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Il progetto di ricerca delle spoglie del re Gioacchino Murat Ieri il primo sopralluogo operativo Entro fine mese l’avvio dell’esame scientifico di Anna Maria Pagnotta
Pizzo – Un proposito inseguito invano nei secoli e, finalmente, destinato a divenire realtà: il progetto di ricerca dei resti umani del re Gioacchino Murat, ucciso a Pizzo dalle truppe borboniche del re Ferdinando IV e sepolto nella fossa comune della Chiesa Matrice di San Giorgio il 13 ottobre 1815. L’iniziativa, che nei giorni scorsi ha ricevuto il plauso del governo francese su impulso del presidente della repubblica Nicolas Sarkozy, è stata proposta circa un anno fa da Giuseppe Pagnotta, presidente dell’associazione culturale “G. Murat Onlus”, ed è promossa – assieme a questa – dal Comune di Pizzo, nella persona del sindaco Fernando Nicotra, e dall’Arcipretura della Chiesa Matrice di San Giorgio, retta da don Antonio Gaccetta. Successivi, l’adesione della Sopraintendenza per i beni culturali e paesaggistici della Calabria e il coinvolgimento, ad opera del sindaco Nicotra, dei Ris dei Carabinieri di Messina. Questi infatti, dichiaratisi disponibili all’espletamento dell’esame scientifico, compareranno i dna rintracciati nella fossa comune con quelli degli attuali discendenti del re Murat al fine di poterne rintracciare scientificamente le spoglie e, inconfutabilmente, riportarle alla luce. Interessati, inoltre, la Soprintendenza per i beni archeologici della Calabria, il vescovo della diocesi di Mileto mons. Luigi Renzo, il Comando regione Carabinieri e il Comando provinciale dell’Arma. Commossa l’adesione della famiglia Murat che, manifestato in più occasioni l’apprezzamento per il progetto, nella sua venuta in Calabria, nello scorso mese di ottobre, ha ufficialmente dichiarato di non voler comunque sottrarre alla città di Pizzo, qualora venissero rinvenute, la spoglie del loro avo, qui sepolto da oltre 194 anni. L’ambizioso progetto, primo scientifico tentativo di rinvenimento delle spoglie del re che con le sue gesta fu l’antesignano del Risorgimento italiano, ha visto espletare ieri - al termine di un’intensa fase preparatoria - il suo primo atto. Si è infatti svolta, presso la Chiesa Matrice di San Giorgio, la prima ricognizione in loco dei luoghi da investigare con l’acquisizione ufficiale dei pareri di competenza. Presenti, oltre ai citati soggetti e agli enti coinvolti nell’iniziativa, la stampa ed i media regionali e nazionali, l’ingegnere Pasquale Panzarella, autore del progetto della cripta che accoglierà – sempre presso la Chiesa Matrice di San Giorgio – le ossa del re Murat, qualora le stesse venissero rinvenute, e il segretario comunale della città di Pizzo che ha curato la redazione di un apposito verbale dello storico incontro da serbare negli archivi comunali. Entusiastiche le parole del sindaco Fernando Nicotra che, constata con soddisfazione la positiva risposta riscontrata presso gli enti coinvolti nell’iniziativa, ha espresso il suo più sentito auspicio che l’iniziativa messa in campo possa positivamente impattare sulla vicenda del re Murat a Pizzo dando ai suoi resti umani degna sepoltura. Grande anche la soddisfazione manifestata dal presidente Pagnotta, autore dell’indagine visiva condotta sulla documentazione fotografica prodotta nel 1976 – in occasione dell’ultima ricognizione all’interno della fossa comune della Chiesa – e dalla quale emergono gli indizi alla base delle nuove ipotesi circa l’esistenza e collocazione all’interno della fossa comune del feretro contenente i resti del re Murat.
(Servizio Fotografico dell'Avvenimento a cura di Giuseppe Pagnotta)
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