

ASSOCIAZIONE CULTURALE “GIOACCHINO MURAT” ONLUS
Piazza Generale Malta n. 4 89812 PIZZO (VV)
![]()
ALLA REGIONE CALABRIA
OGGETTO: Richiesta Contributi per
attività culturali legge regionale 16/1985.
La presente per richiedere un contributo pari ad euro 108.000 (centoottomila) necessario per consentire alla NOSTRA Associazione di realizzare i propri fini istituzionali.
PRESENTAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE
Si chiama Associazione culturale “Gioacchino Murat” ONLUS, costituta con atto notarile ha sede in Pizzo alla Piazza Generale Malta n. 4 Telefono 0963/532218. Ha un sito web http://www.murat.it ed un indirizzo di posta elettronica qgwpa@tin.it .
FINI ISTITUZIONALI.
Svolgere attività volte allo sviluppo della ricerca e della
produzione culturale ed artistica, anche in vista del superamento degli
squilibri socio-culturali presenti nel territorio regionale.
In particolare rientra nei fini istituzionali della nostra Associazione la promozione della produzione, della conoscenza, della diffusione dei valori culturali a carattere storico, umanistico, letterario, scientifico, etnico, artistico, musicale, mediante conferenze, seminari, convegni, congressi, concorsi, premi, mostre, anche nel campo delle arti visive e delle altre attività espositive e divulgative, escluse quelle aventi scopo di lucro. Favorisce e sostiene, altresì, le iniziative dirette al recupero ed alla valorizzazione dei dialetti, della cultura, delle tradizioni e del folclore del popolo calabrese, nonché ogni altra attività di promozione culturale corrispondente alle finalità di cui alla legge 16/85.
Particolare attenzione l’Associazione rivolge alla cultura ed alla
identità Regionale che vuole conversare e tutelare in tutte le forme possibili.
PROFESSIONALITA’ DEI SOCI. La nostra Associazione, garantisce
inoltre nello svolgimento delle proprie attività una indubbia e
qualificata professionalità attraverso i propri componenti all’interno dei quali
annovera docenti di tutti i tipi di scuola, storici appassionati delle vicende
calabresi, commercialisti attente ad una sana gestione amministrativa, legali
per garantirne l’operato nel rispetto di tutte le leggi, ingegneri per la
progettazione delle opere necessarie alla realizzazione dei propri fini
istituzionali e cittadini appassionati i quali non chiedono altro che mettersi
al servizio della collettività.
OPERATIVITA’ PLURIENNALE. La nostra Associazione opera sul territorio
fin dal 1997 sotto il nome di Associazione Culturale
<<Pro-Castello>> con sede presso il Castello Murat e con la
qualificante presenza tra i soci del Comune di Pizzo; abbandonato a favore del
nuovo nome <<G. Murat>> ,
ritenuto più idoneo, in fase di rifondazione della stessa con atto notarile
(necessario per entrare nel novero delle Associazione che possono accedere ai
contributi pubblici).
PATRIMONIO ED ATTREZZATURE
POSSEDUTE. Il patrimonio
coincide con le quote sociali annuali raccolte pari a circe 700 euro, mentre i
beni posseduti dall’Associazione sono tutti gli oggetti e la
documentazione che dal 1997 fino
all’anno 2001 hanno arredato la cella di Re Gioacchino Murat nella Torre
Maestra del Castello di Pizzo.
ORGANIZZAZIONE. Oltre che sul contributi volontaristico dei
soci l’Associazione è in contatto con due altre Associazioni Murattiane e nella
fattispecie l’AGORA’ di Reggio Calabria ed il Comitato 1815 di Tolentino.
Inoltra la nostra Associazione può contare sull’appoggio incondizionato
dell’Associazione Pro-Loco di Pizzo nonché del Comune di Pizzo.
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RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL PROGRAMMA DI ATTIVITA’, DEI SUOI SCOPI E
DELLA SUA RILEVANZA
L’attività programmata per l’anno 2003 è quella relativa alla realizzazione dei seguenti progetti:
1. Realizzazione di una biblioteca tematica sulla Calabria ed i suoi abitanti ove raccogliere tutto quanto sia mai stato pubblicato sulla nostra Regione con qualunque supporto, sia esso cartaceo oppure multimediale o fotografico e tutto quanto al mondo sia stato pubblicato da Calabresi
2. Realizzazione di un Corteo Storico sullo sbarco, cattura e prigionia del Re di Napoli Gioacchino Murat accaduta a Pizzo dall’8 Ottobre al 13 Ottobre dell’anno 1815 e sulla rappresentazione scenografica del processo e della fucilazione del Re.
3. Ampliamento del sito Web su Murat ad un sito più ampio contenete la Storia della nostra Regione in modo tale da farlo diventare un punto di riferimento certo per tutti i Calabresi in qualunque parte del mondo essi si trovino.
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PROSPETTO
ANALITICO DEI COSTI PREVENTIVI
(risorse
finanziarie di cui dispone
L’associazione, ivi compresi gli altri eventuali contributi da parte dello
Stato e degli Enti locali)
Attualmente l’Associazione dispone di fondi pari
a € 700, frutto della raccolta delle
quote associative, troppo poco per poter pensare di affrontare la realizzazione
di tali ambiziosi progetti.
I costi analitici dei singoli progetti sono
dettagliatamente indicati negli stessi ai quali si rimanda. Circa il riepilogo
dei costi complessivi si ha:
Biblioteca Tematica sulla Calabria ……………..……..€ 40.000
Corteo Storico Murattiano…………………….……….€ 50.000
Sito Web Murat ……………………………….……….€ 18.000
Riepilogo
costi dei progetti……………………….……€
108.000
Inoltre si
dichiara di non aver richiesto altri contributi ad Enti Pubblici e Privati per
la realizzazione dei progetti di cui alla programmazione allegata alla presente
richiesta.
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DESTINATARI DELLE ATTIVITA’ ED I PERIODI DI SVOLGIMENTO DELLE INIZIATIVE
SONO ESATTAMENTE INDIVIDUATI NELL’AMBITO DEI SINGOLI PROGETTI.
PROGETTO N. 1: Realizzazione di una biblioteca
tematica sulla Calabria ed i suoi abitanti .
TITOLO DEL PROGETTO: BIBLIOTECA CIVICA NAPITINA.
DESCRIZIONE DEL PROGETTO: L’Associazione culturale Gioacchino Murat –ONLUS – si propone tra i propri scopi principale la realizzazione di una biblioteca civica nell’ambito del territorio del Comune di Pizzo. Uno centro di propulsione e diffusione culturale che la Città ha perso da troppi anni per l’insipienza e l’insensibilità delle varie Amministrazioni che si sono succedute. Quello che finora non ha fatto il pubblico vogliamo farlo in privato.
La biblioteca che andremo a localizzare nei locali dell’ex casa comunale, locali che parzialmente sono stati già assegnati all’Associazione richiedente per consentirle di realizzare le proprie finalità, sarà caratterizzata da una moderna impostazione di biblioteca multimediale, non solo libri da far leggere ai richiedenti ma sarà anche una videoteca dotata di videoproiettore con cui proiettare i film in dotazione della struttura, palestra telematica dove i giovani potranno attraverso tre postazioni multimediali collegati ad internet esercitarsi alla conoscenza delle nuove tecnologie informatiche e telematiche, a ciò condotti da docenti opportunamente qualificati. La struttura disporrà inoltre di CD rom e di DVD e delle opportune attrezzature per leggerli e masterizzarli oltre che ricopiarli. Da ultimo la struttura funzionerà anche da fototeca in quanto l’acquisizione, archiviazione, conservazione di foto antiche e moderne è un aspetto della nostra cultura che à degno di un’attenta considerazione.
REALIZZATORI: I componenti tutti dell’Associazione culturale G. Murat, e la cittadinanza di Pizzo alla quale chiederemo i volumi, le videocassette vhs, i CD Rom ed i DVD. La Regione. Il Comune di Pizzo. L’apertura, la custodia e la direzione scientifica della biblioteca sarà garantita dai membri dell’Associazione
SVILUPPO OPERATIVO DEL PROGETTO.
La prima fase del progetto prevede la formazione di una biblioteca storica su Murat, il periodo napoleonico del Regno di Napoli e dell’intera Epopea di Napoleone Bonaparte. Questa ricerca andrà di pari passo alla raccolta o acquisto di tutto quanto risulta scritto sulla Città di Pizzo e sulla Calabria o da Calabresi.
Una biblioteca specialistica sulla Calabria e sui suoi abitanti presente e passati, con un occhio particolare alla storia costituisce il primo passo dell’intera iniziativa.
La seconda fase riguarda l’apertura alle moderne tecnologie e cioè ampliare la biblioteca alla videoteca e fototeca.
MATERIALI OCCORRENTI.
N. 5 scaffali uso biblioteca in legno massiccio dal costo di circa € 5.000;
N. 6 tavoli da lettura con 20 sedie in legno dal costo di circa € 2.500;
N. 1 studio completa di rappresentanza per il responsabile custode della biblioteca € 2.500;
N. 1000 libri da acquistare sul mercato librario dal valore medio di € 10 per un valore complessivo di € 10.000;
N. 500 videocassette vhs dal valore medio di € 12,00 per un valore complessivo di € 6.000;
N. 200 Cdrom dal valore medio di € 15,00 per un valore complessivo di € 3.000;
N. 200 DVD dal valore medio di € 25.00 per un valore complessivo di € 5.000;
Interventi in opere murarie per sistemazione dei locali, compresa l’installazione di un antifurto per complessivi € 5.000
Varie ed eventuali € 1.000.
TEMPO DI REALIZZAZIONE: dal 1 gennaio al 31 dicembre 2003.
VALORE COMPLESSIVO DEL CONTRIBUTO RICHIESTO € 40.000
Il responsabile e richiedente del progetto
(Dott. prof. Giuseppe Pagnotta)
Presidente dell’Associazione “ G. Murat”
PROGETTO
N: 2 Realizzazione di un Corteo Storico sullo sbarco,
cattura e prigionia del Re di Napoli Gioacchino Murat accaduta a Pizzo dall’8
Ottobre al 13 Ottobre dell’anno 1815 e sulla rappresentazione scenografica del
processo e della fucilazione del Re
RELAZIONE ILLUSTRATIVA
PROGETTO PER LA
REALIZZAZIONE DI UNA MANIFESTAZIONE STORICA DENOMINATA
CORTEO STORICO
MURATTIANO
DA REALIZZARE A PIZZO NELL’ESTATE DEL 2003.
Con il patrocinio della
REGIONE CALABRIA
l’Organizzazione è della
ASSOCIAZIONE CULTURALE “Gioacchino Murat” ONLUS di PIZZO
Con la collaborazione delle Associazioni
Storiche:
- IL CIRCOLO CULTURA L’AGORA’ DI REGGIO CALABRIA;
- COMITATO TOLENTINO 815 DI TOLENTINO
e con la compartecipazione del Comune di Pizzo e dell’Associazione Pro-Loco di Pizzo.

LA STORIA
Gioacchino Murat salì sul trono di Napoli nel 1808,
durante il periodo cosiddetto del “decennio francese”, dopo che re Giuseppe,
fratello di Napoleone, venne chiamato
dall’onnipotente congiunto a cingere la corona di
Spagna. Tenne il Regno per soli 6 anni, finchè i Borboni non riuscirono a
recuperarlo alla loro dinastia l’ 8 giugno 1815. In quel giorno Giacchino,
accompagnato da pochi fedelissimi si allontanò dalla città partenopea, per non
cadere in mano ai soldati di Ferdinando IV di Borbone. Si rifugiò ad Ischia e da lì raggiunse la Francia. Non
si diede per vinto, anzi preparò in poco tempo una spedizione per impossessarsi
nuovamente del regno. Nell’ottobre del 1815 partì alla volta della Corsica, e
da qui diresse verso il Salernitano, dove sperava con l’aiuto delle masse di
marciare alla volta di Napoli. Una tempesta, però, sconvolse i suoi piani: le
navi furono spinte a sud; alcune approdarono a San Lucido, vicino Cosenza;
quella che trasportava il sovrano venne sospinta nelle vicinanze di Pizzo. Senza perdersi
d’animo Gioacchino volle ugualmente sfidare la sorte e con pochi uomini a
disposizione sbarcò sulla spiaggia Napitina, confidando di recarsi a
Monteleone, la cittadina che egli aveva elevato a rango di capoluogo di
provincia, e dove sicuramente avrebbe trovato numerosi adepti. Nelle strade di
Pizzo il drappello del re – era la Domenica dell’8 ottobre 1815 – venne
intercettato dalla Gendarmeria Borbonica al comando del Capitano Trentacapilli,
che arrestò l’ex re e lo fece rinchiudere nelle carceri
del locale castello. Informato della cattura dell’ex sovrano, il Generale Vito
Nunziante (quale Capo militare delle Calabrie) si precipitò incredulo da
Monteleone, dove si trovava, a Pizzo e quando si sincerò dell’identità del
prigioniero, usò nei suoi confronti tutti i riguardi dovuti ad un uomo
d’altissimo rango. Ferdinando IV, da Napoli, nominò una Commissione Militare
competente a giudicare Gioacchino, composta da sette giudici e presieduta dal
fedelissimo Nunziante,
a cui il re aveva ordinato di applicare la sentenza di morte – ironia della
sorte! – in base al Codice Penale promulgato dallo stesso Murat che prevedeva
la massima pena per chi si fosse reso autore di atti rivoluzionari; e di
concedere al condannato soltanto una mezzora di tempo per ricevere i conforti
religiosi. Nell’ascoltare la condanna capitale Gioacchino non si scompose.
Chiese di poter scrivere in francese l’ultima lettera alla moglie e ai figli,
che consegnò a Nunziante in una busta con dentro alcune ciocche dei suoi
capelli. Volle confessarsi e comunicarsi, prima di affrontare il plotone di
esecuzione che l’attendeva nel cortile del Castello.Affrontò la morte
eroicamente. Non volle essere bendato e
pregò i soldati di salvare la faccia e mirare al cuore. Erano le 21 del
13 Ottobre 1815 quando il crepitare dei moschetti pose fine, a 48 anni, alla
vita di un personaggio così grande e sfortunato, per il quale vale quanto
sinteticamente ebbe a dire il Conte Agar di Mosbourg: fu un uomo che “seppe
vincere, seppe regnare, seppe morire”. Fu sepolto nella bella Chiesa di San
Giorgio, che 5 anni prima aveva fatto edificare, ma dentro una fossa comune. E
l’atto di morte venne fatto firmare, quali testimoni, da due facchini
analfabeti che apposero un segno di croce.
LA STORIOGRAFIA
Si vede veleggiare al largo una goletta a vela e come si
avvicina alla spiaggia - porticciolo della Marina di Pizzo, qualcuno dallo
<<Spunduni>>, vedendo fermento ed animazione chiama a se qualche
persona per capire ciò che alla Marina stava accadendo. A seguito di ciò tante altre persone si affacciano allo Spunduni
per curiosare mentre altri bambini per vedere meglio di che trattasi vanno a
vedere dalla Piazza dei Castello.
Il misfatto e la tragedia si compiono, si può dire, sulla nave, dove il Cap. Barbarà (Comandante e responsabile di tutta la spedizione in mare) chiede al Re di scendere a terra con il suo passaporto per aver più credito e forse la possibilità di poterlo meglio tradire.
Il Re non è tanto propenso a questo e viene fuori una furibonda lite, alla fine della quale Murat decide di scendere personalmente a terra e chiedere ciò di cui ha bisogno.
<<Tanto, dice, il bravo popolo calabrese mi ama>>.
Presagendo, però che potrebbe imbattersi in qualche scorribanda da parte di qualcuno della popolazione ostile ai francesi, ordina al comandante di stare il più vicino possibile alla riva, dove in caso di necessità, sarebbe stato a portata di mano per una eventuale ed improvvisa fuga.
E’ una bella Domenica dl Ottobre e la Piazza di Pizzo pullula di gente, per lo svolgimento del mercato che abitualmente si faceva in quel giorno.
I passeggeri o viaggiatori del veliero scendono a terra in due o più volte con una
scialuppa. 
Scende per primo, tutto impettito ed in alta uniforme G. Murat seguito dal suo fedele cameriere e da tutto il seguito composto da una trentina di persone tutte in divisa essendo ufficiali, sottufficiali ed uomini in armi.
Si compone un piccolo drappello e dalla spiaggia della Marina si avvia verso Pizzo percorrendo la Via della Chiesa che è piena di persone affacciate ai balconi e che in mezzo alla strada fanno ala al corteo incuriosite dal frastuono che la gente e tanti bambini fanno al seguito del passaggio dello stesso.
Come il corteo arriva in prossimità della Via Marcello Salomone, lasciato Corso Umberto, lo Spunduni è gremito di gente che incuriosita è tutta affacciata alle ringhiere per curiosare.
Arrivato in Piazza il corteo si compone e si schiera con Gioacchino al centro, il cameriere Charles alla sua sinistra ed il Generale Franceschetti alla sua destra.
Ancora la folla
incuriosita non è a conoscenza della identità delle persone che costituiscono
questo drappello. Suonano le campane e la gente inizia a lasciare la Piazza per
recarsi in
Chiesa per la Messa domenicale. In piazza vi era anche
una piccola pattuglia di soldati borbonici anch’essi in attesa di andare in
Chiesa.
Dal seguito di Murat considerato lo stupore e la curiosità con cui venivano guardati, si eleva un grido:
<< Viva il re Gioacchino!>>
<< Viva il Re!>>
Rispondono dallo stesso corteo.
Ma dalla popolazione che gremiva la piazza vi è quasi indifferenza e nessuna partecipazione; anzi la gente che prima sembrava incuriosita incomincia ad allontanarsi imitata anche da coloro che avevano esposto le loro mercanzie.
Notata tale indifferenza il Re dice:
<< Andiamo a Monteleone là troveremo sicuramente dei cavalli!>>.
Si avviano cosi tutti verso la Salita dei Morti con poca gente per la strada e tanta che guarda furtiva dietro le finestre e gli usci delle porte.
Il corteo arriva alla fine della Pineta ( sotto la cabina elettrica) e si ferma per riposarsi un pò prima dl proseguire per Monteleone.
Arriva, avvisato da qualcuno del luogo, il Capitano G. Trentacapilli, in licenza a Pizzo suo paese natale. E’ insieme con il fratello Raffaele ed i soldati della guarnigione del Castello, seguiti da popolani armati di pali di legno e forconi. Vuole sincerarsi degli eventi e vedere di che trattasi considerato il grande fermento trovato lungo le strade.
Vista quella gente in uniforme si para loro davanti e li apostrofa chiedendo chi fossero e Gioacchino gli risponde:
<< Generale non conoscete Il vostro Re?>>
Il Capitano Trentacapilli con immediatezza e spavalderia risponde:
<<Non vi conosco. Il mio Re è Ferdinando!>>
A quell’affronto fatto al suo Re il Gen. Franceschetti
estrae la pistola pronto a sparare al
Trentacapilli, ma il Re lo ferma perché non vuole
spargimento di sangue. Murat cerca di spiegare le ragioni del suo sbarco nel
modo più dignitoso possibile al Trentacapilli, ma da questi riceve solo ed
esclusivamente maldicenze ed ingiurie tanto che alla fine non potendolo
convincere in alcun modo ordina ai suoi uomini di darsi alla fuga presso la Marina dove pensa che vi sia la
nave ad aspettarli. La nave era si alla Marina ma ben lontana dall’essere
raggiunta.
Nella fuga inseguiti dai soldati borbonici a colpi di fucile parecchi uomini di Murat rimangono feriti ed in seguito fatti prigionieri.
Arrivati alla Marina di Pizzo e constatato che la nave non è raggiungibile, Murat ed i suoi uomini cercano invano di varare una grossa barca arenata sulla spiaggia, perché nel frattempo sono stati circondati da gente del luogo che con fare minaccioso li voleva catturare. In loro difesa Pasquale Greco uomo robusto ed ardimentoso, riesce a tenerli a bada fino al sopraggiungere del Trentacapilli e degli uomini della guarnigione del castello.
Dalla lite si passa ai fatti ed anche alle pistole tanto
che oltre ad avere la peggio il seguito di Murat lascia a terra cadavere un suo
ufficiale.
Lo steso Murat viene pestato e quasi spogliato dalle sue vesti ridotte a
brandelli ed una volta immobilizzato assieme ad i suoi uomini, sotto scorta,
viene condotto al Castello. Al suo passaggio tanta gente in mezzo alle strade
lo insulta e lo schernisce mentre altri lo guardano con pietosa compassione
vedendolo ridotto in quel modo, sicuramente non confacente per un Re. La storia
continua al Castello con la venuta del Duca dell’Infantado con i suoi servi che
portarono vestiti e vettovaglie per i prigionieri, prosegue con la venuta del
Generale Nunziante a cavallo con il seguito, delle staffette che a cavallo
vanno e vengono da e per il Castello, degli Ufficiali che costituiscono la
Corte Marziale, del Canonico Masdea per la confessione e dei vastasi per il trasporto
della salma dopo la fucilazione presso la Chiesa di San Giorgio.
IL PROGETTO:
A) RAPPRESENTAZIONE TEATRALE
DEL <<PECCATO DI GIOACCHINO>> PRESSO L’ANFITEATRO
DELLA VILLA COMUNALE DI PIZZO.
La sera precedente la manifestazione la Compagnia Teatrale Pizzitana
rappresenterà presso l’Anfiteatro della Villa Comunale la Commedia il <<Peccato di
Gioacchino>>.
B)
CONVEGNO DI STUDIO SU Gioacchino Napoleone Murat nel Risorgimento Italiano;
Durata prevista la mattina della manifestazione. Sarà organizzata insieme
al Circolo Cultura l’AGORA’ di Reggio Calabria, illustre sodalizio che dal 1995
organizza annualmente, giorno 13 Ottobre, in occasione dell’anniversario della
morte di Gioacchino incontri sul Tema <<Gioacchino Murat: un re tra
storia e leggenda>>. Al Convegno relazioneranno oltre che a storici
locali anche docenti di Storia delle Università Calabresi. Sede prevista Cinema
Moderno di Pizzo.
(è prevista la collaborazione del Comitato Tolentino815 di TOLENTINO)
SOMMARIO
1. OBIETTIVI GENERALI DEL CORTEO STORICO MURATTIANO
Riprodurre
lo sbarco, la cattura, la prigionia, il processo e la fucilazione di Gioacchino
Murat a Pizzo.
2. IL PERIODO DELLA RAPPRESENTAZIONE.
16
Agosto del 2003.
3. A CHI E’ INDIRIZZATO.
Alla
popolazione di Pizzo e dell’intera Regione Calabria; ai turisti che si trovassero a Pizzo e nella Regione e a quanti
sono interessati alla storia locale e nazionale.
4. GLI ATTORI PROTAGONISTI.
Scelti
da una selezione accurata. Devono avere somiglianze somatiche con i personaggi
che interpreteranno nel corteo.
5. LE COMPARSE: IL POPOLO
saranno divisi in quattro
gruppi:
a) Pescatori e marinai;
b) Facchini e scaricatori;
c) Donne Popolane;
d) Contadini e operai.
6. I SOLDATI
Soldati borbonici
Soldati Murattiani
Ufficiali Borbonici
Ufficiali Murattiani
7. I LUOGHI
Dalla Marina di Pizzo al Rione Carmine per finire
in Piazza della Repubblica.
8. IL PROCESSO E LA FUCILAZIONE.
Da svolgere la sera stessa della manifestazione su di un grande palcoscenico da approntare in Piazza della
Repubblica davanti a tutto il popolo calabrese intervenuto.
MARINA DI PIZZO:
* Simulazione dello sbarco (nel tardo pomeriggio un gruppo di barche
provenienti da Vibo Marina con a bordo Gioacchino ed i suoi sbarca alla Marina
di Pizzo).
* Ricomposizione del corteo e
sfilata verso Piazza della Repubblica (durante il tragitto due tamburini
banditori, che precederanno sempre il corteo, illustreranno alla
popolazione la vera storia di Re G. Murat).
RIONE CARMINE – CASTELLO:
* Incontro con il popolo pizzitano (Gioacchino con i suoi si dirige
passando per San Giorgio verso il Rione Carmine luogo in cui si tiene il
Mercato Settimanale di Pizzo per prendere contatto con il popolo).
Piazza della Repubblica:
* Processo (la Giustizia Borbonica su di un palco appositamente preparato, processa il Re di Napoli e lo
condanna a morte con immediata esecuzione della sentenza mediante
fucilazione).
* Fucilazione (La fucilazione:
durerà pochi minuti ma sarà il momento culminate che chiuderà il corteo).
Personaggi:
1.
Gioacchino Murat;
2.
Generale
Franceschetti;
3.
Maresciallo di
Campo NATALI;
4.
CALVANI
Sotto-ispettore;
5.
Pernico,
capitano, morto sulla spiaggia;
6.
Biciani, capitano;
7.
Poggi, cameriere
del Re;
8.
Armand, valletto
del Re;
9.
Altri 22 soldati
al seguito di Murat;
10. Capitano Gregorio Trentacapilli;
11. Generale Vito Nunziante;
12. Canonico Antonio Tommaso Masdea;
13. Pasquale Greco, patron di barche;
14. Tenente Barba, della dogana della Marina di Pizzo;
15. Tavella, soldato borbonico ex murattiano;
16. Francesco Alemanni, Francesco Salomone e il
sergente Sanadres si uniscono a
Murat;
17. Giuseppe Pellegrino, pizzitano, nemico giurato dei
francesi;
18. Comandante DEVOUX, responsabile del Forte “LA MONACELLA”;
19. Signora Felicia Ascoli, popolana di Pizzo;
20. Don Tommaso Caparrotta, il marito;
21. Giorgio Grillo di Pizzo;
22. Antonio Catalisano;
23. Antonio di Cola;
24. Fortunato Sardanelli detto Balà;
25. Donna Gianna Coletta, popolana che malmenò Murat;
26. Francesco Alcalà Y Cebrian; rappresentante del Duca
dell’Infantado a Pizzo;
27. ROBINSON, ammiraglio della flotta inglese nella rada di
Pizzo;
28. Capitano Giuseppe STARACE, ufficiale borbonico,
29. LA CAMERA, procuratore reale;
30. Galeano, bastaso;
31. Girolamo Tranquillo, Sindaco di Pizzo;
32. Barone Cesare Antonio Malacrinis;
33. Antonio Mattei, decurione del Comune di Pizzo.
MATERIALI OCCORRENTI:
1) Goletta, barche e
eventuale pontile per lo sbarco;
2) Divise per Murat
e per il suo seguito;
3) Divise per
Trentacapilli e per i soldati della guarnigione;
4) Fucili;
5) Carri, carretti,
cavalli, muli, asini, balle di paglia, panche di legno, ceste, cofine, panieri,
tavola per pane fresco, pane, ogni tipo di frutta, di ortaggi e roba dl
stagione, polli, capre, pecore. mucche, maiali.
6) Artigiani che
vendono le loro mercanzie tipo: Ricottari, pescivendoli, cantinieri;
7) Allestimento di
un palco, con relativi annessi e connessi, in Piazza della Repubblica con
almeno 1000 sedie in modo da consentire alla popolazione di seguire il processo
e la fucilazione di re G. Murat;
8) Eventuali divise
per i componenti
della commissione della Corte Marziale e di tutti i soldati sia borbonici che
francesi.
PIANO FINANZIARIO:
|
Noleggio
Goletta o in alternativa barche con annesso equipaggio di vogatori per una
giornata
|
3000 |
|
N. 50 costumi dell’epoca |
3000 |
|
Noleggio palco ed attrezzature necessarie |
4000 |
|
Acquisto fucili dell’epoca ed altre armi che saranno esposte nel
Castello |
10000 |
|
Compenso attori
professionisti del Processo e della Fucilazione e della Commedia il peccato
di Gioacchino |
10000 |
|
Acquisto
attrezzatura varia per la ricostruzione in Piazza della Repubblica e Rione
Carmine di un ambiente il più vicino
possibile a quello del Mercato che si svolse a Pizzo Domenica 8 Ottobre 1815
giorno dello sbarco di Gioacchino |
5000 |
|
Pubblicazione, stampa e diffusione su tutto il territorio
regionale di un opuscolo illustrativo della manifestazione |
3000 |
|
Spese di
pubblicità e propaganda - Costo del Convegno
di studi |
2000 |
|
Spese accessorie generali varie |
7000 |
|
Costo della rappresentazione teatrale “U peccato di Gioacchino” |
3000 |
Totale contributo richiesto € 50.000
Il Gruppo di Progetto
1
Francesco Cortese
2)
Giuseppe Pagnotta
3) Giuseppe Procopio
4)
Pasquale Corallini
5)
Domenico Pacifico
PROGETTO N. 3:
Ampliamento del
sito Web su Murat ad un sito più ampio contenete la Storia della nostra
Regione. Realizzazione di un Internet Point
e di un centro di addestramento alla programmazione di siti web.
RELAZIONE
ILLUSTRATIVA
Intestazione
Home Page Attuale:
|
Museo Virtuale Gioacchino Murat Re di Napoli |
||
|
Virtual
Museum Joaquin Murat king of Naples. "Lo sbarco, l'arresto, il processo, la fucilazione, la sepoltura di Re Gioacchino Murat. Foto, stampe dell'epoca, testimonianze, personaggi.....il racconto virtuale di una vicenda che avrebbe potuto cambiare la storia europea e quindi del mondo intero....">. |
OBIETTIVI
DEL PROGETTO
Il nostro sito
che ha realizzato nei suoi pochi medi di vita
quasi tre mila visite, per il suo contenuto culturale, di particolare
rilevanza per la nostra Regione, merita a nostro parere oltre che essere
migliorato anche di essere ampliato. Introducendo nuove pagine sulla nostra
Regione con particolare riferimento agli aspetti storico culturali.
Che la nostra Associazione abbia la tecnologia per
costruire un sito web lo dimostra l’esistenza dell’attuale http://www.murat.it dove chiunque da qualunque parte del mondo può collegarsi senza
alcun problema.
A CHI E’
RIVOLTO
Tale iniziativa è rivolta verso tutti i Calabresi sia
residenti (pochi), che sparsi ai quattro angoli della Terra (la maggioranza).
Serve a mantenere l’identità culturale e storica della
nostra gente, serve ad essere sempre con loro, a farli sentire meno lontani,
serve ad aiutare a vincere la malattia dell’emigrante, la nostalgia della
propria terra amara che ha costretto tante e tante migliaia di calabresi a
lasciare la propria terra d’origine.
ENTE
REALIZZATORE: Associazione
culturale G. Murat. ONLUS
DURATA: Anno 2003.
PIANO
FINANZIARIO
I costi dell’iniziativa:
Ø
n. 2 personal computer
multimediali completi per la programmazione di siti web e per il relativo
collegamento internet. CPU Pentium 4 . n. 2 HD 80 GB cadauno per le
elaborazioni video, scheda video con espansioni televisive, n. 2 modem ISDN, n. 1 masterizzatore di CD, n. 1
masterizzatore di DVD, n. 2 schede audio, n. 2 web cam per i collegamenti
telefonici tramite internet; n. 2 licenze del software Frontpage della
Microsoft per la costruzione delle pagine web, due scrivanie supporti e due poltroncine, varie ed eventuali il tutto per un costo
complessivo di circa € 5.000.
Ø
n. 500 pagine web da
acquisire o costruire in proprio attraverso rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa per un costo complessivo di € 8.000.
Ø
acquisto di un server
web dedicato presso un Internet Provider che offre servizi di hosting per un
costo triennale di circa € 3.000.
Ø
varie ed eventuali €
2000.
Tale
attrezzatura consentirebbe anche di creare un Internet Point da mettere al
servizio della Comunità, oltre che di
rendere possibile l’organizzazione di corsi di formazione per avvicinare
quanti lo desiderano all’uso delle nuove tecnologie.
COSTO TOTALE DEL PROGETTO € 18.000
IL RESPONSABILE DEL PROGETTO
dott.
prof. Giuseppe Pagnotta
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Pizzo li 27 Luglio 2002
IL
RICHIEDENTE
dott.
prof. Giuseppe Pagnotta
(Presidente
dell’Associazione Culturale
Gioacchino
Murat Onlus)
