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“RINNOVARE CONSERVANDO” Convegni di Studi storici all’Istituto Tecnico Nautico di Pizzo Trasmettere la storia in pillole ai nostri giovani studenti per farla diventare uno strumento di vita. Questi erano gli obiettivi fondamentali dell’importante Convegno di Studi svolto nell’Aula Magna dell’ITN di Pizzo nella mattinata di Venerdì 11 Dicembre 2009. I relatori da programma erano Il prof. Saverio DI BELLA Ordinario di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Messina e la Professoressa Elena De Filippis Dirigente Scolastica presso l’Istituto ospitante, moderatore il Professore Domenico SORACE Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Murat. Presenti oltre agli alunni ed ai docenti dell’ITN anche un folto gruppo di soci e simpatizzanti dell’Associazione Murat. Presenti anche l’Avvocato Joseph Feroleto ed il Dottore Giuseppe Ceravolo. Il Convegno organizzato nell’ambito delle Giornate Murattiane d’autunno dall’Associazione Gioacchino Murat da sempre impegnata con il proprio presidente Giuseppe Pagnotta nella crescita culturale e morale dei giovani prevedeva in scaletta una prima relazione, affidata al Prof. DI BELLA sull’influenza del Decennio Francese in Calabria ed una seconda affidata alla Professoressa Elena De Filippis dal titolo “Libertà e dialogo interculturale: fattori di crescita della Società multietnica”. La prima, svolta in assenza del Prof. Saverio DI BELLA, dal Prof. Placido CURRO’ dell’Università di Messina Facoltà di Lettere Dipartimento di Storia Contemporanea, ha delineato i principali interventi realizzati dai Re di Napoli del Decennio Francese. L’affrancamento dalla feudalità iniziato dal Re Giuseppe Napoleone e poi completato da Re Gioacchino Murat è stata la misura più importante. Ha impresso alla Storia una decisa svolta verso l’evoluzione ed il progresso. Con questa legge vennero dichiarati illegittimi i fondamenti dello stato feudale che furono portati nell’Italia Meridionale dei conquistatori Normanni intorno all’anno mille. Erano francesi coloro che fondarono lo stato feudale così come erano francesi coloro che lo sostituirono con lo stato unitario moderno. Molti altri furono le cose buone fatte dai francesi: costruirono molte opere pubbliche (strade e ponti), riorganizzarono lo Stato secondo criteri e modalità ancora oggi esistenti, modificarono il sistema tributario rendendo il prelievo uguale per tutti mentre prima i nobili ed i preti non pagavano le tasse, resero l’istruzione obbligatoria ponendo tale obbligo in capo alla Chiesa, introdussero il Codice Napoleonico quale compendio di leggi unico uguale per tutti mentre prima non esisteva un sistema coordinato di leggi uguali per tutti. Ad esempio la Chiesa aveva le proprie leggi con propri tribunali. Ma la cosa più importante portata dai francesi fu quel grido che, partendo dalle barricate delle Rivoluzione francese “ Libertà, uguaglianza e fratellanza” , si propagò in tutta Europa contribuendo in modo decisivo al riscatto dei popoli europei. Ebbene ai nostri tempi nuovi popoli e nuove genti bussano alle porta dell’Europa e dell’Italia. Anche loro hanno diritto ad essere liberi, ad essere trattati da uguali e da fratelli. Sono i valori della Rivoluzione francese, ormai diventati diritti fondamentali dell’uomo, che riprendono vigore verso la nuova sfida che è la società multietnica.
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