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Via
Gioacchino RASPONI
da piazza XX Settembre, attraversa la piazza Kennedy e arriva
alla
piazza Duomo - Città. Si tratta dell'antica strada del Duomo che
nel vecchio stradario comunale è indicata con la percorrenza:
"dalla piazza dell'Aquila a quella del Duomo». Fu intitolata al
Rasponi nel 1881 soltanto 4 anni dopo la sua morte. Era il
figlio
primogenito del conte Giulio Rasponi e della principessa
Donna Luisa, figlia di Re Gioacchino Murat, ed era nato a
Trieste l'8 marzo 1829. Nel 1858 aveva sposato la
principessa Costanza Ghika, appartenente ad una famiglia di
magnati romeni originari d'Albania; il padre della sposa
Costantino era il Grande Gospodaro della Valacchia.
Ecco quello che scrisse di lui «Il Monitore delle Romagne»
il giornale del partito progressista da lui fondato nel 1874:
«Poco
più
che ventenne, fu dei pochi patrizi che sotto il giogo
papale congiurassero a rovesciarlo: e l'alba avventurosa
del
1859 lo vide primo prodigare sacrifici e sostanze per rendere
durevole
un'era nuova di libertà, d'indipendenza alla sua cara
Italia. Fu deputato nello stesso anno alla Costituente delle
Romagne;
e dopo, per una serie quasi non interrotta di oltre
tre lustri, ebbe seggio costante in Parlamento, di cui fu anche
Vice
Presidente e sempre poi uno dei membri più intelligenti,
autorevoli
e
stimati. Per solo eccesso di amor patrio sì sobbarcò nel 1873
all' ingrato ufficio di Prefetto a Palermo: volle ordinamenti
severi,
ma ossequiosi al culto delle leggi e della libertà. E quando gli
uomini del Governo di allora tentarono di offendere l'una
e l'altra,
sdegnoso rifiutò l'opera sua, e tornò nel continente; grande
della
sua lealtà e fierezza, se non ricco di allori conseguiti».
Per la sua terra natale ebbe più che affetto, delirio. Le
prodigò
cure,
studi e lavoro indefesso, nelle molteplici cariche sostenute,
e
di Sindaco negli
anni
1963-64-65-73, e di semplice Magistrato e di Presidente di
associazioni.
Nel dicembre 1874 il Consiglio direttivo della Società Operaia
di
Mutuo Soccorso Maschile, fondata a Ravenna nel 1863 con
1268 soci effettivi,
per
festeggiare il primo decennio dalla fondazione, decise di
farsi
promotore per l'istituzione anche di una Società Operaia per
le donne. E per
iniziativa
della contessa Costanza Ghika Rasponi si formò un
Comitato composto di ventitre signore; e nell'anno successivo fu
approvato lo Statuto della nuova Società. Prima Presidente fu la
contessa Costanza
Ghika Rasponi. A soli 40 anni età, il 10 settembre 1877, a
Selbagnone di Forlimpopoli, ebbe termine la vita di Gioacchino
Rasponi; la salma fu trasportata e tumulata nella tomba
gentilizia
di
famiglia a Mezzano.
Note
Nel giorno del primo anniversario della morte fu pubblicala
una "Commemorazione funebre», un volume di pagg. 126, -
Ravenna 1878 - Tipografia Calderini, nella quale venivano messi
in luce sia i particolari meriti dell'uomo sia le manifestazioni
di
generale cordoglio che si ebbero in occasione della
scomparsa di quest'uomo benemerito.
Ricordiamo pure un opuscolo di Francesco Tarducci di pagg. 37 -
Bologna,
Zanichelli - che porta il titolo «Gli ultimi giorni del Conte
Gioacchino Rasponi».
Ritengo doveroso ricordare il fratello di Gioacchino, il conte
Pietro, anch'egli uomo di fervidi sensi liberali che alla caduta
del
Governo
pontificio fu eletto Deputato per l'Assemblea delle
Romagne.
Come Capitano di cavalleria, partecipò alle azioni
militari
degli anni 1859 come addetto al Quartiere Generale
dell'imperatore Napoleone, e a quelle del 1860. Mori a
Savignano nel 1878, un anno dopo la scomparsa del fratello; e
come
lui fu sepolto nella tomba gentilizia di Mezzano. |