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ngolo DELLA LETTURA da OBIETTIVO VITA Pubblicazione trimestrale della Lega Italiana contro i tumori Sezione di Napoli
NAPOLEONE e la Campagna d'Italia di G. D'ERPICO
Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769, l'anno successivo a quello dell'annessione alla Francia della Corsica, ceduta da Genova. Il padre, Carlo, si era distinto nella Lotta per la liberazione della Corsica, come attivo militante del partito di Paoli. Nel 1779 Napoleone ottenne una borsa di studio, con la quale gli fu possibile frequentare l'Accademie Militaire di Brienne. Nel 1785 morì il padre Carlo Bonaparte, che lo aveva designato, pur essendo secondogenito (primogenito era Giuseppe), capo della famiglia, che peraltro versava in precarie condizioni economiche. Napoleone completò gli studi militari all'École Militaire di Parigi, presso la quale ricevette un'ottima preparazione come ufficiale di artiglieria. Lasciata la Scuola Militare come sottotenente, prestò servizio a Valence e ad Auxonne. Nel 1792, durante la guerra dichiarata dall'Assemblea all'Austria, Napoleone dimostrò grande professionalità e zelo, sicché, fu promosso capitano, grado con il quale visse i grandi eventi della Rivoluzione. Successivamente Egli, che si era sempre distinto come ufficiale di cavalleria, fu chiamato a partecipare alle operazioni di assedio contro Telone, che si era ribellata all'Assemblea chiamando in propria difesa gli Inglesi. Le truppe francesi di assedio erano comandate dal Generale Carteaux, assolutamente incapace per l'impresa affidatagli. A Carteaux successe prima Doppet e poi Dugommier, ma l'ufficiale che si distinse di più fu Napoleone Bonaparte, il quale all'inizio del 1794, dopo la presa di Tolone, fu promosso Generale di Brigata e, subito dopo, fu nominato comandante di artiglieria dell'armata per la spedizione in Italia. Sotto la direzione del Generale Schéren Egli non ebbe alcuna possibilità di distinguersi in quella prima campagna d'Italia. Tornato a Parigi, Napoleone attraversò un periodo di delusioni e di povertà, tanto da pensare ad un eventuale arruolamento nell'armata della Turchia; peraltro, essendo piccolo di statura, esile e mal vestito, nessuno poteva immaginare in lui il futuro Protagonista e Imperatore di Francia.
La sua condizione migliorò radicalmente nell'autunno del 1795, quando ebbe occasione di distinguersi, agli ordini di Barras, nell'operazione condotta a Parigi per sedare una sommossa popolare per il rincaro degli alimenti e la continua guerra alle frontiere. Da quel momento la vita di Napoleone cambiò radicalmente. Ai primi di marzo 1796 sposò la bellissima creola Josephine, vedova del visconte Beauharnais, sei anni più vecchia di Lui, ma molto bene introdotta negli ambienti di Parigi. Subito dopo il matrimonio Napoleone ottenne il comando in campo dell'Armata in Italia, in quel momento in grande difficoltà per la scarsezza di mezzi a disposizione. Alla fine di marzo 1796, subito dopo il matrimonio, Napoleone raggiunse il quartier generale delle truppe accampate a Nizza: un esercito di 30.000 soldati, bisognosi di ogni cosa. Egli indirizzò alle truppe un proclama rimasto famoso. "Voi siete mal nutriti e pressocchè nudi, ma io sto per portarvi nella più fertile pianura del mondo. Davanti a voi ci sono grandi città e ricche province, dove noi troveremo onore, gloria e ricchezze". Napoleone entrò in Italia il 10 aprile 1796, con l'intento di separare i Piemontesi dagli Austriaci. Il piano ebbe subito grande successo con le azioni di Montenotte, Millesimo e Lodi, dopo le quali Egli indirizzò al popolo italiano proclami, che consideravano con rispetto la religione cattolica, ma parlavano soprattutto con il linguaggio delle libertaria conseguita in Francia e conseguibili in Italia. Dopo le prime vittorie di Napoleone il Re di Sardegna, Vittorio Amedeo, chiese la pace e la stessa cosa fecero subito dopo il Papa e i Duchi di Parma, Modena e Toscana. In quel momento Napoleone Bonaparte cominciò a coltivare sogni di grandezza, ma si convinse che prima di realizzarli era necessario sconfiggere gli Austriaci. Intanto le sue truppe si erano meglio organizzate ed equipaggiate, sicché si può dire che da quel momento cominciarono le vere operazioni della campagna d'Italia. La vittoria conseguita con l'attraversamento del Ponte di Lodi fu un tale successo che il nome di Napoleone divenne subito famoso in Francia e in tutta l'Europa. Fu allora che i soldati affibbiarono a Napoleone il nomignolo di "Piccolo Caporale". A Maggio dello stesso anno Egli entrò trionfalmente a Milano e poté scrivere al direttorio di Parigi "La Repubblica è padrona di tutta la Lombardia". Successivamente Egli costrinse l'Austria a chiedere la pace e, subito dopo, fondò le Repubbliche Cispadana, Cisalpina e Ligure, con le quali buona parte dell'Italia veniva amministrata con lo stesso regime della Francia, mentre si andavano preparando le procedure per l'annessione. Napoleone era stato capace, in pochissimo tempo, di riformare il suo esercito e di fare conquiste importantissime senza alcun costo per la Francia, alla quale anzi Egli mandò grandi quantità di denaro e opere d'arte. Con il trattato di Campoformio del 17 ottobre 1797 l'Imperatore d'Austria, anche come conseguenza delle sconfitte subite in Italia, fu costretto a cedere alla Francia la riva sinistra del Reno.
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