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ALFONSO D'ARAGONA



Gli
Aragonesi.
La dominazione aragonese iniziò il 2 giugno del 1442 (per finire 59 anni dopo
nel 1501), dopo una guerra durata per quasi 4 anni e che vide, da una parte
Renato D'Angiò e dall'altra Alfonso V d'Aragona. Dopo lutti, stenti e battaglie
combattute porta a porta, Renato fu costretto ad imbarcarsi per fuggire e
raggiungere la moglie Isabella di Lorena. Alfonso V divenne Re di Napoli come
Alfonso I ed ereditò un regno ormai ridotto allo stremo e con le finanze a zero.
Ma l'arduo impegno che lo attendeva non lo spaventò. In breve tempo la
situazione cambiò radicalmente, imponenti opere vennero realizzate (restauro e o
costruzione di fogne e strade), ristrutturazioni (a Casten Nuovo fu costruito
l'Arco di trionfo, fu restaurata la
grotta di Cocceio).
Alfonso I morì, non amato dai napoletani, il 27 giugno 1458. Salì al trono suo
figlio naturale: Ferrante (detto Il Bastardo). Questi si trovò subito a
combattere contro le cospirazioni dei baroni che avevano chiamato a Napoli
Giovanni D'Angiò. Il primo scontro, nel luglio del 1460 a Sarno, vide soccombere
l'aragonese; l'anno dopo, Ferrante, si riscattò disperdendo i baroni ed i loro
alleati allontanando, nel 1464, il D'Angiò dopo una furibonda battaglia nelle
acque di Ischia. Ritornata la pace nel Regno, Ferrante si dedicò all'urbanistica
della città, ormai non più capiente per gli oltre centomila anime che vi
vivevano, inglobando nelle mura cittadine zone come l'Egiziaca a Forcella e
Sant'Agostino alla Zecca. Durante il regno di Ferrante si verificò un evento
luttuoso di grande portata che fece inorridire il mondo intero: gli 800 martiri
d'Otranto che, per non aver accettato la religione ottomana, furono trucidati
nel luglio del 1480. L'onta fu lavata dal principe Alfonso che nel 1481
costrinse i turchi alla resa. I resti di parte di quei martiri sono tutt'ora
conservati nella Chiesa di S. Caterina a Formiello, sotto l'altare della
Cappella del SS. Rosario.
Ferrante si trovò, per la seconda volta ad arginare una congiura dei Baroni che,
nell'arco di 7 anni, furono giustiziati o morirono in prigionia per "cause
naturali". Ferrante d'Aragone morì il 25 febbraio del 1494 lasciando sul trono
suo figlio Alfonso. Il nuovo Re dovette subito affrontare, sei mesi dopo
l'investitura, la casa D'Angiò che, con Carlo VIII, reclamava il suo diritto
dinastico sul Regno di Napoli. Alfonso riparò in Sicilia ed abdicò in favore di
suo figlio Ferrandino il 21 gennaio del 1495. Quest'ultimo provò ad arginare la
discesa degli angioini ma fu costretto, senza combattere, a riparare prima ad
Ischia e poi a Messina. Dopo una brevissima parentesi piratesca degli angioini,
Ferrandino riconquistò il Regno il 7 luglio e sposò Giovanna d'Aragona ma morì a
marzo dell'anno dopo, nel 1496.
Senza figli di Ferrandino nacque, nel Regno il problema della successione. I
nobili insediarono sul trono il fratello di Giovanna, Federico che ebbe breve
vita: fu Re fino al 6 settembre del 1501 anno in cui, grazie anche al tradimento
del Re spagnolo Ferdinando d'Aragona, dovette lasciare Napoli alle orde
sanguinarie di Cesare Borgia e rifugiarsi in Francia dove morì nell'ottobre del
1504. Iniziava per Napoli l'età vicereale con Luigi d'Armagnac.
http://digilander.libero.it/GPNapoletano/PINOANNA-storiadinapoli.htm
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