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INCONTRI CULTURALI CON LA STORIA Le “verità” controverse sulla fine di Gioacchino Murat Nell’ambito delle manifestazioni culturali collegate alle Giornate Murattiane d’Autunno un interessantissimo incontro culturale si è svolto Giovedì 10 Dicembre 2009 nei locali del Museo della Tonnara di Pizzo Marina. L’incontro organizzato dall’Associazione culturale Gioacchino Murat Onlus di Pizzo ha avuto come relatore il Dottor Agostino CARRABBA ed è stato moderato dal Prof. Daniele Marino. Presente un folto pubblico costituito oltre che dai soci e simpatizzanti dell’Associazione anche da semplici cittadini curiosi di fare un tuffo in quel passato non molto lontano che vide i propri avi partecipi di un avvenimento che avrebbe potuto cambiare la storia. Se lo sbarco di Murat al Pizzo di Calabria avesse avuto esito positivo per il Re, quali avrebbero potuto essere le conseguenze sul piano politico generale dell’epoca? E’ stato chiesto al relatore. Murat era appoggiato dalla Massoneria che a Vibo Valentia era molto forte? Era questo il motivo per cui Egli voleva raggiungere la città di Vibo? Come veramente reagirono gli abitanti di Pizzo allo sbarco di Gioacchino Murat? Quelli che aggredirono e contribuirono alla cattura del Re erano veramente cittadini ordinari di Pizzo o non piuttosto una masnada di facinorosi al soldo dei maggiorenti borbonici che avevano ripreso il governo della città dopo il Decennio Francese? Il Relatore profondo ed appassionato studioso della Storia Murattiana, ha brillantemente risposto a queste ed altre domande coinvolgendo il pubblico in un’atmosfera senza tempo fluttuante nell’epoca remota revocata. Murat non poteva vincere, lo sbarco era destinato all’insuccesso. Le spie borboniche tenevano sotto controllo Murat fin dalla sua partenza dalla Corsica. Murat era il capo della Massoneria del tempo. E certamente se fossa arrivato a Vibo avrebbe ricevuto quegli aiuti e quel sostegno che sono mancati a Pizzo. La gran maggioranza dei Pizzitani aveva accolto Murat con i suoi seguaci in modo non ostile anzi con indifferenza, gli assalitori della Marina erano i seguaci del Pellegrino da costui istigati contro il re francese e non gli abitanti di Pizzo che erano rimasti chiusi nelle loro case. Questi interessanti temi, ulteriormente approfonditi dagli interventi del pubblico, hanno dimostrato come la storia di Re Gioacchino e di Pizzo presentano a distanza di quasi due secoli molte aree grigie che dovranno essere studiate ed ulteriormente approfondite negli anni futuri. |
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