Indice generale  

www.pizzocalabro.it

www.sanfrancescodip aola.biz


 

 

Diamo una degna sepoltura al Re Gioacchino Murat

Album Fotografico primo incontro operativo

 


 

Link

FRANCE

Museo Murat

Souvenir Napoléonien

 

ITALIA

Ass.ne Tolentino815

Centro Culturale Sebetia

Il Portale del Sud

 

 

Pizzo

pizzocalabro.it

pizzocalabro.com

pizzo.biz

pizzocalabro.eu

webpizzo.altervista.org

 

Calabria

fotovideo.calabria.it

 

Religiosi

apparizioni.com

rinnovamento.org

Natuzza Evolo

San Francesco di Paola

animecristiane.com

 

Storici

murat.it

realcalabria.org

 

Professionali

studiopagnotta.it

 

Centro Studi Murattiani di Palinuro

Video

Palinuro 6/9/2008

Palinuro 1997

 

 23 Dragoni - IVREA

Video della Rievocazione Storica del Passaggio della Chiusella (Battaglia del 26 magg

 

 

 

Normativa > Norme statali > Leggi, decreti legislativi e decreti legge

Torna all'elenco 

 

     a cura dell'Ufficio legislativo

I testi non hanno carattere di ufficialità e corrispondono alla versione della G.U.

 

 

Decreto legislativo  29 ottobre 1999, n° 490

 

Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352

 

Pubbl. nella Gazzetta Ufficiale  27 dicembre 1999, n° 302


 

 

 

 

 

TITOLO I
Beni culturali
Capo I
Oggetto della tutela
Sezione I
Tipologia dei beni


Art. 1.
1. E' approvato l'unito testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, composto di 166 articoli e dell'allegato A, vistato dal Ministro proponente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 29 ottobre 1999
CIAMPI
D'ALEMA, Presidente del Consiglio del Ministri
MELANDRI, Ministro per i beni e le attivita'
culturali
BELLILLO, Ministro per gli affari regionali
Visto, il Guardasigilli, DILIBERTO

TESTO UNICO
DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE
IN MATERIA DI BENI CULTURALI E AMBIENTALI
(art. 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352 )

Articolo 1
Oggetto della disciplina
1. I beni culturali che compongono il patrimonio storico e artistico nazionale sono tutelati secondo le disposizioni di questo Titolo, in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione.

Articolo 2
Patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico, archeologico, archivistico, librario (Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 1; 2, comma 1; 5, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 1; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 148 )
1. Sono beni culturali disciplinati a norma di questo Titolo:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, o demo-etno-antropologico;
b) le cose immobili che, a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere, rivestono un interesse particolarmente importante;
c) le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico;
d) i beni archivistici;
e) i beni librari.
2. Sono comprese tra le cose indicate nel comma 1, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civilta';
b) le cose di interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli incunaboli, nonche' i libri, le stampe, le incisioni aventi carattere di rarita' e pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarita' e di pregio artistico o storico;
e) le fotografie con relativi negativi e matrici, aventi carattere di rarita' e di pregio artistico o storico;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico;
3. Sono comprese tra le collezioni indicate nel comma 1, lettera c), quali testimonianze di rilevanza storico-culturale, le raccolte librarie appartenenti a privati, se di eccezionale interesse culturale.
4. Sono beni archivistici:
a) gli archivi e i singoli documenti dello Stato.
b) gli archivi e i singoli documenti degli enti pubblici;
c) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono notevole interesse storico.
5. Sono beni librari le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato e degli enti pubblici, quelle indicate nel comma 3 e, qualunque sia il loro supporto, i beni indicati al comma 2, lettere c) e d).
6. Non sono soggette alla disciplina di questo Titolo, a norma del comma 1, lettera a), le opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.

Articolo 3
Categorie speciali di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 13; legge 28 marzo 1991, n.112, art. 3, comma 13; decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, art.4-bis aggiunto dalla legge di conversione con modifiche 6 febbraio 1987, n. 15; legge 30 marzo 1998, n. 88, all. A)
1. Indipendentemente dalla loro inclusione nelle categorie elencate all'articolo 2, sono altresi' beni culturali ai fini delle specifiche disposizioni di questo Titolo che li riguardano:
a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista;
b) gli studi d'artista definiti nell'articolo 52;
c) le aree pubbliche, aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale, individuate a norma dell'articolo 53;
d) le fotografie e gli esemplari delle opere cinematografiche, audiovisive o sequenze di immagini in movimento o comunque registrate, nonche' le documentazioni di manifestazioni sonore o verbali comunque registrate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni;
e) i mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni;
f) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi piu' di cinquanta anni.

Articolo 4
Nuove categorie di beni culturali
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 148 )
1. Beni non ricompresi nelle categorie elencate agli articoli 2 e 3 sono individuati dalla legge come beni culturali in quanto testimonianza avente valore di civilta'.

Sezione II

Individuazione

Articolo 5
Beni di enti pubblici e privati
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 4 e 58; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera a)
1. Le regioni, le province, i comuni, gli altri enti pubblici e le persone giuridiche private senza fine di lucro presentano al Ministero l'elenco descrittivo delle cose indicate all'articolo 2, comma 1, lettera a) di loro spettanza.
2. I predetti enti e persone giuridiche hanno l'obbligo di denunciare le cose non comprese nella prima elencazione nonche' quelle che in seguito verranno ad aggiungersi per qualsiasi titolo al loro patrimonio, inserendole nell'elenco.
3. Gli elenchi e i successivi aggiornamenti nella parte concernente i beni indicati all'articolo 2, comma 1, lettera e), sono comunicati dal Ministero alla Regione competente.
4. In caso di omessa presentazione ovvero di omesso aggiornamento dell'elenco, il Ministero assegna all'ente un termine perentorio per provvedere. Qualora l'ente non provveda nel termine assegnato, il Ministero dispone la compilazione dell'elenco a spese dell'ente medesimo.
5. I beni elencati nell'articolo 2, comma 1, lettera a) che appartengono ai soggetti indicati al comma 1 sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo anche se non risultano compresi negli elenchi e nelle denunce previste dai commi 1 e 2.

Articolo 6
Dichiarazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 2, comma 1; 3, comma 1; 5, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 36, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera b)
1. Salvo quanto disposto dal comma 4, il Ministero dichiara l'interesse particolarmente importante delle cose indicate all'articolo 2, comma 1, lettera a) appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati all'articolo 5, comma 1.
2. Il Ministero dichiara altresi' l'interesse particolarmente importante delle cose indicate all'articolo 2, comma 1, lettera b), l'eccezionale interesse delle collezioni o serie di oggetti indicati all'articolo 2, comma 1, lettera c) e il notevole interesse storico del beni indicati all'articolo 2, comma 4, lettera c).
3. Gli effetti della dichiarazione sono stabiliti dall'articolo 10.
4. La Regione competente per territorio dichiara l'interesse particolarmente importante delle cose indicate nell'articolo 2, comma 2, lettera c) di proprieta' privata. In caso di inerzia della Regione, il Ministero procede a norma dell'art. 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.

Articolo 7
Procedimento di dichiarazione
Legge 7 agosto 1990, n. 241, artt. 7, comma 1; 8)
1. Il Ministero avvia il procedimento di dichiarazione previsto dall'articolo 6 direttamente o su proposta formulata dal soprintendente, anche su richiesta della Regione, della Provincia o del Comune, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore.
2. La comunicazione ha per oggetto gli elementi identificativi del bene e la sua valutazione risultante dall'atto di iniziativa o dalla proposta, l'indicazione degli effetti previsti dal comma 4 nonche' l'indicazione del termine, comunque non inferiore a trenta giorni, per la presentazione di eventuali osservazioni.
3. Allorche' il procedimento riguardi complessi immobiliari, la comunicazione e' inviata anche al Comune interessato.
4. La comunicazione comporta l'applicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dalla sezione I del Capo II e dalla sezione I del Capo III di questo Titolo.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del procedimento di dichiarazione che il Ministero stabilisce a norma dell'articolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241 .
6. Le regioni applicano le disposizioni indicate ai commi precedenti nell'esercizio delle funzioni indicate all'articolo 6, comma 4.

Articolo 8
Notificazione della dichiarazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 2 e 3, comma 1)
1. La dichiarazione prevista dall'articolo 6 e' notificata al proprietario, possessore o detentore delle cose che ne formano oggetto.
2. Ove si tratti di cose soggette a pubblicita' immobiliare la dichiarazione, su richiesta del Ministero, e' trascritta nei registri immobiliari ed ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo.
3. Le dichiarazioni adottate dalle regioni a norma dell'articolo 6, comma 4, sono trasmesse al Ministero.

Articolo 9
Accertamento dell'esistenza di beni archivistici
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 37, commi 1 e 2)
1. I privati proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di archivi dei quali facciano parte documenti anteriori all'ultimo settantennio sono tenuti, entro novanta giorni dall'acquisizione, a farne denuncia al soprintendente archivistico.
2. Il soprintendente archivistico accerta d'ufficio l'esistenza di archivi o di singoli documenti, anche di data piu' recente, del quali siano proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, i privati e di cui sia presumibile il notevole interesse storico.

Sezione III
Disposizioni generali e transitorie

Articolo 10
Ambito di applicazione
1. Le disposizioni dei Capi seguenti di questo Titolo si applicano:
a) alle cose e ai beni indicati nell'articolo 2, comma 1, lettera a), salvo il disposto del comma 2 del presente articolo;
b) alle cose indicate nell'articolo 2, comma 1, lettere b) e c), dichiarate a norma dell'articolo 6, comma 2;
c) ai beni archivistici;
d) ai beni librari.
2. Le disposizioni del Capo II, sezioni I e II, e del Capo III, sezioni I e II, di questo Titolo si applicano alle cose indicate nell'articolo 2, comma 1, lettera a) di proprieta' privata, nonche' ai beni indicati nell'articolo 2, comma 4, lettera c), solo se sia intervenuta la notifica della dichiarazione prevista dall'articolo 6.

Articolo 11
Coordinamento con funzioni e competenze di regioni ed enti locali
1. Restano ferme:
a) le competenze attribuite in tutte le materie disciplinate da questo Testo Unico alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e Bolzano dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione;
b) le funzioni attribuite alle regioni a statuto ordinario dal decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3;
c) le funzioni e le competenze attribuite alle regioni e agli enti locali dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 .

Articolo 12
Regolamento
(Legge 1 giugno 1939, n.1089, art. 73; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 73)
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato a norma dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e' emanato il regolamento per l'attuazione delle disposizioni di questo Titolo.
2. Fino all'emanazione del regolamento previsto al comma 1 restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamenti approvati con regi decreti 2 ottobre 1911, n. 1163 e 30 gennaio 1913, n. 363 e ogni altra disposizione regolamentare attinente alle norme contenute in questo Titolo.
3. In questo Titolo si intende per "regolamento" il provvedimento emanato a norma del comma 1.

Articolo 13
Notificazioni effettuate a norma della legislazione precedente
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 71)
1. Nel termine stabilito dal regolamento, il Ministero procede alla dichiarazione di bene culturale nei confronti dei beni immobili indicati nell'articolo 2 per i quali non siano state rinnovate e trascritte le notifiche precedentemente effettuate a norma delle leggi 20 giugno 1909, n. 364 e 11 giugno 1922, n. 778.
2. Le notifiche indicate al comma 1 restano comunque valide, agli effetti di questo Titolo, fino alla scadenza del termine prescritto dallo stesso comma 1.
3. Le notificazioni eseguite a norma degli articoli 2, 3 e 5 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 e le dichiarazioni adottate a norma dell'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409 conservano piena efficacia.

Articolo 14
Raccolte ex-fidecommissarie
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 72)
1. Restano salve le disposizioni relative alle raccolte artistiche ex-fidecommissarie, impartite con legge 28 giugno 1871, n. 286, legge 8 luglio 1883, n. 1461, regio decreto 23 novembre 1891, n. 653 e
legge 7 febbraio 1892, n. 31.

Articolo 15
Vigilanza e cooperazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 6; decreto del Presidente
della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera a; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, artt. 148 -155 )
1. La vigilanza sui beni culturali compete al Ministero e, per quanto concerne i beni oggetto di delega di funzioni amministrative, anche alle regioni.
2. Il Ministero esercita la vigilanza anche con la cooperazione delle regioni.
3. Il Ministero e le regioni cooperano altresi' all'impostazione e alla definizione delle modalita' d'attuazione, anche in collaborazione con le universita', di programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di catalogazione, inventariazione e restauro.

Articolo 16
Catalogazione
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 art. 149, comma 4, lettera e)
1. Il Ministero assicura la catalogazione dei beni culturali per il censimento del patrimonio storico ed artistico nazionale.
2. Le regioni, le province e i comuni curano la catalogazione dei beni culturali loro appartenenti e, informatone il Ministero, degli altri beni culturali presenti sul proprio territorio. I dati affluiscono al catalogo nazionale del beni culturali.
3. La catalogazione e' effettuata secondo le procedure e con le modalita' stabilite dal regolamento, previa definizione, con la cooperazione delle regioni, di metodologie comuni per la raccolta e l'elaborazione dei dati a livello nazionale e la integrazione in rete delle banche dati regionali o locali.
4. I dati concernenti le dichiarazioni a norma dell'articolo 6 e gli elenchi previsti dall'articolo 5 affluiscono nella catalogazione e sono trattati separatamente dagli altri; la loro consultabilita' e' disciplinata in modo da garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.

Articolo 17
Funzione consultiva
(Decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, art. 8 )
1. I comitati di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali sono facoltativamente consultati in relazione ai provvedimenti di tutela e di valorizzazione previsti da questo Titolo che investono problemi di speciale importanza.
2. Il parere del comitati indicati al comma 1 e' obbligatorio per i provvedimenti che comportano spese superiori alle soglie stabilite con decreto del Ministro, udito il Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali.

Articolo 18
Provvedimenti legislativi particolari
(Decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 791)
1. Sono fatte salve le disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 791 per gli interventi di restauro e di risanamento conservativo in Venezia insulare, nelle isole della laguna e nel centro storico di Chioggia, ed ogni altra disposizione di legge speciale avente ad oggetto singole citta', complessi architettonici, siti od aree di interesse storico, artistico od archeologico.

Articolo 19
Beni culturali di interesse religioso
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 8)
1. Quando si tratti di beni culturali di interesse religioso appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa Cattolica o di altre confessioni religiose, il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono, relativamente alle esigenze del culto, d'accordo con le rispettive autorita'.
2. Si osservano, altresi', le disposizioni stabilite dalle intese concluse a norma dell'articolo 12 dell'Accordo di modificazione del Concordato lateranense firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle intese sottoscritte, a norma dell'articolo 8, comma 3, della Costituzione, con le confessioni religiose diverse dalla cattolica.

Articolo 20
Convenzioni internazionali
1. L'attivita' di tutela e valorizzazione dei beni culturali si conforma ai principi di cooperazione tra Stati, anche nell'ambito di organizzazioni internazionali, stabiliti dalle convenzioni rese esecutive in Italia in materia di protezione del patrimonio culturale mondiale e del patrimoni nazionali.

Capo II
Conservazione Sezione I
Controlli

Articolo 21
Obblighi di conservazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 5, comma 2; 11, commi 1 e 2; 12, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, artt. 38 lett. g e 42, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lett. a)
1. I beni culturali non possono essere demoliti o modificati senza l'autorizzazione del Ministero.
2. Essi non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla loro conservazione o integrita'.
3. Le collezioni non possono, per qualsiasi titolo, essere smembrate senza l'autorizzazione prescritta al comma 1.
4. Gli archivi non possono essere smembrati, a qualsiasi titolo, e devono essere conservati nella loro organicita'. Il trasferimento di complessi organici di documentazione di archivi di persone giuridiche a soggetti diversi dal proprietario, possessore o detentore e' subordinato ad autorizzazione del soprintendente.
5. Lo scarto di documenti degli archivi di enti pubblici e degli archivi privati di notevole interesse storico e' subordinato ad autorizzazione del soprintendente archivistico.
Articolo 22
Collocazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 11, commi 1 e 3; 12, comma 2)
1. I beni culturali non possono essere rimossi senza l'autorizzazione del Ministero.
2. I beni appartenenti agli enti contemplati dall'articolo 5 sono fissati al luogo di loro destinazione nel modo indicato dalla soprintendenza.
3. Nel caso in cui il trasporto di beni mobili appartenenti a privati, dichiarati a norma dell'articolo 6, avvenga in dipendenza del cambiamento di dimora del detentore, questi ne da' notizia alla soprintendenza, la quale puo' prescrivere le misure che ritenga necessarie perche' i beni medesimi non subiscano danno.
4. Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano agli archivi correnti degli enti pubblici e degli organi amministrativi e giudiziari dello Stato.

Articolo 23
Approvazione dei progetti di opere
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 18, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38,comma 1, lettera d)
1. I proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, dei beni culturali indicati all'articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c) hanno l'obbligo di sottoporre alla soprintendenza i progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenerne la preventiva approvazione.
2. Il provvedimento di approvazione sostituisce l'autorizzazione prevista all'articolo 21.

Articolo 24
Interventi di edilizia
(Legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 12, comma 5)
1. L'approvazione prevista dall'articolo 23 relativa ad interventi in materia di edilizia pubblica e privata e' rilasciata entro il termine di novanta giorni dalla presentazione della richiesta, restando comunque impregiudicato quanto disposto dagli articoli 25 e 26.
2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, il termine indicato al comma 1 e' sospeso fino al ricevimento della documentazione.
3. Ove la soprintendenza proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva comunicazione al richiedente, il termine e' sospeso fino all'acquisizione delle risultanze degli accertamenti d'ufficio e comunque non oltre trenta giorni. Decorso tale termine, previa diffida a provvedere nei successivi trenta giorni, le richieste di approvazione si intendono accolte.

Articolo 25
Conferenza di servizi
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,art. 81; legge 24 dicembre 1993, n. 537, art. 2, comma 14; decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, art. 3; legge 7 agosto 1990, n. 241, artt. 14 , 14-bis, 14-ter, 14-quater come modificati ed introdotti dalla legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 17 )
1. Nei procedimenti relativi ad opere pubbliche incidenti su beni culturali assoggettati alle disposizioni di questo Titolo, ove si ricorra alla conferenza di servizi, l'approvazione prevista dall'articolo 23 e' rilasciata in quella sede dal Ministero con dichiarazione motivata, acquisita al verbale della conferenza, contenente le eventuali prescrizioni al progetto.
2. Qualora il Ministero esprima motivato dissenso l'amministrazione procedente puo' richiedere, purche' non vi sia stata una precedente valutazione di impatto ambientale negativa, la determinazione di conclusione del procedimento al Presidente del Consiglio del Ministri, previa deliberazione del Consiglio del Ministri.
3. L'amministrazione che provvede all'esecuzione dei lavori informa il Ministero dell'adempimento delle condizioni dell'approvazione.

Articolo 26
Valutazione di impatto ambientale
(Legge 8 luglio 1986, n. 349, art. 6; legge 1 giugno 1939, n.
1089, art. 20)
1. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n.349, l'approvazione prevista dall'articolo 23 e' rilasciata da parte del Ministero in sede di concerto sulla compatibilita' ambientale, sulla base del progetto definitivo da presentarsi ai fini della valutazione di impatto ambientale medesima.
2. Qualora dall'esame del progetto effettuato a norma del comma 1 risulti che l'opera non e' in alcun modo compatibile con le esigenze conservative del bene culturale sul quale essa e' destinata ad incidere il Ministero si pronuncia negativamente, dandone comunicazione al Ministero dell'ambiente. In tal caso, ovvero qualora vi sia una valutazione contraria del progetto da parte del Ministero dell'ambiente, la procedura di valutazione di impatto ambientale si considera conclusa negativamente.
3. Se nel corso dei lavori risultino comportamenti contrastanti con l'approvazione, tali da porre in pericolo l'integrita' degli immobili soggetti a tutela, il Ministero ordina la sospensione del lavori.

Articolo 27
Lavori provvisori urgenti
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 19)
1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere eseguiti i lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli al bene tutelato, purche' ne sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono inviati nel piu' breve tempo i progetti dei lavori definitivi per l'approvazione.

Articolo 28
Sospensione dei lavori
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 20).
1. Il soprintendente puo'ordinare la sospensione dei lavori iniziati contro il disposto degli articoli 23, 26 e 27 ovvero condotti in difformita' all'approvazione.
2. La stessa facolta' spetta al soprintendente per i lavori relativi alle cose indicate nell'articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c), anche quando non sia intervenuta la dichiarazione a norma dell'articolo 6.
3. Nel caso previsto al comma 2 l'avvio del procedimento di dichiarazione e' comunicato non oltre trenta giorni dall'ordine di sospensione: se entro tale termine non e' effettuata la comunicazione, l'ordine di sospensione si intende revocato.

Articolo 29
Vigilanza sui beni culturali
(decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, artt. 148 -155 )
1 . I beni culturali di proprieta' dello Stato sono sottoposti alla vigilanza del Ministero per quanto riguarda la loro conservazione, da chiunque siano tenuti in uso o in consegna.
2. Per l'applicazione degli articoli 21, 22 e 23 nei riguardi delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici territoriali, il Ministero puo' procedere mediante accordi ed intese.

Articolo 30
Vigilanza sugli archivi delle amministrazioni statali e versamenti agli Archivi di Stato
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, artt. 23, 24, 25, 27 32; decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1965, n. 1478, art. 47; decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854, artt. 1 e 3)
1. Gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano all'archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli affari esauriti da oltre quarant'anni, unitamente agli strumenti che ne garantiscono la consultazione. Le liste di leva e di estrazione sono versate settant'anni dopo l'anno di nascita della classe cui si riferiscono. Gli archivi notarili versano gli atti notarili ricevuti dai notai che cessarono l'esercizio professionale anteriormente all'ultimo centennio.
2. Il soprintendente all'archivio centrale dello Stato e i direttori degli archivi di Stato possono accettare versamenti di documenti piu' recenti, quando vi sia pericolo di dispersione o di danneggiamento.
3. Nessun versamento puo' essere ricevuto se non sono state effettuate le operazioni di scarto. Le spese per il versamento sono a carico delle amministrazioni versanti.
4. Gli archivi degli uffici statali soppressi e degli enti pubblici estinti sono versati all'archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato, a meno che non se ne renda necessario il trasferimento, in tutto o in parte, ad altri enti.
5. Presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite commissioni, delle quali fanno parte rappresentanti del Ministero e del Ministero dell'interno, con il compito di vigilare sulla corretta tenuta degli archivi correnti e di deposito, di collaborare alla definizione del criteri di organizzazione, gestione e conservazione dei documenti, di proporre gli scarti di cui al comma 3, di curare i versamenti previsti al comma 1, di identificare gli atti di natura
riservata. La composizione e il funzionamento delle commissioni sono disciplinati con regolamento. Gli scarti sono autorizzati dal Ministero.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al Ministero per gli affari esteri; non si applicano altresi' agli stati maggiori dell'esercito, della marina e dell'aeronautica per quanto attiene la documentazione di carattere militare e operativo.

Articolo 31
Archivi storici di organi costituzionali
(Legge 3 febbraio 1971, n.147; legge 13 novembre 1997, n. 395 )
1. La Presidenza della Repubblica conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della Repubblica, con proprio decreto, su proposta del Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalita' di consultazione e di accesso agli atti conservati presso l'archivio storico della Presidenza della Repubblica.
2. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica conservano i loro atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni dei rispettivi uffici di presidenza.
3. La Corte Costituzionale conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo le disposizioni stabilite con regolamento adottato a norma dell'articolo 14 della legge 11 marzo 1953, n. 87, come sostituito dall'articolo 4 della legge 18 marzo 1958, n. 265.

Articolo 32
Ispezione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 9; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38, comma 1, lettera i)
1. I soprintendenti possono in ogni tempo, in seguito a preavviso, procedere ad ispezioni per accertare l'esistenza e lo stato di conservazione e di custodia dei beni culturali.

Articolo 33
Controllo sui beni librari
(Decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera a)
1. I controlli conservativi previsti dalle disposizioni della presente sezione che riguardano i beni indicati all'articolo 2, comma 2, lettera c) sono esercitati dalla Regione competente per territorio. In caso di inerzia della Regione, il Ministero procede a norma dell'art. 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.

Sezione II
Restauro ed altri interventi

Articolo 34
Definizione di restauro
1. Ai fini del presente Capo, per restauro si intende l'intervento diretto sulla cosa volto a mantenere l'integrita' materiale e ad assicurare la conservazione e la protezione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente il restauro comprende l'intervento di miglioramento strutturale.

Articolo 35
Autorizzazione e approvazione del restauro
1. Il restauro ad iniziativa del proprietario, possessore o detentore di beni culturali sottoposti alle disposizioni di questo Titolo e' autorizzato o approvato a norma degli articoli 21 e 23.
2. Con l'approvazione del progetto, il soprintendente si pronuncia, a richiesta dell'interessato, sull'ammissibilita' dell'intervento ai contributi statali, certificandone eventualmente il carattere necessario ai fini della concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.

Articolo 36
Procedure urbanistiche semplificate
1. Le disposizioni che escludono le procedure semplificate di controllo urbanistico-edilizio in relazione all'incidenza dell'intervento su beni culturali non si applicano ai lavori di restauro espressamente approvati a norma dell'articolo 23. A tal fine il soprintendente invia copia del progetto approvato al Comune interessato.

Articolo 37
Misure conservative
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 14 e 16, commi 1 e 2)
1. Il Ministero ha facolta' di provvedere direttamente agli interventi necessari per assicurare la conservazione ed impedire il deterioramento dei beni culturali.
2. Il Ministero puo' imporre al proprietario, possessore o detentore l'esecuzione degli interventi previsti dal comma 1. La spesa occorrente e' posta a carico del proprietario, salvo quanto disposto dall'articolo 41, comma 2.

Articolo 38
Procedura di esecuzione
(Decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 368, artt. 2 e 3 )
1. Ai fini dell'articolo 37 il soprintendente redige una relazione tecnica e dichiara la necessita' dei lavori da eseguire.
2. La relazione tecnica e' comunicata al proprietario, possessore o detentore del bene, che puo' far pervenire le sue osservazioni entro trenta giorni dall'avvenuta comunicazione.
3. Il soprintendente, se non ritiene necessaria l'esecuzione diretta dell'intervento, assegna al proprietario, possessore o detentore un termine per la presentazione del progetto esecutivo dei lavori da effettuarsi, conformemente alla relazione tecnica.
4. Il progetto presentato e' approvato dal soprintendente con le eventuali prescrizioni e con la fissazione del termine per l'inizio dei lavori. Per i beni immobili il progetto e' trasmesso al Comune interessato, che puo' esprimere parere motivato entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione.
5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie all'obbligo di presentazione del progetto, o non provvede a modificarlo secondo le indicazioni del soprintendente nel termine da esso fissato, ovvero se il progetto e' respinto, si procede con l'esecuzione diretta.
6. In caso di urgenza il soprintendente puo' adottare immediatamente le misure conservative.

Articolo 39
Provvedimenti in materia di beni librari
(Decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lett. d)
1. I provvedimenti previsti negli articoli da 34 a 38 che riguardano i beni indicati all'articolo 2, comma 2, lettera e) sono adottati dal Ministero o dalle regioni a norma dell'articolo 9, comma 1, lettera d) del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.

Articolo 40
Obblighi di conservazione degli archivi
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, artt. 30, comma 1, lett. c; 38, comma 1, lett. a)
1. Gli enti pubblici hanno l'obbligo di ordinare i propri archivi e inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni.
2. Allo stesso obbligo sono soggetti i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo degli archivi privati di notevole interesse storico.
3. I soprintendenti archivistici vigilano sull'osservanza degli obblighi previsti dai commi 1 e 2.

Articolo 41
Intervento finanziario dello Stato
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3, comma 2; legge 5 giugno 1986, n. 253, art. 2)
1. Lo Stato ha facolta' di concorrere nella spesa sostenuta dal proprietario del bene culturale per l'esecuzione degli interventi di restauro per un ammontare non superiore alla meta' della stessa.
2. Per gli interventi disposti a norma dell'articolo 37 l'onere della spesa puo' essere sostenuto in tutto o in parte dallo Stato qualora si tratti di opere di particolare interesse, ovvero eseguite su beni in uso o godimento pubblico.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano anche agli interventi sugli archivi storici disciplinati dall'articolo 40.
4. I contributi previsti dai commi 1 e 3 possono essere concessi anche ad enti ecclesiastici o ad istituti e associazioni di culto proprietari, possessori o detentori di archivi che, a giudizio del soprintendente archivistico, rivestono interesse storico. La concessione del contributo e' condizionata all'osservanza, da parte del beneficiario, degli obblighi di conservazione e di accesso del pubblico previsti per gli archivi dichiarati di notevole interesse
storico a norma dell'articolo 6.

Articolo 42
Erogazione del contributo
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3, comma 2)
1. Il contributo e' concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta dal proprietario.
2. Nel caso di opere eseguite a norma degli articoli 37, comma 2, e 40, commi 1 e 2, possono essere erogati acconti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori regolarmente certificati.
3. Per la determinazione della percentuale del contributo si tiene conto di eventuali altri contributi pubblici.

Articolo 43
Contributo in conto interessi
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3, comma 4 introdotto dalla legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 5, comma 1)
1. Lo Stato puo' concedere contributi in conto interessi sui mutui accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori degli immobili sottoposti alle disposizioni di questo Titolo, per la realizzazione degli interventi di restauro approvati a norma dell'articolo 23.
2. Il Ministero autorizza la concessione del contributo nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso annuo di sei punti percentuali sul capitale concesso a mutuo. Il mutuo e' assistito da privilegio sugli immobili ai quali si riferisce.
3. Il contributo e' corrisposto direttamente dall'amministrazione all'istituto di credito secondo modalita' da stabilire con convenzioni.

Articolo 44
Oneri a carico del proprietario
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 17)
1. Per gli interventi eseguiti a norma degli articoli 37, comma 1, e 38, comma 5, il Ministero determina, applicando l'articolo 41, comma 2, l'ammontare della spesa da porre definitivamente a carico del proprietario.
2. Per la riscossione della somma determinata a norma del comma 1 si provvede nelle forme previste dalla normativa vigente in materia.

Articolo 45
Apertura al pubblico degli immobili restaurati
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3; comma 3; legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 5, comma 2 )
1. Gli immobili di proprieta' privata, restaurati a carico totale o parziale dello Stato, o per i quali siano stati concessi contributi in conto capitale o in conto interessi, restano accessibili al pubblico secondo modalita' fissate, caso per caso, da apposite convenzioni da stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari.
2. Le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dell'obbligo di apertura al pubblico, tenendo conto della tipologia degli interventi, del valore artistico e storico degli immobili e dei beni in essi esistenti.

Articolo 46
Restauro di beni dello Stato in uso ad altra amministrazione
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, art. 33; decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile
1994, n. 368, art. 4
)
1. Il Ministero provvede alle esigenze di restauro dei beni culturali di proprieta' dello Stato sentita l'amministrazione che li ha in uso o in consegna. Previo accordo con l'amministrazione interessata, la progettazione e l'esecuzione degli interventi su beni immobili puo' essere assunta dall'amministrazione medesima, ferma restando la competenza del Ministero all'approvazione del progetto ed alla vigilanza sui lavori.
2. Per i beni culturali degli enti pubblici territoriali, le misure previste dagli articoli 37 e 38 sono disposte, salvo i casi di assoluta urgenza, in base ad accordi o previe intese con l'ente interessato.
3. Per l'esecuzione degli interventi previsti dal comma 1 relativi a beni immobili il Ministero trasmette il progetto e comunica l'inizio dei lavori al Comune interessato.
4. Gli interventi di conservazione dei beni culturali che coinvolgono piu' soggetti pubblici e privati e che possono implicare decisioni istituzionali ed impegnare risorse finanziarie dello Stato, delle regioni e degli enti locali sono programmati, di norma, secondo le procedure previste dall'articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142, dall'articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e dagli articoli da 152 a 155 del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112.


Articolo 47
Custodia coattiva
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 14, comma 2; decreto del
Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, artt. 33 e
43)


1. Il Ministero ha facolta' di far trasportare e temporaneamente custodire in pubblici istituti i beni culturali mobili al fine di garantirne la sicurezza, assicurarne la conservazione o impedirne il deterioramento, oppure quando cio' si renda necessario per l'esecuzione di un intervento di restauro, incluse le eventuali indagini preliminari e la documentazione dello stato di conservazione.

Articolo 48
Deposito negli archivi di Stato
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, artt. 34 e 39)
1. I privati proprietari, possessori o detentori di archivi o di singoli documenti possono chiedere di depositarli presso i competenti archivi di Stato.
2. La stessa facolta' spetta agli enti pubblici per i loro archivi storici. Le spese per il deposito sono a carico dell'ente.

Sezione III
Altre forme di protezione

Articolo 49
Prescrizioni di tutela indiretta
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 21)
1. Il Ministero, anche su proposta del soprintendente, ha facolta' di prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l'integrita' delle cose immobili soggette alle disposizioni di questo Titolo, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.
2. L'esercizio di tale facolta' e' indipendente dalle previsioni del regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici.
3. La comunicazione di avvio del procedimento e' eseguita con le modalita' previste dall'articolo 7, comma 2, ovvero, se per il numero di destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, mediante idonee forme di pubblicita'. Con la
comunicazione personale l'amministrazione ha facolta' di adottare provvedimenti cautelari.
4. Le prescrizioni dettate in base al presente articolo sono trascritte nei registri immobiliari e hanno efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore, a qualsiasi titolo, della cosa cui le prescrizioni stesse si riferiscono.
5. Nel caso di complessi immobiliari, alla comunicazione si
applica anche la disposizione dell'articolo 7, comma 3.

Articolo 50
Manifesti e cartelli pubblicitari
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 22; decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, art. 23)
1. E' vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicita' sugli edifici e nei luoghi di interesse storico artistico o in prossimita' di essi. Il soprintendente puo' autorizzare il collocamento o affissione quando non ne derivi danno all'aspetto, al decoro e al pubblico godimento di detti immobili.
2. Lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' di edifici o di luoghi di interesse storico e artistico, e' vietato collocare cartelli o altri mezzi di pubblicita', salvo autorizzazione rilasciata a norma dell'articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere favorevole della soprintendenza sulla compatibilita' della collocazione o della tipologia
dell'insegna con l'aspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o del luoghi soggetti a tutela.

Articolo 51
Distacco di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 13)
1. Chi dispone e chi esegue il distacco di affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti esposti o non alla pubblica vista deve ottenere l'autorizzazione dal soprintendente.

Articolo 52
Studi d'artista
(Decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, art. 4-bis aggiunto dalla legge di conversione con modifiche 6 febbraio 1987, n. 15)
1. Non sono soggetti ai provvedimenti di rilascio previsti dalla normativa vigente in materia di locazione di immobili urbani quegli studi d'artista il cui contenuto in opere, documenti, cimeli e simili e' tutelato, per il suo storico valore, da un provvedimento ministeriale che ne prescrive l'inamovibilita' da uno stabile del quale contestualmente si vieta la modificazione della destinazione d'uso.
2. Non puo' essere modificata la destinazione d'uso degli studi d'artista a tale funzione adibiti da almeno venti anni e rispondenti alla tradizionale tipologia a lucernario.

Articolo 53
Esercizio del commercio in aree di valore culturale
(Legge 28 marzo 1991, n. 112, art. 3 , comma 13 )
1. Con provvedimento del soprintendente o nei regolamenti di polizia urbana sono individuate le aree aventi valore archeologico, storico, artistico e ambientale in cui l'esercizio del commercio previsto dalla legge 28 marzo 1991, n. 112 non e' consentito o e' consentito solo con particolari limitazioni. In tale ultimo caso

l'esercizio del commercio e' subordinato al preventivo nulla osta del soprintendente che, per quanto attiene alla somministrazione di alimenti e bevande, puo' essere concesso solo per le installazioni mobili.
2. Sono fatte salve le norme regionali emanate in applicazione dell'articolo 28, comma 12 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 .

Capo III
Circolazione in ambito nazionale
Sezione I
Alienazione e altri modi di trasmissione

Articolo 54
Beni del demanio storico, artistico e archivistico
(Codice civile, artt. 822 e 824)
1. I beni culturali indicati nell'articolo 822 del codice civile appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni costituiscono il demanio storico, artistico, archivistico e bibliografico e sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico.

Articolo 55
Alienazioni soggette ad autorizzazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 24, 26 e 27; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 18)
1. E' soggetta ad autorizzazione del Ministero l'alienazione:
a) dei beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni che non facciano parte del demanio storico e artistico;
b) dei beni culturali indicati nell'articolo 2, comma 1, lettere a) e b) appartenenti ad enti pubblici;
c) delle collezioni o serie di oggetti indicate nell'articolo 2, comma 1, lettera c), dichiarate a norma dell'articolo 6, comma 2, o di parti di esse.
2. Il Ministero puo' autorizzare l'alienazione dei beni culturali indicati nel comma 1, qualora non abbiano interesse per le raccolte pubbliche e dall'alienazione stessa non derivi danno alla loro conservazione e non ne sia menomato il pubblico godimento.
3. E' altresi' soggetta ad autorizzazione l'alienazione dei beni culturali indicati nell'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), e comma 4, lettera c) appartenenti a persone giuridiche private senza fine di lucro. L'autorizzazione e' concessa qualora non ne derivi un grave danno alla conservazione o al pubblico godimento dei beni.
4. Gli archivi degli enti pubblici ed i singoli documenti dello Stato, delle regioni, degli enti territoriali e degli altri enti pubblici sono inalienabili.

Articolo 56
Autorizzazione alla permuta
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 50)
1. Il Ministero puo' autorizzare la permuta dei beni indicati all'articolo 55 e di singoli beni appartenenti alle pubbliche raccolte con altri appartenenti ad enti, istituti e privati anche stranieri, qualora dalla permuta stessa derivi un incremento del patrimonio culturale nazionale ovvero l'arricchimento delle pubbliche raccolte.
2. Per i beni indicati all'articolo 2, comma 1, lettera e), ilMinistero chiede il parere della Regione che e' tenuta a renderlo entro il termine perentorio di trenta giorni.

Articolo 57
Altri casi di alienazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 28)
1. Le disposizioni dell'articolo 55 si applicano anche alle costituzioni di ipoteca e di pegno ed ai negozi giuridici che possono comportare l'alienazione dei beni culturali indicati nello stesso articolo.
2. Gli atti che comportano l'alienazione di beni culturali a favore dello Stato, ivi comprese le cessioni in pagamento di obbligazioni tributarie, non sono soggetti ad autorizzazione.

Articolo 58
Denuncia
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 30; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38, comma 1, lett. e)
1. Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la proprieta' o la detenzione di beni culturali sono denunciati al Ministero.
2. La denuncia e' effettuata entro trenta giorni:
a) dal proprietario o dal detentore del bene, in caso di alienazione a titolo oneroso o gratuito;
b) dall'acquirente, in caso di trasferimento avvenuto nell'ambito di procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza che produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso;
c) dall'erede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte.
3. La denuncia e' presentata al competente soprintendente del luogo ove si trova il bene.
4. La denuncia contiene:
a) i dati identificativi dell'alienante e dell'acquirente;
b) i dati identificativi dei beni alienati;
c) l'indicazione del luogo ove si trovano i beni alienati;
d) l'indicazione della natura e delle condizioni dell'alienazione;
e) l'indicazione del domicilio in Italia dell'alienante e dell'acquirente ai fini delle eventuali comunicazioni previste da questo Titolo.
5. Si considera non avvenuta la denuncia priva delle indicazioni previste dal comma 4 o con indicazioni incomplete o imprecise.

Sezione II
Prelazione

Articolo 59
Diritto di prelazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 31, commi 1, 2 e 3; 33; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 40)
1. Il Ministero ha facolta' di acquistare i beni culturali alienati a titolo oneroso al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione.
2. Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o non sia stato previsto un corrispettivo in denaro ovvero sia ceduto in permuta, il valore economico e' determinato d'ufficio dal Ministero.
3. Ove l'alienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata dal Ministero, il valore della cosa e' stabilito da una commissione di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, l'altro dall'alienante ed il terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall'alienante.
4. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquita'.
5. Il diritto di prelazione puo' essere esercitato anche quando il bene sia a qualunque titolo dato in pagamento.

Articolo 60
Condizioni della prelazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 31, comma 4; 32; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,art.40;decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera g)
1. Il diritto di prelazione e' esercitato nel termine di due mesi dalla data di ricezione della denuncia prevista dall'articolo 58.
2. Entro il termine indicato dal comma 1 il provvedimento di prelazione e' notificato all'alienante ed all'acquirente. La proprieta' passa allo Stato dalla data dell'ultima notificazione.
3. In pendenza del termine prescritto dal comma 1 l'atto di alienazione e' inefficace ed all'alienante e' vietato effettuare la consegna della cosa.
4. Le clausole del contratto di alienazione non vincolano lo Stato.
5. Nel caso in cui il Ministero eserciti il diritto di prelazione su parte delle cose alienate, il compratore ha facolta' di recedere dal contratto.

Articolo 61
Esercizio della prelazione
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 149, comma 5 )
1. Il soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione, ne da' immediata comunicazione alla Regione, alla Provincia ed al Comune nel cui territorio si trova il bene. Trattandosi di bene mobile, la Regione ne da' notizia sul proprio Bollettino Ufficiale ed eventualmente mediante altri idonei mezzi di pubblicita' a livello nazionale, con la descrizione dell'opera e il prezzo.
2. La regione, la provincia ed il comune, nel termine di quaranta giorni dalla denuncia, formulano al Ministero la proposta di prelazione, dichiarando l'eventuale irrevocabile intento di acquistare il bene e di corrisponderne il prezzo all'alienante.
3. Il Ministero, qualora rinunci all'acquisto, emette, nel termine previsto all'articolo 60, comma 1, il decreto di prelazione a favore dell'ente richiedente.

Sezione III
Commercio

Articolo 62
Obbligo di denuncia dell'attivita' commerciale e di tenuta del registro (Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, artt. 126 e 128; legge 1marzo 1975, n. 44, art. 10)
1. Chiunque esercita il commercio dei beni elencati nell'allegato A di questo Testo Unico invia al soprintendente e alla Regione copia della dichiarazione prevista dall'articolo 126 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
2. I soggetti indicati al comma 1 annotano giornalmente le operazioni eseguite nel registro prescritto dall'articolo 128 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, descrivendo le caratteristiche dei beni acquistati o venduti con le modalita' stabilite dal regolamento. Il registro e' esibito, a richiesta, ai funzionari del Ministero e della Regione.
3. Il soprintendente verifica, con ispezioni periodiche a cadenza almeno semestrale, la regolare tenuta del registro e la fedelta' delle annotazioni in esso contenute. Il verbale dell'ispezione e' notificato all'interessato ed alla locale autorita' di pubblica sicurezza.

Articolo 63
Attestati di autenticita' e di provenienza
(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, art. 2)
1. Chiunque esercita l'attivita' di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio di opere di pittura, di scultura, di grafica, di oggetti di antichita' o di interesse storico od archeologico ha l'obbligo di porre a disposizione dell'acquirente gli attestati di autenticita' e di provenienza delle opere e degli oggetti medesimi, che comunque si trovino nell'esercizio o
nell'esposizione.
2. All'atto della vendita i soggetti indicati al comma l sono tenuti a rilasciare all'acquirente copia fotografica dell'opera o dell'oggetto con retroscritta dichiarazione di autenticita' e indicazione della provenienza, recanti la sua firma.

Articolo 64
Commercio di documenti
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.1409, art. 37, commi 3, 4 e 5)
1. I titolari di case di vendita ed i pubblici ufficiali preposti alle vendite mobiliari hanno l'obbligo di comunicare al soprintendente archivistico l'elenco dei beni archivistici posti in vendita.
2. Entro tre mesi dalle comunicazioni previste dal comma 1 il Ministero puo' provvedere a norma dell'articolo 6, comma 2.

Capo IV
Circolazione in ambito internazionale
Sezione I
Uscita e ingresso nel territorio nazionale

Articolo 65
Divieto di uscita dal territorio nazionale
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 35, sostituito dal decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, art. 1, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1972, n. 487 e dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 17; decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, art. 2, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1972, n. 487)
1. E vietata, se costituisce danno per il patrimonio storico e culturale nazionale, l'uscita dal territorio della Repubblica dei beni indicati nell'articolo 2 e di quelli indicati nell'articolo 3, comma 1, lettere a), e) ed f), salvo quanto previsto all'articolo 69,comma 9.
2. E' comunque vietata l'uscita:
a) dei beni dichiarati a norma dell'articolo 6;
b) di determinate categorie di beni indicati nel comma 1 in relazione alle loro caratteristiche oggettive, alla loro provenienza od appartenenza, quando l'esportazione di singoli beni, rientranti in dette categorie, costituisce danno per il patrimonio nazionale tutelato da questo Titolo. Il divieto di uscita e' disposto, in via preventiva e per periodi definiti, dal Ministro, sentito il
competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali.

Articolo 66
Attestato di libera circolazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 36, sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 18 )
1. Chi intenda far uscire dal territorio della Repubblica beni culturali indicati nell'articolo 65 deve farne denuncia e presentarli ai competenti uffici di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuno di essi, il valore venale, al fine di ottenere l'attestato di libera circolazione.
2. L'ufficio di esportazione, entro tre giorni dall'avvenuta presentazione del bene, ne da' notizia al competente ufficio dell'amministrazione centrale che puo', entro i successivi dieci giorni, inibire il rilascio dell'attestato di libera circolazione.
3. L'ufficio di esportazione, accertata la congruita' del valore indicato, rilascia o nega, con motivato giudizio, l'attestato di libera circolazione.
4. L'attestato di libera circolazione e' rilasciato dall'ufficio di esportazione non prima di quindici giorni e comunque non oltre quaranta giorni dalla presentazione del bene.
5. Nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dell'attestato di libera circolazione gli uffici di esportazione si attengono a indirizzi di carattere generale stabiliti dal competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali.
6. L'attestato di libera circolazione ha validita' triennale ed e' redatto in tre originali dei quali:
a) uno e' depositato agli atti d'ufficio;
b) un secondo e' consegnato all'interessato e deve accompagnare la
circolazione del bene;
c) un terzo e' trasmesso all'ufficio centrale del Ministero per la formazione del registro ufficiale degli attestati.
7. In caso di diniego, i beni sono sottoposti al regime previsto dall'articolo 6.
8. Per i beni culturali di proprieta' della Regione o di enti sottoposti alla sua vigilanza, l'ufficio di esportazione sente la Regione, il cui parere e' reso nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta e, se negativo, e' vincolante.
9. Restano ferme le competenze delegate alle regioni in materia di esportazione dei beni indicati all'articolo 2, comma 2, lettera c).

Articolo 67
Ricorso
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 37, sostituito dal decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, art. 6, convertito nella legge 8 agosto 1972, n. 487 e dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 19 , decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, art. 16, sostituito dal decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 80, art. 11; decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, art. 4 )
1. Avverso il diniego dell'attestato, l'interessato puo' presentare, entro i successivi trenta giorni, ricorso al direttore generale.
2. Copia del ricorso e' contestualmente inviata all'ufficio di esportazione interessato.
3. Il direttore generale, sentito il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, decide sul ricorso entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello stesso.
4. Qualora il direttore generale accolga il ricorso, l'ufficio di esportazione, nei venti giorni successivi, rilascia l'attestato di libera circolazione.

Articolo 68
Acquisto coattivo
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 39, sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 20 )
1. L'ufficio di esportazione puo' proporre al Ministero e alla Regione l'acquisto coattivo del bene per il quale e' richiesto l'attestato di libera circolazione, dandone contestuale comunicazione all'interessato. In tal caso il termine per il rilascio dell'attestato e' prorogato di sessanta giorni.
2. Entro il termine di novanta giorni dalla denuncia, il Ministero o la Regione nel cui territorio si trova l'ufficio di esportazione hanno la facolta' di acquistare il bene per il valore indicato nella denuncia.

Articolo 69
Uscita temporanea
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 40, sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 22; legge 2 aprile 1950, n. 328, artt. 1, 2, 3, 4 e 5; legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 2 )
1. I beni culturali per i quali operi il divieto previsto dall'articolo 65, commi 1 e 2 possono uscire temporaneamente dal territorio nazionale per manifestazioni, mostre o esposizioni d'arte di alto interesse culturale, sempre che ne siano garantite l'integrita' e la sicurezza.
2. Non possono comunque uscire:
a) i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli;
b) i beni che costituiscano il fondo principale o una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica.
3. Al fine dell'uscita disciplinata dal comma 1, l'interessato chiede l'assenso del Ministero, indicando il responsabile della custodia del bene all'estero.
4. Il Ministero rilascia o nega l'assenso, dettando le prescrizioni necessarie. Il provvedimento di assenso indica il termine massimo per il rientro del bene, comunque non superiore a un anno dall'uscita dal territorio nazionale. Il termine indicato nel provvedimento e' prorogabile su richiesta dell'interessato, fermo restando il termine massimo di cui sopra.
5. L'assenso e' sempre subordinato all'assicurazione delle opere da parte dell'interessato, per il valore stabilito dal Ministero.
6. Per le mostre e le manifestazioni promosse all'estero dal Ministero o, con la partecipazione statale, da enti pubblici, dagli istituti italiani di cultura all'estero, o da organismi sovranazionali, l'assicurazione puo' essere sostituita
dall'assunzione dei relativi rischi da parte dello Stato.
7. Il rilascio della garanzia statale avviene con decreto del Ministero, adottato di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
8. L'uscita del bene e' garantita mediante cauzione, costituita anche da polizza fidelussoria, per un importo superiore del dieci per cento al valore stimato del bene, rilasciata da un istituto bancario o da una societa' di assicurazione. La cauzione e' incamerata dall'amministrazione ove gli oggetti ammessi alla temporanea esportazione non rientrino nel territorio nazionale nel termine stabilito. Non si applica la cauzione per i beni appartenenti allo Stato e alle amministrazioni pubbliche. Il Ministero puo' esonerare dall'obbligo della cauzione istituzioni di particolare importanza culturale.
9. I mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni possono uscire temporaneamente dal territorio nazionale per partecipare a mostre e raduni internazionali. Ad essi non si applicano i commi precedenti, salvo che presentino l'interesse previsto dall'articolo 2.

Articolo 70
Ingresso nel territorio nazionale
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 39-bis, aggiunto dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 21 )
1. La spedizione in Italia da uno Stato membro dell'Unione europea o l'importazione da un Paese terzo dei beni indicati nell'articolo 65 e' certificata, a domanda, dall'ufficio di esportazione.
2. Il certificato di avvenuta importazione e' rilasciato osservando le procedure e modalita' stabilite dal regolamento.
3. Il certificato di avvenuta spedizione e' rilasciato in base a documentazione idonea alla identificazione della cosa e a comprovarne la provenienza, fornita o autenticata da una autorita' dello Stato membro di spedizione.

Sezione II
Esportazione dal territorio dell'Unione europea

Articolo 71
Denominazioni
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 1 )
1. Nella presente sezione e nelle sezioni III di questo Capo e II del Capo VII si intendono:
a) per "regolamento CEE" e "direttiva CEE", rispettivamente il regolamento (CEE) n. 3911/92 del Consiglio, del 9 dicembre 1992, come modificato dal regolamento (CE) n. 2469/96 del Consiglio, del 16 dicembre 1996, e la direttiva 93/7/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, come modificata dalla direttiva 96/100/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 febbraio 1997;
b) per "Stato richiedente", lo Stato membro dell'Unione europea che promuova l'azione di restituzione a norma della sezione III.

Articolo 72
Esportazione di beni culturali dal territorio dell'Unione europea
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 11 )
1. L'esportazione al di fuori del territorio dell'Unione europea dei beni culturali indicati nell'allegato A di questo Testo Unico e' disciplinata dal regolamento CEE e dal presente articolo.
2. La licenza di esportazione prevista dall'articolo 2 del regolamento CEE e' rilasciata dall'ufficio di esportazione contestualmente all'attestato di libera circolazione previsto dall'articolo 66, comma 3, ed e' valida per sei mesi. La licenza di esportazione e' altresi' rilasciata dal medesimo ufficio che ha emesso l'attestato di libera circolazione in data non anteriore a trenta mesi.
3. Nel caso di esportazione temporanea di un bene elencato nell'allegato A di questo Testo Unico, l'ufficio di esportazione rilascia la licenza di esportazione temporanea in conformita' all'assenso espresso dal Ministero a norma dell'articolo 69, comma 4.
4. Le disposizioni della sezione I di questo Capo e dell'articolo 134 non si applicano ai beni culturali entrati nel territorio dello Stato e accompagnati da licenza di esportazione rilasciata da altro Stato membro dell'Unione europea a norma dell'articolo 2 del regolamento CEE, per la durata di validita' della licenza medesima.
5. Ai fini del regolamento CEE gli uffici di esportazione del Ministero sono autorita' competenti per il rilascio delle licenze di esportazione di beni culturali. Il Ministero ne forma e conserva l'elenco, comunicando alla Commissione delle Comunita' europee eventuali aggiornamenti entro due mesi dalla loro effettuazione.

Sezione III
Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio di uno Stato membro dell'Unione europea

Articolo 73
Restituzione
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 2 )
1. I beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro dell'Unione europea dopo il 31 dicembre 1992 sono restituiti a norma delle disposizioni della presente sezione.
2. Sono considerati beni culturali quelli qualificati, anche dopo la loro uscita dal territorio dello Stato richiedente, in base alle norme ivi vigenti, come appartenenti al patrimonio culturale nazionale,secondo quanto stabilito dall'articolo 30 del Trattato istitutivo della Comunita' economica europea, ratificato e reso esecutivo con legge 14 ottobre 1957, n. 1203, sostituito dall'articolo 6 del Trattato di Amsterdam, ratificato e reso esecutivo con legge 16 giugno 1998, n. 209.
3. La restituzione e' ammessa per i beni culturali ricompresi in una delle seguenti categorie:
a) beni indicati nell'allegato A;
b) beni facenti parte di collezioni pubbliche, inventariate in musei, archivi e fondi di conservazione di biblioteche; si intendono pubbliche le collezioni di proprieta' dello Stato, di altre autorita' territoriali, di enti qualificati pubblici in conformita' alla legislazione nazionale, nonche' le collezioni finanziate in modo significativo dallo Stato o da altri enti pubblici territoriali;
c) beni inclusi in inventari ecclesiastici.
4. E' illecita l'uscita dei beni culturali avvenuta in violazione del regolamento CEE o della legislazione dello Stato richiedente in materia di protezione del patrimonio culturale nazionale, ovvero determinata dal mancato rientro alla scadenza del termine di uscita o di esportazione temporanea.
5. Si considerano altresi' illecitamente usciti i beni dati in uscita o esportazione temporanea qualora siano violate le prescrizioni stabilite con il provvedimento previsto nell'articolo 69, comma 4.
6. La restituzione e' ammessa se le condizioni indicate nei commi 4 e 5 sussistono al momento della proposizione della domanda.

Articolo 74
Assistenza e collaborazione a favore degli Stati U.E.
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 3)
1. L'autorita' centrale prevista dall'articolo 3 della direttiva CEE e', per l'Italia, il Ministero. Esso si avvale, per i vari compiti indicati nella direttiva, dei suoi organi centrali e periferici, nonche' della cooperazione degli altri Ministeri, degli altri organi dello Stato, delle regioni e degli altri enti territoriali e locali.
2. Per il ritrovamento e la restituzione dei beni culturali appartenenti al patrimonio di altro Stato membro, il Ministero:
a) assicura la propria collaborazione alle autorita' competenti degli altri Stati membri dell'Unione europea;
b) fa eseguire ricerche sul territorio nazionale, rivolte alla localizzazione del bene culturale e alla identificazione di chi lo possieda o comunque lo detenga le ricerche sono disposte su domanda dello Stato richiedente, corredata di ogni notizia e documento utili per agevolare le indagini, con particolare riguardo alla localizzazione del bene;
c) notifica agli Stati membri interessati il ritrovamento nel territorio nazionale di un bene culturale la cui illecita uscita da uno Stato membro possa presumersi per indizi precisi e concordanti;
d) agevola le operazioni che lo Stato membro interessato esegue, per verificare la sussistenza dei presupposti indicati all'articolo 73, sul bene del quale sia stata effettuata la notifica di uscita illecita presunta a norma della lettera c), purche' tali operazioni vengano effettuate entro tre mesi dalla notifica stessa; qualora la verifica non sia eseguita entro il prescritto termine non sono applicabili le disposizioni contenute nella lettera e);
e) dispone, ove necessario, la rimozione e la temporanea custodia presso istituti pubblici, nonche' ogni altra misura necessaria per la conservazione del bene;
f) favorisce l'amichevole composizione, tra Stato richiedente e possessore o detentore del bene culturale, di ogni controversia concernente la restituzione;a tal fine, tenuto conto della qualita' dei soggetti e della natura del bene, il Ministero puo' proporre allo Stato richiedente e ai soggetti possessori o detentori la definizione della controversia mediante arbitrato da svolgersi secondo la legislazione italiana e raccogliere, per l'effetto, il formale accordo di entrambe le parti.

Articolo 75
Azione di restituzione
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 4 )
1. Gli Stati membri dell'Unione europea possono esercitare l'azione di restituzione davanti all'autorita' giudiziaria ordinaria per i beni culturali usciti illecitamente dal loro territorio secondo quanto previsto dall'articolo 73.
2. L'azione e' proposta davanti al tribunale del luogo in cui il bene si trova.
3. Oltre ai requisiti previsti nell'articolo 163 del codice di procedura civile, l'atto di citazione deve contenere:
a) un documento descrittivo del bene richiesto che ne certifichi la qualita' di bene culturale;
h) la dichiarazione delle autorita' competenti dello Stato richiedente relativa all'uscita illecita del bene dal territorio nazionale.
4. L'atto di citazione e' notificato altresi' al Ministero per essere annotato nello speciale registro di trascrizione delle domande giudiziali di restituzione.
5. Il Ministero notifica immediatamente l'intervenuta trascrizione alle autorita' centrali degli altri Stati membri.

Articolo 76
Prescrizione dell'azione (Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 5 )
1. L'azione di restituzione e' promossa nel termine perentorio di un anno a decorrere dal giorno in cui lo Stato richiedente ha avuto conoscenza che il bene uscito illecitamente si trova in un determinato luogo e ne ha identificato il possessore o detentore.
2. L'azione di restituzione si prescrive in ogni caso entro il termine di trenta anni dal giorno dell'uscita illecita del bene dal territorio dello Stato richiedente.
3. L'azione di restituzione non si prescrive per i beni indicati nell'articolo 73, comma 3, lettere b) e c).

Articolo 77
Indennizzo
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 6 )
1. Il tribunale, nel disporre la restituzione del bene, puo', su domanda della parte interessata, liquidare un indennizzo determinato in base a criteri quitativi.
2. Per ottenere l'indennizzo previsto dal comma 1, il soggetto interessato e' tenuto a dimostrare di aver acquisito in buona fede il possesso del bene.
3. Il soggetto che abbia acquisito il possesso del bene per donazione eredita' o legato non puo' beneficiare di una posizione piu' favorevole di quella del proprio dante causa.
4. Lo Stato richiedente che sia obbligato al pagamento dell'indennizzo puo' rivalersi nei confronti del soggetto responsabile dell'illecita circolazione residente in Italia.

Articolo 78
Pagamento dell'indennizzo
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 7)
1. L'indennizzo e' corrisposto da parte dello Stato richiedente contestualmente alla restituzione del bene.
2. Del pagamento e della consegna del bene e' redatto, a cura di un notaio, di un ufficiale giudiziario, ovvero di funzionari all'uopo designati dal Ministero, processo verbale, che viene rimesso in copia al Ministero stesso.
3. Il processo verbale indicato nel comma 2 costituisce titolo idoneo per la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale.

Articolo 79
Custodia temporanea dei beni ed altri adempimenti (Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 8 )

1. Sono a carico dello Stato richiedente le spese relative alla ricerca, rimozione o custodia temporanea del bene da restituire, le altre comunque conseguenti all'applicazione dell'articolo 74, nonche' quelle inerenti all'esecuzione della sentenza che dispone la restituzione.

Articolo 80
Azione di restituzione a favore dell'Italia (Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 9 )
1. L'azione di restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal territorio italiano e' esercitata dal Ministero, d'intesa con il Ministero degli affari esteri, davanti al giudice dello Stato membro dell'Unione europea in cui si trova il bene culturale.
2. Il Ministero si avvale dell'assistenza dell'Avvocatura generale dello Stato.

Articolo 81
Destinazione del bene restituito (Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 10 )
1. Qualora il bene culturale restituito non appartenga allo Stato, il Ministero provvede alla sua custodia fino alla consegna all'avente diritto.
2. La consegna del bene e' subordinata al rimborso allo Stato delle spese sostenute per il procedimento di restituzione e per la custodia del bene.
3. Quando non sia conosciuto chi abbia diritto alla consegna del bene, il Ministero da' notizia del provvedimento di restituzione mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e con altra forma di pubblicita'.
4. Qualora l'avente diritto non ne richieda la consegna entro cinque anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'avviso previsto dal comma 3, il bene e' acquisito al demanio dello Stato. Il competente Ufficio dell'amministrazione centrale, sentiti il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali e le regioni interessate, dispone che il bene sia assegnato ad un museo, biblioteca o archivio dello Stato, di una Regione o di altro ente pubblico al fine di assicurarne la migliore tutela e il pubblico godimento nel contesto culturale piu' opportuno.

Articolo 82
Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 14 )
1. Il Ministro informa la Commissione delle Comunita' europee delle misure adottate dall'Italia per assicurare l'esecuzione del regolamento CEE e acquisisce le corrispondenti informazioni trasmesse alla Commissione dagli altri Stati membri.
2. Il Ministro trasmette annualmente al Parlamento, in allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero, una relazione sull'attuazione del presente Capo, nonche' sull'attuazione della direttiva CEE e del regolamento CEE in Italia e negli altri Stati membri.
3. Il Ministro, sentito il Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, predispone ogni tre anni la relazione alla Commissione indicata al comma 1 sull'applicazione del regolamento CEE e della direttiva CEE. La relazione e' trasmessa al Parlamento.

Articolo 83
Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 15 )
1. Presso il Ministero e' istituita la banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti.

2. Le modalita' di attuazione della banca dati sono .determinate dal regolamento.

Articolo 84
Accordi con gli alti Stati membri dell'Unione europea
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 16 )
1. Al fine di sollecitare e favorire una reciproca maggiore conoscenza del patrimonio culturale nonche' della legislazione e dell'organizzazione di tutela dei diversi Stati membri dell'Unione europea, il Ministero promuove gli opportuni accordi con le corrispondenti autorita' degli altri Stati.

Capo V

Ritrovamenti e scoperte

Articolo 85
Ricerca di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 43)
1. Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento di beni culturali indicati all'articolo 2, in qualunque parte del territorio nazionale, sono riservate allo Stato.
2. Ai fini del comma 1, il Ministero puo' con suo decreto ordinare l'occupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
3. Il proprietario dell'immobile ha diritto ad un indennizzo per i danni subiti, che, in caso di disaccordo, e' determinato con le norme stabilite dagli articoli 65 e seguenti della legge 25 giugno 1865, n. 2359. Il Ministero puo' rilasciare al proprietario, che ne faccia richiesta, i beni ritrovati, o parte di essi, quando non interessino le raccolte dello Stato.
Articolo 86
Concessione di ricerca
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 45 e 47)
1. Il Ministero puo' dare in concessione ad enti o privati l'esecuzione di ricerche e di opere indicate nell'articolo 85 ed emettere a favore del concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
2. Il concessionario deve osservare, oltre alle norme imposte nell'atto di concessione, tutte le altre che l'amministrazione ritenga di prescrivere.
3. In caso di inosservanza, la concessione e' revocata.
4. La concessione puo' altresi' essere revocata quando il Ministero intenda sostituirsi nell'esecuzione o prosecuzione delle opere. In tal caso sono rimborsate dallo Stato le spese occorse per le opere gia' eseguite ed il relativo importo e' fissato dal Ministero.
5. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione ministeriale, l'importo e' stabilito da un perito tecnico nominato dal presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal concessionario.
6. La concessione prevista al comma 1 puo' essere data anche al
proprietario degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.

Articolo 87
Scoperta fortuita
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 48)
1. Chiunque scopra fortuitamente beni mobili o immobili indicati nell'articolo 2 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco, ovvero all'autorita' di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di essi, lasciandoli nelle condizioni e nel luogo in cui sono stati rinvenuti.
2. Ove si tratti di beni mobili dei quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facolta' di rimuoverli per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dell'autorita' competente, e, ove occorra, di chiedere l'ausilio della forza pubblica.
3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 e' oggetto ogni detentore dei beni scoperti fortuitamente.
4. Le eventuali spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.

Articolo 88
Appartenenza e qualificazione dei beni ritrovati
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 44, 46, 47 e 49)
1. I beni indicati nell'articolo 2, da chiunque e in qualunque modo ritrovati, appartengono allo Stato. A seconda che siano beni immobili o mobili essi fanno parte, rispettivamente, del demanio pubblico o del patrimonio indisponibile dello Stato a norma degli articoli 822 e 826 del codice civile.

Articolo 89
Premio per i ritrovamenti
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 44, 46, 47, 49 e 50)
1. Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate:
a) al proprietario dell'immobile dove e' avvenuto il ritrovamento;
b) al concessionario indicato nell'articolo 86;
c) allo scopritore che ha ottemperato gli obblighi previsti dall'articolo 87.
2. Qualora il proprietario dell'immobile abbia ottenuto la concessione prevista dall'articolo 86 ovvero sia scopritore del bene ha diritto ad un premio non superiore alla meta' del valore delle cose ritrovate.
3. Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia ricercato nel fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore.
4. Il premio puo' essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate.

Articolo 90
Determinazione del premio
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, arti. 44, 46, 47, 49 e 50)
1. Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli aventi titolo a norma dell'articolo 89 previa stima delle cose ritrovate. A richiesta degli aventi titolo che non accettano la stima del Ministero, il valore delle cose ritrovate e' determinato da una commissione costituita da tre membri da nominarsi uno dal Ministero, l'altro dal richiedente e il terzo dal presidente del tribunale. Le spese della perizia sono anticipate dal richiedente.
2. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquita'.

Capo VI
Valorizzazione e godimento pubblico
Sezione I
Espropriazione

Articolo 91
Espropriazione di beni culturali
(Legge I giugno 1939, n. 1089, art. 54; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 45; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera e)
1. I beni culturali mobili e immobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilita', quando l'espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini del godimento pubblico dei beni medesimi.
2. L'espropriazione puo' essere disposta a favore delle regioni, delle province, dei comuni, di altro ente pubblico o di persona giuridica privata senza fine di lucro.

Articolo 92
Espropriazione per fini strumentali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 55)
1. Possono essere espropriate per causa di pubblica utilita' aree ed edifici quando cio' sia necessario per isolare o restaurare monumenti, assicurarne la luce o la prospettiva, garantirne o accrescerne il decoro o il godimento da parte del pubblico, facilitarne l'accesso.

Articolo 93
Espropriazione per interesse archeologico
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 56)
1. Il Ministero puo' procedere all'espropriazione di immobili al fine di seguire interventi di interesse archeologico o per il ritrovamento di beni culturali.

Articolo 94
Dichiarazione di pubblica utilita'
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 57; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 45, comma 2; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 152, comma 3, lett. a e b)
1. La dichiarazione di pubblica utilita' e' fatta con provvedimento del Ministero o, nel caso dell'articolo 92, anche con atto della Regione.
2. Nei casi previsti dagli articoli 92 e 93 l'approvazione del progetto equivale a dichiarazione di pubblica utilita'.

Articolo 95
Indennita' di esproprio per i beni culturali
(Regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, art. 70; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 45, comma 1)
1. Nel caso dell'articolo 91 l'indennita' consiste nel giusto prezzo che il bene avrebbe in una libera contrattazione di compravendita all'interno dello Stato.
2. Il decreto di esproprio e' emesso dal prefetto dopo il deposito all'indennita' offerta dall'espropriante ed accettata dall'espropriato, oppure determinata dal perito nominato dal presidente del tribunale.

Articolo 96
Rinvio a norme generali
(Regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, art. 68)
1. Nei casi disciplinati dagli articoli 92 e 93 l'indennita' e la procedura di esproprio sono regolate dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per opere pubbliche.

Articolo 97
Interventi di valorizzazione
1. Gli interventi di valorizzazione sono comunque soggetti alle disposizioni del Capo II del presente Titolo in quanto applicabili.

Sezione II
Fruizione

Articolo 98
Beni demaniali
(Codice civile, art. 822)
1. I beni culturali indicati nell'articolo 54 sono destinati al godimento pubblico.

Articolo 99
Apertura al pubblico di musei, monumenti, aree e parchi archeologici,archivi e biblioteche (Legge 23 luglio 1980, n. 502, art. 1, sostituito dalla legge 27
giugno 1985, n. 332, art. 1; decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, art. 27 ; decreto ministeriale 11 dicembre
1997, n. 507, art. 5
, comma 1)
1. L'apertura al pubblico dei musei, dei monumenti, delle aree e dei parchi archeologici statali, degli archivi di Stato e delle biblioteche pubbliche statali e' disposta e regolamentata dal Ministero.
2. Ai fini del comma 1 si intende per:
a) museo: struttura comunque denominata organizzata per la conservazione, la valorizzazione e la fruizione pubblica di raccolte di beni culturali;
b) area archeologica: sito su cui insistono i resti di un insieme edilizio originariamente concluso per funzione e destinazione d'uso complessiva.
c) parco archeologico: ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali, attrezzato come museo all'aperto in modo da facilitarne la lettura attraverso itinerari ragionati e sussidi didattici.

Articolo 100
Biglietto d'ingresso
(Legge 25 marzo 1997, n. 78, art. 1, commi 2, 3 e 4 )
1. L'accesso ai luoghi indicati nell'articolo 99, comma 1, e' consentito, di regola, dietro pagamento di un biglietto.
2. Sono stabiliti dal regolamento:
a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito;
b) le categorie di biglietti e i criteri per la determinazione del relativo prezzo. Il prezzo del biglietto include gli oneri derivanti dalla stipula delle convenzioni previste alla lettera c);
c) le modalita' di emissione, di distribuzione, di vendita del biglietto d'ingresso e di riscossione del corrispettivo, anche mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati. Per la gestione dei biglietti d'ingresso possono essere impiegate nuove tecnologie informatiche, con possibilita' di prevendita e vendita presso terzi convenzionati.
d) la percentuale dei proventi dei biglietti da assegnare all'Ente nazionale di assistenza e previdenza per i pittori, scultori, musicisti, scrittori ed autori drammatici.
3. Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso sono destinati all'adeguamento strutturale e funzionale dei locali adibiti a sedi di musei, gallerie, archivi e biblioteche dello Stato, alle misure di prevenzione degli incendi, alla installazione dei sistemi antifurto e di ogni altra misura di revenzione nei locali stessi, nonche' all'espropriazione e all'acquisto, anche mediante l'esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato di beni di interesse artistico e storico. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e' autorizzato a riassegnare, con propri decreti, alle competenti unita' previsionali di base dello stato di previsione del Ministero le somme affluite all'entrata del bilancio dello Stato a norma del presente comma.

Articolo 101


Ricerche e letture negli archivi di Stato e delle biblioteche pubbliche statali (Decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, art. 47 ; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 28)
1. Le ricerche e letture per ragioni di studio effettuate negli archivi di Stato e nelle biblioteche pubbliche statali sono gratuite.

Articolo 102
Mostre o esposizioni
(Legge 2 aprile 1950, n. 328, artt. 6 e 7; decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, art. 13-bis, lett. h)
1. Il Ministero dichiara, a richiesta dell'interessato, il rilevante interesse scientifico o culturale delle mostre o esposizioni di opere d'arte ai fini dell'applicazione delle agevolazioni fiscali
2. E' soggetto ad autorizzazione ministeriale il prestito alla mostra o all'esposizione:
a) di opere d'arte di proprieta' dello Stato, assentito dall'ufficio competente;
b) di opere d'arte costituenti beni culturali a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera a), di proprieta' di enti pubblici e di persone giuridiche private senza fine di lucro, o dichiarati a norma dell'articolo 6;
c) di beni archivistici.
3. La richiesta di autorizzazione e' presentata almeno quattro mesi prima dell'inizio della manifestazione ed indica il responsabile della custodia delle opere in prestito.
4. Il regolamento individua i criteri per il rilascio dell'autorizzazione, in relazione alle esigenze di integrita' e fruizione pubblica delle opere.
5. L'autorizzazione puo' essere subordinata all'adozione delle misure necessarie alla salvaguardia delle opere.
6. L'autorizzazione prevista dal comma 2 produce gli effetti di quella prevista dall'articolo 22.
7. I provvedimenti indicati dal presente articolo sono adottati dalle regioni nelle ipotesi previste dal decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.

Articolo 103
Vigilanza
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 7)
1. Il Ministero, con il concorso delle regioni, vigila affinche' siano rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sui beni soggetti alle disposizioni di questo Titolo.

Articolo 104
Cooperazione con le regioni e gli enti locali
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 152 )
1. Il Ministero, le regioni e gli enti locali cooperano alla promozione e allo sviluppo della fruizione dei beni culturali nelle forme previste dall'articolo 152 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

Articolo 105
Accordi per la promozione della fruizione
(legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 8 )
1. Al fine di promuovere e sviluppare la fruizione dei beni culturali il Ministero, oltre a concludere accordi con amministrazioni pubbliche ed altri soggetti privati, puo' stipulare apposite convenzioni con le associazioni di volontariato che svolgono attivita' per la salvaguardia e la diffusione della conoscenza dei beni culturali.

Articolo 106
Visita pubblica di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 53)
1. Sono soggette a visita da parte del pubblico per scopi culturali:
a) i beni culturali immobili indicati all'articolo 2, comma 1, lettere a) e b) gia' dichiarati a norma dell'articolo 6 che rivestano altresi' un interesse eccezionale;
b) le collezioni dichiarate a norma dell'articolo 6.
2. L'interesse eccezionale degli immobili indicati alla lettera
a) del comma 1 e' dichiarato con atto del Ministero, sentito il proprietario.
3. Le modalita' di visita sono concordate con il proprietario; in caso di mancato accordo possono essere disposte dal Ministero, tenuto conto delle esigenze del domicilio e della proprieta'.
4. Sono fatte salve le disposizioni dell'articolo 45.

Articolo 107
Accesso agli archivi di Stato
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 21; decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854; artt. 1 e 6)
1. I documenti conservati negli archivi di Stato sono liberamente consultabili, ad eccezione di quelli dichiarati di carattere riservato a norma dell'articolo 110 relativi alla politica estera o interna dello Stato, che diventano consultabili cinquanta anni dopo la loro data, e di quelli riservati relativi a situazioni puramente private di persone, che lo diventano dopo settanta anni. I documenti dei processi penali sono consultabili settanta anni dopo la data della conclusione del procedimento.
2. Il Ministero dell'interno, d'intesa con il Ministero, puo' permettere, per motivi di studio, la consultazione di documenti di carattere riservato anche prima della scadenza dei termini previsti nel comma 1. Ai fini di tale autorizzazione, il Ministero dell'interno ha facolta' di avvalersi del parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, in relazione al valore storico-culturale dei documenti riservati dei quali sia stata richiesta la consultazione.
3. I documenti di proprieta' dei privati, e da questi depositati negli archivi di Stato o agli archivi medesimi donati o venduti o lasciati in eredita' o legato, sono assoggettati alla disciplina stabilita dai commi 1 e 2.
4. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredita' o legato documenti agli archivi di Stato possono tuttavia porre la condizione della non consultabilita' di tutti o di parte dei documenti dell'ultimo settantennio. Tale limitazione, come pure quella generale stabilita dal comma 1, non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei venditori e di qualsiasi altra persona da essi designata. La limitazione e' altresi' inoperante nei confronti degli aventi causa dei depositanti, dei donanti, dei venditori, quando si tratti di documenti concernenti oggetti patrimoniali, ai quali siano interessati per il titolo di acquisto.

Articolo 108
Accesso agli archivi storici degli Enti pubblici
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 22; decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854; artt. 1 e 6)
1. Le disposizioni dell'articolo 107 si applicano agli archivi storici degli enti pubblici.
2. Salvo quanto disposto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, e' disciplinata con regolamento la consultazione a scopi storici degli archivi correnti e di deposito delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici.

Articolo 109
Accesso agli archivi privati
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38, comma 1, lett. b)
1. I privati proprietari, possessori o detentori degli archivi o dei singoli documenti dichiarati a norma dell'articolo 6, comma 2, hanno l'obbligo di permettere agli studiosi, che ne facciano motivata richiesta tramite il soprintendente archivistico, la consultazione dei documenti che, d'intesa con lo stesso soprintendente, non siano riconosciuti di carattere riservato.
2. Le modalita' di consultazione sono concordate tra il privato e il soprintendente. Le spese sono a carico dello studioso.

Articolo 110
Declaratoria di riservatezza
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854, artt. 3 e 4)
1. L'accertamento dell'esistenza e della natura degli atti non liberamente consultabili a norma degli articoli 107, 108 e 109 e' effettuato dal Ministero dell'interno, d'intesa con il Ministero.

Articolo 111
Fruizione da parte delle scuole
(Legge 8 ottobre 1997, n. 352. art. 7 e 8 )
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti territoriali favoriscono la fruizione del patrimonio culturale e scientifico da parte degli studenti, stipulando con le scuole di ogni ordine e grado apposite convenzioni nelle quali sono fissate, tra l'altro, le modalita' per la predisposizione di materiali, sussidi e percorsi didattici.
2. Gli oneri derivanti dalle convenzioni sono ripartiti tra la scuola richiedente ed il Ministero o l'ente interessato.

Articolo 112
Servizi di assistenza culturale e di ospitalita'
(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433 , convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, comma 1 ;
decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41 ,convertito con modificazioni nella legge 22 marzo 1995, n. 85, art. 47-quater ; decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, artt. 31 -60 ;
decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 2, comma 1 )
1. Nei luoghi indicati all'articolo 99, comma 1, possono essere istituiti servizi di assistenza culturale e di ospitalita' per il pubblico.
2. I servizi riguardano in particolare:
a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo, e le riproduzioni di beni culturali;
b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario;
c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche museali;

d) la gestione dei punti vendita e l'utilizzazione commerciale delle riproduzioni dei beni;
e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di intrattenimento per l'infanzia, i servizi di informazione, di guida e assistenza didattica, i centri di incontro;
f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;
g) l'organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, di iniziative promozionali.

Articolo 113
Concessione dei servizi
(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433 , convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, commi 3 e 4 ;
legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 3 ; decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 2, comma 1 e art. 3, comma 6
1. I servizi indicati all'articolo 112 possono essere affidati in concessione a privati, qualora risulti finanziariamente conveniente e i servizi medesimi non possano essere assicurati mediante le risorse umane e finanziarie dell'amministrazione.
2. Le concessioni per i servizi previste al comma 1possono essere integrate, ai fini di una gestione comune, con l'affidamento dei servizi di pulizia e di vigilanza e biglietteria.
3. I funzionari preposti agli istituti di cui all'articolo 99, comma 1, d'ora in poi indicati come "capo dell'istituto" provvedono all'affidamento in concessione a norma delle vigenti disposizioni in materia di appalti di servizi.
4. La concessione ha durata quadriennale e puo' essere rinnovata, esclusa la rinnovazione tacita, per non piu' di due volte.
5. Al fine di garantire il coordinamento ovvero l'integrazione dei servizi, possono essere stipulate apposite convenzioni con regioni, province, comuni ed altri enti pubblici e soggetti privati titolari di istituti corrispondenti a quelli indicati nell'articolo 99, comma 1.

Sezione III
Uso individuale

Articolo 114
Uso dei beni culturali
(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, comma 5-ter)
1. Il Ministero puo' concedere l'uso dei beni dello Stato che abbia in consegna per finalita' compatibili con la loro destinazione culturale.
2. Il capo dell'istituto determina il canone dovuto e adotta il relativo provvedimento.

Articolo 115
Uso strumentale e precario - riproduzione dei beni culturali
(Legge 30 marzo 1965, n. 340, art. 5, comma 2; decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, artt. 31-60; decreto ministeriale 24 marzo 1997 n. 139, art 8)
1. Il capo dell'istituto puo' concedere l'uso strumentale e precario nonche' la riproduzione dei beni in consegna al Ministero, fatte salve le vigenti disposizioni in materia di diritto d'autore.
2. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di beni culturali sono determinati dal capo dell'istituto tenendo anche conto:
a) del carattere delle attivita' cui si riferiscono le concessioni d'uso;
b) dei mezzi e delle modalita' di esecuzione delle riproduzioni;
c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni;
a) delle utilizzazioni e destinazioni delle riproduzioni medesime, anche in riferimento al beneficio economico del destinatario.
3. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti in via anticipata.
4. Nessun canone e' dovuto per le riproduzioni richieste per uso personale o per motivi di studio. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese eventualmente sostenute dal Ministero.
5. Nei casi in cui dall'attivita' in concessione possa derivare un pregiudizio ai beni culturali, il capo dell'istituto determina l'importo della cauzione, costituita anche mediante fideiussione bancaria o assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione e' dovuta anche nei casi di esenzione dal pagamento dei canoni e corrispettivi.
6. La cauzione e' restituita, con l'assenso del capo dell'istituto, quando sia stato accertato che i beni in concessione non hanno subito danni e le spese sostenute dall'amministrazione sono state rimborsate.
7. Con decreto del Ministro sono fissati gli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi per l'uso e la riproduzione dei beni.

Articolo 116
Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali (Legge 30 marzo 1965, n. 340, art. 5, comma 4; decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 9 )
Il capo dell'istituto, all'atto della concessione, per fini di raccolta e catalogo di immagini fotografiche e di riprese in genere di beni culturali, prescrive:
a) il deposito del doppio originale di ogni ripresa o fotografia;
b) la restituzione, dopo l'uso, del fotocolor originale con relativo codice.

Articolo 117
Pagamento di canoni e corrispettivi
(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433 , convertito con modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, comma 5 ;
decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417 art. 61; decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 11 )
1. I canoni ed i proventi derivanti dall'applicazione delle norme dettate nella sezione II, articoli 112 e 113, e nella sezione III di questo Capo sono versati alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato, anche mediante versamento in conto corrente postale intestato alla tesoreria medesima, ovvero sul conto corrente bancario aperto da ciascun capo di istituto presso un istituto di credito.In tale ultima ipotesi l'istituto bancario provvede, non oltre cinque giorni dalla riscossione, al versamento delle somme affluite alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato.
2. I canoni ed i proventi indicati al comma 1affluiscono ad apposita unita' previsionale di base dello stato di previsione dell'entrata per essere riassegnati alle competenti unita' previsionali di base dello stato di previsione della spesa del Ministero e destinati, in misura non inferiore al cinquanta per cento del loro ammontare, agli istituti di provenienza.

Capo VII
Sanzioni
Sezione I
Sanzioni penali

Articolo 118
Opere illecite
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1 marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000:
a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero, senza approvazione, esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati nell'articolo 2, dichiarati, se appartenenti a privati, a norma dell'articolo 6;
b) chiunque procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista, senza l'autorizzazione del soprintendente, anche se non vi sia stata la dichiarazione prevista dall'articolo 6;
c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori indispensabili per evitare danni notevoli ai beni indicati nell'articolo 2, senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza inviare, nel piu' breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per l'approvazione.
2. La stessa pena prevista dal comma 1si applica in caso di inosservanza dell'ordine di sospensione dei lavori impartito dal soprintendente a norma dell'articolo 28.

Articolo 119
Uso illecito
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1 marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque destina i beni culturali indicati nell'articolo 2 ad uso incompatibile con il loro carattere storico od artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrita'.

Articolo 120
Collocazione e rimozione illecita
(Legge 1giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque omette di fissare al luogo di loro destinazione, nel modo indicato dal soprintendente, beni appartenenti agli enti di cui all'articolo 5.
2. Alla stessa pena soggiace il detentore che omette di dare notizia alla competente soprintendenza del trasporto, dipendente dal suo cambiamento di dimora, di beni culturali dichiarati a norma dell'articolo 6, ovvero non osserva le prescrizioni date dalla soprintendenza affinche' i beni medesimi non subiscano danno.

Articolo 121
Inosservanza delle prescrizioni di tutela indiretta
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire 1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque non osserva le prescrizioni date dal Ministero a norma dell'articolo 49, comma l.
2. L'inosservanza dei provvedimenti cautelari adottati dal Ministero a norma dell'articolo 49, comma 3 e' punita a norma dell'articolo 129.

Articolo 122
Violazioni in materia di alienazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 62 e 63, come rispettivamente modificati dalla legge 1 marzo 1975, n. 44, artt. 17 e 18)
1. E' punito con la reclusione fino ad un anno e la multa da lire 3.000.000 a lire 150.000.000:
a) chiunque, senza la prescritta autorizzazione, aliena beni culturali indicati nell'articolo 55;
b) chiunque, essendovi tenuto, non presenta, nel termine indicato all'articolo 58, comma 2, la denuncia degli atti di trasferimento della proprieta' o della detenzione di beni culturali;
c) l'alienante di un bene culturale soggetto a diritto di prelazione che effettua la consegna della cosa in pendenza del termine previsto dall'articolo 60, comma 1.

Articolo 123
Esportazione illecita
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, come sostituito dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23, commi 1 , 3 e 4 )
1. Chiunque trasferisce all'estero cose di interesse artistico, storico, archeologico, demo-etno-antropologico, bibliografico, documentale o archivistico, nonche' quelle indicate all'articolo 3, comma 1, lettere d), e) e f), senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione, e' punito con la reclusione da uno a quattro anni o con la multa da lire 500.000 a lire 10 milioni.
2. La pena prevista al comma 1 si applica nei confronti di chiunque non fa rientrate nel territorio nazionale, alla scadenza del termine, beni culturali per i quali sia stata autorizzata l'uscita o l'esportazione temporanee.
3. Il giudice dispone la confisca delle cose,salvo che queste appartengano a persona estranea al reato. La confisca ha luogo in conformita' delle norme della legge doganale relative alle cose oggetto di contrabbando.
4. Se il fatto e' commesso da chi esercita attivita' di vendita al pubblico o di esposizione a fine di commercio di oggetti di interesse culturale, alla sentenza di condanna consegue l'interdizione a norma dell'articolo 30 del codice penale.

Articolo 124
Violazioni in materia di ricerche archeologiche
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 68, come modificato dalla legge 1 mano 1975, n. 44, art. 20)
1. E' punito con l'arresto fino ad un anno e l'ammenda da lire 600.000 a lire 6.000.000:
a) chiunque esegue ricerche archeologiche o, in genere, opere per il ritrovamento di beni indicati all'articolo 2 senza concessione, ovvero non osserva le prescrizioni date dall'amministrazione;
b) chiunque, essendovi tenuto, non denuncia nel termine prescritto dall'articolo 87, comma 1 i beni indicati nell'articolo 2 rinvenuti fortuitamente o non provvede alla loro conservazione temporanea.

Articolo 125
Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 67, come modificato dallalegge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 13 )
1. Chiunque si impossessa di beni culturali indicati nell'articolo 2 appartenenti allo Stato a norma dell'articolo 88 e' punito con la reclusione sino a tre anni e con la multa da lire sessantamila a un milione.
2. La pena e' della reclusione da uno a sei anni e della multa da lire duecentomila a due milioni se il fatto e' commesso da chi abbia ottenuto la concessione di ricerca prevista dall'articolo 86.

Articolo 126
Collaborazione per il recupero di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, comma 5, come sostituito dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23, comma 5 )
1. La pena applicabile per i reati previsti dagli articoli 123 e 125 e' ridotta da uno a due terzi qualora il colpevole fornisca una collaborazione decisiva o comunque di notevole rilevanza per il recupero dei beni illecitamente sottratti o trasferiti all'estero.

Articolo 127
Contraffazione di opere d'arte
(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, artt. 3, 4, 5, 6 e 7)
1. E' punito con la reclusione da tre mesi fino a quattro anni e con la multa da lire 200.000 fino a 6.000.000:
a) chiunque, al fine di trarne profitto, contraffa', altera o riproduce un'opera di pittura, scultura o grafica, ovvero un oggetto di antichita' o di interesse storico od archeologico;
b) chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o riproduzione, pone in commercio, o detiene per farne commercio, o introduce a questo fine nel territorio dello Stato, o comunque pone in circolazione, come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere di pittura, scultura, grafica o di oggetti di antichita', o di oggetti di interesse storico od archeologico;
c) chiunque, conoscendone la falsita', autentica opere od oggetti, indicati alle lettere a) e b), contraffatti, alterati o riprodotti;
d) chiunque mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni, apposizione di timbri od etichette o con qualsiasi altro mezzo accredita o contribuisce ad accreditare, conoscendone la falsita', come autentici opere od oggetti indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o riprodotti.
2. Se i fatti sono commessi nell'esercizio di un'attivita' commerciale la pena e' aumentata e alla sentenza di condanna consegue l'interdizione a norma dell'articolo 30 del codice penale.
3. La sentenza di condanna per i reati previsti dal comma 1 e' pubblicata su tre quotidiani con diffusione nazionale designati dal giudice ed editi in tre diverse localita'. Si applica l'articolo 36, comma 3, del codice penale.
4. E' sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati o riprodotti delle opere o degli oggetti indicati nel comma 1, salvo che si tratti di cose appartenenti a persone estranee al reato. Delle cose confiscate e' vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei corpi di reato.


Articolo 128
Casi di non punibilita'
(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, art. 8, comma 1)
1. Le disposizioni dell'articolo 127 non si applicano a chi riproduce, detiene, pone in vendita o altrimenti diffonde copie di opere di pittura, di scultura o di grafica, ovvero copie od imitazione di oggetti di antichita' o di interesse storico od archeologico, dichiarate espressamente non autentiche all'atto della esposizione o della vendita, mediante annotazione scritta sull'opera o sull'oggetto o, quando cio' non sia possibile per la natura o le dimensioni della copia o dell'imitazione, mediante dichiarazione rilasciata all'atto della esposizione o della vendita. Non si applicano dei pari ai restauri artistici che non abbiano ricostruito in modo determinante l'opera originale.

Articolo 129
Inosservanza dei provvedimenti amministrativi
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 70)
1. Salvo che il fatto non costituisca piu' grave reato, chiunque non ottempera ad un ordine impartito dall'autorita' preposta alla tutela dei beni culturali in conformita' del presente Titolo e' punito con le pene previste dall'articolo 650 del codice penale.

Sezione II
Sanzioni amministrative

Articolo 130
Omessa redazione degli elenchi dei beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 58, come modificato dalla
legge 1 marzo 1975, n. 44, art. 15)
1. Salvo che il fatto costituisca reato, ai rappresentanti degli enti di cui all'articolo 5 che non presentano o non aggiornano l'elenco descrittivo dei beni indicati nell'articolo 2, comma 1, lettera a) di loro spettanza nel termine loro assegnato dal Ministero, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 600.000 a lire 6.000.000.
2. Il Ministero dispone la compilazione dell'elenco a spese dell'ente inadempiente. La nota delle spese e' resa esecutoria con provvedimento del Ministero. All' esazione si procede nelle forme previste per le entrate patrimoniali dello Stato.

Articolo 131
Ordine di reintegrazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1 marzo 1975, n. 44, art. 16)

1. Se per effetto della violazione degli obblighi di conservazione stabiliti dalle disposizioni del Capo II di questo Titolo il bene culturale subisce un danno, il Ministero ordina al responsabile l'esecuzione a sue spese delle opere necessarie alla reintegrazione.
2. Qualora le opere da disporre a norma del comma 1 abbiano rilievo urbanistico-edilizio l'avvio del procedimento e il provvedimento finale sono comunicati anche al Comune interessato.
3. In caso di inottemperanza all'ordine impartito a norma del comma 1, il Ministero provvede all'esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato. Al recupero delle somme relative si provvede nelle forme previste per le entrate patrimoniali dello Stato.
4. Quando la reintegrazione non sia possibile il responsabile e' tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa perduta o alla diminuzione di valore subita dalla cosa.
5. Se la determinazione della somma, fatta dal Ministero, non e' accettata dall'obbligato, la somma stessa e' determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall'obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall'obbligato.

Articolo 132
Danno ai beni culturali ritrovati
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dallal egge 1marzo 1975, n. 44, art. 16)
1. Le misure previste nell'articolo 131si applicano anche a chi cagiona un danno ai beni culturali indicati all'articolo 88,trasgredendo agli obblighi indicati agli articoli 86 e 87.

Articolo 133
Violazioni in materia di affissione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 60; decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 12 e 13)
1. Chiunque, senza l'autorizzazione prevista dall'articolo 50, colloca o affigge cartelli o altri mezzi di pubblicita' sugli edifici e nei luoghi di interesse storico o artistico, o in prossimita' di essi, e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 250.000 a lire 5.000.000.
2. Il responsabile della violazione e' inoltre tenuto alla rimozione dei mezzi di pubblicita', nel termine assegnato dal soprintendente. In caso di inottemperanza, il soprintendente provvede all'esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato.
3. Nei confronti di coloro che, senza l'autorizzazione prescritta dall'articolo 50, collocano cartelli o altri mezzi pubblicitari lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' di edifici o di luoghi di interesse storico e artistico, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Articolo 134
Perdita di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 64, commi 1, 3 e 4)
1. Se, per effetto della violazione degli obblighi stabiliti dall'articolo 5 ovvero dalle disposizioni della sezione I del Capo III e della sezione I del Capo IV, il bene culturale non sia piu' rintracciabile o risulti uscito dal territorio nazionale, il trasgressore e' tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa.
2. Se il fatto e' imputabile a piu' persone queste sono tenute in solido al pagamento della somma.
3. Se la determinazione della somma fatta dal Ministero non e' accettata dall'obbligato, la somma stessa e' determinata da una commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall'obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate dall'obbligato.
4. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di errore o di manifesta iniquita'.

Articolo 135
Violazioni in atti giuridici
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 61; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 41)
1. Le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti contro i divieti stabiliti dalle disposizioni di questo Titolo, o senza l'osservanza delle condizioni e modalita' da esso prescritte, sono nulli.
2. Resta sempre salva la facolta' del Ministero di esercitare il diritto di prelazione a norma delle disposizioni contenute nella sezione II del Capo III.

Articolo 136
Omessa esibizione di documenti per l'esportazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, comma 6, aggiunto dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23 )
1. Fuori dei casi di concorso nel delitto previsto dall'articolo 123, comma 1, chiunque trasferisce all'estero i beni indicati nella stessa disposizione non accompagnati dall' attestato di libera circolazione o dalla licenza di esportazione e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 150.000 a lire 900.000.

Articolo 137
Omessa restituzione di documenti per l'esportazione
(Legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 13 )
1. Chi, effettuata l'esportazione di un bene culturale al di fuori del territorio dell'Unione europea a norma del regolamento CEE, non rende al competente ufficio di esportazione l'esemplare n. 3 del formulario previsto dal regolamento (CEE) n. 752/93, della Commissione, del 30 marzo 1993, attuativo del regolamento CEE, e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 200.000 a lire 1.200.000.

TITOLO II
Beni paesaggistici e ambientali
Capo I
Individuazione

Articolo 138
Beni ambientali
1. Sono beni ambientali, tutelati secondo le disposizioni di questo Titolo in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione:
a) i beni e le aree indicati all'articolo 139 individuati a norma degli articoli da 140 a 145;
b) i beni e le aree indicati all'articolo 146.

Articolo 139
Beni soggetti a tutela
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 1)
1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo in ragione del loro notevole interesse pubblico:
a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarita' geologica;
b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati a norma delle disposizioni del Titolo 1, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;
a) le bellezze panoramiche considerate come quadri e cosi' pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

Articolo 140
Elenchi
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 2; decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, art. 31; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. Dei beni indicati alle lettere a) e b) e delle localita' indicate alle lettere c) e d) dell'articolo 139 le regioni compilano su base provinciale due distinti elenchi, ai fini della dichiarazione di notevole interesse pubblico.
2. La compilazione di detti elenchi e' affidata a una commissione istituita in ciascuna Provincia con provvedimento regionale.
3. La commissione dura in carica quattro anni ed e' composta dai rappresentanti regionali e provinciali e dai sindaci dei comuni interessati. Della commissione fanno parte di diritto il soprintendente per i beni ambientali ed architettonici ed il soprintendente per i beni archeologici ompetenti per territorio.
4. La commissione aggrega, di volta in volta, un esperto in materia mineraria o un rappresentante del Corpo forestale dello Stato o altri esperti la cui presenza sia ritenuta opportuna a seconda della natura dei beni e delle localita' da tutelare.
5. Le proposte per la dichiarazione di notevole interesse pubblico delle diverse localita' contenute negli elenchi, le relative planimetrie ed ogni variante che venga determinata dalla commissione sono pubblicati per un periodo di tre mesi all'albo pretorio di tutti i comuni interessati della Provincia e depositati presso i competenti uffici degli stessi comuni.
6. Dell'avvenuta compilazione e pubblicazione degli elenchi e' altresi' data contestualmente notizia su almeno due quotidiani diffusi nella Regione territorialmente interessata, nonche' su un quotidiano a diffusione nazionale.

Articolo 141
Approvazione dell'elenco
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 3; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. Entro tre mesi dalla pubblicazione dell' elenco i soggetti interessati possono presentare osservazioni alla Regione, che ha altresi' facolta' di indire un'inchiesta pubblica.
2. La Regione, sulla base della proposta formulata dalla commissione, esaminate le osservazioni e tenuto conto dell'esito dell'eventuale inchiesta pubblica, approva l'elenco, apportandovi le modifiche ritenute opportune.

Articolo 142
Pubblicita' dell'elenco
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 4; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. L'elenco approvato e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e nel Bollettino Ufficiale della Regione.
2. Copia della Gazzetta Ufficiale e' affissa per un periodo di tre mesi all'albo pretorio di tutti i comuni interessati.Copia dell'elenco e delle relative planimetrie resta depositata a libera visione del pubblico presso gli uffici comunali.

Articolo 143
Dichiarazione dei beni indicati alle lettere a) e b) dell'articolo 139
Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 6; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. Sulla base dell' elenco dei beni indicati alle lettere a) e b) dell'articolo 139, la Regione emette il provvedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico, notificandolo ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo degli immobili. Tale dichiarazione viene trascritta a richiesta della stessa Regione sui relativi registri immobiliari e depositata presso il Comune con le modalita' previste all'articolo 142, comma 2.

Articolo 144
Integrazione degli elenchi
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, comma 2, lett. a)
1. Il Ministero ha facolta' di integrare gli elenchi dei beni e delle localita' indicati all'articolo 139, su proposta del soprintendente competente.
2. La proposta, corredata dalla relativa planimetria, e' inviata dal Ministero ai comuni interessati affinche' provvedano alla pubblicazione a norma dell'articolo 140, comma 5. Copia della proposta e della relativa planimetria resta altresi' depositata a libera visione del pubblico presso gli uffici comunali. Il Ministero provvede altresi' alla pubblicazione come previsto dall'articolo 140, comma 6.
3. Entro il termine di sessanta giorni dall'avvenuta pubblicazione le regioni, gli enti territoriali e gli altri soggetti interessati possono presentare osservazioni al Ministero.
4. L'integrazione dell'elenco e' approvata con decreto del Ministro, sentito il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, che si pronuncia anche sulle eventuali osservazioni formulate a norma del comma 3.


Articolo 145
Revoca o modifica degli elenchi
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, comma 3)
1. Gli elenchi dei beni e delle localita' indicati all'articolo 139 approvati dal Ministero prima dell'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, nonche' le integrazioni previste all'articolo 144, non possono essere revocati o modificati se non previo parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali che si pronun cia nel termine di quarantacinque giorni dalla data della richiesta.

Articolo 146
Beni tutelati per legge
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 art. 82, commi 5, 6 e 7, aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, artt. 1 e 1-quater)
1. Sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo in ragione del loro interesse paesaggistico:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondita' di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondita' di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;
e) i fiumi, i torrenti ed i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
j) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonche' i territori di protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche' percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento;
h) le aree assegnate alle universita' agrarie e le zone gravate da usi civici;
i) le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448;
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico.
2. Le disposizioni previste dal comma 1 non si applicano alle aree che alla data del 6 settembre 1985:
a) erano delimitate negli strumenti urbanistici come zone A e B;
b) limitatamente alle parti ricomprese nei piani pluriennali di attuazione, erano delimitate negli strumenti urbanistici a norma del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 come zone diverse da quelle indicate alla lettera a) e, nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri edificati perimetrati a norma dell'articolo 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
3. La disposizione del comma 1 non si applica ai beni ivi indicati alla lettera c) che, in tutto o in parte, siano ritenuti irrilevanti ai fini paesaggistici e pertanto inclusi in apposito elenco redatto e reso pubblico dalla Regione competente. Il Ministero, con provvedimento adottato con le procedure previste dall'articolo 144, puo' tuttavia confermare la rilevanza paesaggistica dei suddetti beni.
4. La disposizione del comma 2 non si applica ai beni indicati all'articolo 139, individuati a norma degli articoli 140 e 144.

Articolo 147
Censimento e catalogazione
(Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 54, comma 1, lett. b )
1. I beni e le aree indicati agli articoli 139 e 146 sono censiti, catalogati e individuati anche su cartografia informatizzata da restituirsi in scala idonea all'identificazione del bene. A tal fine il Ministero, d'intesa con la Conferenza unificata, predispone tecniche di rappresentazione e sistemi informatici tra loro compatibili e interscambiabili.

Articolo 148
Convenzioni internazionali
1. L'attivita' di tutela e valorizzazione dei beni ambientali si conforma ai principi di cooperazione tra Stati, anche nell'ambito di organizzazioni internazionali, stabiliti dalle convenzioni in materia, rese esecutive in Italia.

Capo II
Gestione dei beni

Articolo 149
Piani territoriali paesistici
(Decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1-bis)
1. Le regioni sottopongono a specifica normativa d'uso e di valorizzazione ambientale il territorio includente i beni ambientali indicati all'articolo 146 mediante la redazione di piani territoriali paesistici o di piani urbanistico-territoriali aventi le medesime finalita' di salvaguardia dei valori paesistici e ambientali.
2. La pianificazione paesistica prescritta al comma 1 e' facoltativa per le vaste localita' indicate alle lettere c) e d)dell'articolo 139 incluse negli elenchi previsti dall'articolo 140 e dall'articolo 144.
3. Qualora le regioni non provvedano agli adempimenti previsti al comma 1, si procede a norma dell'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come modificato dall'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

4. Fermo il disposto dell'articolo 164 il Ministero, d'intesa con il Ministero dell'ambiente e con la Regione, puo' adottare misure di recupero e di riqualificazione dei beni tutelati a norma di questo titolo i cui valori siano stati comunque compromessi.

Articolo 150
Coordinamento della disciplina urbanistica
(Legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 5, comma 2, lett. a; art. 7, comma 2, n. 5; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 art. 52, comma 1)
1. Le linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale per quanto riguarda i valori ambientali, con finalita' di orientamento della pianificazione paesistica, sono individuate a norma dell'articolo 52 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
2. I piani regolatori generali e gli altri strumenti urbanistici si conformano, secondo l'articolo 5 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e le norme regionali, alle previsioni dei piani territoriali paesistici e dei piani urbanistico-territoriali di cui all'articolo 149. I beni e le aree indicati agli articoli 139 e 146 sono comunque considerati ai fini dell'applicazione dell'articolo 7, n. 5, della
legge 17 agosto 1942, n. 1150, come sostituito dall'articolo 1 della legge 19 novembre 1968, n. 1187.
3. Le regioni e i comuni possono concordare con il Ministero speciali forme di collaborazione delle competenti soprintendenze alla formazione dei piani.

Articolo 151
Alterazione dello stato dei luoghi
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 7; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977 n. 616, art. 82, commi 1 e 2 e comma 9, aggiunto dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1)
1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni ambientali inclusi negli elenchi pubblicati a norma dell'articolo 140 o dell'articolo 144 o nelle categorie elencate all'articolo 146 non possono distruggerli ne' introdurvi modificazioni, che rechino pregiudizio a quel loro esteriore aspetto che e' oggetto di protezione.
2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni indicati al comma 1, hanno l'obbligo di sottoporre alla Regione i progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenere la preventiva autorizzazione.
3. L'autorizzazione e' rilasciata o negata entro il termine perentorio di sessanta giorni.
4. Le regioni danno immediata comunicazione delle autorizzazioni rilasciate alla competente soprintendenza, trasmettendo contestualmente la relativa documentazione. Il Ministero puo' in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, l'autorizzazione regionale entro i sessanta giorni successivi alla ricezione della relativa comunicazione.
5. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 3, nei successivi trenta giorni e' data facolta' agli interessati di richiedere l'autorizzazione al Ministero che si pronuncia entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta.
L'istanza, corredata da triplice copia del progetto di realizzazione dei lavori e da tutta la relativa documentazione, e' presentata alla competente soprintendenza e ne e' data comunicazione alla Regione.
Articolo 152
Interventi non soggetti ad autorizzazione
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 art. 82, commi 8 e 12 aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1)
1. Non e' richiesta l'autorizzazione prescritta dall'articolo 151:
a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici;
b) per gli interventi inerenti l'esercizio dell'attivita' agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attivita' ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio;
c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati alla lettera g) dell'articolo 146, purche' previsti ed autorizzati in base alle norme vigenti in materia.

Articolo 153
Inibizione o sospensione dei lavori
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, artt. 8 e 9; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1, 2 e 4)
1. Indipendentemente dalla inclusione di un bene ambientale negli elenchi previsti agli articoli 140 e 144 e dalla notifica prescritta dall'articolo 143 la Regione e il Ministero hanno facolta' di:
a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque capaci di pregiudicare il bene;
b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista alla lettera a), la sospensione di lavori iniziati.
2. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su di un bene non ancora dichiarato e notificato di notevole interesse pubblico si intende revocato se entro il termine di novanta giorni non sia stata comunicata agli interessati la deliberazione della commissione provinciale di cui all'articolo 140 o la proposta della soprintendenza prevista all'articolo 144.
3. Il provvedimento cautelare nonche' gli atti successivi indicati al comma 2 sono comunicati anche al Comune interessato.

Articolo 154
Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 10)
1. Per lavori su beni ne' precedentemente inclusi negli elenchi previsti dagli articoli 140 e 144, ne' precedentemente dichiarati e notificati di notevole interesse pubblico,dei quali sia stata ordinata la sospensione, senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui all'articolo 153, comma 1, l'interessato puo' ottenere il rimborso delle spese sostenute sino al momento della notificata sospensione. Le opere gia' eseguite sono demolite a spese dell'autorita' che ha disposto la sospensione.

Articolo 155
Interventi soggetti a particolari prescrizioni
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 11)
1. Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per impianti industriali e di palificazione nell'ambito e in vista delle localita' indicate alle lettere c) e d) dell'articolo 139, ovvero in prossimita' delle cose indicate alle lettere a) e b) dello stesso articolo, la Regione ha facolta' di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti in corso d'esecuzione, le quali, tenendo in debito conto l'utilita' economica delle opere gia' realizzate valgano ad evitare pregiudizio ai beni protetti da questo Titolo.
2. La medesima facolta' spetta al Ministero che la esercita previa consultazione della Regione.

Articolo 156
Opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 10 e 11 aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1; legge 11 marzo 1988, n. 67, art. 17, comma 24; legge 8 luglio 1986, n. 349, art. 2, comma 1, lett. d e art. 6)
1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dall'articolo 151 riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare, il Ministero puo' in ogni caso rilasciare o negare entro sessanta giorni l'autorizzazione, anche in difformita' della decisione regionale.
2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto ambientale a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, l'autorizzazione prescritta dal comma 1 e' rilasciata secondo le procedure previste all'articolo 26.
3. Per le attivita' minerarie di ricerca ed estrazione di cui al regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, l'autorizzazione del Ministero prevista dal comma 1 e' rilasciata sentito il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Restano ferme le competenze del Ministero dell'ambiente in materia di cave e torbiere.

Articolo 157
Cartelli pubblicitari
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 14, commi 1 e 2; decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 3 e 4)
1. Nell'ambito e in prossimita' dei beni ambientali indicati nell'articolo 138 e' vietato collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari se non previaautorizzazione della Regione.
2. Lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' dei beni indicati nel comma 1 e' vietato collocare cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata a norma dell'articolo 23, comma 4,del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere favorevole della Regione sulla compatibilita' della collocazione o della tipologia dell'insegna con l'aspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o dei luoghi soggetti a tutela.

Articolo 158
Colore delle facciate dei fabbricati
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 14, commi 3 e 4; decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. La Regione puo' ordinare che nelle localita' contemplate dalle lettere c) e d) dell'articolo 139, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui colore rechi disturbo alla bellezza dell'insieme, un diverso colore che con quella armonizzi.
2. In caso di inadempienza, la Regione provvede all'esecuzione d'ufficio.

Articolo 159
Vigilanza
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2 e comma 12 aggiunto dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1)
1. Le funzioni di vigilanza sui beni ambientali tutelati da questo Titolo sono esercitate dal Ministero e dalle regioni.

Articolo 160
Notifiche eseguite ed elenchi compilati ai sensi della normativa previgente
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 18)
1. Le notifiche di importante interesse pubblico delle bellezze naturali o panoramiche, eseguite in base alla legge 11 giugno 1922, n. 778 e gli elenchi compilati a norma della legge 29 giugno 1939, n. 1497 sono validi a tutti gli effetti di questo Titolo.

Articolo 161
Regolamento
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato a norma dell'articolo 17, comma 1della legge 23 agosto 1988, n. 400 e' emanato il regolamento per l'attuazione delle disposizioni di questo Titolo.
2. Fino all'emanazione del regolamento previsto al comma 1 restano in vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.

Articolo 162
Disposizione transitoria
(Decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, artt. 1-ter e 1-quinquies)
1. Fino all'approvazione dei piani previsti all'articolo 149 non e' concessa l'autorizzazione prevista dall'articolo 151 per i beni individuati a norma dell'articolo 1-ter del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, e per quelli interessati da provvedimenti adottati a norma dell'articolo 1-quinquies del medesimo decreto e pubblicati in data anteriore al 6 settembre 1985.

Capo III
Sanzioni penali e amministrative


Articolo 163
Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformita' da essa (Legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 20; decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1-sexies)
1. Chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformita' di essa, esegue lavori di qualsiasi genere su beni ambientali e' punito con le pene previste dall'articolo 20 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
2. Con la sentenza di condanna viene ordinata la rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato. Copia della sentenza e' trasmessa alla Regione ed al Comune nel cui territorio e' stata commessa la violazione.

Articolo 164
Ordine di rimessione in pristino o di versamento di indennita' pecuniaria
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 15)
1.In caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti da questo Titolo, il trasgressore e' tenuto, secondo che la Regione ritenga piu' opportuno, nell'interesse della protezione dei beni indicati nell'articolo 138, alla rimessione in pristino a proprie spese o al pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione. La somma e' determinata previa perizia di stima.
2. Con l'ordine di rimessione in pristino e' assegnato al trasgressore untermine per provvedere.
3. In caso di inottemperanza, la Regione provvede d'ufficio per mezzo del prefetto e rende esecutoria la nota delle spese.
4. Le somme riscosse a norma del comma 1sono utilizzate per finalita' di salvaguardia, interventi di recupero dei valori ambientali e di riqualificazione delle aree degradate.

Articolo 165
Violazione in materia di collocamento o affissione di mezzi di pubblicita'
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 60; legge 29 giugno 1939, n. 1497 art. 14, commi 2 e 4; decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 12 e 13)
1. Chiunque non osserva il divieto di collocamento o affissione di manifesti, cartelli, iscrizioni ed altri mezzi di pubblicita' adottato dall'autorita' preposta alla tutela paesaggistica a norma dell'articolo 157, comma I e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 250.000 a lire 5.000.000.
2. Il responsabile della violazione e' tenuto alla rimozione dei mezzi di pubblicita', nel termine assegnato dall'autorita' amministrativa. In caso di inottemperanza, la medesima autorita' provvede all'esecuzione d'ufficio a pese dell'obbligato.
3. Nei confronti di coloro che, senza l'autorizzazione prescritta dall'articolo 157, comma 2, collocano cartelli o altri mezzi pubblicitari lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' dei beni ambientali indicati nell'articolo 138, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Articolo 166
Norme abrogate
. Salvo quanto previsto nel comma 2, sono abrogate le seguenti disposizioni:
- legge 1 giugno 1939, n. 1089;
- legge 29 giugno 1939, n. 1497;
- legge 2 aprile 1950, n. 328;
- legge 21 dicembre 1961, n. 1552;
- decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, limitatamente agli articoli 18, 21-25, 27, 28, 30, 32-43, 45;
- legge 30 marzo 1965, n. 340, ad eccezione dell'articolo 2;
- legge 3 febbraio 1971, n. 147;
- legge 20 novembre 1971, n. 1062, ad eccezione degli articoli 8, secondo comma, e 9;
- decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1972, n. 487;
- legge 1 marzo 1975, n. 44, limitatamente agli articoli 10 e 15 - 21;
- decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, limitatamente all'articolo 82, commi 3 e seguenti;
- legge 23 luglio 1980, n. 502;
- legge 27 giugno 1985, n. 332, limitatamente all'articolo 1;
- decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, ad eccezione dell'articolo 1-ter e dell'articolo 1-quinquies;
- legge 5 giugno 1986, n. 253;
- decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, convertito con modificazioni nella legge 6 febbraio 1987, n. 15, limitatamente all'articolo 4-bis;
- legge 11 marzo 1988, n. 67, limitatamente all'articolo 17, comma 24;
- decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con
modificazioni nella legge 14 gennaio 1993, n. 4, limitatamente agli articoli 3, comma 1, e 4, commi 3, 5 e 5-ter;
- decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 368 ;
- decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito con modificazioni nella legge 22 marzo 1995, n. 85 , limitatamente
all'articolo 47-quater;
- legge 25 marzo 1997, n. 78, limitatamente all'articolo 1 , commi 2 e 4;
- legge 15 maggio 1997, n. 127 , limitatamente all'articolo 12 ,comma 5;
- legge 8 ottobre 1997, n. 352 , limitatamente agli articoli 3 , 5 , 8 ; - legge 13 novembre 1997, n. 395 ;
- legge 30 marzo 1998, n. 88, ad eccezione degli articoli 19, comma 2, e 26.
2. In questo Testo Unico sono inserite le disposizioni legislative vigenti alla data del 31 ottobre 1998. Fino all'entrata in vigore del primo decreto legislativo emanato a norma dell'articolo 1, comma 4, della legge 8 ottobre 1997, n. 352 , restano ferme le disposizioni legislative concernenti le materie disciplinate da questo Testo Unico entrate in vigore a decorrere dal 1 novembre 1998, ivi comprese quelle dei decreti legislativi 20 ottobre 1998, n. 368 e 30 luglio 1999, n. 300, per effetto delle quali alle denominazioni di Ministro e Ministero per i beni culturali e ambientali sono state sostituite quelle di Ministro e Ministero per i beni e le attivita' culturali, denominati in questo Testo Unico, rispettivamente, "Ministro" e "Ministero".

Allegato A
(Previsto dagli artt. 62, comma 1, 72, comma 1 e 73, comma 3, lettera a)
A. Categorie di beni:
1. Reperti archeologici aventi piu' di cento anni provenienti da:
a) scavi e scoperte terrestri o sottomarine;
b) siti archeologici; c) collezioni archeologiche.
2. Elementi, costituenti parte integrante di monumenti artistici, storici o religiosi e provenienti dallo smembramento dei monumenti stessi, aventi piu' di cento anni.
3. Quadri e pitture diversi da quelli appartenenti alle categorie 4 e 5 fatti interamente a mano su qualsiasi supporto e con qualsiasi materiale (1).
4. Acquerelli, guazzi e pastelli eseguiti interamente a mano su qualsiasi supporto.
5. Mosaici diversi da quelli delle categorie 1 e 2 realizzati interamente a mano con qualsiasi materiale (1) e disegni fatti interamente a mano su qualsiasi supporto.
6. Incisioni, stampe, serigrafie e litografie originali e relative matrici, nonche' manifesti originali (1).
7. Opere originali dell'arte statuaria o dell'arte scultorea e copie ottenute con il medesimo procedimento dell'originale (1), diverse da quelle della categoria l.
8. Fotografie, film e relativi negativi (1).
9. Incunaboli e manoscritti, compresi le carte geografiche e gli spartiti musicali, isolati o in collezione (1).
10. Libri aventi piu' di cento anni, isolati o in collezione.
11. Carte geografiche stampate aventi piu' di duecento anni.
12. Archivi e supporti, comprendenti elementi di qualsiasi natura aventi piu' di cinquanta anni.
13. a) Collezioni ed esemplari provenienti da collezioni di zoologia, botanica, mineralogia, anatomia.
b) Collezioni aventi interesse storico, paleontologico, etnografico o numismatico.
14. Mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni.
15. Altri oggetti di antiquariato non contemplati dalle categorie da 1 a 14, aventi piu' di cinquanta anni.
I beni culturali rientranti nelle categorie da 1 a 15 sono disciplinati da questo Testo Unico soltanto se il loro valore e' pari o superiore ai valori indicati alla lettera B.
B. Valori applicabili alle categorie indicate nella lettera A (in lire):
1) 0 (zero)
1. Reperti archeologici
2. Smembramento di monumenti
9. Incunaboli e manoscritti
12. Archivi
2) 27.067.800
5. Mosaici e disegni
6. Incisioni
8. Fotografie
11. Carte geografiche stampate
3) 54.135.600
4. Acquerelli, guazzi e pastelli
4) 90.226.000
7. Arte statuaria
10. Libri
13. Collezioni
14. Mezzi di trasporto
15. Altri oggetti
5) 270.678.000
3. Quadri
Il rispetto delle condizioni relative ai valori deve essere accertato al momento della presentazione della domanda di restituzione. Il valore e' quello del bene nello Stato membro al quale e' stata avanzata richiesta di restituzione.
(1) Aventi piu' di cinquanta anni e non appartenenti all'autore.




Consolidated Law containing the legislative provisions on cultural and environmental assets (pursuant to law 8 October 1997, n. 352)

 


La presente traduzione in inglese delle disposizioni del decreto legislativo n. 490 del 1999, effettuata a cura dell'Ufficio Studi del Ministero per i beni e le attività culturali, non ha carattere di ufficialità.

Title I - Cultural heritage
Heading I - Protected cultural property
Section I - Categories of objects
Section II - Identification
Section III - General and interim provisions
Heading II - Preservation
Section I - Controls
Section II - Restoration and other measures
Section III - Other forms of protection
Heading III - Circulation in the national territory
Section I - Alienation and other models of transfer
Section II - Pre-emptive priority
Section III - Commerce
Heading IV - Circulation outside Italy
Section I - Entry into and exit from the national territory
Section II - Exportation from the territory of the European Union
Section III - Return of cultural objects illegally exported from the territory of a member state of the European Union
Heading V - Findings
Heading VI - Enhancement and public enjoyment of cultural heritage
Section I - Compulsory purchase
Section II - Enjoyment
Section III - Individual use
Heading VII - Sanctions
Section I - Penal sanctions
Section II - Administrative sanctions
Title II - Assets referring to the landscape and the environment
Heading I - Identification
Heading II - The management of assets
Heading III - Penal and administrative sanctions
Attachment


TITLE I
Cultural heritage


Heading I
Protected cultural property


Section I
Categories of objects


Art. 1 - Scope of application

1. Cultural objects, which form the national artistic and historic heritage, are protected by the disposition of this Title in implementation of article 9 of the Constitution.

Art. 2 - Historical, artistic, folkloric, ethnological, anthropological,
archaeological, archival and book heritage

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 1, clause 2, art. 5 clause 1; d.p.r.. (Decree of the President of the Republic) 30 September 1963, n. 1409, art. 1; legislative decree
31 March 1998, n. 112, art. 148).


1. The cultural property regulated by this Title is:
a) immovable and moveable property of artistic, historical, archaeological, folkloric, ethnological or anthropological interest;
b) immovable property of particularly important interest because of their reference to political and military history, literature, the arts and culture in general, are held to have a particularly important interest;
c) the collections and series of objects which have, as a whole, an exceptional artistic or historical interest for tradition, notoriety and particular environmental conditions;
d) archival documents
e) books.
2. Objects listed under clause 1, letter a) include:
a) objects of interest for palaeontological, pre-historical and primitive civilisation studies;
b) objects of numismatic interest;
c) manuscripts, autographs, papers, noteworthy documents, incunabula as well as books, prints and engravings recognised as rare and of a great significance;
d) geographical papers and musical scores recognised as rare and having great artistic or historical value;
e) photographs together with their relative negatives and plates recognised as rare and of great artistic or historical value;
f) the villas, parks and gardens of artistic or historical interest;
3. The libraries belonging to private citizens or organisations are included among the collections indicated under clause 1, letter c) as evidences of history and culture if they have an exceptional cultural importance.
4. Archival documents refer to:
a) the archives and individual documents of the state;
b) the archives and individual documents of public bodies;
c) the archives and individual documents, belonging to private citizens, which have considerable historical interest.
5. The item books refers to the collections of books held in the libraries of the state and public bodies, those indicated in clause 3 and, whatever the medium used, the objects set out under clause 2, letter c) and d).
6. The provisions of this Title as they regard clause 5, letter a) are not applicable to the works of living artists or those whose execution does not date back more than fifty years.

Art. 3 - Special categories of cultural property

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 13, law 28 March 1991, n. 112, art. 3, clause 13; executive order 9 December 1986 n. 832, art. 4-bis added by the enactment law which also made other
changes on 6 February 1987, n.15; law 39 March 1998, n.88, attachment A)

1. Whether or not included in the categories listed under article 2, the following items are classed as cultural property insofar as they are covered by the specific provisions of this Title:
a) frescoes, escutcheons, graffiti, memorial stones, inscriptions, tabernacles and other ornaments of buildings, whether or not exhibited to the public view;
b) artists' studios as defined in article 52;
c) public areas, having archaeological, historical, artistic and environmental value identified pursuant to article 53;
d) photographs and examples of cinematographic and audio-visual works or sequences of images in movement or in some manner recorded as well as documentation on sound or verbal events, however recorded, whose production dates back at least twenty-five years;
e) means of transport that are more than seventy-five years old;
f) objects and tools more than fifty years old and related to the history of science and technology.

Art. 4 - New categories of cultural property

(legislative decree 31 March 1998, n.112, art. 148)

1. The law identifies the objects non-included in the categories listed under articles 2 and 3 as cultural property insofar as they are evidences of culture.


Section II
Identification

Art. 5 - Public and private cultural property

(law 1 June 1939, n. 1089, articles 4 and 58; p.r.d. 14 January 1972, n. 3 art. 9,
clause 1, letter a),

1. The regions, provinces, municipalities and other public bodies and non-profit making corporate body are required to submit to the ministry a list setting out the items indicated in article 2, clause 1, letter a) for which they are responsible.
2. The foregoing bodies and corporations are obliged to report all the items not included in the first list as well as those that will in future be added for whatever reason to their the stock of cultural heritage by adding them to the list.
3. The lists and the successive updates of the part regarding the objects listed under article 2, clause 1, letter e), are provided by the ministry to the region with competence for them.
4. In case of the non-presentation or the non-updating of the list, the ministry will give the body or corporation an irrevocable deadline by which to acquit these tasks. If the body or corporation does not comply within the terms fixed, the ministry will order that the list be compiled at the expense of the body or corporation concerned.
5. The objects listed under article 2, clause 1, letter a) that belong to the subjects indicated in clause 1, are also regulated by the provisions of this Title, although not included in the lists and reports provided for by clauses 1 and 2.

Art. 6 - Declaration

(law 1 June 1939, n.1089, art. 2, clause 1, art. 3 clause 1, art. 5 clause 1,
d.p.r.. 30 September 1963, n.1409, art. 36, clause 1, d.p.r.. 14 January 1972,
n.3, art. 9, clause 1, letter b)

1. Unless otherwise provided for by clause 4, the ministry shall declare that a particularly important artistic and cultural interest exists for the items indicated in article 2, clause 1, letter a) that belong to parties other than those indicated in article 5, clause 1.
2. The ministry shall declares that the artistic and cultural interest for the items indicated in article 2, clause 1, letter b) is very great, and that there is an exceptional artistic and cultural interest for collections or series of the objects indicated under article 2, clause 1, letter c) and a notable historical interest for the objects listed under article 2, clause 4, letter c).

3. The effects of these declarations are set out under article 10.
4. The region with territorial competence shall declare that a particularly important artistic and cultural interest exists for the items indicated in article 2, clause 2, letter c) that belong to private subjects. In case the region fails to make a declaration in this sense, the ministry will act under article 9, clause 3, of decree of the President of the Republic. 14 January 1972, n.3.

Art. 7 Declaration procedure

(law 7 August 1990, n.241, art. 7, clause 1 and art. 8)

1. The ministry will commence the declaration procedure foreseen by article 6 directly or when requested by a superintendent or a region, province or municipality by notifying the owner, possessor or holder.
2. The communication will refer to the identifying elements of the artefact and its evaluation as appearing in the deed initiating the procedure or the proposal, the indication of the effects foreseen by clause 4 as well as the indication of the term, in no case less than thirty days, for the presentation of observations, if any.
3. As the procedure also concerns real estate complexes, the communication shall also be sent to the municipality concerned.
4. The communication entails the application, on a prudential basis, of the provisions set out in section I of Heading II and section I of Heading III of this Title.
5. The legal effects indicated under clause 4 shall cease to apply with the lapse of the term for the declaration procedure that the ministry establishes pursuant to article 2, clause 2, of law 7 August 1990, n. 241.
6. The regions will apply the provision indicated in the foregoing clauses in the performance of the functions indicated in article 6, clause 4.


Art. 8 - Notification of the declaration

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 2 and art. 3, clause 1)

1. The declaration foreseen by article 6 is notified to the proprietor, possessor and holder of the objects that constitute its subject matter.
2. In cases involving property subject to public filing, the declaration, upon the request of the ministry, will be transcribed onto real estate registers and shall be enforceable for every successive proprietor, possessor or holder whatever their legal rights.
3. The declarations implemented by the regions pursuant to article 6, clause 4, are transmitted to the ministry.


Art. 9 - Ascertainment of archival documents

(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 37, clauses 1 and 2)

1. Private proprietors, possessors or holders of archives, whatever their legal rights, that include documents that date back beyond seventy years are required, within ninety days from their acquisition, to report the fact to the archival superintendent.
2. The archival superintendent may ascertain ex officio the presence of archives or single documents, including more recent documents, kept by private proprietors, possessors or holders, whatever their legal rights, for which there is the presumption of notable historical interest


Section III
General and interim provisions


Art. 10 - Area of application

1. The provisions of the under-mentioned Headings of this Title apply to:
a) the objects and property set out in article 2, clause 1, letter a) unless the provision of clause 2 of the present article applies.
b) the objects set out in article 2, clause 1, letters b) and c), declared to have cultural and artistic interest pursuant to article 6, clause 2;
c) archival documents;
d) books
2. The provisions of Heading II, sections I and II and of Heading III, sections I and II, of this Title will apply to the items set out in article 2, clause 1, letter a) that are private property as well as the objects set out in article 2, clause 4, letter c) only if the declaration provided for by article 6 has been notified.


Art. 11 - Co-ordinating the functions and responsibilities of regions and local bodies

1. The following responsibilities and functions shall stand:
a) the responsibilities attributed to the regions with special statutes and to the autonomous provinces of Trento and Bolzano by their own respective statutes and statutory instruments as regards the entire subject matter regulated by this consolidation law;
b) the functions attributed to regions with ordinary statutes by the decree of the President of the Republic 14 January 1972, n.3;
c) the functions and the responsibilities attributed to the regions and local government bodies by the legislative decree 31 March 1998, n.112.


Art. 12 - Regulations

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 73, d.p.r. 30 September 1963, n.1409, art. 73)


1. With the adoption of the decree of the President of the Republic passed pursuant to article 17, clause 1, of law 23 August 1988, n.400, the regulations for implementing the provisions of this Title are enacted.
2. Until the enactment of the regulations provided for in clause 1, the regulatory provisions approved by royal decrees 2 October 1911, n.1163 and 30 January 1913 n. 363, to the degree applicable, shall remain in force as well as any other regulatory provision regarding any of the provisions contained in this Title.
3. The meaning of the term “regulations” as used in this Title, refers to the measures enacted pursuant to clause 1.


Art. 13 - Notifications performed in accordance with earlier legislative provisions

(law 1 June 1939, n.1089, art. 71)

1. Within the term laid down by the regulations, the ministry shall declare the immovable property set out in article 2 for which the notifications previously performed pursuant to law 20 June 1909 n.1909 and law 11 June 1922, n.778 have not been renewed or transcribed to be cultural heritage.
2. The notifications indicated in clause 1, remain valid, for the purposes of this Title, up until the lapse of the term prescribed in the foregoing clause 1.
3. The notifications made pursuant to articles 2, 3 and 5 of law 1 June 1939 n. 1089 and the declarations passed pursuant to article 36 of decree of the President of the Republic 30 September 1963, n.1409 shall remain legally enforceable.


Art. 14 - Collections held by trusts (“ex fidecommissarie”)

(law 1 June 1939, n.1089, art. 72)

1. The provisions regarding the artistic collections held in by trusts, established by law 28 June 1871, n.286, law 8 July 1883, n.1461, royal decree 23 November 1891, n.653 and law 7 February 1892, n.31.


Art. 15 - Supervision and co-operation

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 6, d.p.r 14 January 1972 n.3, art. 9, clause 1, letter a;
legislative decree 31 March 1998, n. 112, articles 148 - 155)

1. Supervision over cultural heritage is the responsibility of the ministry and, as concerns cultural property for which administrative functions are delegated, the regions.
2. The ministry will perform the superintendence of cultural heritage with the co-operation of the regions.
3. The ministry and the regions will also co-operate on the drawing up and definition of the executive arrangements for programmes of studies, research and scientific initiatives also in collaboration with universities, regarding cataloguing, inventory taking and restoration.


Art. 16 - Cataloguing

(Legislative decree 31 March 1998, n.112, art. 149, clause 4, letter e)

1. The ministry will ensure that cultural heritage is catalogued in order to carry out a census on the national historical and artistic heritage
2. The regions, provinces and municipalities will see to the cataloguing of the cultural heritage belonging to them and of the other cultural objects found on their territory, and duly inform the ministry. The data will be sent to national catalogue of cultural heritage.
3. Cataloguing shall be carried out according to the procedures and arrangements laid down by the regulations, prior to the definition, with the co-operation of the regions, of common methodologies for collecting and gathering of data at a national level and the connecting the regional and local data banks together in a single network.
4. The data on the declarations pursuant to article 6 and the lists provided for by article 5, will be incorporated in the cataloguing and will be treated separately from the other data, as their consultation is regulated in such a way as to protect the safety of the cultural objects and the protection of their confidentiality.


Art. 17 - Consultative function

(d.p.r. 3 December 1975, n.805, art. 8)

1. The sector committees of the national council for cultural heritage and the environmental are available for facultative consultation as regards especially important aspects of the measures laid down by this Title for the protection and enhancement of cultural heritage.
2. The opinion of the committees indicated in the foregoing clause must be obligatorily obtained as regards measures entailing expenditure that exceeds the upper ceilings established by a ministerial executive order, after having consulted the national council for cultural heritage and the environmental.


Art. 18 - Special legislative measures

(d.p.r 20 September 1973, n. 791)

1. The provisions contained in the decree of the President of the Republic of 20 September 1973, n. 791, on restoration and preventive maintenance work on insular Venice, the isles of the lagoon and historic town-centre of Chioggia and any other statutory provisions of special laws addressed to single cities, architectural complexes and sites or areas of archaeological, artistic or historical interest are excluded from the present consolidation law.


Art. 19 - Cultural heritage of religious interest

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 8)

1. When dealing with cultural heritage of religious interest belonging to bodies and institutions of the Catholic Church or other religious confessions, the ministry and the regions to the degree to which they are responsible, shall make arrangements, regarding the requirements of worship, in agreement with the respective authorities.
2. Furthermore, the provisions reached on the basis of the agreements pursuant to article 12 of the Agreement for the Modification to the Lateran Concordat signed on 18 February 1984 and ratified and made executive with law 25 March 1985, n.121, or the laws enacted on the basis of the agreements reached, pursuant to article 8, clause 3, of the constitution, with other religious confessions shall be observed.


Art. 20 - International conventions

1. Protection and enhancement activities shall be performed in conformity to the principles of co-operation between states, and when international organisations are involved, as established by conventions implemented in Italy regarding the protection of the world's cultural heritage and that of the single nations.


HEADING II
Preservation


Section I
Controls

Article 21 - The obligations of preservation

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 5, clause 2; art. 11, clauses 1 and 2; art. 12 clause 1; d.p.r 30 September 1963, n. 1409, art. 38, letter g and art. 42 clause 1; d.p.r 14 January 1972, n.3, art. 9, clause 1, letter a)

1. Cultural properties cannot be demolished or altered without the authorisation of the ministry.
2. They cannot be used for purposes that are incompatible with their historic or artistic character or such as would compromise their preservation or integrity.
3. Collections cannot, for any reasons, be broken up without the authorisation prescribed in clause 1.
4. Archives cannot be broken up for any reason and must be preserved as a coherent whole. The transfer of complex functional sets of archival documents of corporate bodies to subjects other than their proprietor, possessor or holder is subject to the authorisation by the superintendent.
5. The elimination of documents in the archives of public archives or private archives with considerable historic interest is subject to the authorisation of the archival superintendent.


Art. 22 - Location

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 11, clauses 1 and 3, art. 12, clause 2)

1. Cultural heritage cannot be removed without the authorisation of the ministry.
2. The objects belonging to the bodies as listed in article 5 remain fixed in the place allotted to them in the indicated by the superintendency.

3. In case the transport of moveable objects belonging to private citizens, and declared pursuant to art. 6, takes place following the change in the holder's abode, the latter shall inform the superintendency in order that it take those measures held to be necessary to ensure that the artefact will not suffer damage.
4. The provisions of clauses 1 and 2, shall not apply to the current archives of public bodies and the administrative and judiciary organs of the state.


Art. 23 - Approval of projects for works of art

(law 1 June 1939, n.1089, art. 18, clause 1, d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 38, clause 1, letter d)

1. Proprietors, possessors or holders, whatever their legal rights, of cultural objects listed under article 2, clause 1, letter a), b) and c) are obliged to submit every kind of project for works of art that they intend to carry out to the superintendency in order to obtain prior approval.
2. The approval measure replaces the authorisation set out in art. 21.


Art. 24 - Building measures

(law 15 May 1997, n.127, art. 12, clause 5)

1. The approval provided for by art. 23 regarding public and private building measures is issued within ninety days from the presence of the request without prejudice to the provisions set out in articles 25 and 26.
2. If the superintendency asks for clarifications or additional elements for its ruling, the term indicated in clause 1 is suspended until the documents in question are received.
3. In the case the superintendency makes a technical survey of the work in question, with prior notification to the applicant, the term is suspended for a period of no more than thirty days to enable the survey to be completed. Once this term has elapsed, and subject to notification to proceed within the following thirty days, approval is understood as accepted.


Art. 25 - Conference of public offices

(d.p.r. 24 July 1977, n.616, art. 81; law 24 December 1993, n. 537, art. 2, clause 14; d.p.r. 18 April 1994, n. 383, art. 3; law 7 August 1990, n. 241, art. 14, art. 14-bis, art. 14-ter, art. 14-quarter as modified and introduced by law 15 May 1997, n.127, art. 17).

1. In proceedings regarding public works impinging on cultural properties subject to the provisions of this Title, in which recourse is made to a conference among the various public offices involved, the approval indicated by article 23 is issued by the ministry with a grounded declaration, based upon the minutes of the foregoing conference, which will indicate the constraints, if any, on the project.
2. If the ministry gives grounds for not accepting the application the applying administration can request, on condition that no prior negative environmental impact assessment exists, that the President of the Council of Ministers see to the definite conclusion of the proceeding through a deliberation by the Council of Ministers.
3. The administration that carries out the work is required to inform the ministry that all the conditions for the approval have been satisfied.


Art. 26 - Environmental impact assessment

(law 8 July 1986, n. 349, art. 6; law 1 June, n. 1089, art. 20)

1. As regards work projects subject to environmental impact assessment pursuant to art. 6 of law 8 July 1986, n.. 349, the approval required by art. 23 shall be issued by the ministry on the basis of the project's environmental compatibility and shall be based upon the definitive project submitted for environmental impact assessment.
2. If from an examination of the project carried out pursuant to clause 1 it appears that the work is not in any way compatible with the preservation requirements of the cultural artefact upon which it will necessarily impinge, the ministry will refuse its approval and communicate its decision to the Ministry of the Environment. In this case, or in the case that the Ministry of the Environment is contrary to the project, the environmental impact assessment shall be concluded by a ruling against the project.
3. If in the course of the work, forms of conduct in contrast to the approval received are found and, as such, endanger the integrity of the real property subject to protection, the ministry will order the work to be suspended.


Art. 27 - Urgent temporary measures

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 19)

1. In case of absolute urgency, indispensable provisional work can be carried out to prevent notable damage occurring to the cultural artefact subject to protection on condition that the superintendency is immediately notified and presented with the projects for the definitive works in order to receive approval as early as possible.


Art. 28 - Suspension of work

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 20)

1. The superintendent can order the suspension of work carried out in contrast to the provisions of articles 23, 26 and 27 or carried out in contrast to the arrangements approved.
2. The superintendent has the same powers as concerns work on the objects indicated in article 2, clause 1, letters a), b) and c) and also when no declaration as indicated in article 6 has been made.
3. In the case provided for by clause 2, the declaration procedure shall be initiated no later than thirty days from the suspension order. If notification is not received within this term, the suspension order shall be deemed revoked.


Art. 29 - Superintending cultural heritage

(Legislative decree 31 March 1998, n. 112, articles 148 - 155)

1. Cultural heritage belonging to the State is subject to the superintendence of the ministry as concerns their preservation, whoever may have the use or hold them.
2. As concerns the application of articles 21, 22 and 23 to state administrations or territorial public bodies, the ministry may act on the basis of agreements and understandings.


Art. 30 - Superintending the records offices of state administrations
and depositing documents with state records offices

(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, articles 23, 24, 25, 27 and 32; d.p.r. 18 November 1965, n. 1478, art. 47; d.p.r. 30 December 1975, n.854, art.s 1 and 3)

1. The judicial and administrative bodies of the state will deposit with the central archives of the state and other records offices or archives of the state, the documents referring to matters concluded forty or more years earlier, together with the instruments to guarantee their consultation. The lists for military service and conscripts are deposited seventy years after the year of birth of the men listed. Notary records offices shall deposit the notary deeds received from notaries public who ceased their professional work at least one hundred years earlier.


2. The superintendent of the central archive and the directors of the other records offices can permit more recent documents to be deposited if there is the danger of their being dispersed or damaged.
3. No deposit can be accepted if non-essential material has not been excluded. The costs of the operations are to the account of the depositing administration.

4. The archives of suppressed state offices or public bodies no longer in existence are deposited with the central archives of the state and other records offices of the state unless it is necessary that all or part of such archives be transferred to other bodies.
5. Commissions are set up at the bodies indicated in clause 1, which will include representatives of the ministry and the Ministry of the Interior, for purposes of ascertaining that the current and deposited records are kept correctly and will co-ordinate in order to define organisational, managerial and conservation criteria for documents, propose the elimination of non-essential material as indicated in clause 3, attend to the deposits as in clause 1 and identify documents that should be kept confidential. The make-up and operation of the commissions are governed by regulations. The elimination of material is authorised by the ministry.
6 The provisions of the present article do not apply to the Ministry of Foreign Affairs and nor do they apply to the supreme commands of the army, navy and airforce as concerns military and operational documentation.


Art. 31 - Historical records of constitutional organs

(law 3 February 1971, n.147; law 13 November 1997, n. 395)

1. The Presidency of the Republic shall keep its records in its own historical records office, on the basis of the rulings made by the President of the Republic, with his own decree law, as proposed by the general secretary of the Presidency of the Republic. The same decree will lay down the arrangements for consulting and acceding to deeds kept in the historical records office of the Presidency of the Republic.
2. The Chamber of Deputies and the Senate of the Republic keep their own records in their own records office in the manner laid down by the respective presidency offices.
3. The Constitutional Court keeps its own deeds in its own records office pursuant to the provisions laid down by the regulations introduced in conformity to article 14 of law 11 March 1953, n. 87 and article 4 of law 18 March 1958, n. 265 which replaced it.


Art. 32 - Inspection

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 9; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 38, clause 1, letter i)

1. In every moment the superintendents can proceed for previously announced inspections to verify the existence and the state of conservation and guarding of cultural heritage.

Art. 33 - Supervision of books

(d.p.r. 14 January 1972, n. 3, art. 9, clause 1, letter a)

1. The checks made for purposes of book conservation as provided for by the present section under article 2, clause 2, letter c) are to be performed by the region competent for the territory. In case of inaction by the region, the ministry will take action pursuant to article 9, clause 3, of the decree of the President of the Republic 14 January 1972, n. 3.


Section II
Restoration and other measures


Art. 34 - Definition of restoration

1. For purposes of the present Heading, restoration refers to work carried out directly on an object for purposes of maintaining its material integrity and ensuring that its cultural value is conserved and protected. In the case of real estate situated in areas declared subject to seismic risk according to the law in force at present, the restoration will include structural amelioration measures.


Art. 35 - Authorisation and approval of the restoration

1. Restoration undertaken at the initiative of the owner, possessor or holder of a cultural artefact subject to the provisions of this Title may be authorised or approved pursuant to articles 21 and 23.
2. Upon the approval of the project, the superintendent will decide, at the request of the interested party, if the project can benefit from state contributions, and, if necessary, certify the state of necessity involved in order to obtain the tax relief foreseen provided by law.


Art. 36 - Simplified town-planning procedures

1. The provisions that exclude simplified procedures for town-planning-construction controls with regard to work impinging on cultural artefacts do not apply to restoration work expressly approved pursuant to article 23. For this purpose the superintendent will send a copy of the approved project to the municipality concerned.


Art. 37 - Conservation measures

(law 1 June 1939, n. 1089, articles 14 and 16, clauses 1 and 2)

1. The ministry has the power to intervene directly to ensure that the necessary measures are taken to conserve and prevent the deterioration of cultural artefacts.
2. The ministry can require that a proprietor, possessor or holder undertake the measures prescribed by clause 1. The expenses involved will be to the account of the owner, unless otherwise provided for by article 41, clause 2.


Art. 38 - Execution procedure

(d.p.r. 22 April 1994, n. 368, articles 2 and 3)

1. For the purposes of article 37, the superintendent will draw up a technical report and state the need for the work to be carried out.
2. The technical report will be notified to the owner, possessor or holder of the artefact who has the right to submit observations within thirty days from the notification.
3. If the superintendent decides that the direct execution of the restoration measure is not necessary, he will communicate a term to the proprietor, possessor or holder of the good in question within which the latter must present an executive project for the work to be carried out, in conformity to the foregoing technical report.
4. After presentation the project will be approved by the superintendent together with any limitations that may be necessary and a term fixed for the commencement of the work. As regards real estate, the project is transmitted to the municipality concerned, which can formulate a grounded statement of its opinion within thirty days from the reception of the notification.
5. If the proprietor, possessor or holder of the good does not comply with the obligation to present a project or fails to modify it in the manner indicated by the superintendent within the term laid down, or if the project presented is not accepted, the restoration work will be carried out directly by the ministry.
6. In urgent cases the ministry can order conservation measures to be taken immediately.


Art. 39 - Conservation measures for books as cultural artefacts

(d.p.r. 14 January 1972, n. 3, art. 9, clause 1, letter d)

1. The measures indicated under articles 34 and 39 as regards cultural artefacts set out under article 2, clause 2, letter c), will be adopted by the ministry or the regions pursuant to article 9, clause 1, letter d) of the d.p.r. 14 January 1972, n.3.



Art. 40 - Obligations regarding the conservation of archives

(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, article 30, clause 1, letter c;
article 38 clause 1, letter a)

1. Public bodies are obliged to keep their archives in order and to carry out an inventory of their historical archives referring to records on matters concluded at least forty years ago.
2. The proprietors, possessors or holders, for whatever reason, of private archives of considerable historical interest are subject to the same obligation.
3. The superintendents of public archives will supervise the observation of the obligations set out in clauses 1 and 2.


Art. 41 - Public funding

(law 21 December 1961, n. 1552, article 3, clause 2; law 5 June 1986, n. 253, article 2)

1. The state has the power to contribute to the expenditure sustained by the proprietor of a cultural artefact in carrying out restoration work for an amount no greater than one half of the total costs.
2. For measures taken in conformity to article 37, the burden of the costs can be sustained fully or in part by the state whenever the works are of particular interest, or carried out on artefacts for the general use or enjoyment by the public.
3. The provisions of clauses 1 and 2 also apply to measures for historical records as governed by article 40.
4. The contributions provided under clauses 1 and 3 may also be extended to ecclesiastical bodies or to institutions and associations of cult that are proprietors, possessors or holders of archives that are, according to the archival superintendent, of historical interest. Financial contributions are provided on condition that the beneficiary observe the obligations of conservation and public access as provided for records declared in conformity to article 6, to be of notable public interest


Art. 42 - Distributing the contribution

(law 21 December 1961, n. 1552, art. 3, clause 2)

1. The contribution is provided by the ministry after the work has been finished and inspected and is based upon the costs effectively borne by the proprietor.
2. In the case of work performed pursuant to article 37, clause 2 and article 40, clauses 1 and 2, advances may be provided on the basis of regularly certified progress reports.
3. As regards the percentage of the contribution, account must be taken of any other public contributions to be made.


Art. 43 - Interest subsidies

(law 21 December 1961, n. 1552, art. 3, clause 4, introduced by law 8 October 1997, n. 352, art. 5, clause 1)

1. The state may provide interest subsidies on loans arranged with credit institutions to proprietors, possessors or holders of real estate subject to the provisions of this Title in order to perform the restoration work approved pursuant to article 23.
2. The ministry may authorise a contribution for a maximum amount corresponding to the interest calculated at an annual rate of six percentage points on capital loans. The loan is facilitated by a lien on the real estate to which it refers.
3. The contribution is paid directly by the administration to the institute of credit concerned on the basis of arrangements to be agreed between the parties.


Art. 44 - Charges to the account of the proprietor

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 17)

1. For measures undertaken pursuant to article 37, clause 1, and article 38, clause 5, the ministry will, by applying article 41, clause 2, set the amount of the costs to be met by the proprietor.
2. For the collection of the sum calculated on the basis of clause 1, recourse will be made to the legal instruments provided by law.


Art. 45 - Opening restored real estate property to the public

(law 21 December 1961, n. 1552, art. 3, clause 3;
law 8 October 1997, n . 352, art. 5, clause 2)

1. Privately owned real estate property, whose restoration was partially or wholly financed by the state, or for which capital grants or interest subsidies have been conceded, will be opened to the public on the basis of arrangements to be fixed on a case by case basis by special agreements to be stipulated between the ministry and the single proprietors.
2. The agreements will fix the term for the obligation of opening the property to the public, taking account of the type of measures involved, the artistic and historic value of the real estate and the cultural artefacts therein.


Art. 46 - Restoration of state-owned cultural artefacts and used by another administration

(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 33; d.p.r. 22 April 1994, n. 368, art. 4)

1. The ministry will attend to the restoration needs of cultural artefacts owned by the state, after consultation with the administration to which the artefact has been entrusted or is in use. Subject to agreement with the administration in question, the planning and execution of the measures on real estate measures can be carried out by the administration itself, without prejudice to the responsibility of the ministry for the approval of the project and superintendence of the works.
2. For cultural artefacts held by local government bodies, the measures foreseen by articles 37 and 38 are to be performed, except in cases of absolute urgency, on the basis of agreements or subject to understandings with the authorities concerned.
3. For the implementation of the measures indicated under clause 1 regarding real estate the ministry transmits the project and communicates the commencement of work to the municipality concerned.
4. The conservation measures for cultural artefacts that involve a number of public and private subjects and which may call for institutional decisions and the financial resources of the state, the regions and the local authorities are planned, as a rule, on the basis of the procedures contained under article 27 of law 8 June 1990, n. 142, article 2, clause 203, of law 23 December 1996, n. 662 and under articles 152 to 155 of the legislative decree 31 March 1998, n. 112.


Art. 47 - Coercive custody

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 14, clause 2; d.p.r. 30 September 1963 n. 1409,
articles 33 & 44)

1. The ministry has the powers to transfer moveable cultural artefacts to public institutes where they can be kept in temporary custody in order to guarantee their safety, ensure their conservation or prevent their deterioration, or whenever such measures are needed in order to perform restoration work, including preliminary surveys and the documentation of an artefact's state of conservation.


Art. 45 - Deposit in the archives of the state

(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, articles 34 and 39)

1. The private proprietors, possessors or holders of archives or single documents may request that they be deposited at the competent state archives.
2. Local authorities have the same right for their historical archives. The costs of the deposit will be met by the local authorities.


Section III
Other forms of protection


Art. 49 - Indirect protective arrangements

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 21)

1. The ministry, also upon the proposal of the superintendent, has the power to lay down distances, measures and other direct standards needed to avoid endangering the integrity of objects of real estate subject to this provisions of this Title, including damage to its prospective or natural illumination or altering its environmental conditions and aesthetic setting.
2. The exercise of this power is independent of the provisions of building regulations or town-planning tools.
3. The communication of the commencement of work will be performed with the arrangements foreseen under article 7, clause 2, or, if on account of the number of recipients involved makes the personal notification of the communication impossible or particularly expensive, by means of appropriate forms of advertising. In case of personal notification, the administration has the power to adopt precautionary measures.
4. The indications set out on the basis of the present article are transcribed onto land registries and will also apply to subsequent proprietors, possessors and holders, whatever their legal rights, of the cultural artefact in question.
5. In the case of real estate complexes, the provision contained in article 7, clause 3, will also be added to the communication.


Art. 50 - Advertising posters and hoardings

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 22, legislative decree 30 April 1992, n. 285, art. 23)

1. Placing or affixing posters or other advertising means on buildings or in places of historic and artistic interest or near to them is prohibited. The superintendent can authorise the placing or affixing of advertising only when the appearance, environmental context and public enjoyment of such buildings will not be susceptible to damage.
2. Placing advertising hoardings or other forms of advertising along the roads situated in the area of and near to buildings or places of historical and artistic interest is forbidden, unless authorised pursuant to article 23, clause 4, of the legislative decree 30 April 1992, n. 285, once the superintendency has indicated that the location or type of sign is compatible with the aesthetic setting, environmental context and public enjoyment of the buildings or places subject to protection.


Art. 51 - Detachment of cultural artefacts

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 13)

1. Whoever orders and whoever removes frescos, coat of arms, graffiti, memorial stones, inscriptions, tabernacles and other ornaments whether or not on public view must obtain authorisation of the superintendent.


Art. 52 - Artists' studios


(Legislative decree 9 December 1986, n. 832, art. 4-bis added by the law enacting
and modifying the decree 6 February 1987, n. 15)

1. The artists' studios whose content in terms of works of art, documents, relics and similar are protected on account of their artistic value by means of a ministerial order decreeing their non-removability from a building for which any change to its designated use is simultaneously prohibited, shall not be subject to the recovery remedies provided by law as regards the leasing of urban real property.
2. The designated use of property as artists' studios and which for over twenty years have been used for this function and which conform to the traditional type of studio with skylight, cannot be modified.


Art. 53 - Commercial activities in areas of cultural value

(law 28 March 1991, n. 112, art. 3, clause 13)

1. The orders of the superintendent or the by-laws of the municipal police will identify the areas of archaeological, historic and environmental value in which commercial activities performed pursuant to law 28 March 1991, n. 112 are not permitted or permitted with particular limitations. In this latter case, the performance of commercial activities is subordinated to the issue of a permit by the superintendent which, as regards the sale of foodstuffs and beverages, can only be issued to mobile installations.
2. The regional laws issued pursuant to article 28, clause 12 of legislative decree 31 March 1998, n. 114 are exempt.


Heading III
Circulation in the national territory


Section I
Alienation and other modes of transfer


Art. 54 -Historic, artistic and archival artefacts classed as public property

(Civil code, articles 822 and 824)

1. The cultural artefacts indicated in article 822 of the civil code belonging to the state, regions, provinces and municipalities represent the historic, artistic, archival and bibliographic artefacts comprising the public domain and are subject to public domain law.


Art. 55 - Alienation subject to authorisation

(law 1 June 1939, n. 1089, articles 24, 26 and 27; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 18)

1. Alienation is subject to ministerial authorisation in the following cases:
a) alienation of cultural artefacts belonging to the state, provinces, municipalities that do not form part of the historical and cultural public domain;
b) the cultural artefacts set out in article 2, clause 1, letters a) and b) belonging to public bodies;
c) the collections or series of objects indicated under article 2, clause 1, letter c) declared pursuant to article 6, clause 2, or parts of them.
2. The ministry can authorise the alienation of the cultural artefacts indicated in clause 1, if they have no interest for public collections, their alienation will not prejudice their conservation and the public enjoyment of the artefacts in question will not be harmed.
3. The alienation of the cultural artefacts indicated in article 2, clause 1, letters a) and b) and subjection 4, letter c) belonging to private non-profit making associations is also subject to authorisation. The authorisation will be granted if no serious damage to their conservation or the public enjoyment of the artefact ensues.
4. The archives of public bodies and the single documents of the state, regions, provinces, local government authorities and other public bodies are inalienable.


Art. 56 - Exchange authorisation

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 50)

1. The ministry can authorise the exchange of the artefacts indicated under article 55 and the single artefacts belonging to public collections for other artefacts belonging to both national and foreign bodies, institutes and private citizens if as a result of the exchange the national cultural heritage is enhanced or the public collections enriched.
2. For the artefacts indicated under article 2, clause 1, letter c), the ministry will ask for the region to communicate its opinion within a peremptory period of thirty days.

Art. 57 - Other cases of alienation

(law 1 June 1939, n.1089, art. 28)

1. The provisions of article 55 also apply to the stipulation of mortgages, pledges and juristic acts that may entail the alienation of the cultural artefacts indicated in this article.
2. The deeds that entail the alienation of cultural artefacts in favour of the state, including their transfer to meet tax obligations, are not subject to authorisation.


Art. 48 - Report

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 30; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 38, clause 1, letter e)

1. The deeds that, either wholly or in part, transfer the property or the holding of cultural artefacts must be make known to the ministry.
2. Notification must be made within 30 days:
a) by the proprietor or holder of the artefact, in the case of alienation with or without consideration;
b) by the buyer, in the case of transfer taking place for bankruptcy or forced sale proceedings or by virtue of a judicial sentence that enforces an incomplete contract of transfer.
c) by the heir or legatary in the case of succession under death.
3. The report is presented to the competent superintendent in the place where the artefact is placed.
4. The report shall contain:
a) the personal particulars of the alienor and the purchaser;
b) identifying data on the artefact;
c) the indication of the place where the artefacts are to be found;
d) the indication of the nature and conditions of the alienation;
e) the indication of the alienor's domicile in Italy and that of the purchaser for the purposes of notifying the communications, if any, indicated in this Title.
5. A report failing to provide the information as at clause 4, or with incomplete or imprecise information is considered non-presented.


Section II
Pre-emptive priority


Art. 59 - The right of pre-emptive priority

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 31, clauses 1, 2 and 3; art. 33;
d.p.r. 30 September 963, n. 409, art. 40)

1. The ministry has the powers to acquire alienated cultural artefacts for a consideration at the price indicated in the alienation act.
2. If the artefact is alienated with other goods for a comprehensive consideration or if monetary consideration is not established or if it is exchanged for another good, the ministry will determine its economic value.
3. If the alienor is unwilling to accept the valuation of the ministry, the artefact will be valued by a three-member commission, of whom one appointed by the ministry, one by the alienor and the third by the president of a court. The relative expenses will be anticipated by the alienor.
4. The commission's decision can be challenged in the case of error or manifest unfairness.
5. The pre-emptive right can be exercised even when the artefact is given, for whatever grounds, as payment.


Art. 60 - Conditions for the right of pre-emption

(law 1 June 1939, n. 5089, art. 31, clause 4, art. 32; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 40; d.p.r. 14 January 1972, n. 3, art. 9, clause 1, letter g)

1. The right of pre-emption can be exercised in the two-month period from the receipt of the report indicated under article 58.
2. Within the term set out in the foregoing clause 1, the pre-emption order must be notified to the alienor and the purchaser. The ownership of the property passes to the state from the date of the final notification.
3. While the time limit indicated in clause 1 is pending, the deed of alienation shall have no legal effect and the alienor is forbidden to consign the artefact.
4. The clauses of the alienation contract are not binding upon the state.
5. In case the minister exercises the right of pre-emption on the part of the alienated objects, the buyer is entitled to rescind the contract.


Art. 61 - Exercising the right of pre-emption

(Legislative decree 31 March 1998, n.112, art. 149, clause 5)

1. Upon receipt of a report of a deed subject to pre-emption, the superintendent will immediately inform the region, province and municipality in which the artefact is found. In the case of a moveable artefact, the region will make the information concerning the deed public through its Official Bulletin and if necessary through other appropriate forms of publicity at national level, together with a description of the work and the relative price.
2. The regions, province and municipality, within forty days from the report, may formulate a pre-emption proposal to the ministry stating their irrevocable intention to acquire the artefact and to make payment to the alienor.
3. If the ministry foregoes to make the purchase itself, it will issue within the term laid down by article 60, clause 1, the pre-emption order on behalf of the public body making the request.


Section III
Commerce


Art. 62 - Obligation to report commercial activities and keep a register

(Royal decree 18 June 1931, n. 773, art. 126 and art. 128; law 1 March 1975, n. 44, art. 10)

1. Whoever trades in the goods listed in attachment A to this consolidation law, shall send the superintendent and region a copy of the declaration pursuant to art. 132 of the consolidation law of the laws of public order, approved by royal decree 18 June 1931, n. 773.
2. The subjects indicated under clause 1, shall make a daily entries in the register indicated under article 136 of the consolidation law of the laws of public order, of all the operations carried out as well as describing the characteristics of the goods bought or sold in the manner set out in the regulations. The register must be exhibited to the functionaries of the ministry and the region upon request.
3. The superintendent will verify, with periodic inspections at half-yearly periods or more, that the register is being kept and that the records therein contained are veracious. The inspection report is notified to the persons interested and to the local police authorities.


Art. 63 - Certificates of authenticity and origin

(law 20 November 1971, n. 1062, art. 2)

1. Whoever conducts retail sales activity or exhibits paintings, sculptures, graphic art, objects of antiquity or historical or archaeological interest is obliged to exhibit to the buyer the certificates of authenticity and origin of the works of art and the objects found in the shop or in the gallery.
2. When the parties indicated in clause 1 make a sale they are required to issue the buyer with a photograph of the work of art or the object with a declaration of authenticity and origin on the back signed by themselves.


Art. 64 - Trade in documents

(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 37, clauses 3, 4 and 5)

1. The owners of auction houses and the public officers in charge of the sale of moveable artefacts are obliged to communicate the list of archival artefacts placed on sale to the archival superintendent.
2. Within three months from the communication indicated in clause 1, the minister can issue orders pursuant to article 6, clause 2.


Heading IV
Circulation outside Italy


Section I
Entry into and exit from the national territory


Art. 65 - Restraints on exits from the national territory

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 35, replaced by executive order 5 July 1972, n. 288, art. 1, enacted with modifications as law 8 August 1972, n. 487 and by law 30 March 1998, n. 88, art. 17; executive order 5 July 1972 n.288, art. 2, enacted with modifications as law 8 August 1972, n.487)

1. The export of artefacts indicated under article 2 and under article 3, clause 1, letters d), e) and f) is forbidden unless provided for under article 69, clause 9.
2. Consequently, the exit of the following artefacts are forbidden:
a) the artefacts declared pursuant to article 6;
b) specific categories of artefacts indicated under clause 1 with regard to their objective characteristics, the origin or ownership, when the export of individual items belonging to said categories, shall be damaging for the national heritage as safeguarded by this Title. The prohibition on export is ordered as a preventive measure and for defined periods, by the ministry after having consulted the competent sector committee of the national council for cultural heritage and the environmental.


Art. 66 - Certification of free circulation

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 36, replaced by law 30 March 1998, n. 88, art. 18)

1. Whoever intends to take the cultural artefacts set out in article 65 outside the territory of Italy must communicate this intention and present them to the offices responsible for the exportation of such items. The venal value of each item must be indicated in order to obtain the certification of free circulation.
2. Within three days from the presentation of the item, the office responsible for exportation will inform the competent office of the main administration, which, within ten successive days, may veto the release of the certification of free circulation.
3. The office responsible for exportation, having ascertained the appropriateness of the value ascribed to the item, will issue the certification of free circulation or present the reasons for not issuing the certification.
4. The certification of free circulation cannot be issued earlier than fifteen days or later than forty days from the presentation of the item.
5. In deciding upon the issue of certification of free circulation, the offices responsible for exportation shall apply the general guidelines laid down by the sector committee designated by the national council for cultural heritage and the environment.
6. The certification of free circulation is valid for three years and made out in three copies of which:
a) one is filed among the acts of the office;
b) a second is issued to the applicant and must accompany the items;
c) a third is sent to the central office of the ministry to be entered on the official register of certifications.
7. In the case that certification is refused, the items will be subject to the provisions of article 6.
8. For cultural artefacts belonging to the regions or to bodies supervised by them, the office for exportation will consult the region concerned, whose opinion must be transmitted within a peremptory term of thirty days from the reception of the request and, if negative, this shall be binding upon the office's decision.
9. The foregoing provisions shall not prejudice the responsibilities delegated to the regions for the exportation of cultural artefacts as indicated in article 2, clause 2, letter c).


Art. 67 - Appeal

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 37; replaced by legislative decree 5 July 1972, n.288, art. 6, enacted as law 8 August 1972, n. 487 and law 30 March 1998, n. 88, art. 19; legislative decree 3 February 1993, n. 29, art. 16, replaced by legislative decree 31 March 1998, n. 80, art. 11; legislative decree 20 October 1998, n.368, art. 4)

1. If an application is refused the interested party can appeal to the director general, within the following thirty days.
2. A copy of the appeal shall be simultaneously transmitted to the office for exportation concerned;
3. The director general, after consultation with the responsible sector committee of the national council for cultural heritage and the environment, will make a ruling within ninety days from the presentation of the appeal.
4. If the director general accepts the appeal, the office of exportation will issue the certification of free circulation within the following twenty days.


Art. 68 - Compulsory purchase

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 39, replaced by law 30 March 1998; n. 88, art. 20)

1. The office of exportation can propose the compulsory purchase to the ministry or the regions of the item for which a certification of free circulation is applied for, and simultaneously informing the applicant, In this case, the term for the issue of the relative certification will be extended by an additional sixty days.
2. Within a term of ninety days from the original notification, the ministry or the region in which the office for exportation is situated shall have the right to purchase the item for the value indicated in the notification.


Art. 69 - Temporary exit

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 40, replaced by law 30 March 1998, n. 88, art. 22; law 2 April 1950, n. 328, articles 1, 2, 3, 4 and 5; law 8 October 1997, n. 352, art. 2)

1. The cultural artefacts to which the prohibition indicated in article 65, clauses 1 and 2, refers may be temporarily exported for exhibitions, fairs and art events of important cultural interest on condition that their safety is guaranteed and they shall remain unimpaired.
2. The following artefacts may not be temporally exported:
a) items that would be exposed to damage during transport or during detention in unfavourable environmental conditions;
b) items that constitute the principal or a significant and essential part of a museum, art-gallery, gallery, archive or library or an artistic or bibliographic collection.
3. For the purpose of temporary export regulated by clause 1, the interested party must request the consensus of the ministry and indicate the person or body responsible for the item whilst outside the country
4. The ministry can issue or refuse the exit permit, detailing the provisions to be observed. The permit will indicate the maximum period indicate the maximum period by which the item will be returned into Italy, which in no case may exceed one year. The term indicated in the permit may be extended upon application by the interested party but without prejudice to the foregoing maximum period of time.
5. The permit is in any case subject to the insurance of the artefact by the interested party for the value established by the ministry.
6. For exhibitions and events promoted abroad by the ministry or, with the participation of the state, public bodies, Italian cultural institutes abroad, or by supranational organisations, the insurance can be replaced by the assumption of the relative risks by the state.
7. The issue of state guarantees will take the form of a ministerial order, endorsed by the Ministry of the Treasury and Budget and Economic Planning.
8. The exit of the artefact will be guaranteed by sureties in the form of a guarantee policy for an amount 10% higher than the estimated value of the item, issued by a bank or an insurance company. The surety will become payable to the state administration if the items given a temporary exit permit do not return to Italy within the time allotted. A surety is not required for items belonging to the state or the public administrations. The ministry may waive the obligation of surety for particularly important cultural institutes.
9. Means of transport older than seventy-five years may exit temporarily from the national territory in order to participate in exhibitions and international rallies. They are exempt the foregoing clauses, unless they are subject to the interest indicated in article 2.


Art. 70 - Entry into the national territory

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 39-bis, added by law 30 March 1998, n. 88, art. 21)

1. The shipment into Italy of the artefacts indicated in article 65 from a member nation of the European Union or their importation from third countries may be certified, upon request, by the office of exportation.
2. The certificate attesting that importation has taken place is issued in conformity to the procedures and arrangements laid down by the regulations.
3. The certificate attesting that shipment has taken place is issued on the basis of suitable documentation for the identification of the artefact and for determining its origin, supplied or authenticated by an authority of the forwarding member state.


Section II
Exportation from the territory of the European Union


Art. 71 - Denominations

(law 30 March 1998, n. 88, art. 1)

1. In the present section and in section III of this Heading and in section II of Heading VII the under-mentioned terms shall be understood as follows:
a) “EEC regulation” and “EEC directive” refer, respectively, to the (EEC) regulations n. 3911/92 of the Council of 9 December 1992, as modified by the (EC) regulation n. 2469/96 of the Council of 16 December 1996, and to directive 93/7/CEE of the Council of 15 March 1993, as modified by the directive 96/100/CE f the European Parliament and the Council, of 17 February 1997;
b) “applying state”, refers to the member state of the European Union that undertakes the return of the artefact pursuant to section III.


Art. 72 - Exportation of cultural artefacts outside the territory of the European Union

(law 30 March 1998, n.88, art. 11)

1. The exportation of the cultural artefacts indicated in attachment A of this consolidated statement of law is governed by EEC regulations and by the present article.
2. The exportation licence provided for by article 2 of the EEC regulations will be issued by the office for exportation together with the certification of free circulation provided for by article 66, clause 3 and it is valid for six months. The export licence is also issued by the same office that issued the free circulation certification within the preceding thirty months.
3. In case of the temporary export of an artefact listed in attachment A to the present text, the office of exportation will issue a temporary export licence in conformity to the approval given by the ministry under article 69, clause 4.
4. The provision of section I of his Heading and of article 134 shall not apply to cultural artefacts entering the territory of the sate and accompanied by an export licence issued by another member state of the European Union, in conformity to article 2 of the EEC regulations, for the duration of the licence's validity.
5. For purposes of the EEC regulations in question, the offices of exportation of the ministry are the competent offices to issue export licences for cultural artefacts. The ministry will draw up and conserve a list of licences and will communicate any modifications to the European Commission within two months from their introduction.


Section III
Return of cultural objects illegally exported from the territory of a member state of the European Union.

Art. 73 - Restitution

(law 30 March 1998, n. 88, art. 2)

1. Cultural objects illegally exported from the territory of one member state of the European Union after 31 December 1992 shall be returned pursuant to the provision of the present section.
2. Cultural objects are those items considered, after their exit from the territories of the petitioning state, as part of the national cultural heritage of that nation, pursuant to the laws in force therein, as established by article 30 of the founding treaty of the European Economic Community, ratified and made enforceable by law 14 October 1957, n. 1203, and replaced by article 5 of the Treaty of Amsterdam, ratified and made enforceable with law 16 June 1998 n. 209.
3. The return is admissible for cultural objects belong to one of the following categories:
a) cultural objects listed in attachment A;
b) artefacts belonging to public collections, itemised in the inventories of museums, public records offices and libraries collections of documents on historical or artistic figures or events. The term public refers to collections owned by the state, other authorities in the territory, bodies qualified as public pursuant to national legislation as well as collections funded to a significant degree by the state or other public bodies within the territory;
c) artefacts included in ecclesiastical inventories.
4. Taking cultural artefacts out of the territory of a member state in violation of the EEC regulations or of the legislation of the petitioning state on the protection of national cultural heritage is illegal as also the failure to return them within the terms specified for their exit or temporary export.
5. Artefacts subject to temporary exit or exportation are also considered illegally taken out of the country if the provisions instituted by the measure provided for in article 69 clause 4, are violated.
6. Return is admissible if the conditions indicated in clauses 4 and 5 obtain at the moment when the application is advanced.


Art. 74 - Assistance and co-operation in favour of EU states

(law 30 March 1998, n. 88, art. 3)

1. The central authority provided for by article 3 of the EEC directive is, for Italy, the ministry. It shall, for the various responsibilities indicated in the directive, avail itself of its central and peripheral organs as well as the co-operation of other ministries, other organs of the state, the regions and other government local and territorial authorities.

2. As concerns the location and return of cultural artefacts forming part of the heritage of another member state, the ministry:
a) will declare it willingness to co-operate with the competent authorities of the other member states of the European Union;
b) will have research carried out throughout the entire national territory, for purposes of locating the artefact and the identification of whoever possesses or detains it. The research will be initiated upon the request of the petitioning state, and will be accompanied by every type of document and information useful for assisting the enquiries, with particular attention being paid to the item's location.
c) notifies the interested states of the discovery within the national territory of a cultural artefact whose illegal entry can be presumed from precise and concordant items of evidence;
d) facilitates the operations undertaken by the member state directly concerned in order to ascertain that the premises indicated in article 73 obtain with regard to the item on which the notification of presumed illegal exit has been made, pursuant to letter c), on condition that such operations are performed within three months from the date of notification. If the verification is not made within the prescribed term the provision indicated in letter e) are not applicable;

e) orders, where necessary, the removal and temporary custody of the artefact in public institutions, as well as every other measure necessary for the conservation of the item.
f) favours the amicable settlement between the petitioning state and the owner or holder of the artefact of all controversies regarding its return. For this purpose, and taking account of the quality of the subjects and the nature of the artefact, the ministry can propose the settlement of the controversy through arbitration in conformity to Italian legislation to the petitioning state and to the subjects owning or holding the item and procure a formal agreement from both parties to implement it.


Art. 75 - Action of detinue

(law 30 March 1998, n. 88, art. 4)

1. The member states of the European Union can undertake an action of detinue before the ordinary courts of law for cultural artefacts illegally taken out of their territories on the basis of the provisions of article 73.
2. The action is brought in the court in whose jurisdiction the artefact is found.
3. In addition to the requisites indicated in article 163 of the code of civil procedure, the summons must contain:
a) a descriptive document of the artefact requested that certifies it as a cultural artefact;
b) a declaration by the competent authorities of the petitioning state regarding the illegal exit of the item from the national territory.
4. The summons shall also be notified to the ministry in order that it can be recorded in the special register set up to file judicial requests for restitution.
5. The ministry after having filed a request shall immediately notify the fact to the central authorities of the other states.


Art. 76 - Limitation period for legal action

(law 30 March 1998, n. 88, art. 5)

1. Action of detinue can be brought within the peremptory term of one year commencing from the day on which the petitioning state was notified that the artefact illegally taken out of its territory was to be found in a specified place and its owner or holder had been identified.
2. The action of detinue will, in any case, be subject to a limitation period of thirty years from the day on which the artefact was illegally taken out of the territory of the petitioning state.
3. The action of detinue is not subject to limitation as regards the items indicated in article 73, clause 3, letters b) and c).


Art. 77 - Indemnity

(law 30 March 1998, n. 88, art. 6)

1. The court, in ordering the return of the artefact, can award damages on the basis of equitable criteria upon the request of the interested party.
2. In order to obtain the indemnity indicated in clause 1, the interested party must demonstrate to have come into possession of the artefact in good faith
3. The subject that has come into possession of the artefact by hereditary donation or legacy cannot benefit from a position more favourable than that of his/her predecessor in title.

4. The petitioning state that is required to pay an indemnity can recoup the loss by taking action against the subject resident in Italy, responsible for the illegal sale of the artefact.


Art. 78 - Payment of indemnity

(law 30 March 1998, n. 88, art. 7)

1. The indemnity will be paid by the petitioning state at the same time as the artefact is returned.
2. The payment and the return of the artefact is minuted in a procès verbal drawn up by a judicial official, in the presence of a notary public, or by functions appointed for this purpose by the ministry, of which a copy is issued to the ministry.
3. The procès verbal indicated in clause 2 represents suitable grounds for the cancellation of the registration of the judicial application.


Art. 79 - Temporary custody of artefacts and other duties

(law 30 March 1998, n. 88, art. 8)

1. The costs of the research for and removal and temporary custody of the artefact to be returned are to the account of the petitioning state, as well as those ensuing from the application of article 74 and the implementation of the sentence ordering the restitution.


Art. 80 - Action of detinue on behalf of Italy

(law 30 March 1998, n. 88, art. 9)

1. Actions of detinue for cultural artefacts illegally taken out of the Italian territory are brought by the ministry, in agreement with the Ministry of Foreign Affairs, before a court of the member state in which the cultural artefact is found.

2. the ministry will avail itself of the Attorney General's office.


Art. 81 - Destination of a returned cultural object


(law 30 March 1998, n. 88, art. 10)

1. When the cultural object does not belong to the state, the ministry will take charge of its custody until delivered to its lawful owner.
2. The return of the cultural object is subordinated to the reimbursement of the expenses sustained by the state for the restitution proceeding and the custody of the item.
3. When the lawful owner or holder of the cultural object is not known, the ministry will publish the news of the restitution proceeding in the Official Gazette of the Italian Republic as well as through other forms of publicity.
4. If whoever has right to the return of the cultural object, does not advance a request in this sense within five years from the date of publication in the Official Gazette of the notification indicated in clause 3, the artefact will become state property. The competent office of the central administration, after consultation with the competent sector committee of the national council for cultural heritage and the environment and the regions concerned, will arrange for the artefact to be assigned to a museum, library or records office of the state, a region or other public body in order to ensure the best protection for it as well as making it available to the public enjoyment in the most appropriate cultural context.


Art. 82 - Informing the European Commission and the Italian Parliament

(law 30 March 1998, n. 88, art. 14)

1. The ministry will inform the commission of the European community about the measures adopted by Italy to ensure the implementation of the EEC regulations and shall acquire similar information communicated to the Commission from the other member states.
2. The ministry shall submit an annual report to Parliament on the implementation of the present Heading, as also on the implementation of the EEC directive and the EEC directive in Italy and the other member states as an attachment to ministry's budget statement.
3. The ministry, having consulted the national council for cultural heritage and the environment, will, every three years, draw up the report for the Commission indicated in clause 1 regarding the application of the EEC regulation and the EEC directive. The report will be submitted to Parliament.


Art. 83 - A data bank on stolen cultural artefacts

(law 30 March 1998, n. 88, n. 15)

1. A data bank will be set up at the ministry on stolen cultural artefacts.
2. The arrangements for implementing the data bank will be governed by specific regulations.


Art. 84 - Agreements with other member states of the European Union

(law 30 March 1998, n. 88, n. 16)

1. For the purpose of promoting and facilitating reciprocal knowledge of the cultural heritage as also the legislation and organisations set up to protect it in the various member nations of the European Union, the ministry will seek to make appropriate agreements with the corresponding authorities in the other states.


Heading V
Findings and discoveries


Art. 85 - Search for cultural heritage

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 43)

1. Archaeological research and, in general, work undertaken to discover the cultural objects listed under article 2, in any part of the national territory, are the exclusive competence of the state.
2. For the purposes of clause 1, the ministry can through an executive order arrange for the temporary occupancy of real estate in which such research must be undertaken.
3. The owner of the real estate has the right to be indemnified for the damage sustained, which, in the case of disagreement, shall be established by the provisions under article 65 and subsequent provisions of law 25 June 1965, n. 2359. The ministry can hand over to the owner those cultural artefacts, or part thereof, which are not of interest to the collections of the state.


Art. 86 - The concession of research

(law 1 June 1939, n. 1089, articles 45 and 47)

1. The ministry can entrust the research and other works indicated in article 85 to organisations and private citizens and issue a decree of occupancy of the real estate where the work is to be performed on behalf of the concessionaire.
2. The concessionaire must observe, in addition to the provisions relating to the act of concession, all those other provisions that the administration may deem appropriate to prescribe.
3. In case of non-compliance, the concession will be revoked.
4. The concession may also be revoked when the ministry decides to replace the concessionaire in the execution or the continuation of the work. In this case the state will only reimburse the expenses sustained for the work carried out and the relative costs will be fixed by the ministry.
5. If the concessionaire deems the ministerial assessment unacceptable, the amount of money may be established by a technical surveyor appointed by the president of a court. The relative costs will be anticipated by the concessionaire.

6. The concession indicated in clause 1, may also be given to the owner of the real estate on which the work will be carried out.


Art. 87 - Fortuitous discoveries

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 48)

1. Whoever makes the fortuitous discovery of the moveable or immovable property listed under article 2 must report the finding to the superintendent or mayor, or to the police within the following twenty-four hours and also see to the temporary custody of such objects, leaving them in the conditions and place where they were found.
2. In the case of moveable objects whose custody cannot be otherwise ensured, the finder has the right to remove them in order to guarantee their security and conservation until the visit of the competent authorities, and, if necessary, the finder may solicit the assistance of the police.
3. The obligation of conservation and custody as indicated in clauses 1 and 2 applies to every person holding fortuitously discovered artefacts.
4. Any costs sustained for custody and removal will be reimbursed by the ministry.


Art. 88 - Ownership and classification of discovered cultural objects

(law 1 June 1939, n.1089, articles 44, 46, 47 and 49)

1. The objects indicated in article 2, by whomever and however discovered, belong to the state. Depending on whether they are immovable or moveable property they shall be classified, respectively, as part of inalienable property or heritage of the state pursuant to articles 822 and 826 of the civil code.


Art. 89 - Rewards for discovered cultural objects

(law 1 June 1939, n. 1089, articles 44, 46, 47, 49 and 50)

1. The ministry will pay a reward not superior to one quarter of the value of the items found to:
a) the owner of the real estate on which the discovery was made;
b) the concessionaire as set out in article 86;
c) the finder who has fulfilled this obligations as provided for by article 87.
2. If the owner of the real estate has obtained the concession provided for by article 86, and in this capacity discovers an artefact, he has the right to a reward non greater than one half the value of the items found.
3. No reward is due to the finder of an object who broke into and searched the property of other persons without the consent of the owner or possessor.
4. The reward may be paid in money or by the consignment of part of the items discovered.


Art. 90 - The calculation of the reward

(law 1 June 1939, n. 1089, articles 44, 46, 47, 49 and 50)

1. The ministry will make provision for the calculation of the prize due to the parties entitled to it pursuant to article 89, subject to the valuation of the items found. At the request of the entitled parties who do not accept the estimate of the ministry, the value of the items found will be established by a three-member commission of which one member to be appointed by the ministry, one by the applicant and the third by the president of a court. The costs of the assessment will be advanced by the applicant.
2. The ruling of the commission may be appealed against in the case of error or manifest unfairness.


Heading VI
Enhancement and public enjoyment of cultural heritage


Section I
Compulsory purchase

Art. 91 - The compulsory purchase of cultural heritage

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 54, d.p.r. 30 September 1963 n. 1409, art. 45; d.p.r. 14 January 1972, n. 3, art. 9, clause 1, letter e)

1. Moveable and immovable cultural property can be expropriated by the ministry for the public use when the compulsory purchase is made to satisfy an important need to improve the conditions under which cultural heritage is protected for purposes of their enjoyment by the public.
2. The compulsory purchase made be carried out in favour of the regions, the provinces, the municipalities or of another public body or private non-profit making corporation.


Art. 92 - Compulsory purchase for instrumental purposes

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 55)

1. Areas and buildings can be expropriated for public use when these measures are necessary to isolate or restore monuments, provide them with natural lighting or prospective, guarantee or enhance their aesthetic setting or enjoyment by the public or facilitate access to them.


Art. 93 - Compulsory purchase for archaeological interest

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 56)

1. The ministry can expropriate real estate in order to carry out measures of archaeological interest or to discover cultural objects.


Art. 94 - The declaration of public use

(law 1 June 1939, n. 1089, n. 57, d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 45, clause 2, legislative decree 31 March 1998, n. 112, art. 152, clause 3, letters a and b)

1. The declaration of public use is made by a ministerial order, or, in the case of article 92, by a statutory act of a region.
2. In the cases provided for by articles 92 and 93, the approval of the project has the force of a declaration of public use.


Art. 95 - Indemnity for the compulsory purchase of cultural artefacts

(Royal decree 30 January 1913, n. 363, art. 70; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 45,
clause 1)

1. In the case of article 91, the indemnity will consist in the fair price that the artefact would bring in a freely contracted sale within the territory of the sale.
2. The compulsory purchase decree is issued by a prefect after the consignment of the indemnity offer by the expropriator and accepted by the expropriated, or assessed by a surveyor appointed by the president of a court.


Art. 96 - Reference to general provisions

(Royal decree 30 January 1913, n. 363, art. 68)

1. In the cases governed by articles 91 and 93 the indemnities and compulsory purchase procedures are regulated by the general provisions on the subject matter of the condemnation of property under the power of eminent domain for public works.


Art. 97 - Enhancing measures

1. Measures aimed at enhancing the cultural value of cultural heritage are subject to the provisions of Heading II of the present Title insofar as they may apply.


Section II
Enjoyment


Art. 98 - State property

(Civil code, art. 822)

1. The cultural artefacts indicated in article 54 are to be used for the public enjoyment.


Art. 99 - Opening of public museums, monuments, archaeological areas and parks, public records offices and libraries

(law 23 July 1980, n. 502, art. 1, replaced by law 27 June 1985, n. 332, art. 1; d.p.r. 5 July 1995, n. 417, art. 27; ministerial order 11 December 1997, n. 507, art. 5, clause 1)

1. The opening to the public of museums, monuments, state-owned archaeological areas and parks, public records offices and public state libraries is subject to ministerial regulations.
2. For the purposes of clause 1 the meaning of the following terms is as follows:
a) museum: a structure organised for the conservation, optimisation of cultural use and public enjoyment of cultural artefacts, whatever the name of such a structure may be;
b) archaeological area: a site on which the remains are found of a building complex originally constructed for multiple functions and purposes.
c) archaeological park: territorial precincts featuring important archaeological remains as well as important historical, landscape or environmental values and functioning as an open-air museum with a series of planned itineraries and didactic aids designed to facilitate the visitors' comprehension of the artefacts therein.


Art. 100 - Entrance tickets

(law 25 March 1997, n. 78, art. 1, clauses 2, 3 and 4)

1. Entrance to the places listed in article 99, clause 1, is usually regulated by the payment of an entrance fee;
2. Regulations will establish:
a) cases of free access and free entrance;
b) the fee classes and the criteria for fixing them. The fee will include the charges deriving from the stipulation of the conventions provided for under letter c);
c) the arrangements for issuing, distributing and selling entrance tickets, representative of the foregoing fees, as also the collection of the relative revenue, including agreements reached with private and public subjects. Modern information technology may be use to manage entrance tickets, including presale and sale through authorised third-parties;
d) the percentage of revenues from the sale of tickets to be allotted to the national council for the welfare and social security of painters, sculptors, musicians, writers and dramatists.
3. The revenues from the sale of entrance tickets are to be destined to the structural and functional improvement of the premises used to house the museums, galleries, archives and libraries of the state, to fire-prevention measures, to the installation of anti-burglar systems and any other measure designed to prevent theft in the foregoing premises as well as to the expropriation and purchase, including the exercise of the right of pre-emption by the state of artefacts of historical and/ or artistic interest. The Ministry of the Treasury, Budget and Economic Planning is authorised to reassign with its own executive orders the revenues accruing to the account of the state pursuant to the present article to the pertinent base items of the budget.


Art. 101 - Research and reading in state public records offices and public state libraries

(d.p.r. 5 July 1995, n. 417, art. 47; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 28)

1. No charges are made for research and reading in the archives of the state and in public state libraries when undertaken for purposes of study.


Art. 102 - Shows and exhibitions

(law 2 April 1950, n. 328, articles 6 and 7; d.p.r. 22 December 1986, n. 917, art. 13-bis, letter h)

1. The ministry will make a declaration, at the request of the interested party, attesting the significant academic or cultural interest of shows or exhibitions of works of art for tax relief purposes.
2. The following loans to a show or exhibition will be subject to ministerial authorisation:
a) works of art belonging to the state, for which the competent office has given its approval;
b) works of art constituting cultural artefacts pursuant to article 2, clause 1, letter a), owned by public bodies and non-profit making corporations, or declared as such pursuant to article 6;
c) archival artefacts
3. The request for authorisation must be presented at least four months before the date scheduled for the event and must indicate the subject responsible for the custody of the objects on loan.
4. The regulations will set out the criteria for the issue of the authorisation in question, which shall correspond to the requirements of the wellbeing and public enjoyment of the works of art.
5. The authorisation can be subordinated to the adoption of the necessary measures for the protection of the works.
6. The authorisation provided for by clause 2 produces the effects of that foreseen by article 22.
7. The provision set out in the present article will be adopted by the regions in the circumstances indicated in the d.p.r. 14 January 1972.


Art. 103 - Supervision

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 7)

1. The ministry, with the assistance of the regions, shall exercise suitable supervision in order to ensure that the rights of use and enjoyment that the public has acquired on the artefacts subject to the present Title are observed.


Art. 104 - Co-operation with regions and local government authorities

(Legislative decree 31 March 1998, n. 112, art. 152)

1. The ministry, the regions and the local government authorities shall co-operate on the promotion and development of cultural artefacts in the manner laid down in article 152 of legislative decree 31 March 1998, n. 112.


Art. 105 - Agreements for the promotion of fruition

(law 8 October 1997, n. 352, art. 8)

1. In order to promote and develop the fruition of cultural artefacts the ministry, in addition to reaching agreements with public administrations and other private subjects, can stipulate special agreements with voluntary associations that perform activities aimed at the protection and dissemination of knowledge of cultural artefacts.


Art. 106 - Public visits to cultural heritage

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 53)

1. The public for cultural reasons can visit the following properties:
a) the real estate property indicated in article 2, clause 1, letters a) and b) which have been declared to be of cultural interest pursuant to article 6 that are of exceptional interest;
b) the collections declared to be of interest pursuant to article 6.
2. The exceptional interest of the real estate property indicated under letter a) of clause 1 shall be formally declared by a deed of the ministry, after consultation with the proprietor;
3. The arrangements for visiting the real estate property shall be agreed with the proprietor. In the case of failure to reach agreement, such arrangements can be laid down by the ministry taking due account of the former's domiciliary and property requirements.
4. The provision of article 45 shall not be prejudiced by the provisions of the present article.


Art. 107 - Access to State archives

(d.p.r. 30 September 1963, n.1409, art. 21; d.p.r. 30 September 1975, n. 854, articles 1 and 6)

1. The documents kept in the archives/ public records offices of the state may be freely consulted, with the exception of those declared to be confidential pursuant to article 110 on foreign or domestic policy, which may be consulted only fifty years after the date of their production, as also those documents kept confidential for reasons of personal privacy, and which can be consulted after seventy years from the date of their production. The documents on penal proceedings can be consulted seventy years after the date on which the judicial proceeding was concluded.
2. The Ministry of the Interior, in agreement with the ministry, may permit the consultation of reserved documents for reasons of study even before the expiry of the terms indicated in clause 1. For the purpose of such an authorisation, the Ministry of the Interior has the power to avail itself of the opinion of a competent sector committee of the national council for cultural heritage and the environment as regards the historical and cultural value of the confidential documents whose consultation has been requested.
3. The documents owned by private subjects, and deposited by the latter in archives of the state or in the archives of the latter subjects donated or sold or left in heredity or as legacy will be subject to the provisions of clauses 1 and 2.
4. The depositors or those who donate or sell or leave in heredity or as legacy documents in archives of the state can, however, stipulate the condition that documents with less than seventy years may not be consulted either in part or in toto. This limitation, as also that indicated in clause 1, shall not apply to depositors, donors, sellers or any other person designated by them. The limitation will also not apply to assignees of depositors, donors, sellers whenever the documents refer to objects forming part of patrimonial estates and with regard to which they are interested by right of proprietorship.


Art. 108 - Access to the historical archives of public bodies


(d.p.r. 30 September 1963, n.1409, art. 22; d.p.r. 30 September 1975, n. 854, articles 1 and 6)

1. The provisions of article 107 shall apply to the historical records kept by public bodies.
2. Unless otherwise provided for by law 7 August 1990, n. 241 regarding access to deeds of the public administration, the consultation for historical objectives of contemporary records and the deposited records of state administrations and public bodies is governed by regulations.


Art. 109 - Access to private archives/ records

(d.p.r. 30 September 1963, n.1409, art. 38, clause 1, letter b)

1. Private proprietors, possessors or holders of archives or single documents declared to be of cultural interests pursuant to article 6, clause 2, are obliged to allow scholars access to the documents, which are not held to be, with the agreement of the superintendent, of a private character who submitted a grounded application to the archival superintendent.
2. The arrangements for the consultation of the documents are agreed upon between the private owner and the superintendent. The costs are to the account of the scholar.


Art. 110 - Declaration of confidentiality

( d.p.r. 30 September 1975, n. 854, articles 3 and 4)

1. The ascertainment of the existence and nature of deeds not freely available for consultation pursuant to articles 107, 108 and 109 is carried out by the Ministry of the Interior in agreement with the ministry.


Art. 111 - Fruition of cultural heritage by schools

(law 8 October 1997, n. 352, articles 7 and 8)

1. The ministry, the regions and other public local authorities shall facilitate the fruition of cultural and scientific heritage by stipulating special agreements with every type and level of school in which, inter alia, the arrangements for making available didactic materials, aids and itineraries will be established.
2. The costs deriving from the agreements shall be met by both the school advancing the application and the ministry or public body concerned.



Art. 113 - Cultural assistance and reception services

(Legislative decree 14 November 1992, n. 433, converted with changes into law 14 January 1993, n. 4, art. 4, clause 1; legislative decree 23 February 1995, n. 41, converted with changes into law 22 March 1995, n. 85, art. 47 - quarter; d.p.r. 5 July 1995, n. 417, articles 31 - 60, ministerial order 24 March 1997, n. 139, art. 2, clause 1)

1. In the places indicated in article 99, clause 1, services of cultural assistance and reception services for the public may be introduced.
2. Such services refer, in particular, to:
a) publishing and sales services for catalogues and cataloguing, audio-visual and information technology aids, as well as any other information material and the reproductions of cultural artefacts.
b) services for artefacts in the form of books and records/ archives which take the form of supplying reproductions and making delivery of book on loan.
c) the management of record libraries, photographic slide libraries and museum-libraries;
d) the management of sales points and the commercial exploitation of reproductions of artefacts;
e) reception services, including assistance to and entertainment of infants, information, guide and didactic services and centres for meetings;
f) cafeteria, restaurant and wardrobe services;
g) the organisation of cultural exhibitions and shows and promotional initiatives.


Art. 113 - Concession of services

(Legislative decree 14 November 1992, n. 433, converted with changes into law 14 January 1993, n. 4, art. 4, clauses 3 and 4; law 8 October 1997, n. 352, art. 3; ministerial order 24 March 1997, n. 139, art. 2, clause 1 and art. 3 clause 6)

1. The services indicated in article 112 may be licensed out to private subjects if the proposal is financially feasible and such services cannot be provided by the human and financial resources of the administration.
2. The licences for the services indicated in clause 1 may be supplemented by services for the cleaning and surveillance of premises and ticket office services, in order to concentrate them under a single management.
3. The functionaries appointed to manage the institutes indicated in article 99, clause 1, hereinafter referred to, singularly or plurally, as “head of the institute”, will make provisions for the licensing out of such services pursuant to the law in force on contracting out services.
4. The licence will run for four years and may be renewed, excluding tacit renewal, no more than two times.
5. For purposes of guaranteeing the co-ordination or complementarity of services, special agreements may be stipulated with regions, provinces, municipalities and other public bodies, as also private subjects proprietors of institutes corresponding to those indicated in article 99, clause 1.


Section III
Individual Use


Art. 114 - The use of cultural heritage

(Legislative decree 14 November 1992, n. 433, converted with modifications into law 14 January 1993, n. 4, art. 4, clause 5-ter)

1. The ministry can make the cultural heritage of the state for which it has responsibility available for purposes compatible with their cultural nature and purpose.
2. The head of the institute will fix the rental due and take the necessary measures.


Art. 115 - Instrumental and temporary uses - reproduction of cultural artefacts

(law 30 March, n. 340, art. 5, clause 2; d.p.r. 5 July 1995, n. 417; articles 31 - 60; ministerial order 24 March 1997, n. 139, art. 8)

1. The head of the institute can concede in instrumental and temporary use the artefacts in her/his custody as also their reproduction, without prejudice to the provisions in force on copyright law.
2. The rentals for leased artefacts and the payments connected to the reproduction of cultural artefacts are fixed by the head of the institute taking due account of:
a) the character of the operations for which their use has been conceded;
b) the means and the manner of executing the reproductions;
c) the type and utilisation time of spaces and artefacts;
d) the utilisation and allotted uses of reproductions, and also with reference to the economic benefit accruing to the transferee;
3. The rentals and payments shall be made in anticipation.
4. No rental is due for reproductions requested for personal use or for reasons of study. Applicants are, however, required to reimburse whatever costs may be sustained by the ministry.
5. In cases in which the activities involving the temporary use of artefacts can compromise cultural artefacts, the head of the institute will fix the amount of the caution, which can also take the form of bank or insurance sureties. For the same reasons, a caution is also due in the case of exemption from the payment of rentals and charges.
6. The caution will be returned, with the agreement of the head of the institute, when it has been ascertained that the artefacts provided on loan have not suffered damages and that the expenses sustained by the administration have been reimbursed.
7. A ministerial order will fix the minimum amounts of the rentals and payments to be applied for the use and reproduction of artefacts.



Art. 116 - Catalogue of photographs and footage on cultural artefacts

(law 30 March 1965, n. 340, art. 5, clause 4; ministerial order 24 March 1997, n. 139, art. 9)

1. As concerns items given on loan, the head of the institute, for purposes of collecting and cataloguing general photographic images and footage on cultural artefacts, will prescribe:
a) the deposit of an original duplicate of every shot or photograph;
b) the return of the original colour photograph with its relative code.


Art. 117 - Payment of rentals and charges

(Legislative decree 14 November 1992, n. 443, converted with modifications into law 14 January 1993, n. 4, art. 4, clause 5; d.p.r. 5 July 1995, n. 417, art. 61; ministerial order 24 March 1997, n. 139, art. 11)

1. The rentals and revenues accruing from the application of the provisions set out under section II, articles 112 and 113, and in section III of this Heading shall be paid into the section of the provincial treasury of the state, including payments onto the post office account of the treasury, or onto a bank account opened by each head of the institute with a credit institute. In the latter case, the credit institute will, within five days, provide for the payment of the sums accumulated to the provincial section of the treasury.
2. The rentals and revenues indicated in clause 1, are grouped into a special budgetary item of the state's budget for subsequent reallocation to the budgetary items referring to the ministry's budget and shall be assigned for an amount of no less than 50% to the institutes from which they are forthcoming.


Heading VII
Sanctions


Section I
Penal sanctions


Art. 118 - Illegal acts

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44, art. 16)

1. 6 months' to one year's imprisonment and the payment of a fine of between 1,500,000 lira and 75,000,000 lira will be inflicted to whoever:
a) demolishes, removes, modifies, restores any kind of cultural artefact indicated in article 2, or declared as such, if belonging to private citizens, pursuant to article 6, without authorisation or restores such items without authorisation;
b) removes frescos, coats-of-arms, graffiti, inscriptions, tabernacles and other building ornaments whether or not in the public view, without the authorisation of the superintendent, even if no declaration pursuant to article 6 has been made;
c) undertakes, in case of absolute urgency, indispensable provisional repairs to prevent significant damage to the items indicated in article 2, without immediately communicating the fact to the superintendent, or without sending, as quickly as possible, the executive projects on such work for the latter's approval.
2. The same penalty as that provided for in clause 1, is applied in the case of the non-observance of the order to suspend work made by the superintendent pursuant to article 28.


Art. 119 - Illicit use

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44, art. 16)

1. Whoever puts the cultural artefacts indicated in article 2 to uses incompatible with their historical and cultural character or detrimental to their conservation or integrity shall be liable to a period of between 6 months' to one year's imprisonment and the payment of a fine of between 1,500,000 lira and 75,000,000 lira.


Art. 120 - Illicit arrangement or removal

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44, art. 16)

1. Whoever disregards the requirements to keep artefacts belonging to the bodies indicated in article 5 in the places and in the manner fixed for them by the superintendent is liable to a period of between 6 months' to one year's imprisonment and the payment of a fine of between 1,500,000 lira and 75,000,000 lira.
2. The same penalty will apply to the holder of cultural artefacts declared to be of artistic interest pursuant article 6, who neglects to inform the competent superintendency of the transport of such artefacts as a result of his or her change in domicile, or to whoever fails to observe the prescriptions laid down by the superintendency in order that they shall not be damaged.


Art. 121 - Failure to observe the prescriptions of indirect custody

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44, art. 16)

1. Whoever disregards the prescriptions laid down by the ministry pursuant to article 49, clause 1 is liable to a period of between 6 months' to one year's imprisonment and the payment of a fine of between 1,500,000 lira and 75,000,000 lira.
2. Failure to observe the precautionary measures adopted by the ministry pursuant to article 49, clause 3, will be punished pursuant to article 129.


Art. 122 - Violating the provisions of alienation

(law 1 June 1939, n. 1089, articles 62 and 63 as respectively modified by law 1 March 1975, n. 44, art. 17 and 18)

1. A period of imprisonment of up to one year and a fine of between 3,000,000 lira and 150,000,000 lira will be inflicted on:
a) whoever alienates cultural artefacts indicated in article 55, without the prescribed authorisation;
b) whoever, although required to do so, fails to present within the term indicated in article 58, clause 2, a report of the deeds of sale testifying to the ownership or detention of cultural artefacts;
c) the seller of a cultural artefact subject to pre-emption priority who sells the good in the pending period prescribed by article 60, clause 1.


Art. 123 - Illegal export

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 66, as replaced by law 30 March 1998, n. 88, art. 23, clauses 1, 3 and 4)

1. Whoever transfers items of artistic, historic, archaeological, folkloric, ethnological, anthropological, bibliographic, documentary or archival interest out of the country, as well as those indicated in article 3, clause 1, letters d), e) and f) without a certificate of free circulation or an export licence, is liable to a period of imprisonment of between one and four years or a fine of between 500,000 lira and 10 million lira.
2. The penalty provided for under clause 1, also applies to whoever fails to bring cultural items back into the country after the expiry of the term authorised for their temporary export or circulation outside Italy.
3. A judge will order the confiscation of the items involved, unless they belong to persons extraneous to the crime. The confiscation takes place pursuant to the customs law on smuggled objects.
4. If the crime is committed by somebody engaged in the retail sale or exhibition of cultural items for commercial purposes, the condemnation will automatically cause the revocation of his or her licence to engage in such activities, pursuant to article 30 of the penal code.


Art. 124 - Violation of the provisions for archaeological research

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 68, as replaced by law 1 March 1975, n. 44, art. 20)

1. A period of imprisonment of up to one year and a fine of between 600,000 lira and 6,000,000 lira will be inflicted upon:
a) whoever undertakes archaeological research or, in general, work for the discovery of cultural artefacts indicated in article 2 without authorisation, or whoever fails to observe the prescriptions of the administration;
b) whoever, although being required, fails to report the fortuitous discovery of the items listed in article 2, clause 1, within the term set out in article 87, or fails to make provision for their temporary custody.


Art. 125 - The illegal appropriation of cultural heritage belonging to the State

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 67, as replaced by law 8 October 1997, n. 352, art. 13)

1. Whoever appropriates cultural heritage indicated in article 2 belonging to the state pursuant to article 88, is liable to a period of imprisonment of up to three years and a fine of between sixty thousand and one million lira.
2. The penalty will be increased to a period of imprisonment of between one and six years and a fine of between two hundred thousand and two million lira is the crime is committed by somebody who has obtained permission to undertake research pursuant to article 86.


Art. 126 - Co-operation for the recovery of cultural heritage



(law 1 June 1939, n. 1089, art. 66, clause 5, as replaced by law 30 March 1998, n. 88, art. 23, clause 5)

1. The penalty for the crimes indicated in articles 123 and 125 shall be reduced by one to two thirds if the guilty party co-operates in a decisive manner or if his co-operation is of notable importance for the recovery of cultural heritage illegally appropriated or transferred abroad.


Art. 127 - Falsifying of works of art

(law 20 November 1971, n. 1062, articles 3, 4, 5, 6 and 7)

1. A period of imprisonment of between 3 months and four years and a fine of between 200,000 lira and 6,000,000 lira will be inflicted on:
a) whoever falsifies, alters or reproduces works of paintings, sculpture or graphic arts or antique objects or objects of historical or archaeological interest in order to procure a profit;
b) whoever, although not having participated in the counterfeiting, alteration or reproduction, presents falsified, altered or reproduced paintings, sculptures, graphic arts objects or antique objects or objects of history and archaeology as authentic in order to sell them on the market or keeps such objects for commercial purposes, or introduces such objects into the territory of the state for the same purpose;
c) whoever, knowing that the items in letters a) and b) are falsified, altered or reproduced, certifies them as authentic;
d) whoever through other declarations, or surveys, publications or by affixing stamps and labels or any other means, certifies or contributes to the certification as authentic the falsified, altered or reproduced works and objects indicated in letters a) and b).
2. If the facts are committed in the course of business operations, the penalty is increased and the conviction will automatically cause the revocation of the licence to engage in such activities, pursuant to article 30 of the penal code
3. The conviction for the crimes indicated in clause 1 shall be published in three newspapers with a nation-wide circulation to be chosen by the judges and published in three different centres. Article 36, clause 3, of the penal code will be applied.
4. The confiscation of falsified, altered or reproduced examples of the works or objects indicated in clause 1, will be ordered, unless they belong to persons extraneous to the crime. The objects confiscated are excluded, without any limits of time, from the sale by auction of the fruits of crime.


Art. 128 - Cases of non-liability

(law 20 November 1971, n. 1062, art. 8, clause 1)

1. The provisions of article 127 do not apply to whoever reproduces, holds, offers for sale or otherwise distributes copies of paintings, sculpture or graphic arts, or copies or imitations of objects of antiquity or of historic or archaeological interest, which are expressly declared to be non-authentic at the moment of exhibition or sale through written annotations on the work of art or object or, whenever this is not possible on account of the nature or dimensions of the copy or imitation, by declarations issued at the moment of exhibition or sale. Nor do the foregoing provisions apply to the artistic restoration work of an original work on condition that the work of reconstruction does not prevail over the original.


Art. 129 - Non observance of administrative measures

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 70)

1. Although the fact is no longer held to constitute serious crime, whoever fails to comply with an order given by the authority set up for the protection of cultural artefacts pursuant to the present Title is liable to the sanctions provided by article 650 of the penal code.


Section II
Administrative sanctions


Art. 130 - Omission to draw up lists of cultural artefacts

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 58, as modified by law 1 March 1975, n. 44 art. 15)

1. Without prejudice to its criminal nature, the non-presentation or the failure to update the descriptive list of artefacts set out in article 2, clause 1, letter a) on the part of the representatives of the bodies indicated in article 5 with responsibility to perform such acts within the term laid down by the ministry will be punished by a pecuniary sanction of between 600,000 lira to 6,000,000 lira.
2. The ministry shall order the compilation of the list at the expense of the defaulting body. The bill of costs is made enforceable an order of the ministry. The instruments used for the collection of revenue by the state will be employed to recover the costs sustained.


Art. 131 - Restoration order

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44, art. 16)

1. If the violation of the conservation obligations established by the provisions of Heading II of this Title leads to the damage of a cultural artefact, the ministry will order the subject responsible to perform the work necessary to restore the work at the subject's own expense.
2. If the work referred to in clause 1 has an impact in terms of town-planning and building regulations, the commencement of the procedure and the final measures will be notified to the municipality concerned.
3. In case of failure to comply with an order given pursuant to clause 1, the ministry will perform the work ex officio at the expense of the obligor. The instruments used for the collection of revenue by the state will be employed to recover the costs sustained
4. If restoration is not possible the subject responsible will be obliged to pay to the state a sum equal to the value of the artefact lost or to its resulting reduced value.
5. If the sum fixed by the ministry is challenged by the obligator, the sum will be fixed by a commission of three members of whom one appointed by the ministry, one by the obligor and the third by the president of the tribunal with competence. The relative costs will be anticipated by the obligor.


Art. 132 - Damage to discovered cultural artefacts

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified to law 1 March 1975, n. 44, art. 16)

1. The measures set out in article 131 also apply to whoever damages the cultural artefacts indicated in article 88 by failing to observe the obligations indicated in articles 86 and 87.


Art. 133 - Violation of provision for the affixing of advertising materials

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 60, legislative decree 30 April 1992, n. 285,
clauses 12 and 13)

1. Whoever, without the authorisation prescribed by article 50, places or affixes posters or other forms of advertising on buildings or in places of historic or artistic interest, or in proximity to them will be punished with a pecuniary administrative sanction of between 250,000 lira and 5,000,000 lira.
2. Whoever is responsible for the violation is also obliged to remove the advertising means within the term set by the superintendent. If this obligation is also disregarded, the superintendent will order the removal ex officio at the expense of the obligor.
3. Whoever places hoardings or other advertising means along roads situated in the precincts or near buildings or places of historical and cultural interest will be liable to the sanctions provided for in article 23 of the legislative decree 30 April 1992, n. 285.


Art. 134 - Loss of cultural heritage

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 64, clauses 1, 3 and 4)

1. If as a result of the violation of the obligations set out in article 5, or the provisions of section 1 of Heading III and section I of Heading IV, a cultural artefact is no longer traceable or has been taken outside the national territory, the transgressor is required to pay to the state a sum equivalent to the value of the artefact in question.
2. If the fact is ascribable to more than one person, they will be jointly and severally liable to the payment of the sum.
3. If the amount fixed by the ministry is not acceptable to the obligor, the sum can be fixed by a three-member commission of whom one will be appointed by the ministry, one by the obligor and one by the president of the court with jurisdiction. The relative costs will be anticipated by the obligor.
4. The decision of the commission can be challenged in case of error or manifest unfairness.


Art. 135 - Violations of jural acts

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 61; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 41)

1. Transfers, agreements and jural acts in general, undertaken in violation of the prohibitions established by this Title, or without observing the conditions and arrangements prescribed for them, are unenforceable.
2. The faculty of the ministry to exercise the right of pre-emption pursuant to the provisions set out in section II of Heading III will remain intact.


Art. 136 - Non-exhibition of documents for exportation

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 66, clause 6, added by law 30 March 1998, n . 88, art. 23)

1. Independently of cases of involvement in the crime described in article 123, clause 1, whoever transfers the artefacts indicated in the foregoing article outside Italy without the certification of free circulation or the licence of exportation is liable to an administrative sanction of between 150,000 lira and 900,000 lira.


Art. 137 - Non-restitution of documents for exportation

(law 30 March 1998, n. 88, art. 13)

1. Whoever, after having exported a cultural artefact outside the territory of the European Union pursuant to EEC regulations, fails to return to the competent office of exportation, copy n. 3 of the form provided for by the regulations (CEE) n. 752/93, of the Commission, of 30 March 1993, implementing EEC regulations, is liable to an administrative sanction of between 200,000 lira and 1,200,000 lira.


TITLE II
Assets referring to the landscape and the environment


Heading I
Identification


Art. 138 - Environmental assets

1. The environmental assets, protected by the disposition of this Title in implementation of article 9 of the Constitution are as follows:
a) the assets and areas indicated in article 139 identification pursuant to articles 140 to 145;
b) the assets and areas indicated in article 146


Art. 139 - Environmental assets subject to protection

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 1)

1. The following are subject to the provisions of this Title on account of their notable public interest:
a) real estate property with conspicuous characteristics of natural beauty or geological singularity;
b) the public gardens, gardens and parks, not protected in conformity to the disposition of Title I, which are characterised by possessing unusual beauty;
c) real estate property complexes that form a characteristic aspect with aesthetic and traditional values;
d) beautiful panoramas valued as paintings as also the viewpoints and viewing areas accessible to the public from which the spectacle of such beauty can be enjoyed.


Art. 140 - Lists

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 2, d.p.r. 3 December 1975, n. 805, art. 31, d.p.r. 24 July 1977, n.616, art. 82, clauses 1 and 2)

1. With regard to the assets under letters a) and b) and the localities indicated under letter c) and d), the regions will compile two distinct lists of such assets province by province for the purpose of the declaration of public interest.
2. The compilation of such lists is devolved to a commission set up for each province by a regional order.
3. The commission shall remain in office for four years and shall be made up of representatives of the region and the province as well as mayors of the municipalities involved. The superintendent for environmental assets and architectural artefacts and the superintendent for archaeological artefacts with competence for the territory are ex officio members of the commission.
4. The commission will co-opt whenever necessary, an expert in mineral materials or a representative of the state forestry commission or other experts whose presence is held to be appropriate in view of the nature of the objects and the localities to be protected.
5. The proposals for a declaration of notable public interest on the various localities contained in the lists, the relative maps and every variant that the commission may approve are exhibited for a period of three months on the public notice board of the town hall in all the municipalities directly involved within the province and deposited in the relative offices of the municipalities themselves.
6. At the same time, notice that the lists have been compiled and affixed is also given in at least two newspapers in circulation in the region territorially concerned, as well as in a newspaper with national circulation.


Art. 141 - Approval of the list

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 3; d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 1 and 2)

1. Within three months from the publication of the list the subjects interested can present observations to the region, which also has powers to set up a public commission.
2. The region, on the basis of the proposal formulated by the commission, and having approved the observations and taking account of the findings of any public enquiry, will approve the list as well as making the changes that it may retain necessary.


Art. 142 - Advertising the list

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 4; d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 1 and 2)

1. The approved list will be published in the Official Gazette of the Italian Republic and in the Official Gazette of the Region.
2. Copy of the Official Gazette is affixed for a period of three months on the public notice board of the town hall of all the municipalities involved. Copy of the list and the relative maps shall remain deposited in the offices of the municipality and made available for public scrutiny.


Art. 143 - Declaration of environmental assets indicated in letters a) and b) of art. 139

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 6; d.p.r. 24 July 1977, n.616, art. 82, clauses 1 and 2)

1. On the basis of the list of assets indicated in letters a) and b) of article 139, the region will issue an order to make known the declaration of notable public interest, and will communicate the declaration to the proprietors, possessors or holders, whatever their titles may be, of the real property in question. This declaration will be entered, at the region's request, upon the land registry and deposited with the municipality on the basis of the arrangements provided by article 142, clause 2.


Art. 144 - Supplementing the lists

(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clause 2, letter a)

1. The ministry has the power to add to the lists of assets and localities indicated in article 139 upon the proposal of the responsible superintendent.
2. The proposal, together with the relative plans, will be sent by the ministry to the municipalities concerned in order that they proceed to the publication pursuant to article 140, clause 5. Copy of the proposal and the relative maps shall also be made freely available to the public at the offices of the municipalities. The ministry shall see to the publication pursuant to article 140, clause 6.
3. Within sixty days from the publication of the proposal, the regions, the local authorities and other interested subjects can present their observations to the ministry.
4. The addition to the list is approved with a ministerial order, after having consulted the competent sector committee of the national council for cultural heritage and the environment, which will also decide upon the observations, if any, presented pursuant to clause 3.



Art. 145 - Revocation and modification of the lists

(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clause 3)

1. The lists of assets and localities indicated in article 139 and approved by the ministry before the decree of the President of the Republic 24 July 1977, n. 616 and the additions indicated in article 144 came into force cannot be revoked or modified without the prior opinion of the competent sector committee of the national council for cultural heritage and the environment which will make a ruling within forty-five days from the date of the application.


Art. 146 - Environmental assets protected by law

(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 5, 6 and 7, additions introduced by legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into law 8 August 1985, n.431 art.s 1
and 1-quarter)

1. The following objects are, in any case, subject to the provisions of this Title by virtue of their landscape characteristics:
a) coastal territories including a 300 metre deep swath of land from the water-line and elevated land overlooking the sea;
b) the territories conterminous with lakes including a 300 metre deep swath of land from the water-line and also elevated land overlooking the lakes;
c) the rivers, streams and water-courses indicated in the lists provided for the consolidated law of the statutory provisions on waters and electricity plants, approved with royal decree 11 December 1933, n. 1775, and the relative banks or embankment bases for a swath of 150 metres each;
d) mountains for the part 1,600 metres above sea level as regards the Alpine chain and 1,200 metres above sea level as regards the Apennines and islands;
e) glaciers and glacial cirques;
f) parks and natural or regional reserves as well as the protective territories bordering on the parks;
g) territories covered with forests or woods, even if marked and damaged by fire, and those subject to reforestation constraints;
h) areas assigned to agricultural universities and zones earmarked for civic uses;
i) marshlands included in the list provided for by the decree of the President of the Republic 13 March 1976, n. 448;
l) volcanoes;
m) zones of archaeological interest
2. The provisions indicated in clause 1 do not apply to areas that on 6 September 1985 were:
a) defined in territorial planning instruments as zones A and B;
b), defined in the territorial planning instruments pursuant to ministerial order 2 April 1968, n. 1444 but only regarding the parts re-included in the multi-year executive programmes as zones other than those indicated in letter a) and, in municipalities without such instruments, as zones situated in the built-up centres whose perimeters were fixed pursuant to art. 18 of law 22 October 1971, n. 865.
3. The provisions of clause 1 do not apply to places listed under letter c) which, either wholly or in part, can be considered irrelevant for their landscape qualities, and which as such have been entered on a special list drawn up and made public by the region concerned. The ministry can, with an order executed in conformity to article 144, nevertheless, confirm that the foregoing localities have landscape merits.
4. The provisions of clause 2 do not apply to the assets and localities indicated in article 139, identified pursuant to articles 540 and 141.


Art. 147 - Census and cataloguing

(Legislative decree 31 March 1998, n. 112, art. 54, clause 1, letter b)

1. The assets and localities indicated in articles 139 and 146 will be surveyed, catalogued and identified on information technology-based maps that can provide an appropriately scaled representation such as to identify the artefact or area. For this purpose the ministry, together with the unified conference, will lay down techniques of representation and information systems that are mutually compatible and permit the interchange of data.


Art. 148 - International agreements

1. Operations designed to safeguard and enhance the value of environmental assets will comply with the principles of the co-operation between states, and also in the context of international organisations, as established by the agreements on this subject matter and rendered enforceable in Italy.


Heading II
The management of assets


Art. 149 - Territorial landscape plans

(Legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, art. 1-bis)

1. The regions shall subject the territory including the environmental assets set out in article 146 to specific regulations for the use and enhancement environmental utilisation by drawing up territorial landscape plans or territorial planning projects that have the identical purposes as landscape and environmental values protection.
2. The landscape planning set out in clause 1 is facultative for the greater part of the localities indicated under letters c) and d) of article 139 including the lists provided for by article 140 and article 144.
3. If the regions fail to perform the obligations laid down by clause 1, recourse will be made to the provisions of article 4 of decree of the President of the Republic 24 July 1977, n. 616, as modified by article 8 of law 15 March 1997, n. 59.
4. Without prejudice to the provisions of article 164, the ministry, in agreement with the Ministry of the Environment, can adopt measures for the remediation and enhancement of assets protected by the provisions of this Title whose values have, in some manner, been compromised.


Art. 150 - Co-ordination of territorial planning provisions

(law 17 August 1942, n. 1150, art. 5, clause 2, letter a, art. 7 clause 2, n. 5; legislative decree 31 March 1998, n. 1998, n. 112, art. 52, clause 1)

1. The fundamental lines for the organisation of town and country planning in terms of environmental values and for purposes of orienting landscape planning, were identified in the provisions of article 52 of the legislative decree 31 March 1998, n. 112.
2. The general zoning ordinances and other territorial planning instruments shall comply, pursuant to article 5 of law 17 August 1942, 1150, and regional provisions, to the prescriptions of both town and country landscape planning and territorial planning as indicated in article 149. The assets and areas indicated in articles 139 and 146 are, in any case, for purposes of the application of article 7, n. 5 of law 17 August 1942, n. 1150, regarded as having been replaced by article 1 of law 19 November 1968, n. 1187.
3. The regions and municipalities can reach agreement with the ministry on special forms of co-operation with the competent superintendencies for the compilation of the plans.


Art. 151 - Alteration of the state of the places

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 7; d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 1 and 2, and clause 9, added by legislative law 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, art. 1)

1. The proprietors, possessors or holders, whatever their legal rights, of environmental assets included in the lists published pursuant to article 140 or article 144 or in the categories listed in article 146 cannot destroy or make modifications that compromise the external aspects subject to protection.
2. The proprietors, possessors or holders, whatever their legal rights, of the assets indicated in clause 1, have the obligation to submit to the region projects for works of any kind that they intend to perform in order to obtain prior authorisation.
3. Authorisation is given or refused within a peremptory limit of sixty days.
4. The regions will immediately communicate the authorisations issued to the competent superintendencies, together with the relative documentation. The minister can, in any case, annul the regional authorisation with a grounded order within sixty days after the reception of the relative communication.
5. If the term indicated in clause 3 lapses without any decision, interested parties may, within the following thirty days ask the ministry to issue an authorisation, which will decide within sixty days from the date on which the request was received. The request, together with three copies of the executive project of the work and all the relative documentation, will be presented to the competent superintendency and communication will be given to the region.


Art. 152 - Measures not subject to authorisation


(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 8 and 12, added by legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, art. 1)

1. The authorisation indicated in article 151 is not requested:
a) for ordinary and extraordinary maintenance measures, static conservation and conservation measures that do not alter the state of the localities and the external aspect of the buildings;
b) measures regarding agricultural, forestry and pastoral activities that do not entail a permanent alternation to the state of the places with building or other civil construction works and, on condition, that such activities will not involve work that alters that hydro-geological characteristics of the territory;
c) for land husbandry, forestation, reforestation and land improvement work, fire-prevention and conservation measures to be carried out in the woods and forests indicated in letter g) of article 146, on condition that such work is authorised on the basis of existing law.


Art. 153 - Prohibition or suspension of work

(law 29 June 1939, n. 1497, articles 8 and 9; d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 1, 2 and 4)

1. Independently of the inclusion of an environmental asset in the lists indicated in articles 140 and 144 and the notification prescribed by article 143, the regions and ministry have the powers to:
a) prohibit the execution of work without authorisation or capable of comprising the asset; b) order the suspension of work in course, even if the notice as in letter a) is not delivered.
2. The prohibition or suspension order regarding an asset which has still to be declared and communicated of notable public interest shall be understood revoked if within a period of ninety days the parties concerned are not notified of the resolution of the provincial commission pursuant to article 140 or the proposal of the superintendent pursuant to article 140.
3. The cautionary order as well as all the successive deeds indicated in clause 2, will also be communicated to the municipality involved.


Art. 154 - Reimbursement of expenses following the suspension of work

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 10)

1. For work on assets neither included in the lists indicated in articles 140 and 144, nor declared and communicated as of notable public interest, and whose suspension has been ordered, without the prior notice indicated in article 153, clause 5 being communicated, the interested party can obtain the reimbursement of the expenses sustained up until the date of the suspension order. The work hitherto carried out will be demolished at the expense of the authority ordering the suspension.


Art. 155 - Measures subject to particular prescriptions

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 11)

1. In the case of digging up roads or opening quarries, or in the case of industrial plant pipelines and series of pylons or poles in the area, and in the sight of the localities indicated in letters c) and d) of article 139, or near to the objects listed in letters a) and b) of the same article, the region has the power to prescribe the distances, the measures and the variations to the project in course that, taking due account of the economic advantages of the work already undertaken, serve to avoid compromising the assets protected under this Title.
2. The same powers can be exercised by the ministry, which, however, will use them after prior consultation with the region.


Art. 156 - Work to be performed by state administrations

(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 10 and 11 added by legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, art. 1; law 11 March 1988, n. 67, art. 17, clause 24; law 8 July 1986, n. 349, art. 2, clause 1, letter d) and art. 6)

1. If the request for authorisation provided for by article 151 concerns work to be undertaken by state administrations, including the barracks for military personnel, the ministry can in any case issue or refuse to issue the authorisation within sixty days, and even overrule a decision made by regional authorities.
2. For projects of civil works that in any case require an environmental impact assessment pursuant to article 6 of law 8 July 1986, n. 349 and to be carried out by state administrations, the authorisation prescribed by clause 1 shall be issued on the basis of the procedures set out in article 26.
3. For mining activities, either for research or production, referred to by the royal decree 29 July 1927, n. 1443, the authorisation of the ministry as provided for by clause 1, is issued after having consulted the Ministry for Industry, Commerce and Handicrafts. The responsibilities of the ministry as regards caves and peat bogs still stand.


Art. 157 - Advertising hoardings

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 14, clauses 1 and 2; legislative decree 30 April 1992, n. 285, art. 23, clauses 3 and 4)

1. In the precincts and in the proximity of the environmental assets indicated in article 138, it is forbidden to place hoardings and other advertising means, unless specifically authorised by the region.
2. It is forbidden to place hoardings or other advertising means along the roads in the precincts or near to the assets indicated in clause 1, unless expressly authorised pursuant to article 23, clause 4, of the legislative decree 30 April 1992, n. 285, subject to prior approval by the region on the compatibility of the siting or the type of sign with the aspect, aesthetic settings and public enjoyment of the buildings and places subject to protection.


Art. 158 - The colour of building facades

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 14, clauses 3 and 4; d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 1 and 2)

1. In the localities included in the letters c) and d) of article 139, the region can order the re-painting in a more harmonious colour of the facades of those buildings whose colour is in contrast to the beauty of the setting.
2. In the case of non-compliance, the region can proceed with the work ex officio.


Art. 159 - Supervision

(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 1 and 2 and clause 12 added by legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, art. 1)

1. The supervisory functions of the environmental assets protected under this Title are performed by the ministry and the regions.


Art. 160 - Communications notified and lists compiled pursuant to pre-existing law

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 18)

1. The communications notified on the important public interest of natural or panoramic beauties, performed according to law 1 June 1922, n. 778 and the lists compiled pursuant to law 29 June 1939, n. 1497 are valid for all purposes of this Title.


Art. 161 - Regulations

1. By decree of the President of the Republic, enacted pursuant to article 17, clause 1 of the law 23 August 1988, n. 400, the regulations for the implementation of the provisions of this Title are emanated.
2. Until the emanation of the regulations indicated in clause 1, the provisions of the regulations approved with royal decree 3 June 1940, n.1357, to the degree that are applicable, shall still stand.


Art. 162 - Transitory provision

(Legislative decree 27 June 1985 n. 312, converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, articles 1-ter and 1-quinquies)

1. Until the approval of the plans indicated in article 149, the authorisation provided for by article 151 cannot be conceded for the assets identified by articles 1-ter of the legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, as also for those assets affected by the provisions adopted pursuant to article 1-quinquies of the same decree and published before 6 September 1985.


Heading III
Penal and administrative sanctions

Art. 163 - Work performed without or contrary to authorisation

(law 28 February 1985, n. 47, art. 20; legislative decree 27 June 1985, n. 312 converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, art. 1-sexies)

1. Whoever, without prescribed authorisation or by contravening an authorisation, undertakes any kind of work on environmental assets shall be punished by the sanctions provided by article 20 of law 28 February 1985, n. 47.
2. The conviction sentence will also order the restoration of the places to their original condition at the expense of the convicted party. Copy of the sentence is transmitted to the region and to the municipality of the territory in which the violation took place.


Art. 164 - Order to restore places to their original state or to make payment of the pecuniary indemnity

(law 29 June 1939, n. 1497, art. 15)

1. In case of the violation of the obligations and orders provided for in this Title, the transgressor is required to either restore the locality to its original position at his or her own expense or to make payment of a sum equivalent to the greater of the damage done and profit realised as a result of transgression, depending upon which the region deems to be more appropriate in the interest of the protection of assets as indicated in article 138. The sum is determined by expert appraisal.
2. With the order to restore a locality to its original conditions, the transgressor is given a term by which to comply with the order.
3. In the case of non compliance, the region shall take action ex officio and through the office of the prefect and make the bill of costs enforceable.
4. The sums collected pursuant to clause 1 are used for the purposes of safeguarding environmental assets, through measures for the restoration of the environmental values and the remediation of degraded areas.


Art. 165 - Violation in matters of placing or affixing advertising means

(law 1 June 1939, n. 1089, art. 60; law 29 June 1939, n. 1497, art. 14, clauses 2 and 4; legislative decree 30 April 1992, n. 285, art. 23, clauses 12 and 13)

1. Whoever fails to respect the prohibition on the placing or affixing of posters, hoardings, signs and other advertising means taken by the authority instituted to safeguard environmental assets pursuant to article 157, clause 1, is punishable with an administrative sanction consisting in the payment of a sum of between 250,000 lira to 5,000,000 lira.
2. The party responsible for the violation is required to remove the advertising means within the term laid down by the region. In the case of non-compliance, this authority can proceed to execute the work ex officio at the expense of the obligor.
3. Whoever, without the authorisation prescribed by article 157, clause 2, places hoardings or other advertising means along the roads in the precincts and in the vicinity of the environmental assets indicated in article 138 is liable to the sanctions prescribed by article 23 of legislative decree 30 April 1992, n. 285.


Art. 166 - Abrogated provisions

1. With the exceptions set out in clause 2, the following provisions are abrogated:
- law 1 June 1939, n. 1089;
- law 25 June 5939, n. 1497;
- law 2 April 1950, n. 328;
- law 21 December 1961, n. 1552;
- decree of the President of the Republic 30 September 1963, n. 1409, limited to the articles 18, 21 - 25, 27, 28, 30, 32 - 43 and 45;
- law 30 March 1965, n. 340, with the exception of article 2;
- law 3 February 1971, n. 147
- law 20 November 1971, n. 1062, with the exception of articles 8, clause 2, and 9;
- legislative decree 5 July 1972, n. 288, converted, with modifications, into law 8 August 1972, n. 487;
- law 1 March 1975, n. 44, limited to articles 10, 15 - 21;
- decree of the President of the Republic, 24 July 1977, n. 616, limited to article 82, clause 3 and subsequent clauses;
- law 23 July 1980, n. 502;
- 27 June 1985, n. 332, limited to article 1;
- legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, with the exception of article 1-ter and article 1-quinquies;
- law 5 June 1986, n. 253;
- legislative decree 9 December 1986, n. 832, converted with modifications into law 6 February 1987, n. 15, limited to article 4 - bis;
- law 11 March 1988, n. 67, limited to article 17, clause 24;
- legislative decree 14 November 1992, n. 433, converted with modifications into law 14 January 1993, n. 4, limited to articles 3, clause 1, and article 4, clauses 3, 5 and 5-ter.
- decree of the President of the Republic 22 April 1994, n. 368;
- legislative decree 23 February 1995, n. 41, converted with modifications into law 22 March 1995, n. 85, limited to article 47-quarter;
- law 25 March 1997, n. 78 limited to article 1, clause 2 and 4;
- law 15 May 1997; n. 127, limited to articles 12, clauses 3 and 5;
- law 8 October 1997, n. 352, limited to articles 3, 5 and 8;
- law 13 November 1997, n. 395;
- law 30 March 1998, n. 88, with the exception of article 19, clause 12 and article 26.
2. The legislative provisions in force as at 31 October 1998 have been included into this consolidated law. Up until the coming into force of the first legislative decree emanated pursuant to article 1, clause 4, of law 8 October 1997, n. 352, the legislative provisions shall stand as regards the subject matter governed by this consolidated law that came into force on 1 November 1998, together with those contained in the legislative decrees 20 October 1998 n. 368 and 30 July 1999, n.300, and as a result of which the denominations of Minister and Ministry for Cultural Artefacts and the Environment have been replaced by Minister and Ministry for Cultural Artefacts and Activities, referred to in this consolidated law as, respectively, “minister” and “ministry”.


Attachment A
(Provided for by articles 62, clause 1, 72, clause 1, and 73, clause 3, letter a)

A. Categories of artefacts

1. Archaeological finds dating back more than one hundred years and found in:
a) terrestrial and marine excavations and discoveries;
b) archaeological sites;
c) archaeological collections

2. Elements that are an integral part of artistic, historical or religious monuments and coming from the breaking up of monuments, which date back more than one hundred years.

3. Paintings and pictures other than those belonging to category 4 and 5, wholly created by hand on any base and with any material (1).

4. Water paintings, gouaches and pastels wholly painted by hand upon any base;


5. Mosaics other than those of categories 1 and 2 wholly made by hand with any material (1) and designs made wholly by hand on any base;

6. Original engravings, prints, serigraphs and lithographs and their relative matrices as well as original posters (1).

7. Original works of statuary and sculptural art and copies obtained with the same procedure as for the original (1), other than those in category 1.

8. Photographs, films and the relative negatives (1).

9. Incunabula and manuscripts, including geographical maps and musical scores, isolated or in collections.

10. Books dating back at least one hundred years, in individual copies or collections.

11. Printed geographical maps dating back more than two hundred years.

12. Archives and supports, including elements of any type dating back more than fifty years.

13. a) Collections and examples from zoological, botanical, mineralogical and anatomical collections;
b) Collections with a historical, paleontological, ethnological and numismatic interest

14. Means of transport dating back more than seventy years.

15. Other objects of antiquary not included in categories 1 to 14, being more than fifty years old.

The cultural artefacts comprising categories 1 - 15 are governed by this consolidated law only if their value is superior to the values set out under letter B).

B. Values applicable to the categories indicated under letter A (in lira):



1) 0 (zero)
1. archaeological finds
2. broken up monuments
9. incunabula and manuscripts
12. archives

2) 27,067,800
5. mosaics
6. engravings
8. photographs
11. printed geographical maps

3) 54, 135, 600
4) water paintings, gouaches and pastels

4) 90,226,000
7. statuary arts
10. books
13. collections
14. means of transport
15. other objects

5) 270,678,000
3. oil paintings

The respect for the conditions relative to the values must be ascertained when the request for restitution is presented. The value refers to that of an artefact in the member state to which the request for restitution has been presented.

(1) Dating back more than fifty years and not belonging to the author


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Link: www.pizzocalabro.it www.pizzocalabro.com, www.pizzocalabro.eu, www.pizzo.biz, www.fotovideo.calabria.it www.apparizioni.com www.sanfrancescodipaola.biz,  www.murat.it,   www.rinnovamentocarismatico.org webpizzo.altervista.org,  www.studiopagnotta.it,   www.realcalabria.org,

PER CONTATTARCI.

Per una navigazione ottimale si consiglia una risoluzione video di 1024*768

Inviare a info@murat.it un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Copyright © 2008 Associazione Culturale "Gioacchino Murat" Onlus di Pizzo
Ultimo aggiornamento: 16-09-10