
Nel 1808 Napoleone lo nominò re di Napoli, dopo che il
trono sottratto ai Borboni si era reso vacante per la nomina
di Giuseppe Bonaparte a re di Spagna.
A Napoli il nuovo re fu ben accolto dalla plebe, che ne
apprezzava la bella presenza, il carattere sanguigno, il
coraggio fisico, il gusto dello spettacolo e alcuni
tentativi di porre riparo alla sua clamorosa miseria - e
ovviamente detestato dal clero.
Durante il suo breve regno, Murat fondò, con decreto del 18
novembre 1808, il Corpo degli ingegneri di Ponti e Strade
(all'origine della facoltà di Ingegneria a Napoli) ed avviò
opere pubbliche di rilievo non solo a Napoli (il ponte della
Sanità, via Posillipo, nuovi scavi ad Ercolano, il Campo di
Marte ecc.), ma anche nel resto del Regno (bonifica delle
paludi a Gioia Tauro, illuminazione pubblica a Reggio di
Calabria, progetto del Borgo Nuovo di Bari).
La nobiltà apprezzò le cariche e la riorganizzazione
dell'esercito sul modello francese, che offriva belle
possibilità di carriera. I letterati apprezzarono la
riapertura dell'Accademia Pontaniana e l'istituzione della
nuova Accademia reale, e i tecnici l'attenzione data agli
studi scientifici e industriali. I più scontenti erano i
commercianti, ai quali il blocco imposto ai commerci di
Napoli dagli inglesi rovinava gli affari (blocco contro il
quale lo stesso Murat tollerava e favoriva il contrabbando,
il che costituiva un'ulteriore ragione di favore popolare
per lui).
Il giorno 8 agosto 1809 Murat, con decreto n°448, inizia la soppressione degli ordini religiosi nel regno di Napoli ed in particolare dell'ordine dei domenicani, con la conseguente confisca di tutti i loro beni, la conversione dei conventi ad altro uso (spesso militare) e il passaggio delle loro chiese al clero diocesano.
Non va tuttavia sottovalutato il ruolo avuto nel governo del periodo murattiano dalla moglie Carolina, donna intelligente anche se molto ambiziosa
Gioielli per una Regina

- Ritratto di Carolina Bonaparte Murat
- Storia dei gioielli di Murat in Calabria;
-Sigillo privato di Carolina Bonaparte;
- Parure composta da un collier ed orecchini;
- Demi-parure composta da collana, orecchini e spilla;
- Collana, pettine, orecchini e spilla;





