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TITOLO
I
Beni culturali
Capo I
Oggetto della tutela
Sezione I
Tipologia dei beni
Art. 1.
1. E' approvato l'unito testo unico delle disposizioni legislative in
materia di beni culturali e ambientali, composto di 166 articoli e
dell'allegato A, vistato dal Ministro proponente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 29 ottobre 1999
CIAMPI
D'ALEMA, Presidente del Consiglio del Ministri
MELANDRI, Ministro per i beni e le attivita'
culturali
BELLILLO, Ministro per gli affari regionali
Visto, il Guardasigilli, DILIBERTO
TESTO UNICO
DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE
IN MATERIA DI BENI CULTURALI E AMBIENTALI
(art.
1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352 )
Articolo 1
Oggetto della disciplina
1. I beni culturali che compongono il patrimonio storico e artistico
nazionale sono tutelati secondo le disposizioni di questo Titolo, in
attuazione dell'articolo 9 della Costituzione.
Articolo 2
Patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico, archeologico,
archivistico, librario (Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 1; 2, comma 1;
5, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, art. 1;
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 148 )
1. Sono beni culturali disciplinati a norma di questo Titolo:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico,
archeologico, o demo-etno-antropologico;
b) le cose immobili che, a causa del loro riferimento con la storia
politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere,
rivestono un interesse particolarmente importante;
c) le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari
caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale
interesse artistico o storico;
d) i beni archivistici;
e) i beni librari.
2. Sono comprese tra le cose indicate nel comma 1, lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive
civilta';
b) le cose di interesse numismatico;
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli
incunaboli, nonche' i libri, le stampe, le incisioni aventi carattere di
rarita' e pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere di rarita'
e di pregio artistico o storico;
e) le fotografie con relativi negativi e matrici, aventi carattere di
rarita' e di pregio artistico o storico;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o
storico;
3. Sono comprese tra le collezioni indicate nel comma 1, lettera c), quali
testimonianze di rilevanza storico-culturale, le raccolte librarie
appartenenti a privati, se di eccezionale interesse culturale.
4. Sono beni archivistici:
a) gli archivi e i singoli documenti dello Stato.
b) gli archivi e i singoli documenti degli enti pubblici;
c) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che rivestono
notevole interesse storico.
5. Sono beni librari le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato e
degli enti pubblici, quelle indicate nel comma 3 e, qualunque sia il loro
supporto, i beni indicati al comma 2, lettere c) e d).
6. Non sono soggette alla disciplina di questo Titolo, a norma del comma 1,
lettera a), le opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad
oltre cinquanta anni.
Articolo 3
Categorie speciali di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 13; legge 28 marzo 1991, n.112, art. 3,
comma 13;
decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, art.4-bis aggiunto dalla legge di
conversione con modifiche 6 febbraio 1987, n. 15; legge 30 marzo 1998, n.
88, all. A)
1. Indipendentemente dalla loro inclusione nelle categorie elencate
all'articolo 2, sono altresi' beni culturali ai fini delle specifiche
disposizioni di questo Titolo che li riguardano:
a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i
tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica
vista;
b) gli studi d'artista definiti nell'articolo 52;
c) le aree pubbliche, aventi valore archeologico, storico, artistico e
ambientale, individuate a norma dell'articolo 53;
d) le fotografie e gli esemplari delle opere cinematografiche, audiovisive o
sequenze di immagini in movimento o comunque registrate, nonche' le
documentazioni di manifestazioni sonore o verbali comunque registrate, la
cui produzione risalga ad oltre venticinque anni;
e) i mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni;
f) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della
tecnica aventi piu' di cinquanta anni.
Articolo 4
Nuove categorie di beni culturali
(Decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 148 )
1. Beni non ricompresi nelle categorie elencate agli articoli 2 e 3 sono
individuati dalla legge come beni culturali in quanto testimonianza avente
valore di civilta'.
Sezione II
Individuazione
Articolo 5
Beni di enti pubblici e privati
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 4 e 58; decreto del Presidente della
Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera a)
1. Le regioni, le province, i comuni, gli altri enti pubblici e le persone
giuridiche private senza fine di lucro presentano al Ministero l'elenco
descrittivo delle cose indicate all'articolo 2, comma 1, lettera a) di loro
spettanza.
2. I predetti enti e persone giuridiche hanno l'obbligo di denunciare le
cose non comprese nella prima elencazione nonche' quelle che in seguito
verranno ad aggiungersi per qualsiasi titolo al loro patrimonio, inserendole
nell'elenco.
3. Gli elenchi e i successivi aggiornamenti nella parte concernente i beni
indicati all'articolo 2, comma 1, lettera e), sono comunicati dal Ministero
alla Regione competente.
4. In caso di omessa presentazione ovvero di omesso aggiornamento
dell'elenco, il Ministero assegna all'ente un termine perentorio per
provvedere. Qualora l'ente non provveda nel termine assegnato, il Ministero
dispone la compilazione dell'elenco a spese dell'ente medesimo.
5. I beni elencati nell'articolo 2, comma 1, lettera a) che appartengono ai
soggetti indicati al comma 1 sono comunque sottoposti alle disposizioni di
questo Titolo anche se non risultano compresi negli elenchi e nelle denunce
previste dai commi 1 e 2.
Articolo 6
Dichiarazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 2, comma 1; 3, comma 1; 5, comma 1;
decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 36,
comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art.
9, comma 1, lettera b)
1. Salvo quanto disposto dal comma 4, il Ministero dichiara l'interesse
particolarmente importante delle cose indicate all'articolo 2, comma 1,
lettera a) appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati all'articolo
5, comma 1.
2. Il Ministero dichiara altresi' l'interesse particolarmente importante
delle cose indicate all'articolo 2, comma 1, lettera b), l'eccezionale
interesse delle collezioni o serie di oggetti indicati all'articolo 2, comma
1, lettera c) e il notevole interesse storico del beni indicati all'articolo
2, comma 4, lettera c).
3. Gli effetti della dichiarazione sono stabiliti dall'articolo 10.
4. La Regione competente per territorio dichiara l'interesse particolarmente
importante delle cose indicate nell'articolo 2, comma 2, lettera c) di
proprieta' privata. In caso di inerzia della Regione, il Ministero procede a
norma dell'art. 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 14
gennaio 1972, n. 3.
Articolo 7
Procedimento di dichiarazione
Legge 7 agosto 1990, n. 241, artt. 7, comma 1; 8)
1. Il Ministero avvia il procedimento di dichiarazione previsto
dall'articolo 6 direttamente o su proposta formulata dal soprintendente,
anche su richiesta della Regione, della Provincia o del Comune, dandone
comunicazione al proprietario, possessore o detentore.
2. La comunicazione ha per oggetto gli elementi identificativi del bene e la
sua valutazione risultante dall'atto di iniziativa o dalla proposta,
l'indicazione degli effetti previsti dal comma 4 nonche' l'indicazione del
termine, comunque non inferiore a trenta giorni, per la presentazione di
eventuali osservazioni.
3. Allorche' il procedimento riguardi complessi immobiliari, la
comunicazione e' inviata anche al Comune interessato.
4. La comunicazione comporta l'applicazione, in via cautelare, delle
disposizioni previste dalla sezione I del Capo II e dalla sezione I del Capo
III di questo Titolo.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del
procedimento di dichiarazione che il Ministero stabilisce a norma dell'articolo
2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241 .
6. Le regioni applicano le disposizioni indicate ai commi precedenti
nell'esercizio delle funzioni indicate all'articolo 6, comma 4.
Articolo 8
Notificazione della dichiarazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 2 e 3, comma 1)
1. La dichiarazione prevista dall'articolo 6 e' notificata al proprietario,
possessore o detentore delle cose che ne formano oggetto.
2. Ove si tratti di cose soggette a pubblicita' immobiliare la
dichiarazione, su richiesta del Ministero, e' trascritta nei registri
immobiliari ed ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario,
possessore o detentore a qualsiasi titolo.
3. Le dichiarazioni adottate dalle regioni a norma dell'articolo 6, comma 4,
sono trasmesse al Ministero.
Articolo 9
Accertamento dell'esistenza di beni archivistici
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art.
37, commi 1 e 2)
1. I privati proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di
archivi dei quali facciano parte documenti anteriori all'ultimo settantennio
sono tenuti, entro novanta giorni dall'acquisizione, a farne denuncia al
soprintendente archivistico.
2. Il soprintendente archivistico accerta d'ufficio l'esistenza di archivi o
di singoli documenti, anche di data piu' recente, del quali siano
proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, i privati e di cui
sia presumibile il notevole interesse storico.
Sezione III
Disposizioni generali e transitorie
Articolo 10
Ambito di applicazione
1. Le disposizioni dei Capi seguenti di questo Titolo si applicano:
a) alle cose e ai beni indicati nell'articolo 2, comma 1, lettera a), salvo
il disposto del comma 2 del presente articolo;
b) alle cose indicate nell'articolo 2, comma 1, lettere b) e c), dichiarate
a norma dell'articolo 6, comma 2;
c) ai beni archivistici;
d) ai beni librari.
2. Le disposizioni del Capo II, sezioni I e II, e del Capo III, sezioni I e
II, di questo Titolo si applicano alle cose indicate nell'articolo 2, comma
1, lettera a) di proprieta' privata, nonche' ai beni indicati nell'articolo
2, comma 4, lettera c), solo se sia intervenuta la notifica della
dichiarazione prevista dall'articolo 6.
Articolo 11
Coordinamento con funzioni e competenze di regioni ed enti locali
1. Restano ferme:
a) le competenze attribuite in tutte le materie disciplinate da questo Testo
Unico alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e
Bolzano dai rispettivi statuti e dalle relative norme di attuazione;
b) le funzioni attribuite alle regioni a statuto ordinario dal decreto del
Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3;
c) le funzioni e le competenze attribuite alle regioni e agli enti locali
dal
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 .
Articolo 12
Regolamento
(Legge 1 giugno 1939, n.1089, art. 73; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 73)
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato a norma
dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e' emanato il
regolamento per l'attuazione delle disposizioni di questo Titolo.
2. Fino all'emanazione del regolamento previsto al comma 1 restano in
vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamenti approvati con
regi decreti 2 ottobre 1911, n. 1163 e 30 gennaio 1913, n. 363 e ogni altra
disposizione regolamentare attinente alle norme contenute in questo Titolo.
3. In questo Titolo si intende per "regolamento" il provvedimento emanato a
norma del comma 1.
Articolo 13
Notificazioni effettuate a norma della legislazione precedente
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 71)
1. Nel termine stabilito dal regolamento, il Ministero procede alla
dichiarazione di bene culturale nei confronti dei beni immobili indicati
nell'articolo 2 per i quali non siano state rinnovate e trascritte le
notifiche precedentemente effettuate a norma delle leggi 20 giugno 1909, n.
364 e 11 giugno 1922, n. 778.
2. Le notifiche indicate al comma 1 restano comunque valide, agli effetti di
questo Titolo, fino alla scadenza del termine prescritto dallo stesso comma
1.
3. Le notificazioni eseguite a norma degli articoli 2, 3 e 5 della legge 1
giugno 1939, n. 1089 e le dichiarazioni adottate a norma dell'articolo 36
del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409
conservano piena efficacia.
Articolo 14
Raccolte ex-fidecommissarie
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 72)
1. Restano salve le disposizioni relative alle raccolte artistiche
ex-fidecommissarie, impartite con legge 28 giugno 1871, n. 286, legge 8
luglio 1883, n. 1461, regio decreto 23 novembre 1891, n. 653 e
legge 7 febbraio 1892, n. 31.
Articolo 15
Vigilanza e cooperazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 6; decreto del Presidente
della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera a;
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, artt. 148 -155
)
1. La vigilanza sui beni culturali compete al Ministero e, per quanto
concerne i beni oggetto di delega di funzioni amministrative, anche alle
regioni.
2. Il Ministero esercita la vigilanza anche con la cooperazione delle
regioni.
3. Il Ministero e le regioni cooperano altresi' all'impostazione e alla
definizione delle modalita' d'attuazione, anche in collaborazione con le
universita', di programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative
scientifiche in tema di catalogazione, inventariazione e restauro.
Articolo 16
Catalogazione
(Decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112 art. 149, comma 4, lettera e)
1. Il Ministero assicura la catalogazione dei beni culturali per il
censimento del patrimonio storico ed artistico nazionale.
2. Le regioni, le province e i comuni curano la catalogazione dei beni
culturali loro appartenenti e, informatone il Ministero, degli altri beni
culturali presenti sul proprio territorio. I dati affluiscono al catalogo
nazionale del beni culturali.
3. La catalogazione e' effettuata secondo le procedure e con le modalita'
stabilite dal regolamento, previa definizione, con la cooperazione delle
regioni, di metodologie comuni per la raccolta e l'elaborazione dei dati a
livello nazionale e la integrazione in rete delle banche dati regionali o
locali.
4. I dati concernenti le dichiarazioni a norma dell'articolo 6 e gli elenchi
previsti dall'articolo 5 affluiscono nella catalogazione e sono trattati
separatamente dagli altri; la loro consultabilita' e' disciplinata in modo
da garantire la sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.
Articolo 17
Funzione consultiva
(Decreto
del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, art. 8 )
1. I comitati di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e
ambientali sono facoltativamente consultati in relazione ai provvedimenti di
tutela e di valorizzazione previsti da questo Titolo che investono problemi
di speciale importanza.
2. Il parere del comitati indicati al comma 1 e' obbligatorio per i
provvedimenti che comportano spese superiori alle soglie stabilite con
decreto del Ministro, udito il Consiglio nazionale per i beni culturali e
ambientali.
Articolo 18
Provvedimenti legislativi particolari
(Decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre 1973, n. 791)
1. Sono fatte salve le disposizioni contenute nel decreto del Presidente
della Repubblica 20 settembre 1973, n. 791 per gli interventi di restauro e
di risanamento conservativo in Venezia insulare, nelle isole della laguna e
nel centro storico di Chioggia, ed ogni altra disposizione di legge speciale
avente ad oggetto singole citta', complessi architettonici, siti od aree di
interesse storico, artistico od archeologico.
Articolo 19
Beni culturali di interesse religioso
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 8)
1. Quando si tratti di beni culturali di interesse religioso appartenenti ad
enti ed istituzioni della Chiesa Cattolica o di altre confessioni religiose,
il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni provvedono,
relativamente alle esigenze del culto, d'accordo con le rispettive autorita'.
2. Si osservano, altresi', le disposizioni stabilite dalle intese concluse a
norma dell'articolo 12 dell'Accordo di modificazione del Concordato
lateranense firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso esecutivo con
legge 25 marzo 1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate sulla base delle
intese sottoscritte, a norma dell'articolo 8, comma 3, della Costituzione,
con le confessioni religiose diverse dalla cattolica.
Articolo 20
Convenzioni internazionali
1. L'attivita' di tutela e valorizzazione dei beni culturali si conforma ai
principi di cooperazione tra Stati, anche nell'ambito di organizzazioni
internazionali, stabiliti dalle convenzioni rese esecutive in Italia in
materia di protezione del patrimonio culturale mondiale e del patrimoni
nazionali.
Capo II
Conservazione Sezione I
Controlli
Articolo 21
Obblighi di conservazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 5, comma 2; 11, commi 1 e 2; 12, comma
1; decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, artt.
38 lett. g e 42, comma 1; decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio
1972, n. 3, art. 9, comma 1, lett. a)
1. I beni culturali non possono essere demoliti o modificati senza
l'autorizzazione del Ministero.
2. Essi non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro
carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla loro
conservazione o integrita'.
3. Le collezioni non possono, per qualsiasi titolo, essere smembrate senza
l'autorizzazione prescritta al comma 1.
4. Gli archivi non possono essere smembrati, a qualsiasi titolo, e devono
essere conservati nella loro organicita'. Il trasferimento di complessi
organici di documentazione di archivi di persone giuridiche a soggetti
diversi dal proprietario, possessore o detentore e' subordinato ad
autorizzazione del soprintendente.
5. Lo scarto di documenti degli archivi di enti pubblici e degli archivi
privati di notevole interesse storico e' subordinato ad autorizzazione del
soprintendente archivistico.
Articolo 22
Collocazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 11, commi 1 e 3; 12, comma 2)
1. I beni culturali non possono essere rimossi senza l'autorizzazione del
Ministero.
2. I beni appartenenti agli enti contemplati dall'articolo 5 sono fissati al
luogo di loro destinazione nel modo indicato dalla soprintendenza.
3. Nel caso in cui il trasporto di beni mobili appartenenti a privati,
dichiarati a norma dell'articolo 6, avvenga in dipendenza del cambiamento di
dimora del detentore, questi ne da' notizia alla soprintendenza, la quale
puo' prescrivere le misure che ritenga necessarie perche' i beni medesimi
non subiscano danno.
4. Le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano agli archivi correnti
degli enti pubblici e degli organi amministrativi e giudiziari dello Stato.
Articolo 23
Approvazione dei progetti di opere
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 18, comma 1; decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38,comma 1, lettera d)
1. I proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, dei beni
culturali indicati all'articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c) hanno
l'obbligo di sottoporre alla soprintendenza i progetti delle opere di
qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenerne la preventiva
approvazione.
2. Il provvedimento di approvazione sostituisce l'autorizzazione prevista
all'articolo 21.
Articolo 24
Interventi di edilizia
(Legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 12, comma 5)
1. L'approvazione prevista dall'articolo 23 relativa ad interventi in
materia di edilizia pubblica e privata e' rilasciata entro il termine di
novanta giorni dalla presentazione della richiesta, restando comunque
impregiudicato quanto disposto dagli articoli 25 e 26.
2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi di
giudizio, il termine indicato al comma 1 e' sospeso fino al ricevimento
della documentazione.
3. Ove la soprintendenza proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone
preventiva comunicazione al richiedente, il termine e' sospeso fino
all'acquisizione delle risultanze degli accertamenti d'ufficio e comunque
non oltre trenta giorni. Decorso tale termine, previa diffida a provvedere
nei successivi trenta giorni, le richieste di approvazione si intendono
accolte.
Articolo 25
Conferenza di servizi
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,art. 81;
legge 24 dicembre 1993, n. 537, art. 2, comma 14;
decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, art. 3;
legge 7 agosto 1990, n. 241, artt. 14 , 14-bis, 14-ter, 14-quater come
modificati ed introdotti dalla
legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 17 )
1. Nei procedimenti relativi ad opere pubbliche incidenti su beni culturali
assoggettati alle disposizioni di questo Titolo, ove si ricorra alla
conferenza di servizi, l'approvazione prevista dall'articolo 23 e'
rilasciata in quella sede dal Ministero con dichiarazione motivata,
acquisita al verbale della conferenza, contenente le eventuali prescrizioni
al progetto.
2. Qualora il Ministero esprima motivato dissenso l'amministrazione
procedente puo' richiedere, purche' non vi sia stata una precedente
valutazione di impatto ambientale negativa, la determinazione di conclusione
del procedimento al Presidente del Consiglio del Ministri, previa
deliberazione del Consiglio del Ministri.
3. L'amministrazione che provvede all'esecuzione dei lavori informa il
Ministero dell'adempimento delle condizioni dell'approvazione.
Articolo 26
Valutazione di impatto ambientale
(Legge 8 luglio 1986, n. 349, art. 6; legge 1 giugno 1939, n.
1089, art. 20)
1. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto
ambientale a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n.349,
l'approvazione prevista dall'articolo 23 e' rilasciata da parte del
Ministero in sede di concerto sulla compatibilita' ambientale, sulla base
del progetto definitivo da presentarsi ai fini della valutazione di impatto
ambientale medesima.
2. Qualora dall'esame del progetto effettuato a norma del comma 1 risulti
che l'opera non e' in alcun modo compatibile con le esigenze conservative
del bene culturale sul quale essa e' destinata ad incidere il Ministero si
pronuncia negativamente, dandone comunicazione al Ministero dell'ambiente.
In tal caso, ovvero qualora vi sia una valutazione contraria del progetto da
parte del Ministero dell'ambiente, la procedura di valutazione di impatto
ambientale si considera conclusa negativamente.
3. Se nel corso dei lavori risultino comportamenti contrastanti con
l'approvazione, tali da porre in pericolo l'integrita' degli immobili
soggetti a tutela, il Ministero ordina la sospensione del lavori.
Articolo 27
Lavori provvisori urgenti
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 19)
1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere eseguiti i lavori provvisori
indispensabili per evitare danni notevoli al bene tutelato, purche' ne sia
data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono inviati
nel piu' breve tempo i progetti dei lavori definitivi per l'approvazione.
Articolo 28
Sospensione dei lavori
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 20).
1. Il soprintendente puo'ordinare la sospensione dei lavori iniziati contro
il disposto degli articoli 23, 26 e 27 ovvero condotti in difformita'
all'approvazione.
2. La stessa facolta' spetta al soprintendente per i lavori relativi alle
cose indicate nell'articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c), anche quando
non sia intervenuta la dichiarazione a norma dell'articolo 6.
3. Nel caso previsto al comma 2 l'avvio del procedimento di dichiarazione e'
comunicato non oltre trenta giorni dall'ordine di sospensione: se entro tale
termine non e' effettuata la comunicazione, l'ordine di sospensione si
intende revocato.
Articolo 29
Vigilanza sui beni culturali
(decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, artt. 148 -155
)
1 . I beni culturali di proprieta' dello Stato sono sottoposti alla
vigilanza del Ministero per quanto riguarda la loro conservazione, da
chiunque siano tenuti in uso o in consegna.
2. Per l'applicazione degli articoli 21, 22 e 23 nei riguardi delle
amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici territoriali, il Ministero
puo' procedere mediante accordi ed intese.
Articolo 30
Vigilanza sugli archivi delle amministrazioni statali e versamenti agli
Archivi di Stato
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, artt.
23, 24, 25, 27 32; decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1965,
n. 1478, art. 47; decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975,
n. 854, artt. 1 e 3)
1. Gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano all'archivio
centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti relativi agli
affari esauriti da oltre quarant'anni, unitamente agli strumenti che ne
garantiscono la consultazione. Le liste di leva e di estrazione sono versate
settant'anni dopo l'anno di nascita della classe cui si riferiscono. Gli
archivi notarili versano gli atti notarili ricevuti dai notai che cessarono
l'esercizio professionale anteriormente all'ultimo centennio.
2. Il soprintendente all'archivio centrale dello Stato e i direttori degli
archivi di Stato possono accettare versamenti di documenti piu' recenti,
quando vi sia pericolo di dispersione o di danneggiamento.
3. Nessun versamento puo' essere ricevuto se non sono state effettuate le
operazioni di scarto. Le spese per il versamento sono a carico delle
amministrazioni versanti.
4. Gli archivi degli uffici statali soppressi e degli enti pubblici estinti
sono versati all'archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato, a
meno che non se ne renda necessario il trasferimento, in tutto o in parte,
ad altri enti.
5. Presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite commissioni, delle
quali fanno parte rappresentanti del Ministero e del Ministero dell'interno,
con il compito di vigilare sulla corretta tenuta degli archivi correnti e di
deposito, di collaborare alla definizione del criteri di organizzazione,
gestione e conservazione dei documenti, di proporre gli scarti di cui al
comma 3, di curare i versamenti previsti al comma 1, di identificare gli
atti di natura
riservata. La composizione e il funzionamento delle commissioni sono
disciplinati con regolamento. Gli scarti sono autorizzati dal Ministero.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al Ministero per
gli affari esteri; non si applicano altresi' agli stati maggiori
dell'esercito, della marina e dell'aeronautica per quanto attiene la
documentazione di carattere militare e operativo.
Articolo 31
Archivi storici di organi costituzionali
(Legge 3 febbraio 1971, n.147;
legge 13 novembre 1997, n. 395 )
1. La Presidenza della Repubblica conserva i suoi atti presso il proprio
archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente della
Repubblica, con proprio decreto, su proposta del Segretario generale della
Presidenza della Repubblica. Con lo stesso decreto sono stabilite le
modalita' di consultazione e di accesso agli atti conservati presso
l'archivio storico della Presidenza della Repubblica.
2. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica conservano i loro
atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni dei
rispettivi uffici di presidenza.
3. La Corte Costituzionale conserva i suoi atti presso il proprio archivio
storico, secondo le disposizioni stabilite con regolamento adottato a norma
dell'articolo 14 della legge 11 marzo 1953, n. 87, come sostituito
dall'articolo 4 della legge 18 marzo 1958, n. 265.
Articolo 32
Ispezione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 9; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38, comma 1, lettera i)
1. I soprintendenti possono in ogni tempo, in seguito a preavviso, procedere
ad ispezioni per accertare l'esistenza e lo stato di conservazione e di
custodia dei beni culturali.
Articolo 33
Controllo sui beni librari
(Decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9,
comma 1, lettera a)
1. I controlli conservativi previsti dalle disposizioni della presente
sezione che riguardano i beni indicati all'articolo 2, comma 2, lettera c)
sono esercitati dalla Regione competente per territorio. In caso di inerzia
della Regione, il Ministero procede a norma dell'art. 9, comma 3, del
decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.
Sezione II
Restauro ed altri interventi
Articolo 34
Definizione di restauro
1. Ai fini del presente Capo, per restauro si intende l'intervento diretto
sulla cosa volto a mantenere l'integrita' materiale e ad assicurare la
conservazione e la protezione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni
immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla
normativa vigente il restauro comprende l'intervento di miglioramento
strutturale.
Articolo 35
Autorizzazione e approvazione del restauro
1. Il restauro ad iniziativa del proprietario, possessore o detentore di
beni culturali sottoposti alle disposizioni di questo Titolo e' autorizzato
o approvato a norma degli articoli 21 e 23.
2. Con l'approvazione del progetto, il soprintendente si pronuncia, a
richiesta dell'interessato, sull'ammissibilita' dell'intervento ai
contributi statali, certificandone eventualmente il carattere necessario ai
fini della concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.
Articolo 36
Procedure urbanistiche semplificate
1. Le disposizioni che escludono le procedure semplificate di controllo
urbanistico-edilizio in relazione all'incidenza dell'intervento su beni
culturali non si applicano ai lavori di restauro espressamente approvati a
norma dell'articolo 23. A tal fine il soprintendente invia copia del
progetto approvato al Comune interessato.
Articolo 37
Misure conservative
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 14 e 16, commi 1 e 2)
1. Il Ministero ha facolta' di provvedere direttamente agli interventi
necessari per assicurare la conservazione ed impedire il deterioramento dei
beni culturali.
2. Il Ministero puo' imporre al proprietario, possessore o detentore
l'esecuzione degli interventi previsti dal comma 1. La spesa occorrente e'
posta a carico del proprietario, salvo quanto disposto dall'articolo 41,
comma 2.
Articolo 38
Procedura di esecuzione
(Decreto
del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 368, artt. 2
e 3 )
1. Ai fini dell'articolo 37 il soprintendente redige una relazione tecnica e
dichiara la necessita' dei lavori da eseguire.
2. La relazione tecnica e' comunicata al proprietario, possessore o
detentore del bene, che puo' far pervenire le sue osservazioni entro trenta
giorni dall'avvenuta comunicazione.
3. Il soprintendente, se non ritiene necessaria l'esecuzione diretta
dell'intervento, assegna al proprietario, possessore o detentore un termine
per la presentazione del progetto esecutivo dei lavori da effettuarsi,
conformemente alla relazione tecnica.
4. Il progetto presentato e' approvato dal soprintendente con le eventuali
prescrizioni e con la fissazione del termine per l'inizio dei lavori. Per i
beni immobili il progetto e' trasmesso al Comune interessato, che puo'
esprimere parere motivato entro trenta giorni dalla ricezione della
comunicazione.
5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie
all'obbligo di presentazione del progetto, o non provvede a modificarlo
secondo le indicazioni del soprintendente nel termine da esso fissato,
ovvero se il progetto e' respinto, si procede con l'esecuzione diretta.
6. In caso di urgenza il soprintendente puo' adottare immediatamente le
misure conservative.
Articolo 39
Provvedimenti in materia di beni librari
(Decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9,
comma 1, lett. d)
1. I provvedimenti previsti negli articoli da 34 a 38 che riguardano i beni
indicati all'articolo 2, comma 2, lettera e) sono adottati dal Ministero o
dalle regioni a norma dell'articolo 9, comma 1, lettera d) del decreto del
Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3.
Articolo 40
Obblighi di conservazione degli archivi
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, artt. 30, comma 1, lett. c; 38, comma 1, lett. a)
1. Gli enti pubblici hanno l'obbligo di ordinare i propri archivi e
inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti relativi
agli affari esauriti da oltre quaranta anni.
2. Allo stesso obbligo sono soggetti i proprietari, possessori o detentori a
qualsiasi titolo degli archivi privati di notevole interesse storico.
3. I soprintendenti archivistici vigilano sull'osservanza degli obblighi
previsti dai commi 1 e 2.
Articolo 41
Intervento finanziario dello Stato
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3, comma 2; legge 5 giugno 1986, n.
253, art. 2)
1. Lo Stato ha facolta' di concorrere nella spesa sostenuta dal proprietario
del bene culturale per l'esecuzione degli interventi di restauro per un
ammontare non superiore alla meta' della stessa.
2. Per gli interventi disposti a norma dell'articolo 37 l'onere della spesa
puo' essere sostenuto in tutto o in parte dallo Stato qualora si tratti di
opere di particolare interesse, ovvero eseguite su beni in uso o godimento
pubblico.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano anche agli interventi sugli
archivi storici disciplinati dall'articolo 40.
4. I contributi previsti dai commi 1 e 3 possono essere concessi anche ad
enti ecclesiastici o ad istituti e associazioni di culto proprietari,
possessori o detentori di archivi che, a giudizio del soprintendente
archivistico, rivestono interesse storico. La concessione del contributo e'
condizionata all'osservanza, da parte del beneficiario, degli obblighi di
conservazione e di accesso del pubblico previsti per gli archivi dichiarati
di notevole interesse
storico a norma dell'articolo 6.
Articolo 42
Erogazione del contributo
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3, comma 2)
1. Il contributo e' concesso dal Ministero a lavori ultimati e collaudati
sulla spesa effettivamente sostenuta dal proprietario.
2. Nel caso di opere eseguite a norma degli articoli 37, comma 2, e 40,
commi 1 e 2, possono essere erogati acconti sulla base degli stati di
avanzamento dei lavori regolarmente certificati.
3. Per la determinazione della percentuale del contributo si tiene conto di
eventuali altri contributi pubblici.
Articolo 43
Contributo in conto interessi
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3, comma 4 introdotto dalla legge 8
ottobre 1997, n. 352, art. 5, comma 1)
1. Lo Stato puo' concedere contributi in conto interessi sui mutui accordati
da istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori degli immobili
sottoposti alle disposizioni di questo Titolo, per la realizzazione degli
interventi di restauro approvati a norma dell'articolo 23.
2. Il Ministero autorizza la concessione del contributo nella misura massima
corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso annuo di sei punti
percentuali sul capitale concesso a mutuo. Il mutuo e' assistito da
privilegio sugli immobili ai quali si riferisce.
3. Il contributo e' corrisposto direttamente dall'amministrazione
all'istituto di credito secondo modalita' da stabilire con convenzioni.
Articolo 44
Oneri a carico del proprietario
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 17)
1. Per gli interventi eseguiti a norma degli articoli 37, comma 1, e 38,
comma 5, il Ministero determina, applicando l'articolo 41, comma 2,
l'ammontare della spesa da porre definitivamente a carico del proprietario.
2. Per la riscossione della somma determinata a norma del comma 1 si
provvede nelle forme previste dalla normativa vigente in materia.
Articolo 45
Apertura al pubblico degli immobili restaurati
(Legge 21 dicembre 1961, n. 1552, art. 3; comma 3;
legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 5, comma 2 )
1. Gli immobili di proprieta' privata, restaurati a carico totale o parziale
dello Stato, o per i quali siano stati concessi contributi in conto capitale
o in conto interessi, restano accessibili al pubblico secondo modalita'
fissate, caso per caso, da apposite convenzioni da stipularsi fra il
Ministero ed i singoli proprietari.
2. Le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dell'obbligo di apertura
al pubblico, tenendo conto della tipologia degli interventi, del valore
artistico e storico degli immobili e dei beni in essi esistenti.
Articolo 46
Restauro di beni dello Stato in uso ad altra amministrazione
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, art. 33;
decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile
1994, n. 368, art. 4 )
1. Il Ministero provvede alle esigenze di restauro dei beni culturali di
proprieta' dello Stato sentita l'amministrazione che li ha in uso o in
consegna. Previo accordo con l'amministrazione interessata, la progettazione
e l'esecuzione degli interventi su beni immobili puo' essere assunta
dall'amministrazione medesima, ferma restando la competenza del Ministero
all'approvazione del progetto ed alla vigilanza sui lavori.
2. Per i beni culturali degli enti pubblici territoriali, le misure previste
dagli articoli 37 e 38 sono disposte, salvo i casi di assoluta urgenza, in
base ad accordi o previe intese con l'ente interessato.
3. Per l'esecuzione degli interventi previsti dal comma 1 relativi a beni
immobili il Ministero trasmette il progetto e comunica l'inizio dei lavori
al Comune interessato.
4. Gli interventi di conservazione dei beni culturali che coinvolgono piu'
soggetti pubblici e privati e che possono implicare decisioni istituzionali
ed impegnare risorse finanziarie dello Stato, delle regioni e degli enti
locali sono programmati, di norma, secondo le procedure previste
dall'articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142, dall'articolo 2, comma
203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e dagli
articoli da 152 a 155 del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112.
Articolo 47
Custodia coattiva
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 14, comma 2; decreto del
Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, artt. 33 e
43)
1. Il Ministero ha facolta' di far trasportare e temporaneamente custodire
in pubblici istituti i beni culturali mobili al fine di garantirne la
sicurezza, assicurarne la conservazione o impedirne il deterioramento,
oppure quando cio' si renda necessario per l'esecuzione di un intervento di
restauro, incluse le eventuali indagini preliminari e la documentazione
dello stato di conservazione.
Articolo 48
Deposito negli archivi di Stato
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, artt. 34 e 39)
1. I privati proprietari, possessori o detentori di archivi o di singoli
documenti possono chiedere di depositarli presso i competenti archivi di
Stato.
2. La stessa facolta' spetta agli enti pubblici per i loro archivi storici.
Le spese per il deposito sono a carico dell'ente.
Sezione III
Altre forme di protezione
Articolo 49
Prescrizioni di tutela indiretta
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 21)
1. Il Ministero, anche su proposta del soprintendente, ha facolta' di
prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che
sia messa in pericolo l'integrita' delle cose immobili soggette alle
disposizioni di questo Titolo, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o
ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro.
2. L'esercizio di tale facolta' e' indipendente dalle previsioni del
regolamenti edilizi e degli strumenti urbanistici.
3. La comunicazione di avvio del procedimento e' eseguita con le modalita'
previste dall'articolo 7, comma 2, ovvero, se per il numero di destinatari
la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente
gravosa, mediante idonee forme di pubblicita'. Con la
comunicazione personale l'amministrazione ha facolta' di adottare
provvedimenti cautelari.
4. Le prescrizioni dettate in base al presente articolo sono trascritte nei
registri immobiliari e hanno efficacia nei confronti di ogni successivo
proprietario, possessore o detentore, a qualsiasi titolo, della cosa cui le
prescrizioni stesse si riferiscono.
5. Nel caso di complessi immobiliari, alla comunicazione si
applica anche la disposizione dell'articolo 7, comma 3.
Articolo 50
Manifesti e cartelli pubblicitari
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 22; decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, art. 23)
1. E' vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicita'
sugli edifici e nei luoghi di interesse storico artistico o in prossimita'
di essi. Il soprintendente puo' autorizzare il collocamento o affissione
quando non ne derivi danno all'aspetto, al decoro e al pubblico godimento di
detti immobili.
2. Lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' di edifici o di luoghi
di interesse storico e artistico, e' vietato collocare cartelli o altri
mezzi di pubblicita', salvo autorizzazione rilasciata a norma dell'articolo
23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere
favorevole della soprintendenza sulla compatibilita' della collocazione o
della tipologia
dell'insegna con l'aspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici
o del luoghi soggetti a tutela.
Articolo 51
Distacco di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 13)
1. Chi dispone e chi esegue il distacco di affreschi, stemmi, graffiti,
lapidi, iscrizioni, tabernacoli ed altri ornamenti esposti o non alla
pubblica vista deve ottenere l'autorizzazione dal soprintendente.
Articolo 52
Studi d'artista
(Decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, art. 4-bis aggiunto dalla legge di
conversione con modifiche 6 febbraio 1987, n. 15)
1. Non sono soggetti ai provvedimenti di rilascio previsti dalla normativa
vigente in materia di locazione di immobili urbani quegli studi d'artista il
cui contenuto in opere, documenti, cimeli e simili e' tutelato, per il suo
storico valore, da un provvedimento ministeriale che ne prescrive
l'inamovibilita' da uno stabile del quale contestualmente si vieta la
modificazione della destinazione d'uso.
2. Non puo' essere modificata la destinazione d'uso degli studi d'artista a
tale funzione adibiti da almeno venti anni e rispondenti alla tradizionale
tipologia a lucernario.
Articolo 53
Esercizio del commercio in aree di valore culturale
(Legge
28 marzo 1991, n. 112, art. 3 ,
comma 13 )
1. Con provvedimento del soprintendente o nei regolamenti di polizia urbana
sono individuate le aree aventi valore archeologico, storico, artistico e
ambientale in cui l'esercizio del commercio previsto dalla
legge 28 marzo 1991, n. 112 non e' consentito o e' consentito solo con
particolari limitazioni. In tale ultimo caso
l'esercizio del commercio e' subordinato al preventivo nulla osta del
soprintendente che, per quanto attiene alla somministrazione di alimenti e
bevande, puo' essere concesso solo per le installazioni mobili.
2. Sono fatte salve le norme regionali emanate in applicazione dell'articolo
28, comma 12 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 .
Capo III
Circolazione in ambito nazionale
Sezione I
Alienazione e altri modi di trasmissione
Articolo 54
Beni del demanio storico, artistico e archivistico
(Codice civile, artt. 822 e 824)
1. I beni culturali indicati nell'articolo 822 del codice civile
appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni
costituiscono il demanio storico, artistico, archivistico e bibliografico e
sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico.
Articolo 55
Alienazioni soggette ad autorizzazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 24, 26 e 27; decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 18)
1. E' soggetta ad autorizzazione del Ministero l'alienazione:
a) dei beni culturali appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province,
ai comuni che non facciano parte del demanio storico e artistico;
b) dei beni culturali indicati nell'articolo 2, comma 1, lettere a) e b)
appartenenti ad enti pubblici;
c) delle collezioni o serie di oggetti indicate nell'articolo 2, comma 1,
lettera c), dichiarate a norma dell'articolo 6, comma 2, o di parti di esse.
2. Il Ministero puo' autorizzare l'alienazione dei beni culturali indicati
nel comma 1, qualora non abbiano interesse per le raccolte pubbliche e
dall'alienazione stessa non derivi danno alla loro conservazione e non ne
sia menomato il pubblico godimento.
3. E' altresi' soggetta ad autorizzazione l'alienazione dei beni culturali
indicati nell'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), e comma 4, lettera c)
appartenenti a persone giuridiche private senza fine di lucro.
L'autorizzazione e' concessa qualora non ne derivi un grave danno alla
conservazione o al pubblico godimento dei beni.
4. Gli archivi degli enti pubblici ed i singoli documenti dello Stato, delle
regioni, degli enti territoriali e degli altri enti pubblici sono
inalienabili.
Articolo 56
Autorizzazione alla permuta
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 50)
1. Il Ministero puo' autorizzare la permuta dei beni indicati all'articolo
55 e di singoli beni appartenenti alle pubbliche raccolte con altri
appartenenti ad enti, istituti e privati anche stranieri, qualora dalla
permuta stessa derivi un incremento del patrimonio culturale nazionale
ovvero l'arricchimento delle pubbliche raccolte.
2. Per i beni indicati all'articolo 2, comma 1, lettera e), ilMinistero
chiede il parere della Regione che e' tenuta a renderlo entro il termine
perentorio di trenta giorni.
Articolo 57
Altri casi di alienazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 28)
1. Le disposizioni dell'articolo 55 si applicano anche alle costituzioni di
ipoteca e di pegno ed ai negozi giuridici che possono comportare
l'alienazione dei beni culturali indicati nello stesso articolo.
2. Gli atti che comportano l'alienazione di beni culturali a favore dello
Stato, ivi comprese le cessioni in pagamento di obbligazioni tributarie, non
sono soggetti ad autorizzazione.
Articolo 58
Denuncia
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 30; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 38, comma 1, lett. e)
1. Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la
proprieta' o la detenzione di beni culturali sono denunciati al Ministero.
2. La denuncia e' effettuata entro trenta giorni:
a) dal proprietario o dal detentore del bene, in caso di alienazione a
titolo oneroso o gratuito;
b) dall'acquirente, in caso di trasferimento avvenuto nell'ambito di
procedure di vendita forzata o fallimentare ovvero in forza di sentenza che
produca gli effetti di un contratto di alienazione non concluso;
c) dall'erede o dal legatario, in caso di successione a causa di morte.
3. La denuncia e' presentata al competente soprintendente del luogo ove si
trova il bene.
4. La denuncia contiene:
a) i dati identificativi dell'alienante e dell'acquirente;
b) i dati identificativi dei beni alienati;
c) l'indicazione del luogo ove si trovano i beni alienati;
d) l'indicazione della natura e delle condizioni dell'alienazione;
e) l'indicazione del domicilio in Italia dell'alienante e dell'acquirente ai
fini delle eventuali comunicazioni previste da questo Titolo.
5. Si considera non avvenuta la denuncia priva delle indicazioni previste
dal comma 4 o con indicazioni incomplete o imprecise.
Sezione II
Prelazione
Articolo 59
Diritto di prelazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 31, commi 1, 2 e 3; 33; decreto del
Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 40)
1. Il Ministero ha facolta' di acquistare i beni culturali alienati a titolo
oneroso al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione.
2. Qualora il bene sia alienato con altri per un unico corrispettivo o non
sia stato previsto un corrispettivo in denaro ovvero sia ceduto in permuta,
il valore economico e' determinato d'ufficio dal Ministero.
3. Ove l'alienante non ritenga di accettare la determinazione effettuata dal
Ministero, il valore della cosa e' stabilito da una commissione di tre
membri da nominarsi uno dal Ministero, l'altro dall'alienante ed il terzo
dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate
dall'alienante.
4. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di errore o di
manifesta iniquita'.
5. Il diritto di prelazione puo' essere esercitato anche quando il bene sia
a qualunque titolo dato in pagamento.
Articolo 60
Condizioni della prelazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 31, comma 4; 32; decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,art.40;decreto del Presidente
della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera g)
1. Il diritto di prelazione e' esercitato nel termine di due mesi dalla data
di ricezione della denuncia prevista dall'articolo 58.
2. Entro il termine indicato dal comma 1 il provvedimento di prelazione e'
notificato all'alienante ed all'acquirente. La proprieta' passa allo Stato
dalla data dell'ultima notificazione.
3. In pendenza del termine prescritto dal comma 1 l'atto di alienazione e'
inefficace ed all'alienante e' vietato effettuare la consegna della cosa.
4. Le clausole del contratto di alienazione non vincolano lo Stato.
5. Nel caso in cui il Ministero eserciti il diritto di prelazione su parte
delle cose alienate, il compratore ha facolta' di recedere dal contratto.
Articolo 61
Esercizio della prelazione
(Decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 149, comma 5 )
1. Il soprintendente, ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione,
ne da' immediata comunicazione alla Regione, alla Provincia ed al Comune nel
cui territorio si trova il bene. Trattandosi di bene mobile, la Regione ne
da' notizia sul proprio Bollettino Ufficiale ed eventualmente mediante altri
idonei mezzi di pubblicita' a livello nazionale, con la descrizione
dell'opera e il prezzo.
2. La regione, la provincia ed il comune, nel termine di quaranta giorni
dalla denuncia, formulano al Ministero la proposta di prelazione,
dichiarando l'eventuale irrevocabile intento di acquistare il bene e di
corrisponderne il prezzo all'alienante.
3. Il Ministero, qualora rinunci all'acquisto, emette, nel termine previsto
all'articolo 60, comma 1, il decreto di prelazione a favore dell'ente
richiedente.
Sezione III
Commercio
Articolo 62
Obbligo di denuncia dell'attivita' commerciale e di tenuta del registro
(Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, artt. 126 e 128; legge 1marzo 1975,
n. 44, art. 10)
1. Chiunque esercita il commercio dei beni elencati nell'allegato A di
questo Testo Unico invia al soprintendente e alla Regione copia della
dichiarazione prevista dall'articolo 126 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
2. I soggetti indicati al comma 1 annotano giornalmente le operazioni
eseguite nel registro prescritto dall'articolo 128 del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza, descrivendo le caratteristiche dei beni
acquistati o venduti con le modalita' stabilite dal regolamento. Il registro
e' esibito, a richiesta, ai funzionari del Ministero e della Regione.
3. Il soprintendente verifica, con ispezioni periodiche a cadenza almeno
semestrale, la regolare tenuta del registro e la fedelta' delle annotazioni
in esso contenute. Il verbale dell'ispezione e' notificato all'interessato
ed alla locale autorita' di pubblica sicurezza.
Articolo 63
Attestati di autenticita' e di provenienza
(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, art. 2)
1. Chiunque esercita l'attivita' di vendita al pubblico o di esposizione a
fine di commercio di opere di pittura, di scultura, di grafica, di oggetti
di antichita' o di interesse storico od archeologico ha l'obbligo di porre a
disposizione dell'acquirente gli attestati di autenticita' e di provenienza
delle opere e degli oggetti medesimi, che comunque si trovino nell'esercizio
o
nell'esposizione.
2. All'atto della vendita i soggetti indicati al comma l sono tenuti a
rilasciare all'acquirente copia fotografica dell'opera o dell'oggetto con
retroscritta dichiarazione di autenticita' e indicazione della provenienza,
recanti la sua firma.
Articolo 64
Commercio di documenti
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.1409, art. 37,
commi 3, 4 e 5)
1. I titolari di case di vendita ed i pubblici ufficiali preposti alle
vendite mobiliari hanno l'obbligo di comunicare al soprintendente
archivistico l'elenco dei beni archivistici posti in vendita.
2. Entro tre mesi dalle comunicazioni previste dal comma 1 il Ministero puo'
provvedere a norma dell'articolo 6, comma 2.
Capo IV
Circolazione in ambito internazionale
Sezione I
Uscita e ingresso nel territorio nazionale
Articolo 65
Divieto di uscita dal territorio nazionale
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 35, sostituito dal decreto legge 5
luglio 1972, n. 288, art. 1, convertito con modificazioni nella legge 8
agosto 1972, n. 487 e dalla legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 17; decreto
legge 5 luglio 1972, n. 288, art. 2, convertito con modificazioni nella
legge 8 agosto 1972, n. 487)
1. E vietata, se costituisce danno per il patrimonio storico e culturale
nazionale, l'uscita dal territorio della Repubblica dei beni indicati
nell'articolo 2 e di quelli indicati nell'articolo 3, comma 1, lettere a),
e) ed f), salvo quanto previsto all'articolo 69,comma 9.
2. E' comunque vietata l'uscita:
a) dei beni dichiarati a norma dell'articolo 6;
b) di determinate categorie di beni indicati nel comma 1 in relazione alle
loro caratteristiche oggettive, alla loro provenienza od appartenenza,
quando l'esportazione di singoli beni, rientranti in dette categorie,
costituisce danno per il patrimonio nazionale tutelato da questo Titolo. Il
divieto di uscita e' disposto, in via preventiva e per periodi definiti, dal
Ministro, sentito il
competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni culturali
e ambientali.
Articolo 66
Attestato di libera circolazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 36, sostituito dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 18 )
1. Chi intenda far uscire dal territorio della Repubblica beni culturali
indicati nell'articolo 65 deve farne denuncia e presentarli ai competenti
uffici di esportazione, indicando, contestualmente e per ciascuno di essi,
il valore venale, al fine di ottenere l'attestato di libera circolazione.
2. L'ufficio di esportazione, entro tre giorni dall'avvenuta presentazione
del bene, ne da' notizia al competente ufficio dell'amministrazione centrale
che puo', entro i successivi dieci giorni, inibire il rilascio
dell'attestato di libera circolazione.
3. L'ufficio di esportazione, accertata la congruita' del valore indicato,
rilascia o nega, con motivato giudizio, l'attestato di libera circolazione.
4. L'attestato di libera circolazione e' rilasciato dall'ufficio di
esportazione non prima di quindici giorni e comunque non oltre quaranta
giorni dalla presentazione del bene.
5. Nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dell'attestato di libera
circolazione gli uffici di esportazione si attengono a indirizzi di
carattere generale stabiliti dal competente comitato di settore del
Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali.
6. L'attestato di libera circolazione ha validita' triennale ed e' redatto
in tre originali dei quali:
a) uno e' depositato agli atti d'ufficio;
b) un secondo e' consegnato all'interessato e deve accompagnare la
circolazione del bene;
c) un terzo e' trasmesso all'ufficio centrale del Ministero per la
formazione del registro ufficiale degli attestati.
7. In caso di diniego, i beni sono sottoposti al regime previsto
dall'articolo 6.
8. Per i beni culturali di proprieta' della Regione o di enti sottoposti
alla sua vigilanza, l'ufficio di esportazione sente la Regione, il cui
parere e' reso nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di
ricezione della richiesta e, se negativo, e' vincolante.
9. Restano ferme le competenze delegate alle regioni in materia di
esportazione dei beni indicati all'articolo 2, comma 2, lettera c).
Articolo 67
Ricorso
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 37, sostituito dal decreto legge 5
luglio 1972, n. 288, art. 6, convertito nella legge 8 agosto 1972, n. 487 e
dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 19 ,
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, art. 16, sostituito dal
decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 80, art. 11;
decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, art. 4 )
1. Avverso il diniego dell'attestato, l'interessato puo' presentare, entro i
successivi trenta giorni, ricorso al direttore generale.
2. Copia del ricorso e' contestualmente inviata all'ufficio di esportazione
interessato.
3. Il direttore generale, sentito il competente comitato di settore del
Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, decide sul ricorso
entro il termine di novanta giorni dalla presentazione dello stesso.
4. Qualora il direttore generale accolga il ricorso, l'ufficio di
esportazione, nei venti giorni successivi, rilascia l'attestato di libera
circolazione.
Articolo 68
Acquisto coattivo
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 39, sostituito dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 20 )
1. L'ufficio di esportazione puo' proporre al Ministero e alla Regione
l'acquisto coattivo del bene per il quale e' richiesto l'attestato di libera
circolazione, dandone contestuale comunicazione all'interessato. In tal caso
il termine per il rilascio dell'attestato e' prorogato di sessanta giorni.
2. Entro il termine di novanta giorni dalla denuncia, il Ministero o la
Regione nel cui territorio si trova l'ufficio di esportazione hanno la
facolta' di acquistare il bene per il valore indicato nella denuncia.
Articolo 69
Uscita temporanea
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 40, sostituito dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 22; legge 2 aprile 1950, n. 328, artt.
1, 2, 3, 4 e 5;
legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 2 )
1. I beni culturali per i quali operi il divieto previsto dall'articolo 65,
commi 1 e 2 possono uscire temporaneamente dal territorio nazionale per
manifestazioni, mostre o esposizioni d'arte di alto interesse culturale,
sempre che ne siano garantite l'integrita' e la sicurezza.
2. Non possono comunque uscire:
a) i beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in
condizioni ambientali sfavorevoli;
b) i beni che costituiscano il fondo principale o una determinata ed
organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o
di una collezione artistica o bibliografica.
3. Al fine dell'uscita disciplinata dal comma 1, l'interessato chiede
l'assenso del Ministero, indicando il responsabile della custodia del bene
all'estero.
4. Il Ministero rilascia o nega l'assenso, dettando le prescrizioni
necessarie. Il provvedimento di assenso indica il termine massimo per il
rientro del bene, comunque non superiore a un anno dall'uscita dal
territorio nazionale. Il termine indicato nel provvedimento e' prorogabile
su richiesta dell'interessato, fermo restando il termine massimo di cui
sopra.
5. L'assenso e' sempre subordinato all'assicurazione delle opere da parte
dell'interessato, per il valore stabilito dal Ministero.
6. Per le mostre e le manifestazioni promosse all'estero dal Ministero o,
con la partecipazione statale, da enti pubblici, dagli istituti italiani di
cultura all'estero, o da organismi sovranazionali, l'assicurazione puo'
essere sostituita
dall'assunzione dei relativi rischi da parte dello Stato.
7. Il rilascio della garanzia statale avviene con decreto del Ministero,
adottato di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica.
8. L'uscita del bene e' garantita mediante cauzione, costituita anche da
polizza fidelussoria, per un importo superiore del dieci per cento al valore
stimato del bene, rilasciata da un istituto bancario o da una societa' di
assicurazione. La cauzione e' incamerata dall'amministrazione ove gli
oggetti ammessi alla temporanea esportazione non rientrino nel territorio
nazionale nel termine stabilito. Non si applica la cauzione per i beni
appartenenti allo Stato e alle amministrazioni pubbliche. Il Ministero puo'
esonerare dall'obbligo della cauzione istituzioni di particolare importanza
culturale.
9. I mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni possono uscire
temporaneamente dal territorio nazionale per partecipare a mostre e raduni
internazionali. Ad essi non si applicano i commi precedenti, salvo che
presentino l'interesse previsto dall'articolo 2.
Articolo 70
Ingresso nel territorio nazionale
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 39-bis, aggiunto dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 21 )
1. La spedizione in Italia da uno Stato membro dell'Unione europea o
l'importazione da un Paese terzo dei beni indicati nell'articolo 65 e'
certificata, a domanda, dall'ufficio di esportazione.
2. Il certificato di avvenuta importazione e' rilasciato osservando le
procedure e modalita' stabilite dal regolamento.
3. Il certificato di avvenuta spedizione e' rilasciato in base a
documentazione idonea alla identificazione della cosa e a comprovarne la
provenienza, fornita o autenticata da una autorita' dello Stato membro di
spedizione.
Sezione II
Esportazione dal territorio dell'Unione europea
Articolo 71
Denominazioni
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 1 )
1. Nella presente sezione e nelle sezioni III di questo Capo e II del Capo
VII si intendono:
a) per "regolamento CEE" e "direttiva CEE", rispettivamente il regolamento
(CEE) n. 3911/92 del Consiglio, del 9 dicembre 1992, come modificato dal
regolamento (CE) n. 2469/96 del Consiglio, del 16 dicembre 1996, e la
direttiva 93/7/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, come modificata dalla
direttiva 96/100/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 febbraio
1997;
b) per "Stato richiedente", lo Stato membro dell'Unione europea che promuova
l'azione di restituzione a norma della sezione III.
Articolo 72
Esportazione di beni culturali dal territorio dell'Unione europea
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 11 )
1. L'esportazione al di fuori del territorio dell'Unione europea dei beni
culturali indicati nell'allegato A di questo Testo Unico e' disciplinata dal
regolamento CEE e dal presente articolo.
2. La licenza di esportazione prevista dall'articolo 2 del regolamento CEE
e' rilasciata dall'ufficio di esportazione contestualmente all'attestato di
libera circolazione previsto dall'articolo 66, comma 3, ed e' valida per sei
mesi. La licenza di esportazione e' altresi' rilasciata dal medesimo ufficio
che ha emesso l'attestato di libera circolazione in data non anteriore a
trenta mesi.
3. Nel caso di esportazione temporanea di un bene elencato nell'allegato A
di questo Testo Unico, l'ufficio di esportazione rilascia la licenza di
esportazione temporanea in conformita' all'assenso espresso dal Ministero a
norma dell'articolo 69, comma 4.
4. Le disposizioni della sezione I di questo Capo e dell'articolo 134 non si
applicano ai beni culturali entrati nel territorio dello Stato e
accompagnati da licenza di esportazione rilasciata da altro Stato membro
dell'Unione europea a norma dell'articolo 2 del regolamento CEE, per la
durata di validita' della licenza medesima.
5. Ai fini del regolamento CEE gli uffici di esportazione del Ministero sono
autorita' competenti per il rilascio delle licenze di esportazione di beni
culturali. Il Ministero ne forma e conserva l'elenco, comunicando alla
Commissione delle Comunita' europee eventuali aggiornamenti entro due mesi
dalla loro effettuazione.
Sezione III
Restituzione di beni culturali illecitamente usciti dal territorio di uno
Stato membro dell'Unione europea
Articolo 73
Restituzione
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 2 )
1. I beni culturali usciti illecitamente dal territorio di uno Stato membro
dell'Unione europea dopo il 31 dicembre 1992 sono restituiti a norma delle
disposizioni della presente sezione.
2. Sono considerati beni culturali quelli qualificati, anche dopo la loro
uscita dal territorio dello Stato richiedente, in base alle norme ivi
vigenti, come appartenenti al patrimonio culturale nazionale,secondo quanto
stabilito dall'articolo 30 del Trattato istitutivo della Comunita' economica
europea, ratificato e reso esecutivo con legge 14 ottobre 1957, n. 1203,
sostituito dall'articolo 6 del Trattato di Amsterdam, ratificato e reso
esecutivo con
legge 16 giugno 1998, n. 209.
3. La restituzione e' ammessa per i beni culturali ricompresi in una delle
seguenti categorie:
a) beni indicati nell'allegato A;
b) beni facenti parte di collezioni pubbliche, inventariate in musei,
archivi e fondi di conservazione di biblioteche; si intendono pubbliche le
collezioni di proprieta' dello Stato, di altre autorita' territoriali, di
enti qualificati pubblici in conformita' alla legislazione nazionale,
nonche' le collezioni finanziate in modo significativo dallo Stato o da
altri enti pubblici territoriali;
c) beni inclusi in inventari ecclesiastici.
4. E' illecita l'uscita dei beni culturali avvenuta in violazione del
regolamento CEE o della legislazione dello Stato richiedente in materia di
protezione del patrimonio culturale nazionale, ovvero determinata dal
mancato rientro alla scadenza del termine di uscita o di esportazione
temporanea.
5. Si considerano altresi' illecitamente usciti i beni dati in uscita o
esportazione temporanea qualora siano violate le prescrizioni stabilite con
il provvedimento previsto nell'articolo 69, comma 4.
6. La restituzione e' ammessa se le condizioni indicate nei commi 4 e 5
sussistono al momento della proposizione della domanda.
Articolo 74
Assistenza e collaborazione a favore degli Stati U.E.
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 3)
1. L'autorita' centrale prevista dall'articolo 3 della direttiva CEE e', per
l'Italia, il Ministero. Esso si avvale, per i vari compiti indicati nella
direttiva, dei suoi organi centrali e periferici, nonche' della cooperazione
degli altri Ministeri, degli altri organi dello Stato, delle regioni e degli
altri enti territoriali e locali.
2. Per il ritrovamento e la restituzione dei beni culturali appartenenti al
patrimonio di altro Stato membro, il Ministero:
a) assicura la propria collaborazione alle autorita' competenti degli altri
Stati membri dell'Unione europea;
b) fa eseguire ricerche sul territorio nazionale, rivolte alla
localizzazione del bene culturale e alla identificazione di chi lo possieda
o comunque lo detenga le ricerche sono disposte su domanda dello Stato
richiedente, corredata di ogni notizia e documento utili per agevolare le
indagini, con particolare riguardo alla localizzazione del bene;
c) notifica agli Stati membri interessati il ritrovamento nel territorio
nazionale di un bene culturale la cui illecita uscita da uno Stato membro
possa presumersi per indizi precisi e concordanti;
d) agevola le operazioni che lo Stato membro interessato esegue, per
verificare la sussistenza dei presupposti indicati all'articolo 73, sul bene
del quale sia stata effettuata la notifica di uscita illecita presunta a
norma della lettera c), purche' tali operazioni vengano effettuate entro tre
mesi dalla notifica stessa; qualora la verifica non sia eseguita entro il
prescritto termine non sono applicabili le disposizioni contenute nella
lettera e);
e) dispone, ove necessario, la rimozione e la temporanea custodia presso
istituti pubblici, nonche' ogni altra misura necessaria per la conservazione
del bene;
f) favorisce l'amichevole composizione, tra Stato richiedente e possessore o
detentore del bene culturale, di ogni controversia concernente la
restituzione;a tal fine, tenuto conto della qualita' dei soggetti e della
natura del bene, il Ministero puo' proporre allo Stato richiedente e ai
soggetti possessori o detentori la definizione della controversia mediante
arbitrato da svolgersi secondo la legislazione italiana e raccogliere, per
l'effetto, il formale accordo di entrambe le parti.
Articolo 75
Azione di restituzione
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 4 )
1. Gli Stati membri dell'Unione europea possono esercitare l'azione di
restituzione davanti all'autorita' giudiziaria ordinaria per i beni
culturali usciti illecitamente dal loro territorio secondo quanto previsto
dall'articolo 73.
2. L'azione e' proposta davanti al tribunale del luogo in cui il bene si
trova.
3. Oltre ai requisiti previsti nell'articolo 163 del codice di procedura
civile, l'atto di citazione deve contenere:
a) un documento descrittivo del bene richiesto che ne certifichi la qualita'
di bene culturale;
h) la dichiarazione delle autorita' competenti dello Stato richiedente
relativa all'uscita illecita del bene dal territorio nazionale.
4. L'atto di citazione e' notificato altresi' al Ministero per essere
annotato nello speciale registro di trascrizione delle domande giudiziali di
restituzione.
5. Il Ministero notifica immediatamente l'intervenuta trascrizione alle
autorita' centrali degli altri Stati membri.
Articolo 76
Prescrizione dell'azione (Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 5 )
1. L'azione di restituzione e' promossa nel termine perentorio di un anno a
decorrere dal giorno in cui lo Stato richiedente ha avuto conoscenza che il
bene uscito illecitamente si trova in un determinato luogo e ne ha
identificato il possessore o detentore.
2. L'azione di restituzione si prescrive in ogni caso entro il termine di
trenta anni dal giorno dell'uscita illecita del bene dal territorio dello
Stato richiedente.
3. L'azione di restituzione non si prescrive per i beni indicati
nell'articolo 73, comma 3, lettere b) e c).
Articolo 77
Indennizzo
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 6 )
1. Il tribunale, nel disporre la restituzione del bene, puo', su domanda
della parte interessata, liquidare un indennizzo determinato in base a
criteri quitativi.
2. Per ottenere l'indennizzo previsto dal comma 1, il soggetto interessato
e' tenuto a dimostrare di aver acquisito in buona fede il possesso del bene.
3. Il soggetto che abbia acquisito il possesso del bene per donazione
eredita' o legato non puo' beneficiare di una posizione piu' favorevole di
quella del proprio dante causa.
4. Lo Stato richiedente che sia obbligato al pagamento dell'indennizzo puo'
rivalersi nei confronti del soggetto responsabile dell'illecita circolazione
residente in Italia.
Articolo 78
Pagamento dell'indennizzo
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 7)
1. L'indennizzo e' corrisposto da parte dello Stato richiedente
contestualmente alla restituzione del bene.
2. Del pagamento e della consegna del bene e' redatto, a cura di un notaio,
di un ufficiale giudiziario, ovvero di funzionari all'uopo designati dal
Ministero, processo verbale, che viene rimesso in copia al Ministero stesso.
3. Il processo verbale indicato nel comma 2 costituisce titolo idoneo per la
cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale.
Articolo 79
Custodia temporanea dei beni ed altri adempimenti (Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 8 )
1. Sono a carico dello Stato richiedente le spese relative alla ricerca,
rimozione o custodia temporanea del bene da restituire, le altre comunque
conseguenti all'applicazione dell'articolo 74, nonche' quelle inerenti
all'esecuzione della sentenza che dispone la restituzione.
Articolo 80
Azione di restituzione a favore dell'Italia (Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 9 )
1. L'azione di restituzione dei beni culturali usciti illecitamente dal
territorio italiano e' esercitata dal Ministero, d'intesa con il Ministero
degli affari esteri, davanti al giudice dello Stato membro dell'Unione
europea in cui si trova il bene culturale.
2. Il Ministero si avvale dell'assistenza dell'Avvocatura generale dello
Stato.
Articolo 81
Destinazione del bene restituito (Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 10 )
1. Qualora il bene culturale restituito non appartenga allo Stato, il
Ministero provvede alla sua custodia fino alla consegna all'avente diritto.
2. La consegna del bene e' subordinata al rimborso allo Stato delle spese
sostenute per il procedimento di restituzione e per la custodia del bene.
3. Quando non sia conosciuto chi abbia diritto alla consegna del bene, il
Ministero da' notizia del provvedimento di restituzione mediante avviso
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e con altra
forma di pubblicita'.
4. Qualora l'avente diritto non ne richieda la consegna entro cinque anni
dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'avviso previsto
dal comma 3, il bene e' acquisito al demanio dello Stato. Il competente
Ufficio dell'amministrazione centrale, sentiti il competente comitato di
settore del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali e le
regioni interessate, dispone che il bene sia assegnato ad un museo,
biblioteca o archivio dello Stato, di una Regione o di altro ente pubblico
al fine di assicurarne la migliore tutela e il pubblico godimento nel
contesto culturale piu' opportuno.
Articolo 82
Informazioni alla Commissione europea e al Parlamento nazionale
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 14 )
1. Il Ministro informa la Commissione delle Comunita' europee delle misure
adottate dall'Italia per assicurare l'esecuzione del regolamento CEE e
acquisisce le corrispondenti informazioni trasmesse alla Commissione dagli
altri Stati membri.
2. Il Ministro trasmette annualmente al Parlamento, in allegato allo stato
di previsione della spesa del Ministero, una relazione sull'attuazione del
presente Capo, nonche' sull'attuazione della direttiva CEE e del regolamento
CEE in Italia e negli altri Stati membri.
3. Il Ministro, sentito il Consiglio nazionale per i beni culturali e
ambientali, predispone ogni tre anni la relazione alla Commissione indicata
al comma 1 sull'applicazione del regolamento CEE e della direttiva CEE. La
relazione e' trasmessa al Parlamento.
Articolo 83
Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 15 )
1. Presso il Ministero e' istituita la banca dati dei beni culturali
illecitamente sottratti.
2. Le modalita' di attuazione della banca dati sono .determinate dal
regolamento.
Articolo 84
Accordi con gli alti Stati membri dell'Unione europea
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 16 )
1. Al fine di sollecitare e favorire una reciproca maggiore conoscenza del
patrimonio culturale nonche' della legislazione e dell'organizzazione di
tutela dei diversi Stati membri dell'Unione europea, il Ministero promuove
gli opportuni accordi con le corrispondenti autorita' degli altri Stati.
Capo V
Ritrovamenti e scoperte
Articolo 85
Ricerca di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 43)
1. Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento di
beni culturali indicati all'articolo 2, in qualunque parte del territorio
nazionale, sono riservate allo Stato.
2. Ai fini del comma 1, il Ministero puo' con suo decreto ordinare
l'occupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
3. Il proprietario dell'immobile ha diritto ad un indennizzo per i danni
subiti, che, in caso di disaccordo, e' determinato con le norme stabilite
dagli articoli 65 e seguenti della legge 25 giugno 1865, n. 2359. Il
Ministero puo' rilasciare al proprietario, che ne faccia richiesta, i beni
ritrovati, o parte di essi, quando non interessino le raccolte dello Stato.
Articolo 86
Concessione di ricerca
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 45 e 47)
1. Il Ministero puo' dare in concessione ad enti o privati l'esecuzione di
ricerche e di opere indicate nell'articolo 85 ed emettere a favore del
concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi
i lavori.
2. Il concessionario deve osservare, oltre alle norme imposte nell'atto di
concessione, tutte le altre che l'amministrazione ritenga di prescrivere.
3. In caso di inosservanza, la concessione e' revocata.
4. La concessione puo' altresi' essere revocata quando il Ministero intenda
sostituirsi nell'esecuzione o prosecuzione delle opere. In tal caso sono
rimborsate dallo Stato le spese occorse per le opere gia' eseguite ed il
relativo importo e' fissato dal Ministero.
5. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione
ministeriale, l'importo e' stabilito da un perito tecnico nominato dal
presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal
concessionario.
6. La concessione prevista al comma 1 puo' essere data anche al
proprietario degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
Articolo 87
Scoperta fortuita
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 48)
1. Chiunque scopra fortuitamente beni mobili o immobili indicati
nell'articolo 2 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al
sindaco, ovvero all'autorita' di pubblica sicurezza e provvede alla
conservazione temporanea di essi, lasciandoli nelle condizioni e nel luogo
in cui sono stati rinvenuti.
2. Ove si tratti di beni mobili dei quali non si possa altrimenti assicurare
la custodia, lo scopritore ha facolta' di rimuoverli per meglio garantirne
la sicurezza e la conservazione sino alla visita dell'autorita' competente,
e, ove occorra, di chiedere l'ausilio della forza pubblica.
3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 e'
oggetto ogni detentore dei beni scoperti fortuitamente.
4. Le eventuali spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate
dal Ministero.
Articolo 88
Appartenenza e qualificazione dei beni ritrovati
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 44, 46, 47 e 49)
1. I beni indicati nell'articolo 2, da chiunque e in qualunque modo
ritrovati, appartengono allo Stato. A seconda che siano beni immobili o
mobili essi fanno parte, rispettivamente, del demanio pubblico o del
patrimonio indisponibile dello Stato a norma degli articoli 822 e 826 del
codice civile.
Articolo 89
Premio per i ritrovamenti
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 44, 46, 47, 49 e 50)
1. Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore
delle cose ritrovate:
a) al proprietario dell'immobile dove e' avvenuto il ritrovamento;
b) al concessionario indicato nell'articolo 86;
c) allo scopritore che ha ottemperato gli obblighi previsti dall'articolo
87.
2. Qualora il proprietario dell'immobile abbia ottenuto la concessione
prevista dall'articolo 86 ovvero sia scopritore del bene ha diritto ad un
premio non superiore alla meta' del valore delle cose ritrovate.
3. Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia
ricercato nel fondo altrui senza il consenso del proprietario o del
possessore.
4. Il premio puo' essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte
delle cose ritrovate.
Articolo 90
Determinazione del premio
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, arti. 44, 46, 47, 49 e 50)
1. Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli
aventi titolo a norma dell'articolo 89 previa stima delle cose ritrovate. A
richiesta degli aventi titolo che non accettano la stima del Ministero, il
valore delle cose ritrovate e' determinato da una commissione costituita da
tre membri da nominarsi uno dal Ministero, l'altro dal richiedente e il
terzo dal presidente del tribunale. Le spese della perizia sono anticipate
dal richiedente.
2. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di errore o di
manifesta iniquita'.
Capo VI
Valorizzazione e godimento pubblico
Sezione I
Espropriazione
Articolo 91
Espropriazione di beni culturali
(Legge I giugno 1939, n. 1089, art. 54; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 45; decreto del Presidente della
Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3, art. 9, comma 1, lettera e)
1. I beni culturali mobili e immobili possono essere espropriati dal
Ministero per causa di pubblica utilita', quando l'espropriazione risponda
ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini del
godimento pubblico dei beni medesimi.
2. L'espropriazione puo' essere disposta a favore delle regioni, delle
province, dei comuni, di altro ente pubblico o di persona giuridica privata
senza fine di lucro.
Articolo 92
Espropriazione per fini strumentali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 55)
1. Possono essere espropriate per causa di pubblica utilita' aree ed edifici
quando cio' sia necessario per isolare o restaurare monumenti, assicurarne
la luce o la prospettiva, garantirne o accrescerne il decoro o il godimento
da parte del pubblico, facilitarne l'accesso.
Articolo 93
Espropriazione per interesse archeologico
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 56)
1. Il Ministero puo' procedere all'espropriazione di immobili al fine di
seguire interventi di interesse archeologico o per il ritrovamento di beni
culturali.
Articolo 94
Dichiarazione di pubblica utilita'
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 57; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 45, comma 2; decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112, art. 152, comma 3, lett. a e b)
1. La dichiarazione di pubblica utilita' e' fatta con provvedimento del
Ministero o, nel caso dell'articolo 92, anche con atto della Regione.
2. Nei casi previsti dagli articoli 92 e 93 l'approvazione del progetto
equivale a dichiarazione di pubblica utilita'.
Articolo 95
Indennita' di esproprio per i beni culturali
(Regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, art. 70; decreto del Presidente
della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 45, comma 1)
1. Nel caso dell'articolo 91 l'indennita' consiste nel giusto prezzo che il
bene avrebbe in una libera contrattazione di compravendita all'interno dello
Stato.
2. Il decreto di esproprio e' emesso dal prefetto dopo il deposito
all'indennita' offerta dall'espropriante ed accettata dall'espropriato,
oppure determinata dal perito nominato dal presidente del tribunale.
Articolo 96
Rinvio a norme generali
(Regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, art. 68)
1. Nei casi disciplinati dagli articoli 92 e 93 l'indennita' e la procedura
di esproprio sono regolate dalle disposizioni generali in materia di
espropriazione per opere pubbliche.
Articolo 97
Interventi di valorizzazione
1. Gli interventi di valorizzazione sono comunque soggetti alle disposizioni
del Capo II del presente Titolo in quanto applicabili.
Sezione II
Fruizione
Articolo 98
Beni demaniali
(Codice civile, art. 822)
1. I beni culturali indicati nell'articolo 54 sono destinati al godimento
pubblico.
Articolo 99
Apertura al pubblico di musei, monumenti, aree e parchi archeologici,archivi
e biblioteche (Legge 23 luglio 1980, n. 502, art. 1, sostituito dalla legge
27
giugno 1985, n. 332, art. 1;
decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, art. 27 ;
decreto ministeriale 11 dicembre
1997, n. 507, art. 5 , comma 1)
1. L'apertura al pubblico dei musei, dei monumenti, delle aree e dei parchi
archeologici statali, degli archivi di Stato e delle biblioteche pubbliche
statali e' disposta e regolamentata dal Ministero.
2. Ai fini del comma 1 si intende per:
a) museo: struttura comunque denominata organizzata per la conservazione, la
valorizzazione e la fruizione pubblica di raccolte di beni culturali;
b) area archeologica: sito su cui insistono i resti di un insieme edilizio
originariamente concluso per funzione e destinazione d'uso complessiva.
c) parco archeologico: ambito territoriale caratterizzato da importanti
evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici
o ambientali, attrezzato come museo all'aperto in modo da facilitarne la
lettura attraverso itinerari ragionati e sussidi didattici.
Articolo 100
Biglietto d'ingresso
(Legge
25 marzo 1997, n. 78, art. 1, commi 2, 3 e 4 )
1. L'accesso ai luoghi indicati nell'articolo 99, comma 1, e' consentito, di
regola, dietro pagamento di un biglietto.
2. Sono stabiliti dal regolamento:
a) i casi di libero accesso e di ingresso gratuito;
b) le categorie di biglietti e i criteri per la determinazione del relativo
prezzo. Il prezzo del biglietto include gli oneri derivanti dalla stipula
delle convenzioni previste alla lettera c);
c) le modalita' di emissione, di distribuzione, di vendita del biglietto
d'ingresso e di riscossione del corrispettivo, anche mediante convenzioni
con soggetti pubblici e privati. Per la gestione dei biglietti d'ingresso
possono essere impiegate nuove tecnologie informatiche, con possibilita' di
prevendita e vendita presso terzi convenzionati.
d) la percentuale dei proventi dei biglietti da assegnare all'Ente nazionale
di assistenza e previdenza per i pittori, scultori, musicisti, scrittori ed
autori drammatici.
3. Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso sono
destinati all'adeguamento strutturale e funzionale dei locali adibiti a sedi
di musei, gallerie, archivi e biblioteche dello Stato, alle misure di
prevenzione degli incendi, alla installazione dei sistemi antifurto e di
ogni altra misura di revenzione nei locali stessi, nonche'
all'espropriazione e all'acquisto, anche mediante l'esercizio del diritto di
prelazione da parte dello Stato di beni di interesse artistico e storico. Il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e'
autorizzato a riassegnare, con propri decreti, alle competenti unita'
previsionali di base dello stato di previsione del Ministero le somme
affluite all'entrata del bilancio dello Stato a norma del presente comma.
Articolo 101
Ricerche e letture negli archivi di Stato e delle biblioteche pubbliche
statali (Decreto
del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, art. 47 ; decreto
del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 28)
1. Le ricerche e letture per ragioni di studio effettuate negli archivi di
Stato e nelle biblioteche pubbliche statali sono gratuite.
Articolo 102
Mostre o esposizioni
(Legge 2 aprile 1950, n. 328, artt. 6 e 7; decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, art. 13-bis, lett. h)
1. Il Ministero dichiara, a richiesta dell'interessato, il rilevante
interesse scientifico o culturale delle mostre o esposizioni di opere d'arte
ai fini dell'applicazione delle agevolazioni fiscali
2. E' soggetto ad autorizzazione ministeriale il prestito alla mostra o
all'esposizione:
a) di opere d'arte di proprieta' dello Stato, assentito dall'ufficio
competente;
b) di opere d'arte costituenti beni culturali a norma dell'articolo 2, comma
1, lettera a), di proprieta' di enti pubblici e di persone giuridiche
private senza fine di lucro, o dichiarati a norma dell'articolo 6;
c) di beni archivistici.
3. La richiesta di autorizzazione e' presentata almeno quattro mesi prima
dell'inizio della manifestazione ed indica il responsabile della custodia
delle opere in prestito.
4. Il regolamento individua i criteri per il rilascio dell'autorizzazione,
in relazione alle esigenze di integrita' e fruizione pubblica delle opere.
5. L'autorizzazione puo' essere subordinata all'adozione delle misure
necessarie alla salvaguardia delle opere.
6. L'autorizzazione prevista dal comma 2 produce gli effetti di quella
prevista dall'articolo 22.
7. I provvedimenti indicati dal presente articolo sono adottati dalle
regioni nelle ipotesi previste dal decreto del Presidente della Repubblica
14 gennaio 1972, n. 3.
Articolo 103
Vigilanza
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 7)
1. Il Ministero, con il concorso delle regioni, vigila affinche' siano
rispettati i diritti di uso e godimento che il pubblico abbia acquisito sui
beni soggetti alle disposizioni di questo Titolo.
Articolo 104
Cooperazione con le regioni e gli enti locali
(Decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 152 )
1. Il Ministero, le regioni e gli enti locali cooperano alla promozione e
allo sviluppo della fruizione dei beni culturali nelle forme previste
dall'articolo 152 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Articolo 105
Accordi per la promozione della fruizione
(legge
8 ottobre 1997, n. 352, art. 8 )
1. Al fine di promuovere e sviluppare la fruizione dei beni culturali il
Ministero, oltre a concludere accordi con amministrazioni pubbliche ed altri
soggetti privati, puo' stipulare apposite convenzioni con le associazioni di
volontariato che svolgono attivita' per la salvaguardia e la diffusione
della conoscenza dei beni culturali.
Articolo 106
Visita pubblica di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 53)
1. Sono soggette a visita da parte del pubblico per scopi culturali:
a) i beni culturali immobili indicati all'articolo 2, comma 1, lettere a) e
b) gia' dichiarati a norma dell'articolo 6 che rivestano altresi' un
interesse eccezionale;
b) le collezioni dichiarate a norma dell'articolo 6.
2. L'interesse eccezionale degli immobili indicati alla lettera
a) del comma 1 e' dichiarato con atto del Ministero, sentito il
proprietario.
3. Le modalita' di visita sono concordate con il proprietario; in caso di
mancato accordo possono essere disposte dal Ministero, tenuto conto delle
esigenze del domicilio e della proprieta'.
4. Sono fatte salve le disposizioni dell'articolo 45.
Articolo 107
Accesso agli archivi di Stato
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art.
21; decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854; artt.
1 e 6)
1. I documenti conservati negli archivi di Stato sono liberamente
consultabili, ad eccezione di quelli dichiarati di carattere riservato a
norma dell'articolo 110 relativi alla politica estera o interna dello Stato,
che diventano consultabili cinquanta anni dopo la loro data, e di quelli
riservati relativi a situazioni puramente private di persone, che lo
diventano dopo settanta anni. I documenti dei processi penali sono
consultabili settanta anni dopo la data della conclusione del procedimento.
2. Il Ministero dell'interno, d'intesa con il Ministero, puo' permettere,
per motivi di studio, la consultazione di documenti di carattere riservato
anche prima della scadenza dei termini previsti nel comma 1. Ai fini di tale
autorizzazione, il Ministero dell'interno ha facolta' di avvalersi del
parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali, in relazione al valore storico-culturale dei
documenti riservati dei quali sia stata richiesta la consultazione.
3. I documenti di proprieta' dei privati, e da questi depositati negli
archivi di Stato o agli archivi medesimi donati o venduti o lasciati in
eredita' o legato, sono assoggettati alla disciplina stabilita dai commi 1 e
2.
4. I depositanti e coloro che donano o vendono o lasciano in eredita' o
legato documenti agli archivi di Stato possono tuttavia porre la condizione
della non consultabilita' di tutti o di parte dei documenti dell'ultimo
settantennio. Tale limitazione, come pure quella generale stabilita dal
comma 1, non opera nei riguardi dei depositanti, dei donanti, dei venditori
e di qualsiasi altra persona da essi designata. La limitazione e' altresi'
inoperante nei confronti degli aventi causa dei depositanti, dei donanti,
dei venditori, quando si tratti di documenti concernenti oggetti
patrimoniali, ai quali siano interessati per il titolo di acquisto.
Articolo 108
Accesso agli archivi storici degli Enti pubblici
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art.
22; decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854; artt.
1 e 6)
1. Le disposizioni dell'articolo 107 si applicano agli archivi storici degli
enti pubblici.
2. Salvo quanto disposto dalla
legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di accesso agli atti della
pubblica amministrazione, e' disciplinata con regolamento la consultazione a
scopi storici degli archivi correnti e di deposito delle amministrazioni
dello Stato e degli enti pubblici.
Articolo 109
Accesso agli archivi privati
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art.
38, comma 1, lett. b)
1. I privati proprietari, possessori o detentori degli archivi o dei singoli
documenti dichiarati a norma dell'articolo 6, comma 2, hanno l'obbligo di
permettere agli studiosi, che ne facciano motivata richiesta tramite il
soprintendente archivistico, la consultazione dei documenti che, d'intesa
con lo stesso soprintendente, non siano riconosciuti di carattere riservato.
2. Le modalita' di consultazione sono concordate tra il privato e il
soprintendente. Le spese sono a carico dello studioso.
Articolo 110
Declaratoria di riservatezza
(Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854, artt. 3 e
4)
1. L'accertamento dell'esistenza e della natura degli atti non liberamente
consultabili a norma degli articoli 107, 108 e 109 e' effettuato dal
Ministero dell'interno, d'intesa con il Ministero.
Articolo 111
Fruizione da parte delle scuole
(Legge
8 ottobre 1997, n. 352. art. 7
e 8 )
1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti territoriali favoriscono la
fruizione del patrimonio culturale e scientifico da parte degli studenti,
stipulando con le scuole di ogni ordine e grado apposite convenzioni nelle
quali sono fissate, tra l'altro, le modalita' per la predisposizione di
materiali, sussidi e percorsi didattici.
2. Gli oneri derivanti dalle convenzioni sono ripartiti tra la scuola
richiedente ed il Ministero o l'ente interessato.
Articolo 112
Servizi di assistenza culturale e di ospitalita'
(Decreto
legge 14 novembre 1992, n. 433 , convertito con modificazioni nella
legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, comma 1 ;
decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41 ,convertito con modificazioni
nella
legge 22 marzo 1995, n. 85, art. 47-quater ; decreto del
Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, artt. 31 -60
;
decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 2, comma 1 )
1. Nei luoghi indicati all'articolo 99, comma 1, possono essere istituiti
servizi di assistenza culturale e di ospitalita' per il pubblico.
2. I servizi riguardano in particolare:
a) il servizio editoriale e di vendita riguardante i cataloghi e i sussidi
catalografici, audiovisivi e informatici, ogni altro materiale informativo,
e le riproduzioni di beni culturali;
b) i servizi riguardanti beni librari e archivistici per la fornitura di
riproduzioni e il recapito del prestito bibliotecario;
c) la gestione di raccolte discografiche, di diapoteche e biblioteche
museali;
d) la gestione dei punti vendita e l'utilizzazione commerciale delle
riproduzioni dei beni;
e) i servizi di accoglienza, ivi inclusi quelli di assistenza e di
intrattenimento per l'infanzia, i servizi di informazione, di guida e
assistenza didattica, i centri di incontro;
f) i servizi di caffetteria, di ristorazione, di guardaroba;
g) l'organizzazione di mostre e manifestazioni culturali, di iniziative
promozionali.
Articolo 113
Concessione dei servizi
(Decreto
legge 14 novembre 1992, n. 433 , convertito con modificazioni nella
legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, commi 3 e 4 ;
legge 8 ottobre 1997, n. 352, art. 3 ;
decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 2, comma 1 e
art. 3, comma 6
1. I servizi indicati all'articolo 112 possono essere affidati in
concessione a privati, qualora risulti finanziariamente conveniente e i
servizi medesimi non possano essere assicurati mediante le risorse umane e
finanziarie dell'amministrazione.
2. Le concessioni per i servizi previste al comma 1possono essere integrate,
ai fini di una gestione comune, con l'affidamento dei servizi di pulizia e
di vigilanza e biglietteria.
3. I funzionari preposti agli istituti di cui all'articolo 99, comma 1,
d'ora in poi indicati come "capo dell'istituto" provvedono all'affidamento
in concessione a norma delle vigenti disposizioni in materia di appalti di
servizi.
4. La concessione ha durata quadriennale e puo' essere rinnovata, esclusa la
rinnovazione tacita, per non piu' di due volte.
5. Al fine di garantire il coordinamento ovvero l'integrazione dei servizi,
possono essere stipulate apposite convenzioni con regioni, province, comuni
ed altri enti pubblici e soggetti privati titolari di istituti
corrispondenti a quelli indicati nell'articolo 99, comma 1.
Sezione III
Uso individuale
Articolo 114
Uso dei beni culturali
(Decreto legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con modificazioni nella
legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, comma 5-ter)
1. Il Ministero puo' concedere l'uso dei beni dello Stato che abbia in
consegna per finalita' compatibili con la loro destinazione culturale.
2. Il capo dell'istituto determina il canone dovuto e adotta il relativo
provvedimento.
Articolo 115
Uso strumentale e precario - riproduzione dei beni culturali
(Legge 30 marzo 1965, n. 340, art. 5, comma 2; decreto del Presidente della
Repubblica 5 luglio 1995, n. 417, artt. 31-60; decreto ministeriale 24 marzo
1997 n. 139, art 8)
1. Il capo dell'istituto puo' concedere l'uso strumentale e precario nonche'
la riproduzione dei beni in consegna al Ministero, fatte salve le vigenti
disposizioni in materia di diritto d'autore.
2. I canoni di concessione ed i corrispettivi connessi alle riproduzioni di
beni culturali sono determinati dal capo dell'istituto tenendo anche conto:
a) del carattere delle attivita' cui si riferiscono le concessioni d'uso;
b) dei mezzi e delle modalita' di esecuzione delle riproduzioni;
c) del tipo e del tempo di utilizzazione degli spazi e dei beni;
a) delle utilizzazioni e destinazioni delle riproduzioni medesime, anche in
riferimento al beneficio economico del destinatario.
3. I canoni e i corrispettivi sono corrisposti in via anticipata.
4. Nessun canone e' dovuto per le riproduzioni richieste per uso personale o
per motivi di studio. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle
spese eventualmente sostenute dal Ministero.
5. Nei casi in cui dall'attivita' in concessione possa derivare un
pregiudizio ai beni culturali, il capo dell'istituto determina l'importo
della cauzione, costituita anche mediante fideiussione bancaria o
assicurativa. Per gli stessi motivi, la cauzione e' dovuta anche nei casi di
esenzione dal pagamento dei canoni e corrispettivi.
6. La cauzione e' restituita, con l'assenso del capo dell'istituto, quando
sia stato accertato che i beni in concessione non hanno subito danni e le
spese sostenute dall'amministrazione sono state rimborsate.
7. Con decreto del Ministro sono fissati gli importi minimi dei canoni e dei
corrispettivi per l'uso e la riproduzione dei beni.
Articolo 116
Catalogo di immagini fotografiche e di riprese di beni culturali (Legge 30
marzo 1965, n. 340, art. 5, comma 4;
decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 9 )
Il capo dell'istituto, all'atto della concessione, per fini di raccolta e
catalogo di immagini fotografiche e di riprese in genere di beni culturali,
prescrive:
a) il deposito del doppio originale di ogni ripresa o fotografia;
b) la restituzione, dopo l'uso, del fotocolor originale con relativo codice.
Articolo 117
Pagamento di canoni e corrispettivi
(Decreto
legge 14 novembre 1992, n. 433 , convertito con modificazioni nella
legge 14 gennaio 1993, n. 4, art. 4, comma 5 ;
decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417 art. 61;
decreto ministeriale 24 marzo 1997, n. 139, art. 11 )
1. I canoni ed i proventi derivanti dall'applicazione delle norme dettate
nella sezione II, articoli 112 e 113, e nella sezione III di questo Capo
sono versati alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato, anche
mediante versamento in conto corrente postale intestato alla tesoreria
medesima, ovvero sul conto corrente bancario aperto da ciascun capo di
istituto presso un istituto di credito.In tale ultima ipotesi l'istituto
bancario provvede, non oltre cinque giorni dalla riscossione, al versamento
delle somme affluite alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato.
2. I canoni ed i proventi indicati al comma 1affluiscono ad apposita unita'
previsionale di base dello stato di previsione dell'entrata per essere
riassegnati alle competenti unita' previsionali di base dello stato di
previsione della spesa del Ministero e destinati, in misura non inferiore al
cinquanta per cento del loro ammontare, agli istituti di provenienza.
Capo VII
Sanzioni
Sezione I
Sanzioni penali
Articolo 118
Opere illecite
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1 marzo
1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire
1.500.000 a lire 75.000.000:
a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura
ovvero, senza approvazione, esegue opere di qualunque genere sui beni
culturali indicati nell'articolo 2, dichiarati, se appartenenti a privati, a
norma dell'articolo 6;
b) chiunque procede al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni,
tabernacoli ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica
vista, senza l'autorizzazione del soprintendente, anche se non vi sia stata
la dichiarazione prevista dall'articolo 6;
c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori
indispensabili per evitare danni notevoli ai beni indicati nell'articolo 2,
senza darne immediata comunicazione alla soprintendenza ovvero senza
inviare, nel piu' breve tempo, i progetti dei lavori definitivi per
l'approvazione.
2. La stessa pena prevista dal comma 1si applica in caso di inosservanza
dell'ordine di sospensione dei lavori impartito dal soprintendente a norma
dell'articolo 28.
Articolo 119
Uso illecito
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1 marzo
1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire
1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque destina i beni culturali indicati
nell'articolo 2 ad uso incompatibile con il loro carattere storico od
artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrita'.
Articolo 120
Collocazione e rimozione illecita
(Legge 1giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1marzo
1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire
1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque omette di fissare al luogo di loro
destinazione, nel modo indicato dal soprintendente, beni appartenenti agli
enti di cui all'articolo 5.
2. Alla stessa pena soggiace il detentore che omette di dare notizia alla
competente soprintendenza del trasporto, dipendente dal suo cambiamento di
dimora, di beni culturali dichiarati a norma dell'articolo 6, ovvero non
osserva le prescrizioni date dalla soprintendenza affinche' i beni medesimi
non subiscano danno.
Articolo 121
Inosservanza delle prescrizioni di tutela indiretta
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1marzo
1975, n. 44, art. 16)
1. E' punito con l'arresto da 6 mesi ad 1 anno e con l'ammenda da lire
1.500.000 a lire 75.000.000 chiunque non osserva le prescrizioni date dal
Ministero a norma dell'articolo 49, comma l.
2. L'inosservanza dei provvedimenti cautelari adottati dal Ministero a norma
dell'articolo 49, comma 3 e' punita a norma dell'articolo 129.
Articolo 122
Violazioni in materia di alienazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, artt. 62 e 63, come rispettivamente
modificati dalla legge 1 marzo 1975, n. 44, artt. 17 e 18)
1. E' punito con la reclusione fino ad un anno e la multa da lire 3.000.000
a lire 150.000.000:
a) chiunque, senza la prescritta autorizzazione, aliena beni culturali
indicati nell'articolo 55;
b) chiunque, essendovi tenuto, non presenta, nel termine indicato
all'articolo 58, comma 2, la denuncia degli atti di trasferimento della
proprieta' o della detenzione di beni culturali;
c) l'alienante di un bene culturale soggetto a diritto di prelazione che
effettua la consegna della cosa in pendenza del termine previsto
dall'articolo 60, comma 1.
Articolo 123
Esportazione illecita
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, come sostituito dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23, commi 1 ,
3 e
4 )
1. Chiunque trasferisce all'estero cose di interesse artistico, storico,
archeologico, demo-etno-antropologico, bibliografico, documentale o
archivistico, nonche' quelle indicate all'articolo 3, comma 1, lettere d),
e) e f), senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione,
e' punito con la reclusione da uno a quattro anni o con la multa da lire
500.000 a lire 10 milioni.
2. La pena prevista al comma 1 si applica nei confronti di chiunque non fa
rientrate nel territorio nazionale, alla scadenza del termine, beni
culturali per i quali sia stata autorizzata l'uscita o l'esportazione
temporanee.
3. Il giudice dispone la confisca delle cose,salvo che queste appartengano a
persona estranea al reato. La confisca ha luogo in conformita' delle norme
della legge doganale relative alle cose oggetto di contrabbando.
4. Se il fatto e' commesso da chi esercita attivita' di vendita al pubblico
o di esposizione a fine di commercio di oggetti di interesse culturale, alla
sentenza di condanna consegue l'interdizione a norma dell'articolo 30 del
codice penale.
Articolo 124
Violazioni in materia di ricerche archeologiche
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 68, come modificato dalla legge 1 mano
1975, n. 44, art. 20)
1. E' punito con l'arresto fino ad un anno e l'ammenda da lire 600.000 a
lire 6.000.000:
a) chiunque esegue ricerche archeologiche o, in genere, opere per il
ritrovamento di beni indicati all'articolo 2 senza concessione, ovvero non
osserva le prescrizioni date dall'amministrazione;
b) chiunque, essendovi tenuto, non denuncia nel termine prescritto
dall'articolo 87, comma 1 i beni indicati nell'articolo 2 rinvenuti
fortuitamente o non provvede alla loro conservazione temporanea.
Articolo 125
Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 67, come modificato dallalegge
8 ottobre 1997, n. 352, art. 13 )
1. Chiunque si impossessa di beni culturali indicati nell'articolo 2
appartenenti allo Stato a norma dell'articolo 88 e' punito con la reclusione
sino a tre anni e con la multa da lire sessantamila a un milione.
2. La pena e' della reclusione da uno a sei anni e della multa da lire
duecentomila a due milioni se il fatto e' commesso da chi abbia ottenuto la
concessione di ricerca prevista dall'articolo 86.
Articolo 126
Collaborazione per il recupero di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, comma 5, come sostituito dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23, comma 5 )
1. La pena applicabile per i reati previsti dagli articoli 123 e 125 e'
ridotta da uno a due terzi qualora il colpevole fornisca una collaborazione
decisiva o comunque di notevole rilevanza per il recupero dei beni
illecitamente sottratti o trasferiti all'estero.
Articolo 127
Contraffazione di opere d'arte
(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, artt. 3, 4, 5, 6 e 7)
1. E' punito con la reclusione da tre mesi fino a quattro anni e con la
multa da lire 200.000 fino a 6.000.000:
a) chiunque, al fine di trarne profitto, contraffa', altera o riproduce
un'opera di pittura, scultura o grafica, ovvero un oggetto di antichita' o
di interesse storico od archeologico;
b) chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o
riproduzione, pone in commercio, o detiene per farne commercio, o introduce
a questo fine nel territorio dello Stato, o comunque pone in circolazione,
come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere di
pittura, scultura, grafica o di oggetti di antichita', o di oggetti di
interesse storico od archeologico;
c) chiunque, conoscendone la falsita', autentica opere od oggetti, indicati
alle lettere a) e b), contraffatti, alterati o riprodotti;
d) chiunque mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni,
apposizione di timbri od etichette o con qualsiasi altro mezzo accredita o
contribuisce ad accreditare, conoscendone la falsita', come autentici opere
od oggetti indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o
riprodotti.
2. Se i fatti sono commessi nell'esercizio di un'attivita' commerciale la
pena e' aumentata e alla sentenza di condanna consegue l'interdizione a
norma dell'articolo 30 del codice penale.
3. La sentenza di condanna per i reati previsti dal comma 1 e' pubblicata su
tre quotidiani con diffusione nazionale designati dal giudice ed editi in
tre diverse localita'. Si applica l'articolo 36, comma 3, del codice penale.
4. E' sempre ordinata la confisca degli esemplari contraffatti, alterati o
riprodotti delle opere o degli oggetti indicati nel comma 1, salvo che si
tratti di cose appartenenti a persone estranee al reato. Delle cose
confiscate e' vietata, senza limiti di tempo, la vendita nelle aste dei
corpi di reato.
Articolo 128
Casi di non punibilita'
(Legge 20 novembre 1971, n. 1062, art. 8, comma 1)
1. Le disposizioni dell'articolo 127 non si applicano a chi riproduce,
detiene, pone in vendita o altrimenti diffonde copie di opere di pittura, di
scultura o di grafica, ovvero copie od imitazione di oggetti di antichita' o
di interesse storico od archeologico, dichiarate espressamente non
autentiche all'atto della esposizione o della vendita, mediante annotazione
scritta sull'opera o sull'oggetto o, quando cio' non sia possibile per la
natura o le dimensioni della copia o dell'imitazione, mediante dichiarazione
rilasciata all'atto della esposizione o della vendita. Non si applicano dei
pari ai restauri artistici che non abbiano ricostruito in modo determinante
l'opera originale.
Articolo 129
Inosservanza dei provvedimenti amministrativi
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 70)
1. Salvo che il fatto non costituisca piu' grave reato, chiunque non
ottempera ad un ordine impartito dall'autorita' preposta alla tutela dei
beni culturali in conformita' del presente Titolo e' punito con le pene
previste dall'articolo 650 del codice penale.
Sezione II
Sanzioni amministrative
Articolo 130
Omessa redazione degli elenchi dei beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 58, come modificato dalla
legge 1 marzo 1975, n. 44, art. 15)
1. Salvo che il fatto costituisca reato, ai rappresentanti degli enti di cui
all'articolo 5 che non presentano o non aggiornano l'elenco descrittivo dei
beni indicati nell'articolo 2, comma 1, lettera a) di loro spettanza nel
termine loro assegnato dal Ministero, si applica la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da lire 600.000 a lire 6.000.000.
2. Il Ministero dispone la compilazione dell'elenco a spese dell'ente
inadempiente. La nota delle spese e' resa esecutoria con provvedimento del
Ministero. All' esazione si procede nelle forme previste per le entrate
patrimoniali dello Stato.
Articolo 131
Ordine di reintegrazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dalla legge 1 marzo
1975, n. 44, art. 16)
1. Se per effetto della violazione degli obblighi di conservazione stabiliti
dalle disposizioni del Capo II di questo Titolo il bene culturale subisce un
danno, il Ministero ordina al responsabile l'esecuzione a sue spese delle
opere necessarie alla reintegrazione.
2. Qualora le opere da disporre a norma del comma 1 abbiano rilievo
urbanistico-edilizio l'avvio del procedimento e il provvedimento finale sono
comunicati anche al Comune interessato.
3. In caso di inottemperanza all'ordine impartito a norma del comma 1, il
Ministero provvede all'esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato. Al
recupero delle somme relative si provvede nelle forme previste per le
entrate patrimoniali dello Stato.
4. Quando la reintegrazione non sia possibile il responsabile e' tenuto a
corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa perduta o alla
diminuzione di valore subita dalla cosa.
5. Se la determinazione della somma, fatta dal Ministero, non e' accettata
dall'obbligato, la somma stessa e' determinata da una commissione composta
di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall'obbligato e un terzo
dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate
dall'obbligato.
Articolo 132
Danno ai beni culturali ritrovati
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 59, come modificato dallal egge 1marzo
1975, n. 44, art. 16)
1. Le misure previste nell'articolo 131si applicano anche a chi cagiona un
danno ai beni culturali indicati all'articolo 88,trasgredendo agli obblighi
indicati agli articoli 86 e 87.
Articolo 133
Violazioni in materia di affissione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 60; decreto legislativo 30 aprile 1992,
n. 285, art. 23, commi 12 e 13)
1. Chiunque, senza l'autorizzazione prevista dall'articolo 50, colloca o
affigge cartelli o altri mezzi di pubblicita' sugli edifici e nei luoghi di
interesse storico o artistico, o in prossimita' di essi, e' punito con la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 250.000 a lire
5.000.000.
2. Il responsabile della violazione e' inoltre tenuto alla rimozione dei
mezzi di pubblicita', nel termine assegnato dal soprintendente. In caso di
inottemperanza, il soprintendente provvede all'esecuzione d'ufficio a spese
dell'obbligato.
3. Nei confronti di coloro che, senza l'autorizzazione prescritta
dall'articolo 50, collocano cartelli o altri mezzi pubblicitari lungo le
strade site nell'ambito e in prossimita' di edifici o di luoghi di interesse
storico e artistico, si applicano le sanzioni previste dall'articolo 23 del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
Articolo 134
Perdita di beni culturali
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 64, commi 1, 3 e 4)
1. Se, per effetto della violazione degli obblighi stabiliti dall'articolo 5
ovvero dalle disposizioni della sezione I del Capo III e della sezione I del
Capo IV, il bene culturale non sia piu' rintracciabile o risulti uscito dal
territorio nazionale, il trasgressore e' tenuto a corrispondere allo Stato
una somma pari al valore della cosa.
2. Se il fatto e' imputabile a piu' persone queste sono tenute in solido al
pagamento della somma.
3. Se la determinazione della somma fatta dal Ministero non e' accettata
dall'obbligato, la somma stessa e' determinata da una commissione composta
di tre membri da nominarsi uno dal Ministero, uno dall'obbligato e un terzo
dal presidente del tribunale. Le spese relative sono anticipate
dall'obbligato.
4. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di errore o di
manifesta iniquita'.
Articolo 135
Violazioni in atti giuridici
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 61; decreto del Presidente della
Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409, art. 41)
1. Le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti
contro i divieti stabiliti dalle disposizioni di questo Titolo, o senza
l'osservanza delle condizioni e modalita' da esso prescritte, sono nulli.
2. Resta sempre salva la facolta' del Ministero di esercitare il diritto di
prelazione a norma delle disposizioni contenute nella sezione II del Capo
III.
Articolo 136
Omessa esibizione di documenti per l'esportazione
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 66, comma 6, aggiunto dalla
legge 30 marzo 1998, n. 88, art. 23 )
1. Fuori dei casi di concorso nel delitto previsto dall'articolo 123, comma
1, chiunque trasferisce all'estero i beni indicati nella stessa disposizione
non accompagnati dall' attestato di libera circolazione o dalla licenza di
esportazione e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da lire 150.000 a lire 900.000.
Articolo 137
Omessa restituzione di documenti per l'esportazione
(Legge
30 marzo 1998, n. 88, art. 13 )
1. Chi, effettuata l'esportazione di un bene culturale al di fuori del
territorio dell'Unione europea a norma del regolamento CEE, non rende al
competente ufficio di esportazione l'esemplare n. 3 del formulario previsto
dal regolamento (CEE) n. 752/93, della Commissione, del 30 marzo 1993,
attuativo del regolamento CEE, e' punito con la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da lire 200.000 a lire 1.200.000.
TITOLO II
Beni paesaggistici e ambientali
Capo I
Individuazione
Articolo 138
Beni ambientali
1. Sono beni ambientali, tutelati secondo le disposizioni di questo Titolo
in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione:
a) i beni e le aree indicati all'articolo 139 individuati a norma degli
articoli da 140 a 145;
b) i beni e le aree indicati all'articolo 146.
Articolo 139
Beni soggetti a tutela
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 1)
1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo in ragione del loro
notevole interesse pubblico:
a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di
singolarita' geologica;
b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati a norma delle disposizioni
del Titolo 1, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto
avente valore estetico e tradizionale;
a) le bellezze panoramiche considerate come quadri e cosi' pure quei punti
di vista o di belvedere, accessibili al pubblico dai quali si goda lo
spettacolo di quelle bellezze.
Articolo 140
Elenchi
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 2; decreto del Presidente della
Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, art. 31; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. Dei beni indicati alle lettere a) e b) e delle localita' indicate alle
lettere c) e d) dell'articolo 139 le regioni compilano su base provinciale
due distinti elenchi, ai fini della dichiarazione di notevole interesse
pubblico.
2. La compilazione di detti elenchi e' affidata a una commissione istituita
in ciascuna Provincia con provvedimento regionale.
3. La commissione dura in carica quattro anni ed e' composta dai
rappresentanti regionali e provinciali e dai sindaci dei comuni interessati.
Della commissione fanno parte di diritto il soprintendente per i beni
ambientali ed architettonici ed il soprintendente per i beni archeologici
ompetenti per territorio.
4. La commissione aggrega, di volta in volta, un esperto in materia
mineraria o un rappresentante del Corpo forestale dello Stato o altri
esperti la cui presenza sia ritenuta opportuna a seconda della natura dei
beni e delle localita' da tutelare.
5. Le proposte per la dichiarazione di notevole interesse pubblico delle
diverse localita' contenute negli elenchi, le relative planimetrie ed ogni
variante che venga determinata dalla commissione sono pubblicati per un
periodo di tre mesi all'albo pretorio di tutti i comuni interessati della
Provincia e depositati presso i competenti uffici degli stessi comuni.
6. Dell'avvenuta compilazione e pubblicazione degli elenchi e' altresi' data
contestualmente notizia su almeno due quotidiani diffusi nella Regione
territorialmente interessata, nonche' su un quotidiano a diffusione
nazionale.
Articolo 141
Approvazione dell'elenco
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 3; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. Entro tre mesi dalla pubblicazione dell' elenco i soggetti interessati
possono presentare osservazioni alla Regione, che ha altresi' facolta' di
indire un'inchiesta pubblica.
2. La Regione, sulla base della proposta formulata dalla commissione,
esaminate le osservazioni e tenuto conto dell'esito dell'eventuale inchiesta
pubblica, approva l'elenco, apportandovi le modifiche ritenute opportune.
Articolo 142
Pubblicita' dell'elenco
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 4; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. L'elenco approvato e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana e nel Bollettino Ufficiale della Regione.
2. Copia della Gazzetta Ufficiale e' affissa per un periodo di tre mesi
all'albo pretorio di tutti i comuni interessati.Copia dell'elenco e delle
relative planimetrie resta depositata a libera visione del pubblico presso
gli uffici comunali.
Articolo 143
Dichiarazione dei beni indicati alle lettere a) e b) dell'articolo 139
Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 6; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. Sulla base dell' elenco dei beni indicati alle lettere a) e b)
dell'articolo 139, la Regione emette il provvedimento di dichiarazione di
notevole interesse pubblico, notificandolo ai proprietari, possessori o
detentori a qualsiasi titolo degli immobili. Tale dichiarazione viene
trascritta a richiesta della stessa Regione sui relativi registri
immobiliari e depositata presso il Comune con le modalita' previste
all'articolo 142, comma 2.
Articolo 144
Integrazione degli elenchi
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82,
comma 2, lett. a)
1. Il Ministero ha facolta' di integrare gli elenchi dei beni e delle
localita' indicati all'articolo 139, su proposta del soprintendente
competente.
2. La proposta, corredata dalla relativa planimetria, e' inviata dal
Ministero ai comuni interessati affinche' provvedano alla pubblicazione a
norma dell'articolo 140, comma 5. Copia della proposta e della relativa
planimetria resta altresi' depositata a libera visione del pubblico presso
gli uffici comunali. Il Ministero provvede altresi' alla pubblicazione come
previsto dall'articolo 140, comma 6.
3. Entro il termine di sessanta giorni dall'avvenuta pubblicazione le
regioni, gli enti territoriali e gli altri soggetti interessati possono
presentare osservazioni al Ministero.
4. L'integrazione dell'elenco e' approvata con decreto del Ministro, sentito
il competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali, che si pronuncia anche sulle eventuali osservazioni
formulate a norma del comma 3.
Articolo 145
Revoca o modifica degli elenchi
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82,
comma 3)
1. Gli elenchi dei beni e delle localita' indicati all'articolo 139
approvati dal Ministero prima dell'entrata in vigore del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, nonche' le integrazioni
previste all'articolo 144, non possono essere revocati o modificati se non
previo parere del competente comitato di settore del Consiglio nazionale per
i beni culturali e ambientali che si pronun cia nel termine di
quarantacinque giorni dalla data della richiesta.
Articolo 146
Beni tutelati per legge
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 art. 82,
commi 5, 6 e 7, aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312,
convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, artt. 1 e
1-quater)
1. Sono comunque sottoposti alle disposizioni di questo Titolo in ragione
del loro interesse paesaggistico:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondita' di 300
metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondita'
di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui
laghi;
e) i fiumi, i torrenti ed i corsi d'acqua iscritti negli elenchi previsti
dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti
elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le
relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per
la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena
appenninica e per le isole;
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
j) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonche' i territori di
protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche' percorsi o
danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento;
h) le aree assegnate alle universita' agrarie e le zone gravate da usi
civici;
i) le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del Presidente
della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448;
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico.
2. Le disposizioni previste dal comma 1 non si applicano alle aree che alla
data del 6 settembre 1985:
a) erano delimitate negli strumenti urbanistici come zone A e B;
b) limitatamente alle parti ricomprese nei piani pluriennali di attuazione,
erano delimitate negli strumenti urbanistici a norma del decreto
ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 come zone diverse da quelle indicate
alla lettera a) e, nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei
centri edificati perimetrati a norma dell'articolo 18 della legge 22 ottobre
1971, n. 865.
3. La disposizione del comma 1 non si applica ai beni ivi indicati alla
lettera c) che, in tutto o in parte, siano ritenuti irrilevanti ai fini
paesaggistici e pertanto inclusi in apposito elenco redatto e reso pubblico
dalla Regione competente. Il Ministero, con provvedimento adottato con le
procedure previste dall'articolo 144, puo' tuttavia confermare la rilevanza
paesaggistica dei suddetti beni.
4. La disposizione del comma 2 non si applica ai beni indicati all'articolo
139, individuati a norma degli articoli 140 e 144.
Articolo 147
Censimento e catalogazione
(Decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 54, comma 1, lett. b )
1. I beni e le aree indicati agli articoli 139 e 146 sono censiti,
catalogati e individuati anche su cartografia informatizzata da restituirsi
in scala idonea all'identificazione del bene. A tal fine il Ministero,
d'intesa con la Conferenza unificata, predispone tecniche di
rappresentazione e sistemi informatici tra loro compatibili e
interscambiabili.
Articolo 148
Convenzioni internazionali
1. L'attivita' di tutela e valorizzazione dei beni ambientali si conforma ai
principi di cooperazione tra Stati, anche nell'ambito di organizzazioni
internazionali, stabiliti dalle convenzioni in materia, rese esecutive in
Italia.
Capo II
Gestione dei beni
Articolo 149
Piani territoriali paesistici
(Decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella
legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1-bis)
1. Le regioni sottopongono a specifica normativa d'uso e di valorizzazione
ambientale il territorio includente i beni ambientali indicati all'articolo
146 mediante la redazione di piani territoriali paesistici o di piani
urbanistico-territoriali aventi le medesime finalita' di salvaguardia dei
valori paesistici e ambientali.
2. La pianificazione paesistica prescritta al comma
1 e' facoltativa per le vaste localita' indicate alle lettere c) e
d)dell'articolo 139 incluse negli elenchi previsti dall'articolo 140 e
dall'articolo 144.
3. Qualora le regioni non provvedano agli adempimenti previsti al comma 1,
si procede a norma dell'articolo 4 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come modificato dall'articolo 8 della
legge 15 marzo 1997, n. 59.
4. Fermo il disposto dell'articolo 164 il Ministero, d'intesa con il
Ministero dell'ambiente e con la Regione, puo' adottare misure di recupero e
di riqualificazione dei beni tutelati a norma di questo titolo i cui valori
siano stati comunque compromessi.
Articolo 150
Coordinamento della disciplina urbanistica
(Legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 5, comma 2, lett. a; art. 7, comma 2,
n. 5; decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 art. 52, comma 1)
1. Le linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale per quanto
riguarda i valori ambientali, con finalita' di orientamento della
pianificazione paesistica, sono individuate a norma dell'articolo 52 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
2. I piani regolatori generali e gli altri strumenti urbanistici si
conformano, secondo l'articolo 5 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e le
norme regionali, alle previsioni dei piani territoriali paesistici e dei
piani urbanistico-territoriali di cui all'articolo 149. I beni e le aree
indicati agli articoli 139 e 146 sono comunque considerati ai fini
dell'applicazione dell'articolo 7, n. 5, della
legge 17 agosto 1942, n. 1150, come sostituito dall'articolo 1 della legge
19 novembre 1968, n. 1187.
3. Le regioni e i comuni possono concordare con il Ministero speciali forme
di collaborazione delle competenti soprintendenze alla formazione dei piani.
Articolo 151
Alterazione dello stato dei luoghi
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 7; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977 n. 616, art. 82, commi 1 e 2 e comma 9, aggiunto
dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella
legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1)
1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni
ambientali inclusi negli elenchi pubblicati a norma dell'articolo 140 o
dell'articolo 144 o nelle categorie elencate all'articolo 146 non possono
distruggerli ne' introdurvi modificazioni, che rechino pregiudizio a quel
loro esteriore aspetto che e' oggetto di protezione.
2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni
indicati al comma 1, hanno l'obbligo di sottoporre alla Regione i progetti
delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenere
la preventiva autorizzazione.
3. L'autorizzazione e' rilasciata o negata entro il termine perentorio di
sessanta giorni.
4. Le regioni danno immediata comunicazione delle autorizzazioni rilasciate
alla competente soprintendenza, trasmettendo contestualmente la relativa
documentazione. Il Ministero puo' in ogni caso annullare, con provvedimento
motivato, l'autorizzazione regionale entro i sessanta giorni successivi alla
ricezione della relativa comunicazione.
5. Decorso inutilmente il termine indicato al comma 3, nei successivi trenta
giorni e' data facolta' agli interessati di richiedere l'autorizzazione al
Ministero che si pronuncia entro il termine di sessanta giorni dalla data di
ricevimento della richiesta.
L'istanza, corredata da triplice copia del progetto di realizzazione dei
lavori e da tutta la relativa documentazione, e' presentata alla competente
soprintendenza e ne e' data comunicazione alla Regione.
Articolo 152
Interventi non soggetti ad autorizzazione
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 art. 82,
commi 8 e 12 aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito
con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1)
1. Non e' richiesta l'autorizzazione prescritta dall'articolo 151:
a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di
consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato
dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici;
b) per gli interventi inerenti l'esercizio dell'attivita'
agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato
dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si
tratti di attivita' ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del
territorio;
c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di
bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle
foreste indicati alla lettera g) dell'articolo 146, purche' previsti ed
autorizzati in base alle norme vigenti in materia.
Articolo 153
Inibizione o sospensione dei lavori
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, artt. 8 e 9; decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1, 2 e 4)
1. Indipendentemente dalla inclusione di un bene ambientale negli elenchi
previsti agli articoli 140 e 144 e dalla notifica prescritta dall'articolo
143 la Regione e il Ministero hanno facolta' di:
a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque capaci di
pregiudicare il bene;
b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista alla
lettera a), la sospensione di lavori iniziati.
2. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori incidenti su di
un bene non ancora dichiarato e notificato di notevole interesse pubblico si
intende revocato se entro il termine di novanta giorni non sia stata
comunicata agli interessati la deliberazione della commissione provinciale
di cui all'articolo 140 o la proposta della soprintendenza prevista
all'articolo 144.
3. Il provvedimento cautelare nonche' gli atti successivi indicati al comma
2 sono comunicati anche al Comune interessato.
Articolo 154
Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 10)
1. Per lavori su beni ne' precedentemente inclusi negli elenchi previsti
dagli articoli 140 e 144, ne' precedentemente dichiarati e notificati di
notevole interesse pubblico,dei quali sia stata ordinata la sospensione,
senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui all'articolo
153, comma 1, l'interessato puo' ottenere il rimborso delle spese sostenute
sino al momento della notificata sospensione. Le opere gia' eseguite sono
demolite a spese dell'autorita' che ha disposto la sospensione.
Articolo 155
Interventi soggetti a particolari prescrizioni
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 11)
1. Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per
impianti industriali e di palificazione nell'ambito e in vista delle
localita' indicate alle lettere c) e d) dell'articolo 139, ovvero in
prossimita' delle cose indicate alle lettere a) e b) dello stesso articolo,
la Regione ha facolta' di prescrivere le distanze, le misure e le varianti
ai progetti in corso d'esecuzione, le quali, tenendo in debito conto
l'utilita' economica delle opere gia' realizzate valgano ad evitare
pregiudizio ai beni protetti da questo Titolo.
2. La medesima facolta' spetta al Ministero che la esercita previa
consultazione della Regione.
Articolo 156
Opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82,
commi 10 e 11 aggiunti dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito
con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1; legge 11 marzo
1988, n. 67, art. 17, comma 24; legge 8 luglio 1986, n. 349, art. 2, comma
1, lett. d e art. 6)
1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dall'articolo 151
riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, ivi
compresi gli alloggi di servizio per il personale militare, il Ministero
puo' in ogni caso rilasciare o negare entro sessanta giorni
l'autorizzazione, anche in difformita' della decisione regionale.
2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di impatto
ambientale a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e da
eseguirsi da parte di amministrazioni statali, l'autorizzazione prescritta
dal comma 1 e' rilasciata secondo le procedure previste all'articolo 26.
3. Per le attivita' minerarie di ricerca ed estrazione di cui al regio
decreto 29 luglio 1927, n. 1443, l'autorizzazione del Ministero prevista dal
comma 1 e' rilasciata sentito il Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato. Restano ferme le competenze del Ministero dell'ambiente in
materia di cave e torbiere.
Articolo 157
Cartelli pubblicitari
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 14, commi 1 e 2; decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, art. 23, commi 3 e 4)
1. Nell'ambito e in prossimita' dei beni ambientali indicati nell'articolo
138 e' vietato collocare cartelli e altri mezzi pubblicitari se non
previaautorizzazione della Regione.
2. Lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' dei beni indicati nel
comma 1 e' vietato collocare cartelli o altri mezzi pubblicitari, salvo
autorizzazione rilasciata a norma dell'articolo 23, comma 4,del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, previo parere favorevole della Regione
sulla compatibilita' della collocazione o della tipologia dell'insegna con
l'aspetto, il decoro e il pubblico godimento degli edifici o dei luoghi
soggetti a tutela.
Articolo 158
Colore delle facciate dei fabbricati
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 14, commi 3 e 4; decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82, commi 1 e 2)
1. La Regione puo' ordinare che nelle localita' contemplate dalle lettere c)
e d) dell'articolo 139, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui colore
rechi disturbo alla bellezza dell'insieme, un diverso colore che con quella
armonizzi.
2. In caso di inadempienza, la Regione provvede all'esecuzione d'ufficio.
Articolo 159
Vigilanza
(Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, art. 82,
commi 1 e 2 e comma 12 aggiunto dal decreto legge 27 giugno 1985, n. 312,
convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art. 1)
1. Le funzioni di vigilanza sui beni ambientali tutelati da questo Titolo
sono esercitate dal Ministero e dalle regioni.
Articolo 160
Notifiche eseguite ed elenchi compilati ai sensi della normativa previgente
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 18)
1. Le notifiche di importante interesse pubblico delle bellezze naturali o
panoramiche, eseguite in base alla legge 11 giugno 1922, n. 778 e gli
elenchi compilati a norma della legge 29 giugno 1939, n. 1497 sono validi a
tutti gli effetti di questo Titolo.
Articolo 161
Regolamento
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato a norma
dell'articolo 17, comma 1della legge 23 agosto 1988, n. 400 e' emanato il
regolamento per l'attuazione delle disposizioni di questo Titolo.
2. Fino all'emanazione del regolamento previsto al comma 1 restano in
vigore, in quanto applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con
regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357.
Articolo 162
Disposizione transitoria
(Decreto legge 27 giugno 1985, n. 312 convertito con modificazioni nella
legge 8 agosto 1985, n. 431, artt. 1-ter e 1-quinquies)
1. Fino all'approvazione dei piani previsti all'articolo 149 non e' concessa
l'autorizzazione prevista dall'articolo 151 per i beni individuati a norma
dell'articolo 1-ter del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con
modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, e per quelli interessati da
provvedimenti adottati a norma dell'articolo 1-quinquies del medesimo
decreto e pubblicati in data anteriore al 6 settembre 1985.
Capo III
Sanzioni penali e amministrative
Articolo 163
Opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformita' da essa (Legge
28 febbraio 1985, n. 47, art. 20; decreto legge 27 giugno 1985, n. 312
convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431, art.
1-sexies)
1. Chiunque, senza la prescritta autorizzazione o in difformita' di essa,
esegue lavori di qualsiasi genere su beni ambientali e' punito con le pene
previste dall'articolo 20 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
2. Con la sentenza di condanna viene ordinata la rimessione in pristino
dello stato dei luoghi a spese del condannato. Copia della sentenza e'
trasmessa alla Regione ed al Comune nel cui territorio e' stata commessa la
violazione.
Articolo 164
Ordine di rimessione in pristino o di versamento di indennita' pecuniaria
(Legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 15)
1.In caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti da questo
Titolo, il trasgressore e' tenuto, secondo che la Regione ritenga piu'
opportuno, nell'interesse della protezione dei beni indicati nell'articolo
138, alla rimessione in pristino a proprie spese o al pagamento di una somma
equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato e il profitto
conseguito mediante la trasgressione. La somma e' determinata previa perizia
di stima.
2. Con l'ordine di rimessione in pristino e' assegnato al trasgressore
untermine per provvedere.
3. In caso di inottemperanza, la Regione provvede d'ufficio per mezzo del
prefetto e rende esecutoria la nota delle spese.
4. Le somme riscosse a norma del comma 1sono utilizzate per finalita' di
salvaguardia, interventi di recupero dei valori ambientali e di
riqualificazione delle aree degradate.
Articolo 165
Violazione in materia di collocamento o affissione di mezzi di pubblicita'
(Legge 1 giugno 1939, n. 1089, art. 60; legge 29 giugno 1939, n. 1497 art.
14, commi 2 e 4; decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, art. 23, commi
12 e 13)
1. Chiunque non osserva il divieto di collocamento o affissione di
manifesti, cartelli, iscrizioni ed altri mezzi di pubblicita' adottato
dall'autorita' preposta alla tutela paesaggistica a norma dell'articolo 157,
comma I e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma
da lire 250.000 a lire 5.000.000.
2. Il responsabile della violazione e' tenuto alla rimozione dei mezzi di
pubblicita', nel termine assegnato dall'autorita' amministrativa. In caso di
inottemperanza, la medesima autorita' provvede all'esecuzione d'ufficio a
pese dell'obbligato.
3. Nei confronti di coloro che, senza l'autorizzazione prescritta
dall'articolo 157, comma 2, collocano cartelli o altri mezzi pubblicitari
lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' dei beni ambientali
indicati nell'articolo 138, si applicano le sanzioni previste dall'articolo
23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
Articolo 166
Norme abrogate
. Salvo quanto previsto nel comma 2, sono abrogate le seguenti disposizioni:
- legge 1 giugno 1939, n. 1089;
- legge 29 giugno 1939, n. 1497;
- legge 2 aprile 1950, n. 328;
- legge 21 dicembre 1961, n. 1552;
- decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
limitatamente agli articoli 18, 21-25, 27, 28, 30, 32-43, 45;
- legge 30 marzo 1965, n. 340, ad eccezione dell'articolo 2;
- legge 3 febbraio 1971, n. 147;
- legge 20 novembre 1971, n. 1062, ad eccezione degli articoli 8, secondo
comma, e 9;
- decreto legge 5 luglio 1972, n. 288, convertito, con modificazioni, nella
legge 8 agosto 1972, n. 487;
- legge 1 marzo 1975, n. 44, limitatamente agli articoli 10 e 15 - 21;
- decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616,
limitatamente all'articolo 82, commi 3 e seguenti;
- legge 23 luglio 1980, n. 502;
- legge 27 giugno 1985, n. 332, limitatamente all'articolo 1;
- decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella
legge 8 agosto 1985, n. 431, ad eccezione dell'articolo 1-ter e
dell'articolo 1-quinquies;
- legge 5 giugno 1986, n. 253;
- decreto legge 9 dicembre 1986, n. 832, convertito con modificazioni nella
legge 6 febbraio 1987, n. 15, limitatamente all'articolo 4-bis;
- legge 11 marzo 1988, n. 67, limitatamente all'articolo 17, comma 24;
- decreto
legge 14 novembre 1992, n. 433, convertito con
modificazioni nella
legge 14 gennaio 1993, n. 4, limitatamente agli articoli 3, comma 1, e
4, commi 3, 5 e 5-ter;
-
decreto del Presidente della Repubblica 22 aprile 1994, n. 368 ;
-
decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito con modificazioni
nella legge
22 marzo 1995, n. 85 , limitatamente
all'articolo 47-quater;
- legge
25 marzo 1997, n. 78, limitatamente all'articolo 1 , commi 2 e 4;
-
legge 15 maggio 1997, n. 127 , limitatamente all'articolo 12 ,comma 5;
-
legge 8 ottobre 1997, n. 352 , limitatamente agli articoli 3 , 5 , 8 ; -
legge 13 novembre 1997, n. 395 ;
-
legge 30 marzo 1998, n. 88, ad eccezione degli articoli 19, comma 2, e
26.
2. In questo Testo Unico sono inserite le disposizioni legislative vigenti
alla data del 31 ottobre 1998. Fino all'entrata in vigore del primo decreto
legislativo emanato a norma dell'articolo 1, comma 4, della legge
8 ottobre 1997, n. 352 , restano ferme le disposizioni legislative
concernenti le materie disciplinate da questo Testo Unico entrate in vigore
a decorrere dal 1 novembre 1998, ivi comprese quelle dei decreti legislativi
20 ottobre 1998, n. 368 e
30 luglio 1999, n. 300, per effetto delle quali alle denominazioni di
Ministro e Ministero per i beni culturali e ambientali sono state sostituite
quelle di Ministro e Ministero per i beni e le attivita' culturali,
denominati in questo Testo Unico, rispettivamente, "Ministro" e "Ministero".
Allegato A
(Previsto dagli artt. 62, comma 1, 72, comma 1 e 73, comma 3, lettera a)
A. Categorie di beni:
1. Reperti archeologici aventi piu' di cento anni provenienti da:
a) scavi e scoperte terrestri o sottomarine;
b) siti archeologici; c) collezioni archeologiche.
2. Elementi, costituenti parte integrante di monumenti artistici, storici o
religiosi e provenienti dallo smembramento dei monumenti stessi, aventi piu'
di cento anni.
3. Quadri e pitture diversi da quelli appartenenti alle categorie 4 e 5
fatti interamente a mano su qualsiasi supporto e con qualsiasi materiale
(1).
4. Acquerelli, guazzi e pastelli eseguiti interamente a mano su qualsiasi
supporto.
5. Mosaici diversi da quelli delle categorie 1 e 2 realizzati interamente a
mano con qualsiasi materiale (1) e disegni fatti interamente a mano su
qualsiasi supporto.
6. Incisioni, stampe, serigrafie e litografie originali e relative matrici,
nonche' manifesti originali (1).
7. Opere originali dell'arte statuaria o dell'arte scultorea e copie
ottenute con il medesimo procedimento dell'originale (1), diverse da quelle
della categoria l.
8. Fotografie, film e relativi negativi (1).
9. Incunaboli e manoscritti, compresi le carte geografiche e gli spartiti
musicali, isolati o in collezione (1).
10. Libri aventi piu' di cento anni, isolati o in collezione.
11. Carte geografiche stampate aventi piu' di duecento anni.
12. Archivi e supporti, comprendenti elementi di qualsiasi natura aventi
piu' di cinquanta anni.
13. a) Collezioni ed esemplari provenienti da collezioni di zoologia,
botanica, mineralogia, anatomia.
b) Collezioni aventi interesse storico, paleontologico, etnografico o
numismatico.
14. Mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni.
15. Altri oggetti di antiquariato non contemplati dalle categorie da 1 a 14,
aventi piu' di cinquanta anni.
I beni culturali rientranti nelle categorie da 1 a 15 sono disciplinati da
questo Testo Unico soltanto se il loro valore e' pari o superiore ai valori
indicati alla lettera B.
B. Valori applicabili alle categorie indicate nella lettera A (in lire):
1) 0 (zero)
1. Reperti archeologici
2. Smembramento di monumenti
9. Incunaboli e manoscritti
12. Archivi
2) 27.067.800
5. Mosaici e disegni
6. Incisioni
8. Fotografie
11. Carte geografiche stampate
3) 54.135.600
4. Acquerelli, guazzi e pastelli
4) 90.226.000
7. Arte statuaria
10. Libri
13. Collezioni
14. Mezzi di trasporto
15. Altri oggetti
5) 270.678.000
3. Quadri
Il rispetto delle condizioni relative ai valori deve essere accertato al
momento della presentazione della domanda di restituzione. Il valore e'
quello del bene nello Stato membro al quale e' stata avanzata richiesta di
restituzione.
(1) Aventi piu' di cinquanta anni e non appartenenti all'autore.
Consolidated Law containing the legislative provisions on cultural and
environmental assets (pursuant to law 8 October 1997, n. 352)
La presente traduzione in inglese delle disposizioni del decreto
legislativo n. 490 del 1999, effettuata a cura dell'Ufficio Studi del
Ministero per i beni e le attività culturali, non ha carattere di
ufficialità.
Title I - Cultural heritage
Heading I - Protected cultural property
Section I - Categories of objects
Section II - Identification
Section III - General and interim provisions
Heading II - Preservation
Section I - Controls
Section II - Restoration and other measures
Section III - Other forms of protection
Heading III - Circulation in the national territory
Section I - Alienation and other models of transfer
Section II - Pre-emptive priority
Section III - Commerce
Heading IV - Circulation outside Italy
Section I - Entry into and exit from the national territory
Section II - Exportation from the territory of the European Union
Section III - Return of cultural objects illegally exported from the
territory of a member state of the European Union
Heading V - Findings
Heading VI - Enhancement and public enjoyment of cultural heritage
Section I - Compulsory purchase
Section II - Enjoyment
Section III - Individual use
Heading VII - Sanctions
Section I - Penal sanctions
Section II - Administrative sanctions
Title II - Assets referring to the landscape and the environment
Heading I - Identification
Heading II - The management of assets
Heading III - Penal and administrative sanctions
Attachment
TITLE I
Cultural heritage
Heading I
Protected cultural property
Section I
Categories of objects
Art. 1 - Scope of application
1. Cultural objects, which form the national artistic and historic heritage,
are protected by the disposition of this Title in implementation of article
9 of the Constitution.
Art. 2 - Historical, artistic, folkloric, ethnological, anthropological,
archaeological, archival and book heritage
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 1, clause 2, art. 5 clause 1; d.p.r..
(Decree of the President of the Republic) 30 September 1963, n. 1409, art.
1; legislative decree
31 March 1998, n. 112, art. 148).
1. The cultural property regulated by this Title is:
a) immovable and moveable property of artistic, historical, archaeological,
folkloric, ethnological or anthropological interest;
b) immovable property of particularly important interest because of their
reference to political and military history, literature, the arts and
culture in general, are held to have a particularly important interest;
c) the collections and series of objects which have, as a whole, an
exceptional artistic or historical interest for tradition, notoriety and
particular environmental conditions;
d) archival documents
e) books.
2. Objects listed under clause 1, letter a) include:
a) objects of interest for palaeontological, pre-historical and primitive
civilisation studies;
b) objects of numismatic interest;
c) manuscripts, autographs, papers, noteworthy documents, incunabula as well
as books, prints and engravings recognised as rare and of a great
significance;
d) geographical papers and musical scores recognised as rare and having
great artistic or historical value;
e) photographs together with their relative negatives and plates recognised
as rare and of great artistic or historical value;
f) the villas, parks and gardens of artistic or historical interest;
3. The libraries belonging to private citizens or organisations are included
among the collections indicated under clause 1, letter c) as evidences of
history and culture if they have an exceptional cultural importance.
4. Archival documents refer to:
a) the archives and individual documents of the state;
b) the archives and individual documents of public bodies;
c) the archives and individual documents, belonging to private citizens,
which have considerable historical interest.
5. The item books refers to the collections of books held in the libraries
of the state and public bodies, those indicated in clause 3 and, whatever
the medium used, the objects set out under clause 2, letter c) and d).
6. The provisions of this Title as they regard clause 5, letter a) are not
applicable to the works of living artists or those whose execution does not
date back more than fifty years.
Art. 3 - Special categories of cultural property
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 13, law 28 March 1991, n. 112, art. 3,
clause 13; executive order 9 December 1986 n. 832, art. 4-bis added by the
enactment law which also made other
changes on 6 February 1987, n.15; law 39 March 1998, n.88, attachment A)
1. Whether or not included in the categories listed under article 2, the
following items are classed as cultural property insofar as they are covered
by the specific provisions of this Title:
a) frescoes, escutcheons, graffiti, memorial stones, inscriptions,
tabernacles and other ornaments of buildings, whether or not exhibited to
the public view;
b) artists' studios as defined in article 52;
c) public areas, having archaeological, historical, artistic and
environmental value identified pursuant to article 53;
d) photographs and examples of cinematographic and audio-visual works or
sequences of images in movement or in some manner recorded as well as
documentation on sound or verbal events, however recorded, whose production
dates back at least twenty-five years;
e) means of transport that are more than seventy-five years old;
f) objects and tools more than fifty years old and related to the history of
science and technology.
Art. 4 - New categories of cultural property
(legislative decree 31 March 1998, n.112, art. 148)
1. The law identifies the objects non-included in the categories listed
under articles 2 and 3 as cultural property insofar as they are evidences of
culture.
Section II
Identification
Art. 5 - Public and private cultural property
(law 1 June 1939, n. 1089, articles 4 and 58; p.r.d. 14 January 1972, n. 3
art. 9,
clause 1, letter a),
1. The regions, provinces, municipalities and other public bodies and
non-profit making corporate body are required to submit to the ministry a
list setting out the items indicated in article 2, clause 1, letter a) for
which they are responsible.
2. The foregoing bodies and corporations are obliged to report all the items
not included in the first list as well as those that will in future be added
for whatever reason to their the stock of cultural heritage by adding them
to the list.
3. The lists and the successive updates of the part regarding the objects
listed under article 2, clause 1, letter e), are provided by the ministry to
the region with competence for them.
4. In case of the non-presentation or the non-updating of the list, the
ministry will give the body or corporation an irrevocable deadline by which
to acquit these tasks. If the body or corporation does not comply within the
terms fixed, the ministry will order that the list be compiled at the
expense of the body or corporation concerned.
5. The objects listed under article 2, clause 1, letter a) that belong to
the subjects indicated in clause 1, are also regulated by the provisions of
this Title, although not included in the lists and reports provided for by
clauses 1 and 2.
Art. 6 - Declaration
(law 1 June 1939, n.1089, art. 2, clause 1, art. 3 clause 1, art. 5 clause
1,
d.p.r.. 30 September 1963, n.1409, art. 36, clause 1, d.p.r.. 14 January
1972,
n.3, art. 9, clause 1, letter b)
1. Unless otherwise provided for by clause 4, the ministry shall declare
that a particularly important artistic and cultural interest exists for the
items indicated in article 2, clause 1, letter a) that belong to parties
other than those indicated in article 5, clause 1.
2. The ministry shall declares that the artistic and cultural interest for
the items indicated in article 2, clause 1, letter b) is very great, and
that there is an exceptional artistic and cultural interest for collections
or series of the objects indicated under article 2, clause 1, letter c) and
a notable historical interest for the objects listed under article 2, clause
4, letter c).
3. The effects of these declarations are set out under article 10.
4. The region with territorial competence shall declare that a particularly
important artistic and cultural interest exists for the items indicated in
article 2, clause 2, letter c) that belong to private subjects. In case the
region fails to make a declaration in this sense, the ministry will act
under article 9, clause 3, of decree of the President of the Republic. 14
January 1972, n.3.
Art. 7 Declaration procedure
(law 7 August 1990, n.241, art. 7, clause 1 and art. 8)
1. The ministry will commence the declaration procedure foreseen by article
6 directly or when requested by a superintendent or a region, province or
municipality by notifying the owner, possessor or holder.
2. The communication will refer to the identifying elements of the artefact
and its evaluation as appearing in the deed initiating the procedure or the
proposal, the indication of the effects foreseen by clause 4 as well as the
indication of the term, in no case less than thirty days, for the
presentation of observations, if any.
3. As the procedure also concerns real estate complexes, the communication
shall also be sent to the municipality concerned.
4. The communication entails the application, on a prudential basis, of the
provisions set out in section I of Heading II and section I of Heading III
of this Title.
5. The legal effects indicated under clause 4 shall cease to apply with the
lapse of the term for the declaration procedure that the ministry
establishes pursuant to article 2, clause 2, of law 7 August 1990, n. 241.
6. The regions will apply the provision indicated in the foregoing clauses
in the performance of the functions indicated in article 6, clause 4.
Art. 8 - Notification of the declaration
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 2 and art. 3, clause 1)
1. The declaration foreseen by article 6 is notified to the proprietor,
possessor and holder of the objects that constitute its subject matter.
2. In cases involving property subject to public filing, the declaration,
upon the request of the ministry, will be transcribed onto real estate
registers and shall be enforceable for every successive proprietor,
possessor or holder whatever their legal rights.
3. The declarations implemented by the regions pursuant to article 6, clause
4, are transmitted to the ministry.
Art. 9 - Ascertainment of archival documents
(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 37, clauses 1 and 2)
1. Private proprietors, possessors or holders of archives, whatever their
legal rights, that include documents that date back beyond seventy years are
required, within ninety days from their acquisition, to report the fact to
the archival superintendent.
2. The archival superintendent may ascertain ex officio the presence of
archives or single documents, including more recent documents, kept by
private proprietors, possessors or holders, whatever their legal rights, for
which there is the presumption of notable historical interest
Section III
General and interim provisions
Art. 10 - Area of application
1. The provisions of the under-mentioned Headings of this Title apply to:
a) the objects and property set out in article 2, clause 1, letter a) unless
the provision of clause 2 of the present article applies.
b) the objects set out in article 2, clause 1, letters b) and c), declared
to have cultural and artistic interest pursuant to article 6, clause 2;
c) archival documents;
d) books
2. The provisions of Heading II, sections I and II and of Heading III,
sections I and II, of this Title will apply to the items set out in article
2, clause 1, letter a) that are private property as well as the objects set
out in article 2, clause 4, letter c) only if the declaration provided for
by article 6 has been notified.
Art. 11 - Co-ordinating the functions and responsibilities of regions and
local bodies
1. The following responsibilities and functions shall stand:
a) the responsibilities attributed to the regions with special statutes and
to the autonomous provinces of Trento and Bolzano by their own respective
statutes and statutory instruments as regards the entire subject matter
regulated by this consolidation law;
b) the functions attributed to regions with ordinary statutes by the decree
of the President of the Republic 14 January 1972, n.3;
c) the functions and the responsibilities attributed to the regions and
local government bodies by the legislative decree 31 March 1998, n.112.
Art. 12 - Regulations
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 73, d.p.r. 30 September 1963, n.1409, art.
73)
1. With the adoption of the decree of the President of the Republic passed
pursuant to article 17, clause 1, of law 23 August 1988, n.400, the
regulations for implementing the provisions of this Title are enacted.
2. Until the enactment of the regulations provided for in clause 1, the
regulatory provisions approved by royal decrees 2 October 1911, n.1163 and
30 January 1913 n. 363, to the degree applicable, shall remain in force as
well as any other regulatory provision regarding any of the provisions
contained in this Title.
3. The meaning of the term “regulations” as used in this Title, refers to
the measures enacted pursuant to clause 1.
Art. 13 - Notifications performed in accordance with earlier legislative
provisions
(law 1 June 1939, n.1089, art. 71)
1. Within the term laid down by the regulations, the ministry shall declare
the immovable property set out in article 2 for which the notifications
previously performed pursuant to law 20 June 1909 n.1909 and law 11 June
1922, n.778 have not been renewed or transcribed to be cultural heritage.
2. The notifications indicated in clause 1, remain valid, for the purposes
of this Title, up until the lapse of the term prescribed in the foregoing
clause 1.
3. The notifications made pursuant to articles 2, 3 and 5 of law 1 June 1939
n. 1089 and the declarations passed pursuant to article 36 of decree of the
President of the Republic 30 September 1963, n.1409 shall remain legally
enforceable.
Art. 14 - Collections held by trusts (“ex fidecommissarie”)
(law 1 June 1939, n.1089, art. 72)
1. The provisions regarding the artistic collections held in by trusts,
established by law 28 June 1871, n.286, law 8 July 1883, n.1461, royal
decree 23 November 1891, n.653 and law 7 February 1892, n.31.
Art. 15 - Supervision and co-operation
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 6, d.p.r 14 January 1972 n.3, art. 9, clause
1, letter a;
legislative decree 31 March 1998, n. 112, articles 148 - 155)
1. Supervision over cultural heritage is the responsibility of the ministry
and, as concerns cultural property for which administrative functions are
delegated, the regions.
2. The ministry will perform the superintendence of cultural heritage with
the co-operation of the regions.
3. The ministry and the regions will also co-operate on the drawing up and
definition of the executive arrangements for programmes of studies, research
and scientific initiatives also in collaboration with universities,
regarding cataloguing, inventory taking and restoration.
Art. 16 - Cataloguing
(Legislative decree 31 March 1998, n.112, art. 149, clause 4, letter e)
1. The ministry will ensure that cultural heritage is catalogued in order to
carry out a census on the national historical and artistic heritage
2. The regions, provinces and municipalities will see to the cataloguing of
the cultural heritage belonging to them and of the other cultural objects
found on their territory, and duly inform the ministry. The data will be
sent to national catalogue of cultural heritage.
3. Cataloguing shall be carried out according to the procedures and
arrangements laid down by the regulations, prior to the definition, with the
co-operation of the regions, of common methodologies for collecting and
gathering of data at a national level and the connecting the regional and
local data banks together in a single network.
4. The data on the declarations pursuant to article 6 and the lists provided
for by article 5, will be incorporated in the cataloguing and will be
treated separately from the other data, as their consultation is regulated
in such a way as to protect the safety of the cultural objects and the
protection of their confidentiality.
Art. 17 - Consultative function
(d.p.r. 3 December 1975, n.805, art. 8)
1. The sector committees of the national council for cultural heritage and
the environmental are available for facultative consultation as regards
especially important aspects of the measures laid down by this Title for the
protection and enhancement of cultural heritage.
2. The opinion of the committees indicated in the foregoing clause must be
obligatorily obtained as regards measures entailing expenditure that exceeds
the upper ceilings established by a ministerial executive order, after
having consulted the national council for cultural heritage and the
environmental.
Art. 18 - Special legislative measures
(d.p.r 20 September 1973, n. 791)
1. The provisions contained in the decree of the President of the Republic
of 20 September 1973, n. 791, on restoration and preventive maintenance work
on insular Venice, the isles of the lagoon and historic town-centre of
Chioggia and any other statutory provisions of special laws addressed to
single cities, architectural complexes and sites or areas of archaeological,
artistic or historical interest are excluded from the present consolidation
law.
Art. 19 - Cultural heritage of religious interest
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 8)
1. When dealing with cultural heritage of religious interest belonging to
bodies and institutions of the Catholic Church or other religious
confessions, the ministry and the regions to the degree to which they are
responsible, shall make arrangements, regarding the requirements of worship,
in agreement with the respective authorities.
2. Furthermore, the provisions reached on the basis of the agreements
pursuant to article 12 of the Agreement for the Modification to the Lateran
Concordat signed on 18 February 1984 and ratified and made executive with
law 25 March 1985, n.121, or the laws enacted on the basis of the agreements
reached, pursuant to article 8, clause 3, of the constitution, with other
religious confessions shall be observed.
Art. 20 - International conventions
1. Protection and enhancement activities shall be performed in conformity to
the principles of co-operation between states, and when international
organisations are involved, as established by conventions implemented in
Italy regarding the protection of the world's cultural heritage and that of
the single nations.
HEADING II
Preservation
Section I
Controls
Article 21 - The obligations of preservation
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 5, clause 2; art. 11, clauses 1 and 2; art.
12 clause 1; d.p.r 30 September 1963, n. 1409, art. 38, letter g and art. 42
clause 1; d.p.r 14 January 1972, n.3, art. 9, clause 1, letter a)
1. Cultural properties cannot be demolished or altered without the
authorisation of the ministry.
2. They cannot be used for purposes that are incompatible with their
historic or artistic character or such as would compromise their
preservation or integrity.
3. Collections cannot, for any reasons, be broken up without the
authorisation prescribed in clause 1.
4. Archives cannot be broken up for any reason and must be preserved as a
coherent whole. The transfer of complex functional sets of archival
documents of corporate bodies to subjects other than their proprietor,
possessor or holder is subject to the authorisation by the superintendent.
5. The elimination of documents in the archives of public archives or
private archives with considerable historic interest is subject to the
authorisation of the archival superintendent.
Art. 22 - Location
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 11, clauses 1 and 3, art. 12, clause 2)
1. Cultural heritage cannot be removed without the authorisation of the
ministry.
2. The objects belonging to the bodies as listed in article 5 remain fixed
in the place allotted to them in the indicated by the superintendency.
3. In case the transport of moveable objects belonging to private citizens,
and declared pursuant to art. 6, takes place following the change in the
holder's abode, the latter shall inform the superintendency in order that it
take those measures held to be necessary to ensure that the artefact will
not suffer damage.
4. The provisions of clauses 1 and 2, shall not apply to the current
archives of public bodies and the administrative and judiciary organs of the
state.
Art. 23 - Approval of projects for works of art
(law 1 June 1939, n.1089, art. 18, clause 1, d.p.r. 30 September 1963, n.
1409, art. 38, clause 1, letter d)
1. Proprietors, possessors or holders, whatever their legal rights, of
cultural objects listed under article 2, clause 1, letter a), b) and c) are
obliged to submit every kind of project for works of art that they intend to
carry out to the superintendency in order to obtain prior approval.
2. The approval measure replaces the authorisation set out in art. 21.
Art. 24 - Building measures
(law 15 May 1997, n.127, art. 12, clause 5)
1. The approval provided for by art. 23 regarding public and private
building measures is issued within ninety days from the presence of the
request without prejudice to the provisions set out in articles 25 and 26.
2. If the superintendency asks for clarifications or additional elements for
its ruling, the term indicated in clause 1 is suspended until the documents
in question are received.
3. In the case the superintendency makes a technical survey of the work in
question, with prior notification to the applicant, the term is suspended
for a period of no more than thirty days to enable the survey to be
completed. Once this term has elapsed, and subject to notification to
proceed within the following thirty days, approval is understood as
accepted.
Art. 25 - Conference of public offices
(d.p.r. 24 July 1977, n.616, art. 81; law 24 December 1993, n. 537, art. 2,
clause 14; d.p.r. 18 April 1994, n. 383, art. 3; law 7 August 1990, n. 241,
art. 14, art. 14-bis, art. 14-ter, art. 14-quarter as modified and
introduced by law 15 May 1997, n.127, art. 17).
1. In proceedings regarding public works impinging on cultural properties
subject to the provisions of this Title, in which recourse is made to a
conference among the various public offices involved, the approval indicated
by article 23 is issued by the ministry with a grounded declaration, based
upon the minutes of the foregoing conference, which will indicate the
constraints, if any, on the project.
2. If the ministry gives grounds for not accepting the application the
applying administration can request, on condition that no prior negative
environmental impact assessment exists, that the President of the Council of
Ministers see to the definite conclusion of the proceeding through a
deliberation by the Council of Ministers.
3. The administration that carries out the work is required to inform the
ministry that all the conditions for the approval have been satisfied.
Art. 26 - Environmental impact assessment
(law 8 July 1986, n. 349, art. 6; law 1 June, n. 1089, art. 20)
1. As regards work projects subject to environmental impact assessment
pursuant to art. 6 of law 8 July 1986, n.. 349, the approval required by
art. 23 shall be issued by the ministry on the basis of the project's
environmental compatibility and shall be based upon the definitive project
submitted for environmental impact assessment.
2. If from an examination of the project carried out pursuant to clause 1 it
appears that the work is not in any way compatible with the preservation
requirements of the cultural artefact upon which it will necessarily
impinge, the ministry will refuse its approval and communicate its decision
to the Ministry of the Environment. In this case, or in the case that the
Ministry of the Environment is contrary to the project, the environmental
impact assessment shall be concluded by a ruling against the project.
3. If in the course of the work, forms of conduct in contrast to the
approval received are found and, as such, endanger the integrity of the real
property subject to protection, the ministry will order the work to be
suspended.
Art. 27 - Urgent temporary measures
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 19)
1. In case of absolute urgency, indispensable provisional work can be
carried out to prevent notable damage occurring to the cultural artefact
subject to protection on condition that the superintendency is immediately
notified and presented with the projects for the definitive works in order
to receive approval as early as possible.
Art. 28 - Suspension of work
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 20)
1. The superintendent can order the suspension of work carried out in
contrast to the provisions of articles 23, 26 and 27 or carried out in
contrast to the arrangements approved.
2. The superintendent has the same powers as concerns work on the objects
indicated in article 2, clause 1, letters a), b) and c) and also when no
declaration as indicated in article 6 has been made.
3. In the case provided for by clause 2, the declaration procedure shall be
initiated no later than thirty days from the suspension order. If
notification is not received within this term, the suspension order shall be
deemed revoked.
Art. 29 - Superintending cultural heritage
(Legislative decree 31 March 1998, n. 112, articles 148 - 155)
1. Cultural heritage belonging to the State is subject to the
superintendence of the ministry as concerns their preservation, whoever may
have the use or hold them.
2. As concerns the application of articles 21, 22 and 23 to state
administrations or territorial public bodies, the ministry may act on the
basis of agreements and understandings.
Art. 30 - Superintending the records offices of state administrations
and depositing documents with state records offices
(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, articles 23, 24, 25, 27 and 32; d.p.r.
18 November 1965, n. 1478, art. 47; d.p.r. 30 December 1975, n.854, art.s 1
and 3)
1. The judicial and administrative bodies of the state will deposit with the
central archives of the state and other records offices or archives of the
state, the documents referring to matters concluded forty or more years
earlier, together with the instruments to guarantee their consultation. The
lists for military service and conscripts are deposited seventy years after
the year of birth of the men listed. Notary records offices shall deposit
the notary deeds received from notaries public who ceased their professional
work at least one hundred years earlier.
2. The superintendent of the central archive and the directors of the other
records offices can permit more recent documents to be deposited if there is
the danger of their being dispersed or damaged.
3. No deposit can be accepted if non-essential material has not been
excluded. The costs of the operations are to the account of the depositing
administration.
4. The archives of suppressed state offices or public bodies no longer in
existence are deposited with the central archives of the state and other
records offices of the state unless it is necessary that all or part of such
archives be transferred to other bodies.
5. Commissions are set up at the bodies indicated in clause 1, which will
include representatives of the ministry and the Ministry of the Interior,
for purposes of ascertaining that the current and deposited records are kept
correctly and will co-ordinate in order to define organisational, managerial
and conservation criteria for documents, propose the elimination of
non-essential material as indicated in clause 3, attend to the deposits as
in clause 1 and identify documents that should be kept confidential. The
make-up and operation of the commissions are governed by regulations. The
elimination of material is authorised by the ministry.
6 The provisions of the present article do not apply to the Ministry of
Foreign Affairs and nor do they apply to the supreme commands of the army,
navy and airforce as concerns military and operational documentation.
Art. 31 - Historical records of constitutional organs
(law 3 February 1971, n.147; law 13 November 1997, n. 395)
1. The Presidency of the Republic shall keep its records in its own
historical records office, on the basis of the rulings made by the President
of the Republic, with his own decree law, as proposed by the general
secretary of the Presidency of the Republic. The same decree will lay down
the arrangements for consulting and acceding to deeds kept in the historical
records office of the Presidency of the Republic.
2. The Chamber of Deputies and the Senate of the Republic keep their own
records in their own records office in the manner laid down by the
respective presidency offices.
3. The Constitutional Court keeps its own deeds in its own records office
pursuant to the provisions laid down by the regulations introduced in
conformity to article 14 of law 11 March 1953, n. 87 and article 4 of law 18
March 1958, n. 265 which replaced it.
Art. 32 - Inspection
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 9; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art.
38, clause 1, letter i)
1. In every moment the superintendents can proceed for previously announced
inspections to verify the existence and the state of conservation and
guarding of cultural heritage.
Art. 33 - Supervision of books
(d.p.r. 14 January 1972, n. 3, art. 9, clause 1, letter a)
1. The checks made for purposes of book conservation as provided for by the
present section under article 2, clause 2, letter c) are to be performed by
the region competent for the territory. In case of inaction by the region,
the ministry will take action pursuant to article 9, clause 3, of the decree
of the President of the Republic 14 January 1972, n. 3.
Section II
Restoration and other measures
Art. 34 - Definition of restoration
1. For purposes of the present Heading, restoration refers to work carried
out directly on an object for purposes of maintaining its material integrity
and ensuring that its cultural value is conserved and protected. In the case
of real estate situated in areas declared subject to seismic risk according
to the law in force at present, the restoration will include structural
amelioration measures.
Art. 35 - Authorisation and approval of the restoration
1. Restoration undertaken at the initiative of the owner, possessor or
holder of a cultural artefact subject to the provisions of this Title may be
authorised or approved pursuant to articles 21 and 23.
2. Upon the approval of the project, the superintendent will decide, at the
request of the interested party, if the project can benefit from state
contributions, and, if necessary, certify the state of necessity involved in
order to obtain the tax relief foreseen provided by law.
Art. 36 - Simplified town-planning procedures
1. The provisions that exclude simplified procedures for
town-planning-construction controls with regard to work impinging on
cultural artefacts do not apply to restoration work expressly approved
pursuant to article 23. For this purpose the superintendent will send a copy
of the approved project to the municipality concerned.
Art. 37 - Conservation measures
(law 1 June 1939, n. 1089, articles 14 and 16, clauses 1 and 2)
1. The ministry has the power to intervene directly to ensure that the
necessary measures are taken to conserve and prevent the deterioration of
cultural artefacts.
2. The ministry can require that a proprietor, possessor or holder undertake
the measures prescribed by clause 1. The expenses involved will be to the
account of the owner, unless otherwise provided for by article 41, clause 2.
Art. 38 - Execution procedure
(d.p.r. 22 April 1994, n. 368, articles 2 and 3)
1. For the purposes of article 37, the superintendent will draw up a
technical report and state the need for the work to be carried out.
2. The technical report will be notified to the owner, possessor or holder
of the artefact who has the right to submit observations within thirty days
from the notification.
3. If the superintendent decides that the direct execution of the
restoration measure is not necessary, he will communicate a term to the
proprietor, possessor or holder of the good in question within which the
latter must present an executive project for the work to be carried out, in
conformity to the foregoing technical report.
4. After presentation the project will be approved by the superintendent
together with any limitations that may be necessary and a term fixed for the
commencement of the work. As regards real estate, the project is transmitted
to the municipality concerned, which can formulate a grounded statement of
its opinion within thirty days from the reception of the notification.
5. If the proprietor, possessor or holder of the good does not comply with
the obligation to present a project or fails to modify it in the manner
indicated by the superintendent within the term laid down, or if the project
presented is not accepted, the restoration work will be carried out directly
by the ministry.
6. In urgent cases the ministry can order conservation measures to be taken
immediately.
Art. 39 - Conservation measures for books as cultural artefacts
(d.p.r. 14 January 1972, n. 3, art. 9, clause 1, letter d)
1. The measures indicated under articles 34 and 39 as regards cultural
artefacts set out under article 2, clause 2, letter c), will be adopted by
the ministry or the regions pursuant to article 9, clause 1, letter d) of
the d.p.r. 14 January 1972, n.3.
Art. 40 - Obligations regarding the conservation of archives
(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, article 30, clause 1, letter c;
article 38 clause 1, letter a)
1. Public bodies are obliged to keep their archives in order and to carry
out an inventory of their historical archives referring to records on
matters concluded at least forty years ago.
2. The proprietors, possessors or holders, for whatever reason, of private
archives of considerable historical interest are subject to the same
obligation.
3. The superintendents of public archives will supervise the observation of
the obligations set out in clauses 1 and 2.
Art. 41 - Public funding
(law 21 December 1961, n. 1552, article 3, clause 2; law 5 June 1986, n.
253, article 2)
1. The state has the power to contribute to the expenditure sustained by the
proprietor of a cultural artefact in carrying out restoration work for an
amount no greater than one half of the total costs.
2. For measures taken in conformity to article 37, the burden of the costs
can be sustained fully or in part by the state whenever the works are of
particular interest, or carried out on artefacts for the general use or
enjoyment by the public.
3. The provisions of clauses 1 and 2 also apply to measures for historical
records as governed by article 40.
4. The contributions provided under clauses 1 and 3 may also be extended to
ecclesiastical bodies or to institutions and associations of cult that are
proprietors, possessors or holders of archives that are, according to the
archival superintendent, of historical interest. Financial contributions are
provided on condition that the beneficiary observe the obligations of
conservation and public access as provided for records declared in
conformity to article 6, to be of notable public interest
Art. 42 - Distributing the contribution
(law 21 December 1961, n. 1552, art. 3, clause 2)
1. The contribution is provided by the ministry after the work has been
finished and inspected and is based upon the costs effectively borne by the
proprietor.
2. In the case of work performed pursuant to article 37, clause 2 and
article 40, clauses 1 and 2, advances may be provided on the basis of
regularly certified progress reports.
3. As regards the percentage of the contribution, account must be taken of
any other public contributions to be made.
Art. 43 - Interest subsidies
(law 21 December 1961, n. 1552, art. 3, clause 4, introduced by law 8
October 1997, n. 352, art. 5, clause 1)
1. The state may provide interest subsidies on loans arranged with credit
institutions to proprietors, possessors or holders of real estate subject to
the provisions of this Title in order to perform the restoration work
approved pursuant to article 23.
2. The ministry may authorise a contribution for a maximum amount
corresponding to the interest calculated at an annual rate of six percentage
points on capital loans. The loan is facilitated by a lien on the real
estate to which it refers.
3. The contribution is paid directly by the administration to the institute
of credit concerned on the basis of arrangements to be agreed between the
parties.
Art. 44 - Charges to the account of the proprietor
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 17)
1. For measures undertaken pursuant to article 37, clause 1, and article 38,
clause 5, the ministry will, by applying article 41, clause 2, set the
amount of the costs to be met by the proprietor.
2. For the collection of the sum calculated on the basis of clause 1,
recourse will be made to the legal instruments provided by law.
Art. 45 - Opening restored real estate property to the public
(law 21 December 1961, n. 1552, art. 3, clause 3;
law 8 October 1997, n . 352, art. 5, clause 2)
1. Privately owned real estate property, whose restoration was partially or
wholly financed by the state, or for which capital grants or interest
subsidies have been conceded, will be opened to the public on the basis of
arrangements to be fixed on a case by case basis by special agreements to be
stipulated between the ministry and the single proprietors.
2. The agreements will fix the term for the obligation of opening the
property to the public, taking account of the type of measures involved, the
artistic and historic value of the real estate and the cultural artefacts
therein.
Art. 46 - Restoration of state-owned cultural artefacts and used by another
administration
(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 33; d.p.r. 22 April 1994, n. 368,
art. 4)
1. The ministry will attend to the restoration needs of cultural artefacts
owned by the state, after consultation with the administration to which the
artefact has been entrusted or is in use. Subject to agreement with the
administration in question, the planning and execution of the measures on
real estate measures can be carried out by the administration itself,
without prejudice to the responsibility of the ministry for the approval of
the project and superintendence of the works.
2. For cultural artefacts held by local government bodies, the measures
foreseen by articles 37 and 38 are to be performed, except in cases of
absolute urgency, on the basis of agreements or subject to understandings
with the authorities concerned.
3. For the implementation of the measures indicated under clause 1 regarding
real estate the ministry transmits the project and communicates the
commencement of work to the municipality concerned.
4. The conservation measures for cultural artefacts that involve a number of
public and private subjects and which may call for institutional decisions
and the financial resources of the state, the regions and the local
authorities are planned, as a rule, on the basis of the procedures contained
under article 27 of law 8 June 1990, n. 142, article 2, clause 203, of law
23 December 1996, n. 662 and under articles 152 to 155 of the legislative
decree 31 March 1998, n. 112.
Art. 47 - Coercive custody
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 14, clause 2; d.p.r. 30 September 1963 n.
1409,
articles 33 & 44)
1. The ministry has the powers to transfer moveable cultural artefacts to
public institutes where they can be kept in temporary custody in order to
guarantee their safety, ensure their conservation or prevent their
deterioration, or whenever such measures are needed in order to perform
restoration work, including preliminary surveys and the documentation of an
artefact's state of conservation.
Art. 45 - Deposit in the archives of the state
(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, articles 34 and 39)
1. The private proprietors, possessors or holders of archives or single
documents may request that they be deposited at the competent state
archives.
2. Local authorities have the same right for their historical archives. The
costs of the deposit will be met by the local authorities.
Section III
Other forms of protection
Art. 49 - Indirect protective arrangements
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 21)
1. The ministry, also upon the proposal of the superintendent, has the power
to lay down distances, measures and other direct standards needed to avoid
endangering the integrity of objects of real estate subject to this
provisions of this Title, including damage to its prospective or natural
illumination or altering its environmental conditions and aesthetic setting.
2. The exercise of this power is independent of the provisions of building
regulations or town-planning tools.
3. The communication of the commencement of work will be performed with the
arrangements foreseen under article 7, clause 2, or, if on account of the
number of recipients involved makes the personal notification of the
communication impossible or particularly expensive, by means of appropriate
forms of advertising. In case of personal notification, the administration
has the power to adopt precautionary measures.
4. The indications set out on the basis of the present article are
transcribed onto land registries and will also apply to subsequent
proprietors, possessors and holders, whatever their legal rights, of the
cultural artefact in question.
5. In the case of real estate complexes, the provision contained in article
7, clause 3, will also be added to the communication.
Art. 50 - Advertising posters and hoardings
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 22, legislative decree 30 April 1992, n.
285, art. 23)
1. Placing or affixing posters or other advertising means on buildings or in
places of historic and artistic interest or near to them is prohibited. The
superintendent can authorise the placing or affixing of advertising only
when the appearance, environmental context and public enjoyment of such
buildings will not be susceptible to damage.
2. Placing advertising hoardings or other forms of advertising along the
roads situated in the area of and near to buildings or places of historical
and artistic interest is forbidden, unless authorised pursuant to article
23, clause 4, of the legislative decree 30 April 1992, n. 285, once the
superintendency has indicated that the location or type of sign is
compatible with the aesthetic setting, environmental context and public
enjoyment of the buildings or places subject to protection.
Art. 51 - Detachment of cultural artefacts
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 13)
1. Whoever orders and whoever removes frescos, coat of arms, graffiti,
memorial stones, inscriptions, tabernacles and other ornaments whether or
not on public view must obtain authorisation of the superintendent.
Art. 52 - Artists' studios
(Legislative decree 9 December 1986, n. 832, art. 4-bis added by the law
enacting
and modifying the decree 6 February 1987, n. 15)
1. The artists' studios whose content in terms of works of art, documents,
relics and similar are protected on account of their artistic value by means
of a ministerial order decreeing their non-removability from a building for
which any change to its designated use is simultaneously prohibited, shall
not be subject to the recovery remedies provided by law as regards the
leasing of urban real property.
2. The designated use of property as artists' studios and which for over
twenty years have been used for this function and which conform to the
traditional type of studio with skylight, cannot be modified.
Art. 53 - Commercial activities in areas of cultural value
(law 28 March 1991, n. 112, art. 3, clause 13)
1. The orders of the superintendent or the by-laws of the municipal police
will identify the areas of archaeological, historic and environmental value
in which commercial activities performed pursuant to law 28 March 1991, n.
112 are not permitted or permitted with particular limitations. In this
latter case, the performance of commercial activities is subordinated to the
issue of a permit by the superintendent which, as regards the sale of
foodstuffs and beverages, can only be issued to mobile installations.
2. The regional laws issued pursuant to article 28, clause 12 of legislative
decree 31 March 1998, n. 114 are exempt.
Heading III
Circulation in the national territory
Section I
Alienation and other modes of transfer
Art. 54 -Historic, artistic and archival artefacts classed as public
property
(Civil code, articles 822 and 824)
1. The cultural artefacts indicated in article 822 of the civil code
belonging to the state, regions, provinces and municipalities represent the
historic, artistic, archival and bibliographic artefacts comprising the
public domain and are subject to public domain law.
Art. 55 - Alienation subject to authorisation
(law 1 June 1939, n. 1089, articles 24, 26 and 27; d.p.r. 30 September 1963,
n. 1409, art. 18)
1. Alienation is subject to ministerial authorisation in the following
cases:
a) alienation of cultural artefacts belonging to the state, provinces,
municipalities that do not form part of the historical and cultural public
domain;
b) the cultural artefacts set out in article 2, clause 1, letters a) and b)
belonging to public bodies;
c) the collections or series of objects indicated under article 2, clause 1,
letter c) declared pursuant to article 6, clause 2, or parts of them.
2. The ministry can authorise the alienation of the cultural artefacts
indicated in clause 1, if they have no interest for public collections,
their alienation will not prejudice their conservation and the public
enjoyment of the artefacts in question will not be harmed.
3. The alienation of the cultural artefacts indicated in article 2, clause
1, letters a) and b) and subjection 4, letter c) belonging to private
non-profit making associations is also subject to authorisation. The
authorisation will be granted if no serious damage to their conservation or
the public enjoyment of the artefact ensues.
4. The archives of public bodies and the single documents of the state,
regions, provinces, local government authorities and other public bodies are
inalienable.
Art. 56 - Exchange authorisation
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 50)
1. The ministry can authorise the exchange of the artefacts indicated under
article 55 and the single artefacts belonging to public collections for
other artefacts belonging to both national and foreign bodies, institutes
and private citizens if as a result of the exchange the national cultural
heritage is enhanced or the public collections enriched.
2. For the artefacts indicated under article 2, clause 1, letter c), the
ministry will ask for the region to communicate its opinion within a
peremptory period of thirty days.
Art. 57 - Other cases of alienation
(law 1 June 1939, n.1089, art. 28)
1. The provisions of article 55 also apply to the stipulation of mortgages,
pledges and juristic acts that may entail the alienation of the cultural
artefacts indicated in this article.
2. The deeds that entail the alienation of cultural artefacts in favour of
the state, including their transfer to meet tax obligations, are not subject
to authorisation.
Art. 48 - Report
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 30; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art.
38, clause 1, letter e)
1. The deeds that, either wholly or in part, transfer the property or the
holding of cultural artefacts must be make known to the ministry.
2. Notification must be made within 30 days:
a) by the proprietor or holder of the artefact, in the case of alienation
with or without consideration;
b) by the buyer, in the case of transfer taking place for bankruptcy or
forced sale proceedings or by virtue of a judicial sentence that enforces an
incomplete contract of transfer.
c) by the heir or legatary in the case of succession under death.
3. The report is presented to the competent superintendent in the place
where the artefact is placed.
4. The report shall contain:
a) the personal particulars of the alienor and the purchaser;
b) identifying data on the artefact;
c) the indication of the place where the artefacts are to be found;
d) the indication of the nature and conditions of the alienation;
e) the indication of the alienor's domicile in Italy and that of the
purchaser for the purposes of notifying the communications, if any,
indicated in this Title.
5. A report failing to provide the information as at clause 4, or with
incomplete or imprecise information is considered non-presented.
Section II
Pre-emptive priority
Art. 59 - The right of pre-emptive priority
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 31, clauses 1, 2 and 3; art. 33;
d.p.r. 30 September 963, n. 409, art. 40)
1. The ministry has the powers to acquire alienated cultural artefacts for a
consideration at the price indicated in the alienation act.
2. If the artefact is alienated with other goods for a comprehensive
consideration or if monetary consideration is not established or if it is
exchanged for another good, the ministry will determine its economic value.
3. If the alienor is unwilling to accept the valuation of the ministry, the
artefact will be valued by a three-member commission, of whom one appointed
by the ministry, one by the alienor and the third by the president of a
court. The relative expenses will be anticipated by the alienor.
4. The commission's decision can be challenged in the case of error or
manifest unfairness.
5. The pre-emptive right can be exercised even when the artefact is given,
for whatever grounds, as payment.
Art. 60 - Conditions for the right of pre-emption
(law 1 June 1939, n. 5089, art. 31, clause 4, art. 32; d.p.r. 30 September
1963, n. 1409, art. 40; d.p.r. 14 January 1972, n. 3, art. 9, clause 1,
letter g)
1. The right of pre-emption can be exercised in the two-month period from
the receipt of the report indicated under article 58.
2. Within the term set out in the foregoing clause 1, the pre-emption order
must be notified to the alienor and the purchaser. The ownership of the
property passes to the state from the date of the final notification.
3. While the time limit indicated in clause 1 is pending, the deed of
alienation shall have no legal effect and the alienor is forbidden to
consign the artefact.
4. The clauses of the alienation contract are not binding upon the state.
5. In case the minister exercises the right of pre-emption on the part of
the alienated objects, the buyer is entitled to rescind the contract.
Art. 61 - Exercising the right of pre-emption
(Legislative decree 31 March 1998, n.112, art. 149, clause 5)
1. Upon receipt of a report of a deed subject to pre-emption, the
superintendent will immediately inform the region, province and municipality
in which the artefact is found. In the case of a moveable artefact, the
region will make the information concerning the deed public through its
Official Bulletin and if necessary through other appropriate forms of
publicity at national level, together with a description of the work and the
relative price.
2. The regions, province and municipality, within forty days from the
report, may formulate a pre-emption proposal to the ministry stating their
irrevocable intention to acquire the artefact and to make payment to the
alienor.
3. If the ministry foregoes to make the purchase itself, it will issue
within the term laid down by article 60, clause 1, the pre-emption order on
behalf of the public body making the request.
Section III
Commerce
Art. 62 - Obligation to report commercial activities and keep a register
(Royal decree 18 June 1931, n. 773, art. 126 and art. 128; law 1 March 1975,
n. 44, art. 10)
1. Whoever trades in the goods listed in attachment A to this consolidation
law, shall send the superintendent and region a copy of the declaration
pursuant to art. 132 of the consolidation law of the laws of public order,
approved by royal decree 18 June 1931, n. 773.
2. The subjects indicated under clause 1, shall make a daily entries in the
register indicated under article 136 of the consolidation law of the laws of
public order, of all the operations carried out as well as describing the
characteristics of the goods bought or sold in the manner set out in the
regulations. The register must be exhibited to the functionaries of the
ministry and the region upon request.
3. The superintendent will verify, with periodic inspections at half-yearly
periods or more, that the register is being kept and that the records
therein contained are veracious. The inspection report is notified to the
persons interested and to the local police authorities.
Art. 63 - Certificates of authenticity and origin
(law 20 November 1971, n. 1062, art. 2)
1. Whoever conducts retail sales activity or exhibits paintings, sculptures,
graphic art, objects of antiquity or historical or archaeological interest
is obliged to exhibit to the buyer the certificates of authenticity and
origin of the works of art and the objects found in the shop or in the
gallery.
2. When the parties indicated in clause 1 make a sale they are required to
issue the buyer with a photograph of the work of art or the object with a
declaration of authenticity and origin on the back signed by themselves.
Art. 64 - Trade in documents
(d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art. 37, clauses 3, 4 and 5)
1. The owners of auction houses and the public officers in charge of the
sale of moveable artefacts are obliged to communicate the list of archival
artefacts placed on sale to the archival superintendent.
2. Within three months from the communication indicated in clause 1, the
minister can issue orders pursuant to article 6, clause 2.
Heading IV
Circulation outside Italy
Section I
Entry into and exit from the national territory
Art. 65 - Restraints on exits from the national territory
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 35, replaced by executive order 5 July 1972,
n. 288, art. 1, enacted with modifications as law 8 August 1972, n. 487 and
by law 30 March 1998, n. 88, art. 17; executive order 5 July 1972 n.288,
art. 2, enacted with modifications as law 8 August 1972, n.487)
1. The export of artefacts indicated under article 2 and under article 3,
clause 1, letters d), e) and f) is forbidden unless provided for under
article 69, clause 9.
2. Consequently, the exit of the following artefacts are forbidden:
a) the artefacts declared pursuant to article 6;
b) specific categories of artefacts indicated under clause 1 with regard to
their objective characteristics, the origin or ownership, when the export of
individual items belonging to said categories, shall be damaging for the
national heritage as safeguarded by this Title. The prohibition on export is
ordered as a preventive measure and for defined periods, by the ministry
after having consulted the competent sector committee of the national
council for cultural heritage and the environmental.
Art. 66 - Certification of free circulation
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 36, replaced by law 30 March 1998, n. 88,
art. 18)
1. Whoever intends to take the cultural artefacts set out in article 65
outside the territory of Italy must communicate this intention and present
them to the offices responsible for the exportation of such items. The venal
value of each item must be indicated in order to obtain the certification of
free circulation.
2. Within three days from the presentation of the item, the office
responsible for exportation will inform the competent office of the main
administration, which, within ten successive days, may veto the release of
the certification of free circulation.
3. The office responsible for exportation, having ascertained the
appropriateness of the value ascribed to the item, will issue the
certification of free circulation or present the reasons for not issuing the
certification.
4. The certification of free circulation cannot be issued earlier than
fifteen days or later than forty days from the presentation of the item.
5. In deciding upon the issue of certification of free circulation, the
offices responsible for exportation shall apply the general guidelines laid
down by the sector committee designated by the national council for cultural
heritage and the environment.
6. The certification of free circulation is valid for three years and made
out in three copies of which:
a) one is filed among the acts of the office;
b) a second is issued to the applicant and must accompany the items;
c) a third is sent to the central office of the ministry to be entered on
the official register of certifications.
7. In the case that certification is refused, the items will be subject to
the provisions of article 6.
8. For cultural artefacts belonging to the regions or to bodies supervised
by them, the office for exportation will consult the region concerned, whose
opinion must be transmitted within a peremptory term of thirty days from the
reception of the request and, if negative, this shall be binding upon the
office's decision.
9. The foregoing provisions shall not prejudice the responsibilities
delegated to the regions for the exportation of cultural artefacts as
indicated in article 2, clause 2, letter c).
Art. 67 - Appeal
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 37; replaced by legislative decree 5 July
1972, n.288, art. 6, enacted as law 8 August 1972, n. 487 and law 30 March
1998, n. 88, art. 19; legislative decree 3 February 1993, n. 29, art. 16,
replaced by legislative decree 31 March 1998, n. 80, art. 11; legislative
decree 20 October 1998, n.368, art. 4)
1. If an application is refused the interested party can appeal to the
director general, within the following thirty days.
2. A copy of the appeal shall be simultaneously transmitted to the office
for exportation concerned;
3. The director general, after consultation with the responsible sector
committee of the national council for cultural heritage and the environment,
will make a ruling within ninety days from the presentation of the appeal.
4. If the director general accepts the appeal, the office of exportation
will issue the certification of free circulation within the following twenty
days.
Art. 68 - Compulsory purchase
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 39, replaced by law 30 March 1998; n. 88,
art. 20)
1. The office of exportation can propose the compulsory purchase to the
ministry or the regions of the item for which a certification of free
circulation is applied for, and simultaneously informing the applicant, In
this case, the term for the issue of the relative certification will be
extended by an additional sixty days.
2. Within a term of ninety days from the original notification, the ministry
or the region in which the office for exportation is situated shall have the
right to purchase the item for the value indicated in the notification.
Art. 69 - Temporary exit
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 40, replaced by law 30 March 1998, n. 88,
art. 22; law 2 April 1950, n. 328, articles 1, 2, 3, 4 and 5; law 8 October
1997, n. 352, art. 2)
1. The cultural artefacts to which the prohibition indicated in article 65,
clauses 1 and 2, refers may be temporarily exported for exhibitions, fairs
and art events of important cultural interest on condition that their safety
is guaranteed and they shall remain unimpaired.
2. The following artefacts may not be temporally exported:
a) items that would be exposed to damage during transport or during
detention in unfavourable environmental conditions;
b) items that constitute the principal or a significant and essential part
of a museum, art-gallery, gallery, archive or library or an artistic or
bibliographic collection.
3. For the purpose of temporary export regulated by clause 1, the interested
party must request the consensus of the ministry and indicate the person or
body responsible for the item whilst outside the country
4. The ministry can issue or refuse the exit permit, detailing the
provisions to be observed. The permit will indicate the maximum period
indicate the maximum period by which the item will be returned into Italy,
which in no case may exceed one year. The term indicated in the permit may
be extended upon application by the interested party but without prejudice
to the foregoing maximum period of time.
5. The permit is in any case subject to the insurance of the artefact by the
interested party for the value established by the ministry.
6. For exhibitions and events promoted abroad by the ministry or, with the
participation of the state, public bodies, Italian cultural institutes
abroad, or by supranational organisations, the insurance can be replaced by
the assumption of the relative risks by the state.
7. The issue of state guarantees will take the form of a ministerial order,
endorsed by the Ministry of the Treasury and Budget and Economic Planning.
8. The exit of the artefact will be guaranteed by sureties in the form of a
guarantee policy for an amount 10% higher than the estimated value of the
item, issued by a bank or an insurance company. The surety will become
payable to the state administration if the items given a temporary exit
permit do not return to Italy within the time allotted. A surety is not
required for items belonging to the state or the public administrations. The
ministry may waive the obligation of surety for particularly important
cultural institutes.
9. Means of transport older than seventy-five years may exit temporarily
from the national territory in order to participate in exhibitions and
international rallies. They are exempt the foregoing clauses, unless they
are subject to the interest indicated in article 2.
Art. 70 - Entry into the national territory
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 39-bis, added by law 30 March 1998, n. 88,
art. 21)
1. The shipment into Italy of the artefacts indicated in article 65 from a
member nation of the European Union or their importation from third
countries may be certified, upon request, by the office of exportation.
2. The certificate attesting that importation has taken place is issued in
conformity to the procedures and arrangements laid down by the regulations.
3. The certificate attesting that shipment has taken place is issued on the
basis of suitable documentation for the identification of the artefact and
for determining its origin, supplied or authenticated by an authority of the
forwarding member state.
Section II
Exportation from the territory of the European Union
Art. 71 - Denominations
(law 30 March 1998, n. 88, art. 1)
1. In the present section and in section III of this Heading and in section
II of Heading VII the under-mentioned terms shall be understood as follows:
a) “EEC regulation” and “EEC directive” refer, respectively, to the (EEC)
regulations n. 3911/92 of the Council of 9 December 1992, as modified by the
(EC) regulation n. 2469/96 of the Council of 16 December 1996, and to
directive 93/7/CEE of the Council of 15 March 1993, as modified by the
directive 96/100/CE f the European Parliament and the Council, of 17
February 1997;
b) “applying state”, refers to the member state of the European Union that
undertakes the return of the artefact pursuant to section III.
Art. 72 - Exportation of cultural artefacts outside the territory of the
European Union
(law 30 March 1998, n.88, art. 11)
1. The exportation of the cultural artefacts indicated in attachment A of
this consolidated statement of law is governed by EEC regulations and by the
present article.
2. The exportation licence provided for by article 2 of the EEC regulations
will be issued by the office for exportation together with the certification
of free circulation provided for by article 66, clause 3 and it is valid for
six months. The export licence is also issued by the same office that issued
the free circulation certification within the preceding thirty months.
3. In case of the temporary export of an artefact listed in attachment A to
the present text, the office of exportation will issue a temporary export
licence in conformity to the approval given by the ministry under article
69, clause 4.
4. The provision of section I of his Heading and of article 134 shall not
apply to cultural artefacts entering the territory of the sate and
accompanied by an export licence issued by another member state of the
European Union, in conformity to article 2 of the EEC regulations, for the
duration of the licence's validity.
5. For purposes of the EEC regulations in question, the offices of
exportation of the ministry are the competent offices to issue export
licences for cultural artefacts. The ministry will draw up and conserve a
list of licences and will communicate any modifications to the European
Commission within two months from their introduction.
Section III
Return of cultural objects illegally exported from the territory of a member
state of the European Union.
Art. 73 - Restitution
(law 30 March 1998, n. 88, art. 2)
1. Cultural objects illegally exported from the territory of one member
state of the European Union after 31 December 1992 shall be returned
pursuant to the provision of the present section.
2. Cultural objects are those items considered, after their exit from the
territories of the petitioning state, as part of the national cultural
heritage of that nation, pursuant to the laws in force therein, as
established by article 30 of the founding treaty of the European Economic
Community, ratified and made enforceable by law 14 October 1957, n. 1203,
and replaced by article 5 of the Treaty of Amsterdam, ratified and made
enforceable with law 16 June 1998 n. 209.
3. The return is admissible for cultural objects belong to one of the
following categories:
a) cultural objects listed in attachment A;
b) artefacts belonging to public collections, itemised in the inventories of
museums, public records offices and libraries collections of documents on
historical or artistic figures or events. The term public refers to
collections owned by the state, other authorities in the territory, bodies
qualified as public pursuant to national legislation as well as collections
funded to a significant degree by the state or other public bodies within
the territory;
c) artefacts included in ecclesiastical inventories.
4. Taking cultural artefacts out of the territory of a member state in
violation of the EEC regulations or of the legislation of the petitioning
state on the protection of national cultural heritage is illegal as also the
failure to return them within the terms specified for their exit or
temporary export.
5. Artefacts subject to temporary exit or exportation are also considered
illegally taken out of the country if the provisions instituted by the
measure provided for in article 69 clause 4, are violated.
6. Return is admissible if the conditions indicated in clauses 4 and 5
obtain at the moment when the application is advanced.
Art. 74 - Assistance and co-operation in favour of EU states
(law 30 March 1998, n. 88, art. 3)
1. The central authority provided for by article 3 of the EEC directive is,
for Italy, the ministry. It shall, for the various responsibilities
indicated in the directive, avail itself of its central and peripheral
organs as well as the co-operation of other ministries, other organs of the
state, the regions and other government local and territorial authorities.
2. As concerns the location and return of cultural artefacts forming part of
the heritage of another member state, the ministry:
a) will declare it willingness to co-operate with the competent authorities
of the other member states of the European Union;
b) will have research carried out throughout the entire national territory,
for purposes of locating the artefact and the identification of whoever
possesses or detains it. The research will be initiated upon the request of
the petitioning state, and will be accompanied by every type of document and
information useful for assisting the enquiries, with particular attention
being paid to the item's location.
c) notifies the interested states of the discovery within the national
territory of a cultural artefact whose illegal entry can be presumed from
precise and concordant items of evidence;
d) facilitates the operations undertaken by the member state directly
concerned in order to ascertain that the premises indicated in article 73
obtain with regard to the item on which the notification of presumed illegal
exit has been made, pursuant to letter c), on condition that such operations
are performed within three months from the date of notification. If the
verification is not made within the prescribed term the provision indicated
in letter e) are not applicable;
e) orders, where necessary, the removal and temporary custody of the
artefact in public institutions, as well as every other measure necessary
for the conservation of the item.
f) favours the amicable settlement between the petitioning state and the
owner or holder of the artefact of all controversies regarding its return.
For this purpose, and taking account of the quality of the subjects and the
nature of the artefact, the ministry can propose the settlement of the
controversy through arbitration in conformity to Italian legislation to the
petitioning state and to the subjects owning or holding the item and procure
a formal agreement from both parties to implement it.
Art. 75 - Action of detinue
(law 30 March 1998, n. 88, art. 4)
1. The member states of the European Union can undertake an action of
detinue before the ordinary courts of law for cultural artefacts illegally
taken out of their territories on the basis of the provisions of article 73.
2. The action is brought in the court in whose jurisdiction the artefact is
found.
3. In addition to the requisites indicated in article 163 of the code of
civil procedure, the summons must contain:
a) a descriptive document of the artefact requested that certifies it as a
cultural artefact;
b) a declaration by the competent authorities of the petitioning state
regarding the illegal exit of the item from the national territory.
4. The summons shall also be notified to the ministry in order that it can
be recorded in the special register set up to file judicial requests for
restitution.
5. The ministry after having filed a request shall immediately notify the
fact to the central authorities of the other states.
Art. 76 - Limitation period for legal action
(law 30 March 1998, n. 88, art. 5)
1. Action of detinue can be brought within the peremptory term of one year
commencing from the day on which the petitioning state was notified that the
artefact illegally taken out of its territory was to be found in a specified
place and its owner or holder had been identified.
2. The action of detinue will, in any case, be subject to a limitation
period of thirty years from the day on which the artefact was illegally
taken out of the territory of the petitioning state.
3. The action of detinue is not subject to limitation as regards the items
indicated in article 73, clause 3, letters b) and c).
Art. 77 - Indemnity
(law 30 March 1998, n. 88, art. 6)
1. The court, in ordering the return of the artefact, can award damages on
the basis of equitable criteria upon the request of the interested party.
2. In order to obtain the indemnity indicated in clause 1, the interested
party must demonstrate to have come into possession of the artefact in good
faith
3. The subject that has come into possession of the artefact by hereditary
donation or legacy cannot benefit from a position more favourable than that
of his/her predecessor in title.
4. The petitioning state that is required to pay an indemnity can recoup the
loss by taking action against the subject resident in Italy, responsible for
the illegal sale of the artefact.
Art. 78 - Payment of indemnity
(law 30 March 1998, n. 88, art. 7)
1. The indemnity will be paid by the petitioning state at the same time as
the artefact is returned.
2. The payment and the return of the artefact is minuted in a procès verbal
drawn up by a judicial official, in the presence of a notary public, or by
functions appointed for this purpose by the ministry, of which a copy is
issued to the ministry.
3. The procès verbal indicated in clause 2 represents suitable grounds for
the cancellation of the registration of the judicial application.
Art. 79 - Temporary custody of artefacts and other duties
(law 30 March 1998, n. 88, art. 8)
1. The costs of the research for and removal and temporary custody of the
artefact to be returned are to the account of the petitioning state, as well
as those ensuing from the application of article 74 and the implementation
of the sentence ordering the restitution.
Art. 80 - Action of detinue on behalf of Italy
(law 30 March 1998, n. 88, art. 9)
1. Actions of detinue for cultural artefacts illegally taken out of the
Italian territory are brought by the ministry, in agreement with the
Ministry of Foreign Affairs, before a court of the member state in which the
cultural artefact is found.
2. the ministry will avail itself of the Attorney General's office.
Art. 81 - Destination of a returned cultural object
(law 30 March 1998, n. 88, art. 10)
1. When the cultural object does not belong to the state, the ministry will
take charge of its custody until delivered to its lawful owner.
2. The return of the cultural object is subordinated to the reimbursement of
the expenses sustained by the state for the restitution proceeding and the
custody of the item.
3. When the lawful owner or holder of the cultural object is not known, the
ministry will publish the news of the restitution proceeding in the Official
Gazette of the Italian Republic as well as through other forms of publicity.
4. If whoever has right to the return of the cultural object, does not
advance a request in this sense within five years from the date of
publication in the Official Gazette of the notification indicated in clause
3, the artefact will become state property. The competent office of the
central administration, after consultation with the competent sector
committee of the national council for cultural heritage and the environment
and the regions concerned, will arrange for the artefact to be assigned to a
museum, library or records office of the state, a region or other public
body in order to ensure the best protection for it as well as making it
available to the public enjoyment in the most appropriate cultural context.
Art. 82 - Informing the European Commission and the Italian Parliament
(law 30 March 1998, n. 88, art. 14)
1. The ministry will inform the commission of the European community about
the measures adopted by Italy to ensure the implementation of the EEC
regulations and shall acquire similar information communicated to the
Commission from the other member states.
2. The ministry shall submit an annual report to Parliament on the
implementation of the present Heading, as also on the implementation of the
EEC directive and the EEC directive in Italy and the other member states as
an attachment to ministry's budget statement.
3. The ministry, having consulted the national council for cultural heritage
and the environment, will, every three years, draw up the report for the
Commission indicated in clause 1 regarding the application of the EEC
regulation and the EEC directive. The report will be submitted to
Parliament.
Art. 83 - A data bank on stolen cultural artefacts
(law 30 March 1998, n. 88, n. 15)
1. A data bank will be set up at the ministry on stolen cultural artefacts.
2. The arrangements for implementing the data bank will be governed by
specific regulations.
Art. 84 - Agreements with other member states of the European Union
(law 30 March 1998, n. 88, n. 16)
1. For the purpose of promoting and facilitating reciprocal knowledge of the
cultural heritage as also the legislation and organisations set up to
protect it in the various member nations of the European Union, the ministry
will seek to make appropriate agreements with the corresponding authorities
in the other states.
Heading V
Findings and discoveries
Art. 85 - Search for cultural heritage
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 43)
1. Archaeological research and, in general, work undertaken to discover the
cultural objects listed under article 2, in any part of the national
territory, are the exclusive competence of the state.
2. For the purposes of clause 1, the ministry can through an executive order
arrange for the temporary occupancy of real estate in which such research
must be undertaken.
3. The owner of the real estate has the right to be indemnified for the
damage sustained, which, in the case of disagreement, shall be established
by the provisions under article 65 and subsequent provisions of law 25 June
1965, n. 2359. The ministry can hand over to the owner those cultural
artefacts, or part thereof, which are not of interest to the collections of
the state.
Art. 86 - The concession of research
(law 1 June 1939, n. 1089, articles 45 and 47)
1. The ministry can entrust the research and other works indicated in
article 85 to organisations and private citizens and issue a decree of
occupancy of the real estate where the work is to be performed on behalf of
the concessionaire.
2. The concessionaire must observe, in addition to the provisions relating
to the act of concession, all those other provisions that the administration
may deem appropriate to prescribe.
3. In case of non-compliance, the concession will be revoked.
4. The concession may also be revoked when the ministry decides to replace
the concessionaire in the execution or the continuation of the work. In this
case the state will only reimburse the expenses sustained for the work
carried out and the relative costs will be fixed by the ministry.
5. If the concessionaire deems the ministerial assessment unacceptable, the
amount of money may be established by a technical surveyor appointed by the
president of a court. The relative costs will be anticipated by the
concessionaire.
6. The concession indicated in clause 1, may also be given to the owner of
the real estate on which the work will be carried out.
Art. 87 - Fortuitous discoveries
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 48)
1. Whoever makes the fortuitous discovery of the moveable or immovable
property listed under article 2 must report the finding to the
superintendent or mayor, or to the police within the following twenty-four
hours and also see to the temporary custody of such objects, leaving them in
the conditions and place where they were found.
2. In the case of moveable objects whose custody cannot be otherwise
ensured, the finder has the right to remove them in order to guarantee their
security and conservation until the visit of the competent authorities, and,
if necessary, the finder may solicit the assistance of the police.
3. The obligation of conservation and custody as indicated in clauses 1 and
2 applies to every person holding fortuitously discovered artefacts.
4. Any costs sustained for custody and removal will be reimbursed by the
ministry.
Art. 88 - Ownership and classification of discovered cultural objects
(law 1 June 1939, n.1089, articles 44, 46, 47 and 49)
1. The objects indicated in article 2, by whomever and however discovered,
belong to the state. Depending on whether they are immovable or moveable
property they shall be classified, respectively, as part of inalienable
property or heritage of the state pursuant to articles 822 and 826 of the
civil code.
Art. 89 - Rewards for discovered cultural objects
(law 1 June 1939, n. 1089, articles 44, 46, 47, 49 and 50)
1. The ministry will pay a reward not superior to one quarter of the value
of the items found to:
a) the owner of the real estate on which the discovery was made;
b) the concessionaire as set out in article 86;
c) the finder who has fulfilled this obligations as provided for by article
87.
2. If the owner of the real estate has obtained the concession provided for
by article 86, and in this capacity discovers an artefact, he has the right
to a reward non greater than one half the value of the items found.
3. No reward is due to the finder of an object who broke into and searched
the property of other persons without the consent of the owner or possessor.
4. The reward may be paid in money or by the consignment of part of the
items discovered.
Art. 90 - The calculation of the reward
(law 1 June 1939, n. 1089, articles 44, 46, 47, 49 and 50)
1. The ministry will make provision for the calculation of the prize due to
the parties entitled to it pursuant to article 89, subject to the valuation
of the items found. At the request of the entitled parties who do not accept
the estimate of the ministry, the value of the items found will be
established by a three-member commission of which one member to be appointed
by the ministry, one by the applicant and the third by the president of a
court. The costs of the assessment will be advanced by the applicant.
2. The ruling of the commission may be appealed against in the case of error
or manifest unfairness.
Heading VI
Enhancement and public enjoyment of cultural heritage
Section I
Compulsory purchase
Art. 91 - The compulsory purchase of cultural heritage
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 54, d.p.r. 30 September 1963 n. 1409, art.
45; d.p.r. 14 January 1972, n. 3, art. 9, clause 1, letter e)
1. Moveable and immovable cultural property can be expropriated by the
ministry for the public use when the compulsory purchase is made to satisfy
an important need to improve the conditions under which cultural heritage is
protected for purposes of their enjoyment by the public.
2. The compulsory purchase made be carried out in favour of the regions, the
provinces, the municipalities or of another public body or private
non-profit making corporation.
Art. 92 - Compulsory purchase for instrumental purposes
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 55)
1. Areas and buildings can be expropriated for public use when these
measures are necessary to isolate or restore monuments, provide them with
natural lighting or prospective, guarantee or enhance their aesthetic
setting or enjoyment by the public or facilitate access to them.
Art. 93 - Compulsory purchase for archaeological interest
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 56)
1. The ministry can expropriate real estate in order to carry out measures
of archaeological interest or to discover cultural objects.
Art. 94 - The declaration of public use
(law 1 June 1939, n. 1089, n. 57, d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art.
45, clause 2, legislative decree 31 March 1998, n. 112, art. 152, clause 3,
letters a and b)
1. The declaration of public use is made by a ministerial order, or, in the
case of article 92, by a statutory act of a region.
2. In the cases provided for by articles 92 and 93, the approval of the
project has the force of a declaration of public use.
Art. 95 - Indemnity for the compulsory purchase of cultural artefacts
(Royal decree 30 January 1913, n. 363, art. 70; d.p.r. 30 September 1963, n.
1409, art. 45,
clause 1)
1. In the case of article 91, the indemnity will consist in the fair price
that the artefact would bring in a freely contracted sale within the
territory of the sale.
2. The compulsory purchase decree is issued by a prefect after the
consignment of the indemnity offer by the expropriator and accepted by the
expropriated, or assessed by a surveyor appointed by the president of a
court.
Art. 96 - Reference to general provisions
(Royal decree 30 January 1913, n. 363, art. 68)
1. In the cases governed by articles 91 and 93 the indemnities and
compulsory purchase procedures are regulated by the general provisions on
the subject matter of the condemnation of property under the power of
eminent domain for public works.
Art. 97 - Enhancing measures
1. Measures aimed at enhancing the cultural value of cultural heritage are
subject to the provisions of Heading II of the present Title insofar as they
may apply.
Section II
Enjoyment
Art. 98 - State property
(Civil code, art. 822)
1. The cultural artefacts indicated in article 54 are to be used for the
public enjoyment.
Art. 99 - Opening of public museums, monuments, archaeological areas and
parks, public records offices and libraries
(law 23 July 1980, n. 502, art. 1, replaced by law 27 June 1985, n. 332,
art. 1; d.p.r. 5 July 1995, n. 417, art. 27; ministerial order 11 December
1997, n. 507, art. 5, clause 1)
1. The opening to the public of museums, monuments, state-owned
archaeological areas and parks, public records offices and public state
libraries is subject to ministerial regulations.
2. For the purposes of clause 1 the meaning of the following terms is as
follows:
a) museum: a structure organised for the conservation, optimisation of
cultural use and public enjoyment of cultural artefacts, whatever the name
of such a structure may be;
b) archaeological area: a site on which the remains are found of a building
complex originally constructed for multiple functions and purposes.
c) archaeological park: territorial precincts featuring important
archaeological remains as well as important historical, landscape or
environmental values and functioning as an open-air museum with a series of
planned itineraries and didactic aids designed to facilitate the visitors'
comprehension of the artefacts therein.
Art. 100 - Entrance tickets
(law 25 March 1997, n. 78, art. 1, clauses 2, 3 and 4)
1. Entrance to the places listed in article 99, clause 1, is usually
regulated by the payment of an entrance fee;
2. Regulations will establish:
a) cases of free access and free entrance;
b) the fee classes and the criteria for fixing them. The fee will include
the charges deriving from the stipulation of the conventions provided for
under letter c);
c) the arrangements for issuing, distributing and selling entrance tickets,
representative of the foregoing fees, as also the collection of the relative
revenue, including agreements reached with private and public subjects.
Modern information technology may be use to manage entrance tickets,
including presale and sale through authorised third-parties;
d) the percentage of revenues from the sale of tickets to be allotted to the
national council for the welfare and social security of painters, sculptors,
musicians, writers and dramatists.
3. The revenues from the sale of entrance tickets are to be destined to the
structural and functional improvement of the premises used to house the
museums, galleries, archives and libraries of the state, to fire-prevention
measures, to the installation of anti-burglar systems and any other measure
designed to prevent theft in the foregoing premises as well as to the
expropriation and purchase, including the exercise of the right of
pre-emption by the state of artefacts of historical and/ or artistic
interest. The Ministry of the Treasury, Budget and Economic Planning is
authorised to reassign with its own executive orders the revenues accruing
to the account of the state pursuant to the present article to the pertinent
base items of the budget.
Art. 101 - Research and reading in state public records offices and public
state libraries
(d.p.r. 5 July 1995, n. 417, art. 47; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409,
art. 28)
1. No charges are made for research and reading in the archives of the state
and in public state libraries when undertaken for purposes of study.
Art. 102 - Shows and exhibitions
(law 2 April 1950, n. 328, articles 6 and 7; d.p.r. 22 December 1986, n.
917, art. 13-bis, letter h)
1. The ministry will make a declaration, at the request of the interested
party, attesting the significant academic or cultural interest of shows or
exhibitions of works of art for tax relief purposes.
2. The following loans to a show or exhibition will be subject to
ministerial authorisation:
a) works of art belonging to the state, for which the competent office has
given its approval;
b) works of art constituting cultural artefacts pursuant to article 2,
clause 1, letter a), owned by public bodies and non-profit making
corporations, or declared as such pursuant to article 6;
c) archival artefacts
3. The request for authorisation must be presented at least four months
before the date scheduled for the event and must indicate the subject
responsible for the custody of the objects on loan.
4. The regulations will set out the criteria for the issue of the
authorisation in question, which shall correspond to the requirements of the
wellbeing and public enjoyment of the works of art.
5. The authorisation can be subordinated to the adoption of the necessary
measures for the protection of the works.
6. The authorisation provided for by clause 2 produces the effects of that
foreseen by article 22.
7. The provision set out in the present article will be adopted by the
regions in the circumstances indicated in the d.p.r. 14 January 1972.
Art. 103 - Supervision
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 7)
1. The ministry, with the assistance of the regions, shall exercise suitable
supervision in order to ensure that the rights of use and enjoyment that the
public has acquired on the artefacts subject to the present Title are
observed.
Art. 104 - Co-operation with regions and local government authorities
(Legislative decree 31 March 1998, n. 112, art. 152)
1. The ministry, the regions and the local government authorities shall
co-operate on the promotion and development of cultural artefacts in the
manner laid down in article 152 of legislative decree 31 March 1998, n. 112.
Art. 105 - Agreements for the promotion of fruition
(law 8 October 1997, n. 352, art. 8)
1. In order to promote and develop the fruition of cultural artefacts the
ministry, in addition to reaching agreements with public administrations and
other private subjects, can stipulate special agreements with voluntary
associations that perform activities aimed at the protection and
dissemination of knowledge of cultural artefacts.
Art. 106 - Public visits to cultural heritage
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 53)
1. The public for cultural reasons can visit the following properties:
a) the real estate property indicated in article 2, clause 1, letters a) and
b) which have been declared to be of cultural interest pursuant to article 6
that are of exceptional interest;
b) the collections declared to be of interest pursuant to article 6.
2. The exceptional interest of the real estate property indicated under
letter a) of clause 1 shall be formally declared by a deed of the ministry,
after consultation with the proprietor;
3. The arrangements for visiting the real estate property shall be agreed
with the proprietor. In the case of failure to reach agreement, such
arrangements can be laid down by the ministry taking due account of the
former's domiciliary and property requirements.
4. The provision of article 45 shall not be prejudiced by the provisions of
the present article.
Art. 107 - Access to State archives
(d.p.r. 30 September 1963, n.1409, art. 21; d.p.r. 30 September 1975, n.
854, articles 1 and 6)
1. The documents kept in the archives/ public records offices of the state
may be freely consulted, with the exception of those declared to be
confidential pursuant to article 110 on foreign or domestic policy, which
may be consulted only fifty years after the date of their production, as
also those documents kept confidential for reasons of personal privacy, and
which can be consulted after seventy years from the date of their
production. The documents on penal proceedings can be consulted seventy
years after the date on which the judicial proceeding was concluded.
2. The Ministry of the Interior, in agreement with the ministry, may permit
the consultation of reserved documents for reasons of study even before the
expiry of the terms indicated in clause 1. For the purpose of such an
authorisation, the Ministry of the Interior has the power to avail itself of
the opinion of a competent sector committee of the national council for
cultural heritage and the environment as regards the historical and cultural
value of the confidential documents whose consultation has been requested.
3. The documents owned by private subjects, and deposited by the latter in
archives of the state or in the archives of the latter subjects donated or
sold or left in heredity or as legacy will be subject to the provisions of
clauses 1 and 2.
4. The depositors or those who donate or sell or leave in heredity or as
legacy documents in archives of the state can, however, stipulate the
condition that documents with less than seventy years may not be consulted
either in part or in toto. This limitation, as also that indicated in clause
1, shall not apply to depositors, donors, sellers or any other person
designated by them. The limitation will also not apply to assignees of
depositors, donors, sellers whenever the documents refer to objects forming
part of patrimonial estates and with regard to which they are interested by
right of proprietorship.
Art. 108 - Access to the historical archives of public bodies
(d.p.r. 30 September 1963, n.1409, art. 22; d.p.r. 30 September 1975, n.
854, articles 1 and 6)
1. The provisions of article 107 shall apply to the historical records kept
by public bodies.
2. Unless otherwise provided for by law 7 August 1990, n. 241 regarding
access to deeds of the public administration, the consultation for
historical objectives of contemporary records and the deposited records of
state administrations and public bodies is governed by regulations.
Art. 109 - Access to private archives/ records
(d.p.r. 30 September 1963, n.1409, art. 38, clause 1, letter b)
1. Private proprietors, possessors or holders of archives or single
documents declared to be of cultural interests pursuant to article 6, clause
2, are obliged to allow scholars access to the documents, which are not held
to be, with the agreement of the superintendent, of a private character who
submitted a grounded application to the archival superintendent.
2. The arrangements for the consultation of the documents are agreed upon
between the private owner and the superintendent. The costs are to the
account of the scholar.
Art. 110 - Declaration of confidentiality
( d.p.r. 30 September 1975, n. 854, articles 3 and 4)
1. The ascertainment of the existence and nature of deeds not freely
available for consultation pursuant to articles 107, 108 and 109 is carried
out by the Ministry of the Interior in agreement with the ministry.
Art. 111 - Fruition of cultural heritage by schools
(law 8 October 1997, n. 352, articles 7 and 8)
1. The ministry, the regions and other public local authorities shall
facilitate the fruition of cultural and scientific heritage by stipulating
special agreements with every type and level of school in which, inter alia,
the arrangements for making available didactic materials, aids and
itineraries will be established.
2. The costs deriving from the agreements shall be met by both the school
advancing the application and the ministry or public body concerned.
Art. 113 - Cultural assistance and reception services
(Legislative decree 14 November 1992, n. 433, converted with changes into
law 14 January 1993, n. 4, art. 4, clause 1; legislative decree 23 February
1995, n. 41, converted with changes into law 22 March 1995, n. 85, art. 47 -
quarter; d.p.r. 5 July 1995, n. 417, articles 31 - 60, ministerial order 24
March 1997, n. 139, art. 2, clause 1)
1. In the places indicated in article 99, clause 1, services of cultural
assistance and reception services for the public may be introduced.
2. Such services refer, in particular, to:
a) publishing and sales services for catalogues and cataloguing,
audio-visual and information technology aids, as well as any other
information material and the reproductions of cultural artefacts.
b) services for artefacts in the form of books and records/ archives which
take the form of supplying reproductions and making delivery of book on
loan.
c) the management of record libraries, photographic slide libraries and
museum-libraries;
d) the management of sales points and the commercial exploitation of
reproductions of artefacts;
e) reception services, including assistance to and entertainment of infants,
information, guide and didactic services and centres for meetings;
f) cafeteria, restaurant and wardrobe services;
g) the organisation of cultural exhibitions and shows and promotional
initiatives.
Art. 113 - Concession of services
(Legislative decree 14 November 1992, n. 433, converted with changes into
law 14 January 1993, n. 4, art. 4, clauses 3 and 4; law 8 October 1997, n.
352, art. 3; ministerial order 24 March 1997, n. 139, art. 2, clause 1 and
art. 3 clause 6)
1. The services indicated in article 112 may be licensed out to private
subjects if the proposal is financially feasible and such services cannot be
provided by the human and financial resources of the administration.
2. The licences for the services indicated in clause 1 may be supplemented
by services for the cleaning and surveillance of premises and ticket office
services, in order to concentrate them under a single management.
3. The functionaries appointed to manage the institutes indicated in article
99, clause 1, hereinafter referred to, singularly or plurally, as “head of
the institute”, will make provisions for the licensing out of such services
pursuant to the law in force on contracting out services.
4. The licence will run for four years and may be renewed, excluding tacit
renewal, no more than two times.
5. For purposes of guaranteeing the co-ordination or complementarity of
services, special agreements may be stipulated with regions, provinces,
municipalities and other public bodies, as also private subjects proprietors
of institutes corresponding to those indicated in article 99, clause 1.
Section III
Individual Use
Art. 114 - The use of cultural heritage
(Legislative decree 14 November 1992, n. 433, converted with modifications
into law 14 January 1993, n. 4, art. 4, clause 5-ter)
1. The ministry can make the cultural heritage of the state for which it has
responsibility available for purposes compatible with their cultural nature
and purpose.
2. The head of the institute will fix the rental due and take the necessary
measures.
Art. 115 - Instrumental and temporary uses - reproduction of cultural
artefacts
(law 30 March, n. 340, art. 5, clause 2; d.p.r. 5 July 1995, n. 417;
articles 31 - 60; ministerial order 24 March 1997, n. 139, art. 8)
1. The head of the institute can concede in instrumental and temporary use
the artefacts in her/his custody as also their reproduction, without
prejudice to the provisions in force on copyright law.
2. The rentals for leased artefacts and the payments connected to the
reproduction of cultural artefacts are fixed by the head of the institute
taking due account of:
a) the character of the operations for which their use has been conceded;
b) the means and the manner of executing the reproductions;
c) the type and utilisation time of spaces and artefacts;
d) the utilisation and allotted uses of reproductions, and also with
reference to the economic benefit accruing to the transferee;
3. The rentals and payments shall be made in anticipation.
4. No rental is due for reproductions requested for personal use or for
reasons of study. Applicants are, however, required to reimburse whatever
costs may be sustained by the ministry.
5. In cases in which the activities involving the temporary use of artefacts
can compromise cultural artefacts, the head of the institute will fix the
amount of the caution, which can also take the form of bank or insurance
sureties. For the same reasons, a caution is also due in the case of
exemption from the payment of rentals and charges.
6. The caution will be returned, with the agreement of the head of the
institute, when it has been ascertained that the artefacts provided on loan
have not suffered damages and that the expenses sustained by the
administration have been reimbursed.
7. A ministerial order will fix the minimum amounts of the rentals and
payments to be applied for the use and reproduction of artefacts.
Art. 116 - Catalogue of photographs and footage on cultural artefacts
(law 30 March 1965, n. 340, art. 5, clause 4; ministerial order 24 March
1997, n. 139, art. 9)
1. As concerns items given on loan, the head of the institute, for purposes
of collecting and cataloguing general photographic images and footage on
cultural artefacts, will prescribe:
a) the deposit of an original duplicate of every shot or photograph;
b) the return of the original colour photograph with its relative code.
Art. 117 - Payment of rentals and charges
(Legislative decree 14 November 1992, n. 443, converted with modifications
into law 14 January 1993, n. 4, art. 4, clause 5; d.p.r. 5 July 1995, n.
417, art. 61; ministerial order 24 March 1997, n. 139, art. 11)
1. The rentals and revenues accruing from the application of the provisions
set out under section II, articles 112 and 113, and in section III of this
Heading shall be paid into the section of the provincial treasury of the
state, including payments onto the post office account of the treasury, or
onto a bank account opened by each head of the institute with a credit
institute. In the latter case, the credit institute will, within five days,
provide for the payment of the sums accumulated to the provincial section of
the treasury.
2. The rentals and revenues indicated in clause 1, are grouped into a
special budgetary item of the state's budget for subsequent reallocation to
the budgetary items referring to the ministry's budget and shall be assigned
for an amount of no less than 50% to the institutes from which they are
forthcoming.
Heading VII
Sanctions
Section I
Penal sanctions
Art. 118 - Illegal acts
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44,
art. 16)
1. 6 months' to one year's imprisonment and the payment of a fine of between
1,500,000 lira and 75,000,000 lira will be inflicted to whoever:
a) demolishes, removes, modifies, restores any kind of cultural artefact
indicated in article 2, or declared as such, if belonging to private
citizens, pursuant to article 6, without authorisation or restores such
items without authorisation;
b) removes frescos, coats-of-arms, graffiti, inscriptions, tabernacles and
other building ornaments whether or not in the public view, without the
authorisation of the superintendent, even if no declaration pursuant to
article 6 has been made;
c) undertakes, in case of absolute urgency, indispensable provisional
repairs to prevent significant damage to the items indicated in article 2,
without immediately communicating the fact to the superintendent, or without
sending, as quickly as possible, the executive projects on such work for the
latter's approval.
2. The same penalty as that provided for in clause 1, is applied in the case
of the non-observance of the order to suspend work made by the
superintendent pursuant to article 28.
Art. 119 - Illicit use
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44,
art. 16)
1. Whoever puts the cultural artefacts indicated in article 2 to uses
incompatible with their historical and cultural character or detrimental to
their conservation or integrity shall be liable to a period of between 6
months' to one year's imprisonment and the payment of a fine of between
1,500,000 lira and 75,000,000 lira.
Art. 120 - Illicit arrangement or removal
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44,
art. 16)
1. Whoever disregards the requirements to keep artefacts belonging to the
bodies indicated in article 5 in the places and in the manner fixed for them
by the superintendent is liable to a period of between 6 months' to one
year's imprisonment and the payment of a fine of between 1,500,000 lira and
75,000,000 lira.
2. The same penalty will apply to the holder of cultural artefacts declared
to be of artistic interest pursuant article 6, who neglects to inform the
competent superintendency of the transport of such artefacts as a result of
his or her change in domicile, or to whoever fails to observe the
prescriptions laid down by the superintendency in order that they shall not
be damaged.
Art. 121 - Failure to observe the prescriptions of indirect custody
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44,
art. 16)
1. Whoever disregards the prescriptions laid down by the ministry pursuant
to article 49, clause 1 is liable to a period of between 6 months' to one
year's imprisonment and the payment of a fine of between 1,500,000 lira and
75,000,000 lira.
2. Failure to observe the precautionary measures adopted by the ministry
pursuant to article 49, clause 3, will be punished pursuant to article 129.
Art. 122 - Violating the provisions of alienation
(law 1 June 1939, n. 1089, articles 62 and 63 as respectively modified by
law 1 March 1975, n. 44, art. 17 and 18)
1. A period of imprisonment of up to one year and a fine of between
3,000,000 lira and 150,000,000 lira will be inflicted on:
a) whoever alienates cultural artefacts indicated in article 55, without the
prescribed authorisation;
b) whoever, although required to do so, fails to present within the term
indicated in article 58, clause 2, a report of the deeds of sale testifying
to the ownership or detention of cultural artefacts;
c) the seller of a cultural artefact subject to pre-emption priority who
sells the good in the pending period prescribed by article 60, clause 1.
Art. 123 - Illegal export
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 66, as replaced by law 30 March 1998, n. 88,
art. 23, clauses 1, 3 and 4)
1. Whoever transfers items of artistic, historic, archaeological, folkloric,
ethnological, anthropological, bibliographic, documentary or archival
interest out of the country, as well as those indicated in article 3, clause
1, letters d), e) and f) without a certificate of free circulation or an
export licence, is liable to a period of imprisonment of between one and
four years or a fine of between 500,000 lira and 10 million lira.
2. The penalty provided for under clause 1, also applies to whoever fails to
bring cultural items back into the country after the expiry of the term
authorised for their temporary export or circulation outside Italy.
3. A judge will order the confiscation of the items involved, unless they
belong to persons extraneous to the crime. The confiscation takes place
pursuant to the customs law on smuggled objects.
4. If the crime is committed by somebody engaged in the retail sale or
exhibition of cultural items for commercial purposes, the condemnation will
automatically cause the revocation of his or her licence to engage in such
activities, pursuant to article 30 of the penal code.
Art. 124 - Violation of the provisions for archaeological research
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 68, as replaced by law 1 March 1975, n. 44,
art. 20)
1. A period of imprisonment of up to one year and a fine of between 600,000
lira and 6,000,000 lira will be inflicted upon:
a) whoever undertakes archaeological research or, in general, work for the
discovery of cultural artefacts indicated in article 2 without
authorisation, or whoever fails to observe the prescriptions of the
administration;
b) whoever, although being required, fails to report the fortuitous
discovery of the items listed in article 2, clause 1, within the term set
out in article 87, or fails to make provision for their temporary custody.
Art. 125 - The illegal appropriation of cultural heritage belonging to the
State
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 67, as replaced by law 8 October 1997, n.
352, art. 13)
1. Whoever appropriates cultural heritage indicated in article 2 belonging
to the state pursuant to article 88, is liable to a period of imprisonment
of up to three years and a fine of between sixty thousand and one million
lira.
2. The penalty will be increased to a period of imprisonment of between one
and six years and a fine of between two hundred thousand and two million
lira is the crime is committed by somebody who has obtained permission to
undertake research pursuant to article 86.
Art. 126 - Co-operation for the recovery of cultural heritage
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 66, clause 5, as replaced by law 30 March
1998, n. 88, art. 23, clause 5)
1. The penalty for the crimes indicated in articles 123 and 125 shall be
reduced by one to two thirds if the guilty party co-operates in a decisive
manner or if his co-operation is of notable importance for the recovery of
cultural heritage illegally appropriated or transferred abroad.
Art. 127 - Falsifying of works of art
(law 20 November 1971, n. 1062, articles 3, 4, 5, 6 and 7)
1. A period of imprisonment of between 3 months and four years and a fine of
between 200,000 lira and 6,000,000 lira will be inflicted on:
a) whoever falsifies, alters or reproduces works of paintings, sculpture or
graphic arts or antique objects or objects of historical or archaeological
interest in order to procure a profit;
b) whoever, although not having participated in the counterfeiting,
alteration or reproduction, presents falsified, altered or reproduced
paintings, sculptures, graphic arts objects or antique objects or objects of
history and archaeology as authentic in order to sell them on the market or
keeps such objects for commercial purposes, or introduces such objects into
the territory of the state for the same purpose;
c) whoever, knowing that the items in letters a) and b) are falsified,
altered or reproduced, certifies them as authentic;
d) whoever through other declarations, or surveys, publications or by
affixing stamps and labels or any other means, certifies or contributes to
the certification as authentic the falsified, altered or reproduced works
and objects indicated in letters a) and b).
2. If the facts are committed in the course of business operations, the
penalty is increased and the conviction will automatically cause the
revocation of the licence to engage in such activities, pursuant to article
30 of the penal code
3. The conviction for the crimes indicated in clause 1 shall be published in
three newspapers with a nation-wide circulation to be chosen by the judges
and published in three different centres. Article 36, clause 3, of the penal
code will be applied.
4. The confiscation of falsified, altered or reproduced examples of the
works or objects indicated in clause 1, will be ordered, unless they belong
to persons extraneous to the crime. The objects confiscated are excluded,
without any limits of time, from the sale by auction of the fruits of crime.
Art. 128 - Cases of non-liability
(law 20 November 1971, n. 1062, art. 8, clause 1)
1. The provisions of article 127 do not apply to whoever reproduces, holds,
offers for sale or otherwise distributes copies of paintings, sculpture or
graphic arts, or copies or imitations of objects of antiquity or of historic
or archaeological interest, which are expressly declared to be non-authentic
at the moment of exhibition or sale through written annotations on the work
of art or object or, whenever this is not possible on account of the nature
or dimensions of the copy or imitation, by declarations issued at the moment
of exhibition or sale. Nor do the foregoing provisions apply to the artistic
restoration work of an original work on condition that the work of
reconstruction does not prevail over the original.
Art. 129 - Non observance of administrative measures
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 70)
1. Although the fact is no longer held to constitute serious crime, whoever
fails to comply with an order given by the authority set up for the
protection of cultural artefacts pursuant to the present Title is liable to
the sanctions provided by article 650 of the penal code.
Section II
Administrative sanctions
Art. 130 - Omission to draw up lists of cultural artefacts
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 58, as modified by law 1 March 1975, n. 44
art. 15)
1. Without prejudice to its criminal nature, the non-presentation or the
failure to update the descriptive list of artefacts set out in article 2,
clause 1, letter a) on the part of the representatives of the bodies
indicated in article 5 with responsibility to perform such acts within the
term laid down by the ministry will be punished by a pecuniary sanction of
between 600,000 lira to 6,000,000 lira.
2. The ministry shall order the compilation of the list at the expense of
the defaulting body. The bill of costs is made enforceable an order of the
ministry. The instruments used for the collection of revenue by the state
will be employed to recover the costs sustained.
Art. 131 - Restoration order
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified by law 1 March 1975, n. 44,
art. 16)
1. If the violation of the conservation obligations established by the
provisions of Heading II of this Title leads to the damage of a cultural
artefact, the ministry will order the subject responsible to perform the
work necessary to restore the work at the subject's own expense.
2. If the work referred to in clause 1 has an impact in terms of
town-planning and building regulations, the commencement of the procedure
and the final measures will be notified to the municipality concerned.
3. In case of failure to comply with an order given pursuant to clause 1,
the ministry will perform the work ex officio at the expense of the obligor.
The instruments used for the collection of revenue by the state will be
employed to recover the costs sustained
4. If restoration is not possible the subject responsible will be obliged to
pay to the state a sum equal to the value of the artefact lost or to its
resulting reduced value.
5. If the sum fixed by the ministry is challenged by the obligator, the sum
will be fixed by a commission of three members of whom one appointed by the
ministry, one by the obligor and the third by the president of the tribunal
with competence. The relative costs will be anticipated by the obligor.
Art. 132 - Damage to discovered cultural artefacts
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 59, as modified to law 1 March 1975, n. 44,
art. 16)
1. The measures set out in article 131 also apply to whoever damages the
cultural artefacts indicated in article 88 by failing to observe the
obligations indicated in articles 86 and 87.
Art. 133 - Violation of provision for the affixing of advertising materials
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 60, legislative decree 30 April 1992, n.
285,
clauses 12 and 13)
1. Whoever, without the authorisation prescribed by article 50, places or
affixes posters or other forms of advertising on buildings or in places of
historic or artistic interest, or in proximity to them will be punished with
a pecuniary administrative sanction of between 250,000 lira and 5,000,000
lira.
2. Whoever is responsible for the violation is also obliged to remove the
advertising means within the term set by the superintendent. If this
obligation is also disregarded, the superintendent will order the removal ex
officio at the expense of the obligor.
3. Whoever places hoardings or other advertising means along roads situated
in the precincts or near buildings or places of historical and cultural
interest will be liable to the sanctions provided for in article 23 of the
legislative decree 30 April 1992, n. 285.
Art. 134 - Loss of cultural heritage
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 64, clauses 1, 3 and 4)
1. If as a result of the violation of the obligations set out in article 5,
or the provisions of section 1 of Heading III and section I of Heading IV, a
cultural artefact is no longer traceable or has been taken outside the
national territory, the transgressor is required to pay to the state a sum
equivalent to the value of the artefact in question.
2. If the fact is ascribable to more than one person, they will be jointly
and severally liable to the payment of the sum.
3. If the amount fixed by the ministry is not acceptable to the obligor, the
sum can be fixed by a three-member commission of whom one will be appointed
by the ministry, one by the obligor and one by the president of the court
with jurisdiction. The relative costs will be anticipated by the obligor.
4. The decision of the commission can be challenged in case of error or
manifest unfairness.
Art. 135 - Violations of jural acts
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 61; d.p.r. 30 September 1963, n. 1409, art.
41)
1. Transfers, agreements and jural acts in general, undertaken in violation
of the prohibitions established by this Title, or without observing the
conditions and arrangements prescribed for them, are unenforceable.
2. The faculty of the ministry to exercise the right of pre-emption pursuant
to the provisions set out in section II of Heading III will remain intact.
Art. 136 - Non-exhibition of documents for exportation
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 66, clause 6, added by law 30 March 1998, n
. 88, art. 23)
1. Independently of cases of involvement in the crime described in article
123, clause 1, whoever transfers the artefacts indicated in the foregoing
article outside Italy without the certification of free circulation or the
licence of exportation is liable to an administrative sanction of between
150,000 lira and 900,000 lira.
Art. 137 - Non-restitution of documents for exportation
(law 30 March 1998, n. 88, art. 13)
1. Whoever, after having exported a cultural artefact outside the territory
of the European Union pursuant to EEC regulations, fails to return to the
competent office of exportation, copy n. 3 of the form provided for by the
regulations (CEE) n. 752/93, of the Commission, of 30 March 1993,
implementing EEC regulations, is liable to an administrative sanction of
between 200,000 lira and 1,200,000 lira.
TITLE II
Assets referring to the landscape and the environment
Heading I
Identification
Art. 138 - Environmental assets
1. The environmental assets, protected by the disposition of this Title in
implementation of article 9 of the Constitution are as follows:
a) the assets and areas indicated in article 139 identification pursuant to
articles 140 to 145;
b) the assets and areas indicated in article 146
Art. 139 - Environmental assets subject to protection
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 1)
1. The following are subject to the provisions of this Title on account of
their notable public interest:
a) real estate property with conspicuous characteristics of natural beauty
or geological singularity;
b) the public gardens, gardens and parks, not protected in conformity to the
disposition of Title I, which are characterised by possessing unusual
beauty;
c) real estate property complexes that form a characteristic aspect with
aesthetic and traditional values;
d) beautiful panoramas valued as paintings as also the viewpoints and
viewing areas accessible to the public from which the spectacle of such
beauty can be enjoyed.
Art. 140 - Lists
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 2, d.p.r. 3 December 1975, n. 805, art. 31,
d.p.r. 24 July 1977, n.616, art. 82, clauses 1 and 2)
1. With regard to the assets under letters a) and b) and the localities
indicated under letter c) and d), the regions will compile two distinct
lists of such assets province by province for the purpose of the declaration
of public interest.
2. The compilation of such lists is devolved to a commission set up for each
province by a regional order.
3. The commission shall remain in office for four years and shall be made up
of representatives of the region and the province as well as mayors of the
municipalities involved. The superintendent for environmental assets and
architectural artefacts and the superintendent for archaeological artefacts
with competence for the territory are ex officio members of the commission.
4. The commission will co-opt whenever necessary, an expert in mineral
materials or a representative of the state forestry commission or other
experts whose presence is held to be appropriate in view of the nature of
the objects and the localities to be protected.
5. The proposals for a declaration of notable public interest on the various
localities contained in the lists, the relative maps and every variant that
the commission may approve are exhibited for a period of three months on the
public notice board of the town hall in all the municipalities directly
involved within the province and deposited in the relative offices of the
municipalities themselves.
6. At the same time, notice that the lists have been compiled and affixed is
also given in at least two newspapers in circulation in the region
territorially concerned, as well as in a newspaper with national
circulation.
Art. 141 - Approval of the list
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 3; d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82,
clauses 1 and 2)
1. Within three months from the publication of the list the subjects
interested can present observations to the region, which also has powers to
set up a public commission.
2. The region, on the basis of the proposal formulated by the commission,
and having approved the observations and taking account of the findings of
any public enquiry, will approve the list as well as making the changes that
it may retain necessary.
Art. 142 - Advertising the list
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 4; d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82,
clauses 1 and 2)
1. The approved list will be published in the Official Gazette of the
Italian Republic and in the Official Gazette of the Region.
2. Copy of the Official Gazette is affixed for a period of three months on
the public notice board of the town hall of all the municipalities involved.
Copy of the list and the relative maps shall remain deposited in the offices
of the municipality and made available for public scrutiny.
Art. 143 - Declaration of environmental assets indicated in letters a) and
b) of art. 139
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 6; d.p.r. 24 July 1977, n.616, art. 82,
clauses 1 and 2)
1. On the basis of the list of assets indicated in letters a) and b) of
article 139, the region will issue an order to make known the declaration of
notable public interest, and will communicate the declaration to the
proprietors, possessors or holders, whatever their titles may be, of the
real property in question. This declaration will be entered, at the region's
request, upon the land registry and deposited with the municipality on the
basis of the arrangements provided by article 142, clause 2.
Art. 144 - Supplementing the lists
(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clause 2, letter a)
1. The ministry has the power to add to the lists of assets and localities
indicated in article 139 upon the proposal of the responsible
superintendent.
2. The proposal, together with the relative plans, will be sent by the
ministry to the municipalities concerned in order that they proceed to the
publication pursuant to article 140, clause 5. Copy of the proposal and the
relative maps shall also be made freely available to the public at the
offices of the municipalities. The ministry shall see to the publication
pursuant to article 140, clause 6.
3. Within sixty days from the publication of the proposal, the regions, the
local authorities and other interested subjects can present their
observations to the ministry.
4. The addition to the list is approved with a ministerial order, after
having consulted the competent sector committee of the national council for
cultural heritage and the environment, which will also decide upon the
observations, if any, presented pursuant to clause 3.
Art. 145 - Revocation and modification of the lists
(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clause 3)
1. The lists of assets and localities indicated in article 139 and approved
by the ministry before the decree of the President of the Republic 24 July
1977, n. 616 and the additions indicated in article 144 came into force
cannot be revoked or modified without the prior opinion of the competent
sector committee of the national council for cultural heritage and the
environment which will make a ruling within forty-five days from the date of
the application.
Art. 146 - Environmental assets protected by law
(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 5, 6 and 7, additions
introduced by legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with
modifications into law 8 August 1985, n.431 art.s 1
and 1-quarter)
1. The following objects are, in any case, subject to the provisions of this
Title by virtue of their landscape characteristics:
a) coastal territories including a 300 metre deep swath of land from the
water-line and elevated land overlooking the sea;
b) the territories conterminous with lakes including a 300 metre deep swath
of land from the water-line and also elevated land overlooking the lakes;
c) the rivers, streams and water-courses indicated in the lists provided for
the consolidated law of the statutory provisions on waters and electricity
plants, approved with royal decree 11 December 1933, n. 1775, and the
relative banks or embankment bases for a swath of 150 metres each;
d) mountains for the part 1,600 metres above sea level as regards the Alpine
chain and 1,200 metres above sea level as regards the Apennines and islands;
e) glaciers and glacial cirques;
f) parks and natural or regional reserves as well as the protective
territories bordering on the parks;
g) territories covered with forests or woods, even if marked and damaged by
fire, and those subject to reforestation constraints;
h) areas assigned to agricultural universities and zones earmarked for civic
uses;
i) marshlands included in the list provided for by the decree of the
President of the Republic 13 March 1976, n. 448;
l) volcanoes;
m) zones of archaeological interest
2. The provisions indicated in clause 1 do not apply to areas that on 6
September 1985 were:
a) defined in territorial planning instruments as zones A and B;
b), defined in the territorial planning instruments pursuant to ministerial
order 2 April 1968, n. 1444 but only regarding the parts re-included in the
multi-year executive programmes as zones other than those indicated in
letter a) and, in municipalities without such instruments, as zones situated
in the built-up centres whose perimeters were fixed pursuant to art. 18 of
law 22 October 1971, n. 865.
3. The provisions of clause 1 do not apply to places listed under letter c)
which, either wholly or in part, can be considered irrelevant for their
landscape qualities, and which as such have been entered on a special list
drawn up and made public by the region concerned. The ministry can, with an
order executed in conformity to article 144, nevertheless, confirm that the
foregoing localities have landscape merits.
4. The provisions of clause 2 do not apply to the assets and localities
indicated in article 139, identified pursuant to articles 540 and 141.
Art. 147 - Census and cataloguing
(Legislative decree 31 March 1998, n. 112, art. 54, clause 1, letter b)
1. The assets and localities indicated in articles 139 and 146 will be
surveyed, catalogued and identified on information technology-based maps
that can provide an appropriately scaled representation such as to identify
the artefact or area. For this purpose the ministry, together with the
unified conference, will lay down techniques of representation and
information systems that are mutually compatible and permit the interchange
of data.
Art. 148 - International agreements
1. Operations designed to safeguard and enhance the value of environmental
assets will comply with the principles of the co-operation between states,
and also in the context of international organisations, as established by
the agreements on this subject matter and rendered enforceable in Italy.
Heading II
The management of assets
Art. 149 - Territorial landscape plans
(Legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into
law 8 August 1985, n. 431, art. 1-bis)
1. The regions shall subject the territory including the environmental
assets set out in article 146 to specific regulations for the use and
enhancement environmental utilisation by drawing up territorial landscape
plans or territorial planning projects that have the identical purposes as
landscape and environmental values protection.
2. The landscape planning set out in clause 1 is facultative for the greater
part of the localities indicated under letters c) and d) of article 139
including the lists provided for by article 140 and article 144.
3. If the regions fail to perform the obligations laid down by clause 1,
recourse will be made to the provisions of article 4 of decree of the
President of the Republic 24 July 1977, n. 616, as modified by article 8 of
law 15 March 1997, n. 59.
4. Without prejudice to the provisions of article 164, the ministry, in
agreement with the Ministry of the Environment, can adopt measures for the
remediation and enhancement of assets protected by the provisions of this
Title whose values have, in some manner, been compromised.
Art. 150 - Co-ordination of territorial planning provisions
(law 17 August 1942, n. 1150, art. 5, clause 2, letter a, art. 7 clause 2,
n. 5; legislative decree 31 March 1998, n. 1998, n. 112, art. 52, clause 1)
1. The fundamental lines for the organisation of town and country planning
in terms of environmental values and for purposes of orienting landscape
planning, were identified in the provisions of article 52 of the legislative
decree 31 March 1998, n. 112.
2. The general zoning ordinances and other territorial planning instruments
shall comply, pursuant to article 5 of law 17 August 1942, 1150, and
regional provisions, to the prescriptions of both town and country landscape
planning and territorial planning as indicated in article 149. The assets
and areas indicated in articles 139 and 146 are, in any case, for purposes
of the application of article 7, n. 5 of law 17 August 1942, n. 1150,
regarded as having been replaced by article 1 of law 19 November 1968, n.
1187.
3. The regions and municipalities can reach agreement with the ministry on
special forms of co-operation with the competent superintendencies for the
compilation of the plans.
Art. 151 - Alteration of the state of the places
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 7; d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82,
clauses 1 and 2, and clause 9, added by legislative law 27 June 1985, n.
312, converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, art. 1)
1. The proprietors, possessors or holders, whatever their legal rights, of
environmental assets included in the lists published pursuant to article 140
or article 144 or in the categories listed in article 146 cannot destroy or
make modifications that compromise the external aspects subject to
protection.
2. The proprietors, possessors or holders, whatever their legal rights, of
the assets indicated in clause 1, have the obligation to submit to the
region projects for works of any kind that they intend to perform in order
to obtain prior authorisation.
3. Authorisation is given or refused within a peremptory limit of sixty
days.
4. The regions will immediately communicate the authorisations issued to the
competent superintendencies, together with the relative documentation. The
minister can, in any case, annul the regional authorisation with a grounded
order within sixty days after the reception of the relative communication.
5. If the term indicated in clause 3 lapses without any decision, interested
parties may, within the following thirty days ask the ministry to issue an
authorisation, which will decide within sixty days from the date on which
the request was received. The request, together with three copies of the
executive project of the work and all the relative documentation, will be
presented to the competent superintendency and communication will be given
to the region.
Art. 152 - Measures not subject to authorisation
(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 8 and 12, added by
legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into
law 8 August 1985, n. 431, art. 1)
1. The authorisation indicated in article 151 is not requested:
a) for ordinary and extraordinary maintenance measures, static conservation
and conservation measures that do not alter the state of the localities and
the external aspect of the buildings;
b) measures regarding agricultural, forestry and pastoral activities that do
not entail a permanent alternation to the state of the places with building
or other civil construction works and, on condition, that such activities
will not involve work that alters that hydro-geological characteristics of
the territory;
c) for land husbandry, forestation, reforestation and land improvement work,
fire-prevention and conservation measures to be carried out in the woods and
forests indicated in letter g) of article 146, on condition that such work
is authorised on the basis of existing law.
Art. 153 - Prohibition or suspension of work
(law 29 June 1939, n. 1497, articles 8 and 9; d.p.r. 24 July 1977, n. 616,
art. 82, clauses 1, 2 and 4)
1. Independently of the inclusion of an environmental asset in the lists
indicated in articles 140 and 144 and the notification prescribed by article
143, the regions and ministry have the powers to:
a) prohibit the execution of work without authorisation or capable of
comprising the asset; b) order the suspension of work in course, even if the
notice as in letter a) is not delivered.
2. The prohibition or suspension order regarding an asset which has still to
be declared and communicated of notable public interest shall be understood
revoked if within a period of ninety days the parties concerned are not
notified of the resolution of the provincial commission pursuant to article
140 or the proposal of the superintendent pursuant to article 140.
3. The cautionary order as well as all the successive deeds indicated in
clause 2, will also be communicated to the municipality involved.
Art. 154 - Reimbursement of expenses following the suspension of work
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 10)
1. For work on assets neither included in the lists indicated in articles
140 and 144, nor declared and communicated as of notable public interest,
and whose suspension has been ordered, without the prior notice indicated in
article 153, clause 5 being communicated, the interested party can obtain
the reimbursement of the expenses sustained up until the date of the
suspension order. The work hitherto carried out will be demolished at the
expense of the authority ordering the suspension.
Art. 155 - Measures subject to particular prescriptions
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 11)
1. In the case of digging up roads or opening quarries, or in the case of
industrial plant pipelines and series of pylons or poles in the area, and in
the sight of the localities indicated in letters c) and d) of article 139,
or near to the objects listed in letters a) and b) of the same article, the
region has the power to prescribe the distances, the measures and the
variations to the project in course that, taking due account of the economic
advantages of the work already undertaken, serve to avoid compromising the
assets protected under this Title.
2. The same powers can be exercised by the ministry, which, however, will
use them after prior consultation with the region.
Art. 156 - Work to be performed by state administrations
(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 10 and 11 added by
legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into
law 8 August 1985, n. 431, art. 1; law 11 March 1988, n. 67, art. 17, clause
24; law 8 July 1986, n. 349, art. 2, clause 1, letter d) and art. 6)
1. If the request for authorisation provided for by article 151 concerns
work to be undertaken by state administrations, including the barracks for
military personnel, the ministry can in any case issue or refuse to issue
the authorisation within sixty days, and even overrule a decision made by
regional authorities.
2. For projects of civil works that in any case require an environmental
impact assessment pursuant to article 6 of law 8 July 1986, n. 349 and to be
carried out by state administrations, the authorisation prescribed by clause
1 shall be issued on the basis of the procedures set out in article 26.
3. For mining activities, either for research or production, referred to by
the royal decree 29 July 1927, n. 1443, the authorisation of the ministry as
provided for by clause 1, is issued after having consulted the Ministry for
Industry, Commerce and Handicrafts. The responsibilities of the ministry as
regards caves and peat bogs still stand.
Art. 157 - Advertising hoardings
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 14, clauses 1 and 2; legislative decree 30
April 1992, n. 285, art. 23, clauses 3 and 4)
1. In the precincts and in the proximity of the environmental assets
indicated in article 138, it is forbidden to place hoardings and other
advertising means, unless specifically authorised by the region.
2. It is forbidden to place hoardings or other advertising means along the
roads in the precincts or near to the assets indicated in clause 1, unless
expressly authorised pursuant to article 23, clause 4, of the legislative
decree 30 April 1992, n. 285, subject to prior approval by the region on the
compatibility of the siting or the type of sign with the aspect, aesthetic
settings and public enjoyment of the buildings and places subject to
protection.
Art. 158 - The colour of building facades
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 14, clauses 3 and 4; d.p.r. 24 July 1977,
n. 616, art. 82, clauses 1 and 2)
1. In the localities included in the letters c) and d) of article 139, the
region can order the re-painting in a more harmonious colour of the facades
of those buildings whose colour is in contrast to the beauty of the setting.
2. In the case of non-compliance, the region can proceed with the work ex
officio.
Art. 159 - Supervision
(d.p.r. 24 July 1977, n. 616, art. 82, clauses 1 and 2 and clause 12 added
by legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications
into law 8 August 1985, n. 431, art. 1)
1. The supervisory functions of the environmental assets protected under
this Title are performed by the ministry and the regions.
Art. 160 - Communications notified and lists compiled pursuant to
pre-existing law
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 18)
1. The communications notified on the important public interest of natural
or panoramic beauties, performed according to law 1 June 1922, n. 778 and
the lists compiled pursuant to law 29 June 1939, n. 1497 are valid for all
purposes of this Title.
Art. 161 - Regulations
1. By decree of the President of the Republic, enacted pursuant to article
17, clause 1 of the law 23 August 1988, n. 400, the regulations for the
implementation of the provisions of this Title are emanated.
2. Until the emanation of the regulations indicated in clause 1, the
provisions of the regulations approved with royal decree 3 June 1940,
n.1357, to the degree that are applicable, shall still stand.
Art. 162 - Transitory provision
(Legislative decree 27 June 1985 n. 312, converted with modifications into
law 8 August 1985, n. 431, articles 1-ter and 1-quinquies)
1. Until the approval of the plans indicated in article 149, the
authorisation provided for by article 151 cannot be conceded for the assets
identified by articles 1-ter of the legislative decree 27 June 1985, n. 312,
converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, as also for
those assets affected by the provisions adopted pursuant to article
1-quinquies of the same decree and published before 6 September 1985.
Heading III
Penal and administrative sanctions
Art. 163 - Work performed without or contrary to authorisation
(law 28 February 1985, n. 47, art. 20; legislative decree 27 June 1985, n.
312 converted with modifications into law 8 August 1985, n. 431, art.
1-sexies)
1. Whoever, without prescribed authorisation or by contravening an
authorisation, undertakes any kind of work on environmental assets shall be
punished by the sanctions provided by article 20 of law 28 February 1985, n.
47.
2. The conviction sentence will also order the restoration of the places to
their original condition at the expense of the convicted party. Copy of the
sentence is transmitted to the region and to the municipality of the
territory in which the violation took place.
Art. 164 - Order to restore places to their original state or to make
payment of the pecuniary indemnity
(law 29 June 1939, n. 1497, art. 15)
1. In case of the violation of the obligations and orders provided for in
this Title, the transgressor is required to either restore the locality to
its original position at his or her own expense or to make payment of a sum
equivalent to the greater of the damage done and profit realised as a result
of transgression, depending upon which the region deems to be more
appropriate in the interest of the protection of assets as indicated in
article 138. The sum is determined by expert appraisal.
2. With the order to restore a locality to its original conditions, the
transgressor is given a term by which to comply with the order.
3. In the case of non compliance, the region shall take action ex officio
and through the office of the prefect and make the bill of costs
enforceable.
4. The sums collected pursuant to clause 1 are used for the purposes of
safeguarding environmental assets, through measures for the restoration of
the environmental values and the remediation of degraded areas.
Art. 165 - Violation in matters of placing or affixing advertising means
(law 1 June 1939, n. 1089, art. 60; law 29 June 1939, n. 1497, art. 14,
clauses 2 and 4; legislative decree 30 April 1992, n. 285, art. 23, clauses
12 and 13)
1. Whoever fails to respect the prohibition on the placing or affixing of
posters, hoardings, signs and other advertising means taken by the authority
instituted to safeguard environmental assets pursuant to article 157, clause
1, is punishable with an administrative sanction consisting in the payment
of a sum of between 250,000 lira to 5,000,000 lira.
2. The party responsible for the violation is required to remove the
advertising means within the term laid down by the region. In the case of
non-compliance, this authority can proceed to execute the work ex officio at
the expense of the obligor.
3. Whoever, without the authorisation prescribed by article 157, clause 2,
places hoardings or other advertising means along the roads in the precincts
and in the vicinity of the environmental assets indicated in article 138 is
liable to the sanctions prescribed by article 23 of legislative decree 30
April 1992, n. 285.
Art. 166 - Abrogated provisions
1. With the exceptions set out in clause 2, the following provisions are
abrogated:
- law 1 June 1939, n. 1089;
- law 25 June 5939, n. 1497;
- law 2 April 1950, n. 328;
- law 21 December 1961, n. 1552;
- decree of the President of the Republic 30 September 1963, n. 1409,
limited to the articles 18, 21 - 25, 27, 28, 30, 32 - 43 and 45;
- law 30 March 1965, n. 340, with the exception of article 2;
- law 3 February 1971, n. 147
- law 20 November 1971, n. 1062, with the exception of articles 8, clause 2,
and 9;
- legislative decree 5 July 1972, n. 288, converted, with modifications,
into law 8 August 1972, n. 487;
- law 1 March 1975, n. 44, limited to articles 10, 15 - 21;
- decree of the President of the Republic, 24 July 1977, n. 616, limited to
article 82, clause 3 and subsequent clauses;
- law 23 July 1980, n. 502;
- 27 June 1985, n. 332, limited to article 1;
- legislative decree 27 June 1985, n. 312, converted with modifications into
law 8 August 1985, n. 431, with the exception of article 1-ter and article
1-quinquies;
- law 5 June 1986, n. 253;
- legislative decree 9 December 1986, n. 832, converted with modifications
into law 6 February 1987, n. 15, limited to article 4 - bis;
- law 11 March 1988, n. 67, limited to article 17, clause 24;
- legislative decree 14 November 1992, n. 433, converted with modifications
into law 14 January 1993, n. 4, limited to articles 3, clause 1, and article
4, clauses 3, 5 and 5-ter.
- decree of the President of the Republic 22 April 1994, n. 368;
- legislative decree 23 February 1995, n. 41, converted with modifications
into law 22 March 1995, n. 85, limited to article 47-quarter;
- law 25 March 1997, n. 78 limited to article 1, clause 2 and 4;
- law 15 May 1997; n. 127, limited to articles 12, clauses 3 and 5;
- law 8 October 1997, n. 352, limited to articles 3, 5 and 8;
- law 13 November 1997, n. 395;
- law 30 March 1998, n. 88, with the exception of article 19, clause 12 and
article 26.
2. The legislative provisions in force as at 31 October 1998 have been
included into this consolidated law. Up until the coming into force of the
first legislative decree emanated pursuant to article 1, clause 4, of law 8
October 1997, n. 352, the legislative provisions shall stand as regards the
subject matter governed by this consolidated law that came into force on 1
November 1998, together with those contained in the legislative decrees 20
October 1998 n. 368 and 30 July 1999, n.300, and as a result of which the
denominations of Minister and Ministry for Cultural Artefacts and the
Environment have been replaced by Minister and Ministry for Cultural
Artefacts and Activities, referred to in this consolidated law as,
respectively, “minister” and “ministry”.
Attachment A
(Provided for by articles 62, clause 1, 72, clause 1, and 73, clause 3,
letter a)
A. Categories of artefacts
1. Archaeological finds dating back more than one hundred years and found
in:
a) terrestrial and marine excavations and discoveries;
b) archaeological sites;
c) archaeological collections
2. Elements that are an integral part of artistic, historical or religious
monuments and coming from the breaking up of monuments, which date back more
than one hundred years.
3. Paintings and pictures other than those belonging to category 4 and 5,
wholly created by hand on any base and with any material (1).
4. Water paintings, gouaches and pastels wholly painted by hand upon any
base;
5. Mosaics other than those of categories 1 and 2 wholly made by hand with
any material (1) and designs made wholly by hand on any base;
6. Original engravings, prints, serigraphs and lithographs and their
relative matrices as well as original posters (1).
7. Original works of statuary and sculptural art and copies obtained with
the same procedure as for the original (1), other than those in category 1.
8. Photographs, films and the relative negatives (1).
9. Incunabula and manuscripts, including geographical maps and musical
scores, isolated or in collections.
10. Books dating back at least one hundred years, in individual copies or
collections.
11. Printed geographical maps dating back more than two hundred years.
12. Archives and supports, including elements of any type dating back more
than fifty years.
13. a) Collections and examples from zoological, botanical, mineralogical
and anatomical collections;
b) Collections with a historical, paleontological, ethnological and
numismatic interest
14. Means of transport dating back more than seventy years.
15. Other objects of antiquary not included in categories 1 to 14, being
more than fifty years old.
The cultural artefacts comprising categories 1 - 15 are governed by this
consolidated law only if their value is superior to the values set out under
letter B).
B. Values applicable to the categories indicated under letter A (in lira):
1) 0 (zero)
1. archaeological finds
2. broken up monuments
9. incunabula and manuscripts
12. archives
2) 27,067,800
5. mosaics
6. engravings
8. photographs
11. printed geographical maps
3) 54, 135, 600
4) water paintings, gouaches and pastels
4) 90,226,000
7. statuary arts
10. books
13. collections
14. means of transport
15. other objects
5) 270,678,000
3. oil paintings
The respect for the conditions relative to the values must be ascertained
when the request for restitution is presented. The value refers to that of
an artefact in the member state to which the request for restitution has
been presented.
(1) Dating back more than fifty years and not belonging to the author
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