CONVEGNI
Al convegno oltre che i diversi cultori dell'epopea murattiana sparsi sul territorio e i numerosi storici locali, hanno partecipato in modo significativo, accompagnati dai relativi docenti, gli alunni dell'Istituto Tecnico Nautico di Pizzo nonché i ragazzi delle scuole superiori di Vibo.
Al convegno hanno partecipato la delegazione della famiglia Murat, giunta a Pizzo nel pomeriggio dello scorso mercoledì 11 Ottobre, composta dal principe Didier Murat e dalla moglie Anne e lo scrittore francese Alfio Pappalardo di Palomphin.
In rappresentanza della città di Pizzo è, invece, intervenuto l'assessore alla cultura Ivano Tuselli.
Dopo i saluti del presidente Giuseppe Pagnotta, il moderatore Domenico Sorace ha dato la parola al relatore Franco Cortese, il quale ha esordito con una breve relazione introduttiva sulla tematica proposta dal convegno. A seguire vi è stato l'intervento del professore Vincenzo Villella, noto ed apprezzato storico lamentino, il quale ha dato una chiara risposta al quesito oggetto del dibattito sostenendo che sia Napoleone che Gioacchino Murat erano dei puri e semplici conquistatori che. In direzione completamente opposta è, invece, andato l'intervento di Agostino Carrabba, conosciuto storico vibonese, il quale operando una netta distinzione tra Napoleone e Murat attribuisce al solo Napoleone la qualifica di conquistatore. Carrabba a proposito di Murat afferma che questo, con la sua azione di governo, è riuscito a svolgere il ruolo di liberatore della popolazione del sud, liberandola con i suoi decreti attuativi dalle strutture feudali, dall'ignoranza con gli interventi in tema di istruzione obbligatoria, dal sottosviluppo con le azioni nel campo delle opere pubbliche.
Al termine dell'intervento di Agostino Carrabba, nella sala conferenze del Museo della Tonnara, si è sviluppato un interessante dibattito al quale hanno preso parte anche i principi Murat, chiedendo chiarimenti in merito ad alcune affermazioni dei relatori.
Nell'ambito della manifestazione c'è stata la presentazione ufficiale del libro "Murat è a Pizzo" scritto da Alfio Pappalardo.
L'autore francese all'interno dell'opera racconta degli ultimi giorni, fino alla fucilazione, del Re di Napoli nella città di Pizzo.
Pappalardo con la sua opera ha inteso perseguire lo scopo di sconfessare le affermazioni di Alexandre Dumas in merito alla presunta distruzione o trafugamento delle spoglie del re Gioacchino, infatti, come afferma lo scrittore francese, in Francia, coloro che si limitano alla lettura del solo Dumas sono convinti che i resti dello sfortunato Re non siano più conservati nella Chiesa di San Giorgio a Pizzo. Pappalardo, quindi, nel suo libro sostiene la falsità delle affermazioni del Dumas dimostrando la permanenza dei resti dello sfortunato Re in quel di Pizzo, coerentemente con l'orientamento prevalentemente diffuso non solo a Pizzo e nel Vibonese ma anche in Italia.

GRUPPI Saverio Di Bella, insigne storico nonché professore Ordinario di Storia Moderna presso la Facoltà di Magistero dell'Università degli Studi di Messina.ORICI PARTECIPANTI"
............







