dove possibile, sulla base dei registri parrocchiale dei morti saranno ricercate ed indicate in un grande lapide  le generalità dei defunti.-

L’ipotesi di progetto di che trattasi è stata basata sulle testimonianze ed i rilievi anche fotografici effettuati in occasione dell’apertura della botola nel 1976, inoltre sulla base di osservazioni di tutte le posizioni delle botole delle relative cripte gentilizie e di rilievi planimetrici di superficie che è stato possibile effettuare. La presenza di tre file di botole: una centrale e due laterali, allineate nel senso longitudinale nella navata centrale fa presupporre che il sottosuolo della navata centrale è composto da due file di muraglioni centrali sormontati da un solaio con centina inferiore a botte. Il tutto è suffragato e combacia con quanto è possibile vedere dalle foto realizzate nel ’76 all’epoca in cui è stato effettuato l’unico tentativo di ricerca del quale abbiamo varie testimonianze e dati .

In funzione di tale ipotesi di conformazione strutturale della chiesa si è pensato di creare un percorso per l’accesso alla cripta in cui si trovano le spoglie di Murat. Tale percorso dovrebbe avere accesso da una scaletta posta sul lato della navata centrale in corrispondenza di una delle cripte gentilizie esistenti e mediante la parziale demolizione dei setti che separano le varie cripte e la formazione di vani di passaggio, arrivare alla cripta centrale dove sarà realizzato il mausoleo di Murat. Il percorso sarà a doppio senso di percorrenza. La cripta sarà ripulita e nel fondo laterale della stessa sarà ricavata una teca in vetro con la disposizione di tutte le ossa con la relativa elencazione dei nomi dei defunti come riportati nei registri parrocchiali. Avanti ad essa sarà dislocato il mausoleo al Re delle due Sicilie Gioacchino Murat.

Naturalmente la redazione del progetto definitivo dovrà prevedere, a seguito dell’apertura e della bonifica dei luoghi, un accurato rilievo anche con mezzi topo-fotogrammetrici e quindi la verifica delle ipotesi fatte a base della presente proposta. In seguito si riporta un quadro economico dell’intervento previsto e gli elaborati grafici esplicativi di quanto non menzionato nella presente.

                                 

Pizzo 09/04/08                                                                                 

                                                                                                   Il Tecnico

                                                                                                                             Dott. Ing. Pasquale Panzarella

 


Figura 3   - Joachim Murat di Gros  - Museo del Louvre di Parigi


Figura  4   -  Carolina Bonaparte Murat di Jean Baptiste Wicar – Perugia - Galleria Nazionale dell'Umbria

 


 

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Associazione  Culturale G. Murat Onlus

Piazza Generale Malta n, 4, 89812, Pizzo, (VV)

Telefono e Fax  0963532218

Sito Web: http://www.murat.it

Email: info@murat.it

 

 

                                                  Al Presidente della Repubblica Italiana

                                                  Onorevole Giorgio NAPOLITANO         

 

 

 

Oggetto: Richiesta Patrocinio.

 

  

Egregio Signor Presidente,

 da anni la nostra Associazione ha fatto proprio l’impegno di coniugare la Storia, che ha visto la nostra cittadina teatro del tragico destino di Gioacchino Murat, con il presente e l’immediato futuro, muovendosi fra rievocazioni, convegni, cortei storici, seminari e gemellaggi.

 La nostra più segreta speranza è che tutto ciò assuma nel tempo sempre più ampio respiro avvicinando i nostri giovani ai giovani francesi ed ai giovani europei, con la ferma convinzione che il recupero della memoria di una comunità rappresenti il legame supremo con la lettura del nostro senso di appartenenza e, al contempo, lo slancio, oggi più che mai necessario, per la comprensione e l’armonia fra i popoli e le genti.

 Recupero della memoria storica e dimensione euristica sono dunque alla base di tutti i nostri progetti.

 E’ arrivato, ora, il tempo del nostro progetto più ambizioso: la ricerca, che Ella saprà non semplice, delle ossa del re Gioacchino Murat (sepolto nella fossa comune della nostra Chiesa di San Giorgio) e della costruzione di una cripta che le contenga.

 E’ ovvio che il suddetto progetto abbia anche una dimensione umana che si traduce nella nostra ferma volontà di dare sepoltura dignitosa ad un uomo che, come la Storia ci dice, per il suo coraggio, il suo ardimento e le sue idee, non merita certo anonimato ed oblìo.

 E  poiché “Ad augusta per angusta”, noi tutti inoltriamo richiesta affinché Ella, Signor Presidente, ci renda onore assicurandoci il Suo Patrocinio, certi come siamo della Sua comprensione e della Sua considerazione.

 

Troverà qui allegato:

1)       Copia progetto ricerca ossa di Gioacchino Murat;

2)       Progetto messa a punto Mausoleo.

 

Nel ringraziarLa, Signor Presidente, noi tutti Le porgiamo i nostri auguri per il Suo alto mandato e Le assicuriamo la nostra incondizionata stima e il nostro affetto.

   

 

Pizzo li, 21 Luglio 2008                     Dott. Giuseppe Pagnotta

                                          Presidente Associazione G. Murat Onlus

                                            


  

Associazione  Culturale G. Murat Onlus

Piazza Generale Malta n, 4, 89812, Pizzo, (VV)

Telefono e Fax  0963532218

Sito Web: http://www.murat.it

Email: info@murat.it

 

 

                                                  

 

                                                                 Au Président de la République Française

                                                                 M. Nicolas Sarkosy

 

 

 

Objet: Demande de Parrainage.

 

  

Monsieur le Président,

 

depuis des années notre Association est engagée dans l’ effort de conjuguer l’Histoire, qui a voulu notre ville théatre de la tragique destinée du roi Joachim Murat, avec le présent et le futur, organisant sans cesse des congrès, des séminaires, des cortèges costumés et des jumelages.

 Notre éspoir est d’approcher toujours plus nos jeunes à leur passé et aux jeunes français.

 Nous sommes convaincus que rattraper la mémoire d’une communauté soit, à la fois, l’unique façon d’apprendre le sens de l’appartenance à une culture et à un pays et l’èlan, auquel aujourd’hui plus que jamais on ne peut renoncer, vers la compréhension  et l’harmonie entre les peuples et les gens.

 Garder les souvenirs du passé avec un regard au futur est l’idée qui anime tous nos projets. Or, le temps est donc arrivé pour la réalisation de notre projet le plus ambitieux: la recherche, que Vous savez certainement bien difficile, des os du roi Joachim Murat et la construction d’une crypte qui puisse les arbriter.

Il est évident que nos intentions sont surtout humaines car l’heure est venue de rendre la dignité à l’homme, au soldat, au roi qui, comme nous le dit l’Histoire, pour son courage, sa fierté, ses idées ne merite pas l’anonimat et l’oubli.

 Et puisque “Ad augusta per angusta” nous Vous prions, Monsieur le Président, de nous faire l’honneur de nous accorder Votre Protection et Votre Parrainage qui seront pour nous la légitimation meilleure pour la continuation de notre oeuvre sociale et culturelle.

Vous troverez ci-joint:

1)   Projet pour la recherche des os de Joachim Murat;

2)   Projet pour la construction d’une crypte.

 

Dans l’attente d’une réponse de Votre part, nous Vous remercions, Monsieur le Président, et Vous prions d’agréer l’expression de nos sentiments dévoués.  

  

 

Pizzo, le 23 Juillet 2008                      Dott. Giuseppe Pagnotta

                                                      Presidente Ass. G. Murat Onlus