IL QUOTIDIANO VIBO E PROVINCIA
di Giovedì 17 ottobre 2002
Pizzo. La cerimonia presso
l’omonimo castello, teatro della sua fucilazione il 13 ottobre del 1815
RICORDATO
IL RE DI NAPOLI
GIOACCHINO
MURAT
PIZZO
– L’annunciata manifestazione di commemorazione della fucilazione del re di Napoli, Gioacchino Murat Napoleone, avvenuta nel maniero napitino il 13 ottobre del 1815, organizzata dall’associazione Onlus “Gioacchino
Murat”, si è svolta alla presenza di un folto pubblico. Il presidente Pino Pagnotta,
dopo aver annunciato che la commemorazione avrà cadenza annuale, si è ripromesso di far
sviluppare e far crescere ulteriormente il sodalizio. Ha pure accennato
all’origine dell’associazione che proviene dalle radici dell’altra benemerita
associazione presieduta da Franco Cortese, col nome di “Associazione Pro
Castello”. La manifestazione ha avuto inizio con la posa di una corona, cui sono seguiti gli interventi dell’avvocato Domenico Sorace e dello storico locale
Franco Cortese. Alle relazioni ufficiali, tenute all’interno del Duomo di S.
Giorgio da Pietro D’Amico, Agostino Carrabba e Franco Cortese, è seguita la messa in suffragio dello
sfortunato re, i cui resti riposano in una fossa comune e mai ritrovati.
Tra gli altri, si è notata la
presenza dell’assessore alla Cultura
Ivano Tuselli,dell’ex senatore Murmura, dell’assessore Giamborino, della
pittrice Marisa Costa, del comandante
Giuseppe Lo Giacco, della redattrice del periodico “Il
Gabbiano” Carmesissi Malferà. Tuselli
ha elogiato i meriti dell’associazione “Gioacchino Murat”, quale benemerito sodalizio per la ricerca storica delle
radici di Pizzo, ripromettendosi di
fornire il massimo appoggio a tutte
quelle associazioni che hanno intenzione di fare vera cultura.
L’avvocato Sorace ha posto l’accenno sulla figura di Gioacchino Murat, figura centrale dell’epopea napoleonica e precursore del risorgimento italiano, sia
dal punto di vista letterario col
Proclama di Rimini che da quello dell’azione concreta.
Interessante
l’affermazione di Agostino
Carrabba, secondo cui si è cercato in tutti i modi, specialmente
in Francia, di nascondere la figura e la grandezza di Murat, che ha definito “forse più grande dello stesso Napoleone”.